atSistemas, nella sua strategia di internazionalizzazione, apre un nuovo ufficio in Marocco

  • atSistemas espande la sua presenza internazionale aggiungendo il Marocco alla sua rete di sviluppo a distanza.
  • Il 2022 si chiude con tre aperture internazionali, Stati Uniti, Regno Unito e Marocco, rafforzando così la strategia di espansione
    internazionale dell’azienda.
  • Questa espansione internazionale, a livello operativo e di talenti, si rafforza grazie alle politiche di lavoro flessibili e agli oltre 2.200
    professionisti che fanno di atSistemas una delle aziende più attraenti per i talenti.

atSistemas, società spagnola di servizi tecnologici con oltre 2.200 professionisti in Italia, Portogallo, Uruguay, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti, sta espandendo la sua presenza internazionale con una nuova sede in Marocco.

Dopo le aperture di Miami e Londra, atSistemas continua a puntare sull’internazionalizzazione e con questa nuova apertura si propone di cercare nuovi talenti internazionali per aiutarli a sviluppare l’ecosistema tecnologico locale ed esportare il modello di lavoro flessibile e a distanza dell’azienda.

Anche se la nuova sede di atSistemas sarà situata nella città di Tetuan, fornirà servizi completi incentrati sull’assistenza alle aziende nel loro percorso di trasformazione digitale con talenti che lavorano da qualsiasi parte del Paese.

atSistemas si concentra sulla sua strategia di espansione internazionale

L’apertura di questi nuovi uffici in Marocco rappresenta un nuovo passo nel piano strategico quadriennale 2021-2024 e una nuova sfida ricca di nuovi progetti entusiasmanti e molti successi da raggiungere.

Le nuove aperture, che avverranno nel corso del 2022, rappresentano un importante passo avanti per l’azienda spagnola nella sua strategia di internazionalizzazione e nel suo piano di espansione.

Da un lato, Miami è un’enclave fondamentale per il business negli Stati Uniti e un punto strategico per investire in tecnologia e continuare a crescere, offrendo connessioni decisive per il business.

D’altra parte, il Regno Unito è il Paese europeo con il più alto volume di affari nel settore IT. L’incorporazione di atSistemas in questo Paese e la recente acquisizione della società scozzese New Verve hanno fatto sì che l’azienda diventasse un Platinum Partner di Atlassian e migliorasse la sua posizione competitiva nel mercato britannico.

L’inserimento del Marocco, in questo piano di espansione internazionale, rappresenta un nuovo passo nel piano strategico dell'azienda e una nuova sfida ricca di nuovi progetti e successi da raggiungere.

Informazioni su atSistemas  

atSistemas è una società di consulenza, servizi informatici e sviluppo software presente sul mercato dal 1994. Con oltre 2.200 professionisti che offrono soluzioni innovative e accompagnano più di 500 clienti nella loro trasformazione digitale.

atSistemas lavora su progetti internazionali in Germania, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Israele, Italia, Portogallo, Regno Unito, Romania e Svezia. atSistemas è un’azienda ”Agile First”, che agisce con la flessibilità di una start-up attraverso l’ecosistema dei suoi 21 Expert Center, un ambiente collaborativo perfetto per l’innovazione e l’eccellenza tecnologica.

Contatti:
marketing@atsistemas.it
(+ 39) 0267739110

BFF Banking Group: Terzo Report 2022 “Macro perspectives for Spain and the Finances of its Regional Governments – Spain and its territorial entities in 3Q2022: prepared for the slowdown, but Spain could avoid the recession”

BFF Banking Group, maggiore operatore di finanza specializzata in Italia, tra i leader in Europa nella gestione e nello smobilizzo pro soluto di crediti commerciali vantati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni, nei Securities Services e nei Servizi di Pagamento, ha pubblicato il terzo report della serie Macro perspectives on Spain and its regional governments’ finances, “Spain and its territorial entities in 3Q2022: prepared for the slowdown, but Spain could avoid the recession”che considera il terzo trimestre del 2022 e descrive l’impatto che lo scenario economico globale sta avendo sul mondo delle imprese spagnole.

Sul sito di BFF Banking Group è disponibile un executive summary, sia in lingua inglese, sia in spagnolo.

De Luca & Partners – Si configura lo straining quando gli episodi vessatori mancano di continuità e di un intento persecutorio da parte del datore di lavoro

Di Avv. De Luca e Avv. Cairoli

Con l’ordinanza 32020/2022, pubblicata il 28 ottobre 2022, la Corte di Cassazione, IV sezione civile, si è espressa circa i tratti distintivi che differenziano lo straining dal mobbing.

La vicenda processuale trae origine dal ricorso presentato dinanzi al Tribunale di Paola da una dipendente comunale che lamentava di essere stata destinataria di condotte persecutorie da parte dell’ente datoriale e di aver subito un demansionamento in virtù della revoca del suo incarico di responsabile, assegnato ad altro dipendente, con conseguente domanda di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale patito.

Le domande della ricorrente venivano respinte sia nel primo che nel secondo grado di giudizio, in quanto, secondo la corte territoriale, la revoca dell’incarico della lavoratrice era conseguita ad una riorganizzazione dell’ente e dei relativi responsabili e, in ogni caso, la ricorrente non aveva allegato né provato la sussistenza di un intento persecutorio del datore di lavoro nei suoi confronti.

La lavoratrice ricorreva dunque per la cassazione della sentenza, adducendo tra gli altri motivi di ricorso, l’apparenza e l’incomprensibilità della motivazione, in quanto la Corte territoriale avrebbe ignorato che il datore di lavoro l’avrebbe sottoposta ad una lenta erosione del suo mansionario e che le sarebbero stati rivolti epiteti ingiuriosi. La prova degli elementi costitutivi del mobbing, secondo la lavoratrice, sarebbe
stata ricavabile anche applicando il ragionamento presuntivo.

Secondo la lavoratrice inoltre, la corte territoriale avrebbe dovuto comunque riconoscere, pur negando la ricorrenza di un’ipotesi di mobbing, la sussistenza di una condotta di sostanziale esautoramento di essa
ricorrente dalle sue mansioni, con conseguente onere del giudice di appello, esclusa la presenza di un intento persecutorio, di valutare se, in base agli elementi dedotti, altre circostanze consentissero di risalire in via presuntiva al fatto ignoto della presenza di un più tenue danno, come quello dipeso dallo straining.

Nel rigettare il ricorso della lavoratrice, la Corte di Cassazione, con l’ordinanza in commento, coglie l’occasione per ricostruire la giurisprudenza di legittimità in materia di mobbing e straining.

Per ciò che concerne lo straining, gli ermellini rimarcano che, ai sensi dell’art. 2087 c.c., norma di chiusura del sistema antinfortunistico e suscettibile di interpretazione estensiva in ragione del rilievo costituzionale del diritto alla salute, il datore è tenuto ad astenersi da iniziative che possano ledere i diritti fondamentali del dipendente mediante l’adozione di condizioni lavorative “stressogene” (c.d. straining).

Pertanto, il giudice del merito, pur se accerti l’insussistenza di un intento persecutorio idoneo ad unificare gli episodi in modo da potersi configurare una condotta di mobbing, è tenuto a valutare se, dagli elementi dedotti – per caratteristiche, gravità, frustrazione personale o professionale, altre circostanze del caso concreto – possa presuntivamente risalirsi al fatto ignoto dell’esistenza di questo più tenue danno (Cass., Sez. L, n. 3291 del 19 febbraio 2016).

Inoltre, proseguono gli ermellini, la giurisprudenza di legittimità ammette che il fenomeno dello straining, costituendo una forma attenuata di mobbing, cui difetta la continuità delle azioni vessatorie, possa essere prospettato solo in appello se, nel ricorso di primo grado, gli stessi fatti erano stati allegati e qualificati come mobbing (Cass., Sez. L, n. 18164 del 10 luglio 2018).

Pertanto, secondo l’ordinanza in commento, in astratto, la corte territoriale avrebbe potuto accertare il verificarsi dello straining in luogo del mobbing. Nella specie, però, la Corte d’appello di Catanzaro, a prescindere da ogni considerazione in ordine all’intento persecutorio, ha escluso anche l’illegittimità delle condotte che, secondo la prospettazione della lavoratrice, avrebbero integrato l’elemento oggettivo
dell’illecito contestato.

Infine, l’ordinanza in commento sottolinea come, per la giurisprudenza di legittimità, il c.d. straining è ravvisabile quando il datore di lavoro adotti iniziative che possano ledere i diritti fondamentali del dipendente mediante condizioni lavorative “stressogene” e non ove la situazione di amarezza, determinata ed inasprita dal cambio della posizione lavorativa, sia determinata dai processi di riorganizzazione e ristrutturazione che abbiano coinvolto l’intera azienda (Cass., Sez. L, n. 2676 del 4 febbraio 2021).

Alla luce delle considerazioni sopra esposte, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dalla lavoratrice.

atSistemas acquisisce New Verve Consulting, rafforzando raddoppiando la propria attenzione al mercato britannico

  • L’acquisizione dell’azienda scozzese è il primo passo di una strategia di crescita per acquisizione prevista dal piano strategico triennale di atSistemas.
  • Grazie a esso, l’azienda tech spagnola sarà in grado di offrire competenze e supporto a livello locale.
  • atSistemas prevede di quotarsi sul mercato BME Growth nel corso dell’anno.

atSistemas, società di consulenza di servizi digitali al 100% spagnola, annuncia l’acquisizione della società scozzese New Verve Consulting, specializzata in servizi Atlassian. L’acquisto dell’azienda rappresenta un ulteriore passo nel processo di espansione internazionale della società tecnologica spagnola, che negli ultimi anni ha aperto uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Italia e in Portogallo, oltre a un centro di sviluppo in Uruguay. Con questa acquisizione, l’azienda intende continuare a sostenere la propria crescita, avendo chiuso il 2021 con un fatturato di 97,3 milioni di euro, il 23% in più rispetto all’anno precedente.

Con l’acquisizione di New Verve Consulting, oltre a rappresentare il primo passo dell’iniziativa di crescita inorganica definita nel nostro attuale piano strategico 2021-2024, rafforziamo in modo significativo il nostro impegno a diventare un partner globale dell’ecosistema Atlassian e di supportare il mercato del Regno Unito, entrambe priorità della nostra strategia globale come azienda. Siamo certi che le numerose sinergie tra New Verve Consulting e atSistemas ci permetteranno di offrire il massimo valore ai nostri clienti e le maggiori possibilità di crescita congiunta per i nostri professionisti”, afferma José Manuel Rufino Fernández, comproprietario e CEO di atSistemas.

ll team di New Verve Consulting specializzato nei software Atlassian ed è l’unico partner di canale in Scozia, anche se l’azienda ha ampliato il proprio portafoglio di soluzioni con lo sviluppo di prodotti proprietari come Crumbs, una soluzione di gestione dei clienti per Jira,
su cui si è concentrata nel 2021. Con questo acquisto, atSistemas aumenta la sua presenza internazionale offrendo competenze e supporto a livello locale, dopo l’ingresso nel Regno Unito all’inizio di quest’anno, con l’apertura di uffici nella capitale londinese.

”Vorrei dare il benvenuto a tutti i grandi professionisti che compongono New Verve Consulting. Con voi daremo un nuovo impulso alla crescita della ”familiat” e al posizionamento che stiamo perseguendo da tempo nel Regno Unito. Inoltre, con la nostra unione raggiungeremo un maggior numero di clienti in entrambe le aree geografiche, aumentando le nostre capacità di condurre grandi progetti e offrendo migliori opportunità ai nostri dipendenti. Con l’acquisizione di New Verve, atSistemas compie un passo importante nel rapporto con i propri clienti nel Regno Unito, incorporando i servizi locali dell’ecosistema Atlassian”, afferma Miguel Ángel Sacristán Salvador, co-proprietario e CSO di atSistemas.

L’obiettivo dell’acquisizione è quello di accelerare la crescita di atSistemas nel Regno Unito, il mercato europeo con il più alto volume di affari nel settore IT, seguito da Germania e Francia, parallelamente al piano di espansione organica dell’azienda, sfruttando le opportunità e le tendenze emergenti nel settore. atSistemas incorporerà il portafoglio di servizi di New Verve al proprio portafoglio, ampliando così la propria offerta e coprendo le esigenze delle aziende inglesi.

Nigel Rochford, fondatore di New Verve Consulting, afferma: ”È fantastico vedere New Verve Consulting entrare a far parte del gruppo atSistemas. Da quando abbiamo avviato l’azienda nel 2011, New Verve Consulting ha fatto molta strada e sono immensamente
orgoglioso di vedere come tutto il nostro lavoro abbia portato a questa acquisizione. Personalmente, ho amato ogni momento di questo viaggio e sono incredibilmente fortunato ad aver lavorato e imparato da così tante persone di talento nel corso degli anni. Come imprenditore, sono lieto di raggiungere questo traguardo con un’azienda di successo come atSistemas, che acquisirà l’organizzazione che il nostro team ha costruito con tanto impegno. Il team di New Verve Consulting è la loro più grande risorsa e non vedo l’ora di vederli prosperare come parte di questo gruppo.

IPO

In linea con il suo piano strategico triennale, atSistemas prevede di entrare nel mercato BME Growth nel corso di quest’anno, con Renta 4 e Cuatrecasas come consulenti registrati e legali rispettivamente. L’accesso al mercato dei capitali attraverso l’incorporazione in BME Growth avviene tramite una procedura di quotazione ed è rivolto principalmente ai dipendenti di Sistemas, che godono di uno sconto sul prezzo delle azioni e a cui viene data priorità nell’acquisto delle azioni.

Informazioni su atSistemas
atSistemas è una società di consulenza, servizi informatici e sviluppo software presente sul mercato dal 1994. Con oltre 2.100 professionisti e un fatturato di 97,3 milioni di euro nel 2021, offre soluzioni innovative e accompagna più di 500 clienti nella loro Digital Transformation. Dai suoi uffici di Madrid, Barcellona, Cadice, La Coruña, Santiago de Compostela, Siviglia, Maiorca, Saragozza, Huelva, Valencia, Milano, Lisbona, Montevideo, Miami e Londra, realizza progetti di architettura, sviluppo, integrazione di sistemi e servizi gestiti, adottando e promuovendo le migliori pratiche del mercato. Lavora inoltre su progetti internazionali in Germania, Belgio, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Olanda, Irlanda, Israele, Italia, Portogallo, Regno Unito, Romania e Svezia. atSistemas è un’azienda ”Agile First”, che
agisce con la flessibilità di una start-up attraverso l’ecosistema dei suoi 21 Expert Center, un ambiente collaborativo perfetto per l’innovazione e l’eccellenza tecnologica.

El nuevo Código de Crisis Empresarial e Insolvencia en Italia

A cura dello Studio Pavia e Ansaldo, Silvia Galbusera

El pasado 15 de julio de 2022, entró en vigor el nuevo Código de Crisis e Insolvencia (Decreto Legislativo nº 14, de 12 de enero de 2019), que sustituye la Ley Concursal italiana (Real Decreto nº 267, de 16 de marzo de 1942), y traspone los principios de la Directiva de la UE 2019/1023 sobre marcos de reestructuración preventiva, exoneración de deudas e inhabilitaciones, y sobre medidas para aumentar la eficiencia de los procedimientos de reestructuración, insolvencia y exoneración de deudas, por la que se modifica la Directiva (UE) 2017/1132.

El nuevo texto del código, unifica en un único cuerpo legal la normativa relativa a la regulación del estado de crisis e insolvencia de todo tipo de deudores, aplicándose no sólo a los empresarios comerciales, sino también a consumidores y deudores civiles.

En efecto, el artículo 1 del nuevo Código establece expresamente que el mismo regula las situaciones de crisis o insolvencia de los deudores, ya sean consumidores, profesionales o empresarios que ejercen una actividad comercial, artesanal o agraria, aunque carecen de ánimo de lucro y que operan como personas físicas, personas jurídicas u otros entes colectivos, grupos de empresas o sociedades públicas, exceptuando
al Estado y a las entidades públicas.

Por otro lado, se establece una nueva definición de ”crisis”, delineada como el estado del deudor que hace probable la insolvencia y se manifiesta por la inadecuación de los flujos de caja previstos para cumplir con las obligaciones en los doce meses siguientes.

Entre los aspectos más innovadores de la nueva legislación, se encuentra la introducción de obligaciones de salvaguardia destinadas a detectar las crisis empresariales y promover la adopción de instrumentos de apoyo a los procesos de reestructuración en una fase temprana.

El artículo 3 del nuevo Código (en combinación con el art. 2086 del Código Civil), en efecto, contiene una serie de normas relativas al establecimiento por parte del empresario de una estructura organizativa, administrativa y contable adecuada, a efectos de detectar rápidamente el estado de crisis y la toma de iniciativas adecuadas, que permiten: detectar posibles desequilibrios de carácter patrimonial o económico-financiero, relacionados con las características específicas de la empresa y la actividad empresarial desarrollada por el deudor; verificar la sostenibilidad de las deudas y las perspectivas de continuidad de la actividad al menos durante los doce meses siguientes; obtener la información necesaria para utilizar la lista de comprobación detallada y realizar la prueba práctica para la verificación de la razonable consecución de la recuperación.

Asimismo, en el apartado cuarto del artículo 3 se establecen señales específicas para la oportuna previsión de la aparición de una crisis empresarial, como por ejemplo: (a) la existencia de deudas por retribución vencidas desde hace al menos treinta días, por un importe superior a la mitad del importe total mensual de las retribuciones; (b) la existencia de deudas con proveedores vencidas desde hace al menos noventa días, por un importe superior al de las deudas no vencidas; (c) la existencia de exposiciones frente a bancos y otros intermediarios financieros que hayan vencido hace más de sesenta días o que hayan superado el límite de las facilidades crediticias obtenidas en cualquier forma durante al menos sesenta días, siempre que representen un total de al menos el cinco por ciento de las exposiciones totales; d) la existencia de una o varias exposiciones de deuda que desencadenen la obligación de informar a los acreedores públicos cualificados.

Otro elemento innovador destacable es la introducción del nuevo instituto de resolución negociada de la crisis. Dicha herramienta, puede activarse a petición del empresario y prevé que aquel que se encuentre en una condición de desequilibrio financiero o económico, pueda solicitar en la Cámara de Comercio competente en su territorio, el nombramiento de un experto independiente, siempre y cuando parezca
razonablemente viable el saneamiento de la empresa. En este caso, la persona designada deberá facilitar las negociaciones del empresario, con el objetivo de superar el desequilibrio patrimonial o económico-financiero que supone la crisis o la insolvencia en cuestión.

Por último, cabe resaltar que el nuevo Código también prevé importantes innovaciones en lo que respecta a la gestión de las crisis financieras de los grupos de empresas, con el fin de tratar las dificultades que afecten a todas o algunas empresas pertenecientes al mismo grupo, desde una perspectiva unificada.

Finalmente, se señala que, los procedimientos de insolvencia iniciados antes del 15 de julio de 2022 y aún pendientes seguirán regulándose por la antigua Ley Concursal.

Indennità in caso di cessazione del rapporto d’agenzia

di avv. Enzo Pisa e avv. Elena Bissoli

Interessante pronuncia della Corte d’Appello di Milano dello scorso 12 settembre in tema d’indennità di fine rapporto spettante all’agente in caso di suo recesso.
Il Collegio milanese, nel confermare l’impugnata sentenza di primo grado, che aveva rigettato la domanda dell’agente diretta ad ottenere il pagamento dell’indennità di cessazione del rapporto, richiamando l’art. 1751, c. 2, c.c., secondo cui l’indennità in parola “non è dovuta: […] quando l’agente recede dal contratto, a meno che il recesso sia giustificato da circostanze attribuibili al preponente”, ha precisato che quest’ultime “sono rappresentate da circostanze riconducibili alla sfera di dominio del preponente, che integrino un rilevante
inadempimento di quest’ultimo o quantomeno determinino una modifica delle condizioni del rapporto di entità tale da rendere non esigibile la prosecuzione dell’attività dell’agente”, configurabili di fatto in un inadempimento di non scarsa importanza.
In particolare, nella fattispecie, la Corte ha ritenuto che le circostanze che l’appellante aveva attribuito alla mandante (consistenti nell’omesso pagamento di provvigioni c.d. “indirette” su affari conclusi direttamente dal preponente nella di lui zona, nell’aver tardato la consegna di alcuni beni alla clientela, nell’aver consegnato alcuni beni affetti da vizi, etc.) non individuassero puntuali inadempimenti contrattuali di quest’ultima e comunque non integrassero concreti fatti oggettivi a fronte dei quali si potesse ritenere non esigibile, da parte dell’agente, la prosecuzione dell’attività.
La sentenza della Corte meneghina, così decidendo, ha concretizzato il più generale principio di diritto enucleato dalla Suprema Corte, secondo cui “l’indennità di cessazione del rapporto, disciplinata dall’art. 1751 c.c., non è dovuta all’agente in ogni caso di scioglimento del rapporto e, in particolare, non è dovuta quando l'agente recede dal contratto, a meno che il recesso sia giustificato da circostanze attribuibili al preponente” (Cass. n. 20551/2015) e sempre che si tratti “di un inadempimento colpevole e di non scarsa
importanza che leda in misura considerevole l’interesse dell’agente, tanto da non consentire la prosecuzione, “anche provvisoria”, del rapporto” (Cass. n. 1376/2018).

Economia Sostenibile: il Parlamento Europeo approva la Corporate Sustainability Reporting Directive

Per ridurre il greenwashing e promuovere standard ESG internazionali e trasparenti, il 10 novembre 2022 il Parlamento Europeo ha approvato la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) – che dovrebbe essere adottata entro fine novembre dal Consiglio – che obbliga le grandi imprese UE a pubblicare i dati su impatto ambientale, persone, territori. Oltre a rendere note informazioni sui rischi di sostenibilità a cui sono esposte.

I nuovi obblighi CSRD saranno applicati gradualmente dal 2024 al 2028 a seconda della dimensione dell’azienda e coinvolgeranno circa 50.000 aziende.

 

L’approfondimento di Andersen: LINK

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ANNAMARIA MANNOZZI È LA NUOVA “DIRECTOR AT LARGE” DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI IPATA

Honolulu, 16 Settembre 2022 – IPATA “International Pet and Animal Transportation Association” è la più importante e riconosciuta Associazione Mondiale di spedizionieri specializzati in servizi di trasferimento internazionale di animali da compagnia. I 450 membri attivi, dislocati in oltre 90 nazioni,  coprono la maggioranza di tutti i principali aeroporti del mondo grazie alla loro  esperienza e specializzazione nel trasporto, spedizione e cura degli animali in transito.
A tre anni di distanza dall’ultima conferenza tenutasi a Chicago, IPATA riapre le porte del 2022, con tre intense giornate dedicate alla conferenza annuale dei “Pet Shipping Experts”, gli spedizionieri di animali domestici, nella meravigliosa location di Waikiki Beach, ad Honolulu, nelle isole Hawaii.
E’ tempo di nomine per l’Associazione. Annamaria Mannozzi, Director Global Pet Travel di Bliss Pet Services, dopo essere stata votata dai membri, assume la carica di “Director at Large” nel Consiglio di Amministrazione IPATA.

“Mai come oggi il riconoscimento dell’impegno di Bliss Pet Services – dice Annamaria – è per me motivo di grande orgoglio. Sono stati anni di duro lavoro, durante i quali ho sempre potuto contare sull’appoggio incondizionato e sulla fiducia di Francesco Argirò – CEO di BLISS Pets e Presidente del gruppo Bliss Corporation – con il quale condivido il raggiungimento di questo nuovo e importante
risultato”. 

Si susseguono tre giorni di conferenza e di scambio, durante i quali emerge tutto l’entusiasmo di ritrovarsi e aggiornarsi sugli sviluppi a cui l’intero settore ha assistito in questi anni.
La prima occasione di incontro, inizia con il tipico saluto di benvenuto in stile hawaiano, sorrisi pieni di speranza e lunghe strette di mano accompagnate da abiti floreali, colori vivaci  e simboliche ghirlande ornamentali. La suggestiva atmosfera estiva termina lungo la riva di Waikiki Beach, una delle spiagge più famose del mondo, il cui sfondo si illumina grazie allo scintillio delle luci dei fuochi di artificio, che si aprono improvvisamente sul mare.
Interessanti spunti di aggiornamento e formazione sono stati trasmessi nel corso della prima sessione di conferenza, da alcune delle principali compagnie aeree internazionali, tra cui American Airlines, KLM/Air France/Martinair, Qatar Airways Company, il gruppo IAG, Delta ed Etihad, e dai numerosi enti governativi presenti, quali la CDC (agenzia federale degli Stati Uniti), CFIA Canada, the City of London HARC.
Nelle giornate successive, i membri del Consiglio di Amministrazione IPATA descrivono l’andamento dell’Associazione nel corso dell’ultimo anno, di fronte agli occhi attenti di una numerosa platea. Il dibattito si conclude con la comunicazione delle nuove cariche e la
presentazione dei consiglieri entranti, tra i quali spicca il nome di Annamaria Mannozzi, nel ruolo di Director at Large.
Annamaria Mannozzi ha lavorato per 4 anni in un’azienda di import/export. Nel 2009 inizia la sua carriera all’interno di Bliss, in qualità di coordinatore operativo di BLISS Moving & Logistics, fino a diventare Direttrice Operativa di Bliss Pet Services, la società specializzata nel trasporto internazionale di animali domestici del gruppo Italiano di Global Mobility.

“Lavorare nel settore dei traslochi – racconta Annamaria – mi ha dato la possibilità di conoscere e aiutare molte persone durante una delle fasi più importanti delle loro vite: il trasloco. Questo è un settore molto complesso, che richiede ascolto, empatia e voglia di trovare soluzioni. Partecipo alle conferenze annuali di IPATA dal 2012 e sono onorata di essere stata spettatrice della sua crescita e del suo sviluppo nel corso di questi anni. Oggi, accolgo con fierezza la nomina a Director at Large e non vedo l’ora di servire il Consiglio di Amministrazione, dando il mio contributo all’Associazione”.  

Le giornate conclusive di “ IPATA International Conference 2022” si chiudono con importanti interventi di alcuni tra i principali partner dell’industria, tra cui:  USDA – il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America e  IAG Cargo. La conferenza termina con una bellissima serata di gala e con l’assegnazione dei premi IPATA, consegnati alle aziende e alle persone che promuovono la missione dell’Associazione: realizzare un servizio di trasporto sicuro e umano per animali domestici e altri animali, in ogni parte del mondo.  

“Ottime sensazioni, tanta partecipazione e momenti di team working che hanno garantito un importante scambio di informazioni e conoscenze – conclude Annamaria – essere di nuovo presenti dopo tanto tempo alla conferenza internazionale di IPATA, mi ha trasmesso ancora una volta l’importanza delle relazioni e la ricchezza insita nella condivisione delle idee”.

Nel board meeting ufficiale successivo al termine della conferenza, è già stata presentata la futura location di Dubai, che ospiterà l’Associazione a fine Settembre, 2023. Al momento il dibattito resta aperto sui possibili spunti di miglioramento per il prossimo anno.

       

Il paradosso di Zenone e la legiferazione in materia di Artificial Intelligence (AI)

Secondo un recente studio condotto su un campione di circa 10.000 PMI e grandi imprese con sede nell’UE1, il 43% delle imprese intervistate che non fanno ancora uso di AI – ma con piani di farlo a breve – individua nella responsabilità per danni prodotti dall’AI la maggiore barriera “esterna” all’utilizzo della stessa: cui fa eco, per il 34% delle stesse, la sfiducia da parte dei cittadini, più accentuata nei Paesi dell’occidente e del meridione dell’UE che non in quelli settentrionali e orientali.

In effetti i due aspetti sono tra loro correlati: di più, costituiscono due facce della stessa medaglia.

Spinta anche da questi dati statistici – a corredo ed in stretta correlazione con l’AI Act , prima codificazione al mondo dell’AI – la Commissione Europea il 28 settembre 2022 ha adottato una proposta di direttiva sull’adattamento delle norme in materia di responsabilità extra-contrattuale all’AI (AI Liability Directive) che poggia essenzialmente su due principi cardine:

a) attribuzione al giudice competente del potere di ordinare (i) la disclosure di prove relative ad uno specifico sistema di AI ad alto rischio
sospettato di aver provocato danni e (ii) l’adozione di misure specifiche volte alla conservazione di tali prove; e

b) presunzione dell’esistenza del nesso di causalità, al ricorrere di talune circostanze, tra la negligenza del convenuto e il risultato prodotto (o non prodotto) dall’AI.

L’AI Liability Directive si confronta con la difficoltà – a volte insormontabile – che un utente finale che abbia sofferto danni per effetto dell’AI deve affrontare per dimostrare, secondo i canoni stringenti imposti dalla legge, che il danno di cui chiede il ristoro sia effettivamente la diretta conseguenza di un output (o mancato output) dell’AI. A complicare lo sforzo dell’intrepido utente in cerca di ristoro concorre anche la complessità e l’opacità che caratterizzano la c.d. value-chain dei prodotti digitali: per cui è spesso difficile, se non impossibile, provare il collegamento tra il danno sofferto e la negligenza che lo ha causato.

I poteri che si propone di attribuire al giudice non sono però illimitati, dovendosi comunque tener conto e salvaguardare l’interesse del fornitore di AI: dovranno quindi essere esercitati secondo necessità e proporzionalità, visto che la disclosure riguarderà inevitabilmente informazioni confidenziali e/o segreti industriali (con le immaginabili ricadute pregiudizievoli per il loro titolare).

Nella stessa direzione fin qui descritta dell’attribuzione dei (maggiori) poteri al giudice va l’ulteriore misura proposta della presunzione, fino a prova contraria, di collegamento causale tra la condotta negligente del convenuto e l’output prodotto (o mancato) dall’AI: a condizione, però, che (i) sia data prova che la negligenza del convenuto consista nella violazione di norme dell’Unione o nazionali tese a scongiurare i
danni di cui si chiede il ristoro, (ii) si possa ritenere ragionevolmente che la negligenza in questione abbia influenzato l’output prodotto (o mancato) dall’AI, e (iii) sia fornita evidenza del fatto the l’output – prodotto o mancato – abbia effettivamente prodotto il danno di cui si chiede il ristoro.

Le due misure proposte si stima che possano generare un incremento nel mercato dell’AI tra i 500mln€ e 1,1bln€ perché, garantendo l’accesso ad un sistema giurisdizionale efficiente, accrescerebbe la fiducia dei cittadini nell’AI. Le stesse società coinvolte nella value-chain dell’AI trarrebbero dall’accresciuta fiducia dei cittadini e da un’efficiente allocazione delle responsabilità e più in generale dalla certezza del diritto che ne conseguirebbe, una spinta ad investire ulteriormente nello sviluppo di AI.

Fin qui le buone notizie.

Per contro, i tempi della burocrazia sono ahimè inconciliabili con quelli dell’innovazione. Ci troviamo infatti, come si è detto, soltanto di fronte ad una proposta di direttiva. Questa dovrà essere approvata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo: una volta approvata, auspicabilmente in prima lettura, gli Stati Membri avranno due anni per implementarla.

Durante il tempo necessario perché le norme proposte diventino legge dello Stato, l’AI continuerà a svilupparsi e, con questa, la complessità delle problematiche ad essa connesse e da questa risolte; le norme risulteranno con ogni probabilità, se non addirittura obsolete, inadatte a disciplinare il nuovo contesto con cui saremo chiamati a confrontarci. I Paesi più attenti, nel frattempo, avranno legiferato autonomamente:
mentre proprio per la natura globale e transfrontaliera dell’AI ci sarebbe bisogno di una normazione a livello sopranazionale. Il che avrà inevitabili conseguenze sulla (libera) circolazione di beni e servizi, a cominciare dai territori della stessa UE: con l’ulteriore rischio di dar corso a disparità competitive tra imprese operanti nei diversi Stati Membri.

Il problema principale è che i legislatori ragionano in modalità analogica, con un occhio al presente, se non al passato prossimo: mentre l’umanità viaggia ormai nel pieno dell’era digitale, ad una velocità incommensurabilmente più elevata rispetto al tradizionale modo di legiferare. Siamo in effetti in presenza, come è stato giustamente rilevato, di una “discrasia tra tempi di intervento normativo, modelli
internazionali di cooperazione vigenti e velocità di elaborazione di algoritmi e operazioni di AI”.

Così procedendo l’arte di legiferare continuerà a inseguire, senza mai raggiungerla, l’innovazione, come – nel paradosso di Zenone – Achille “piè veloce” non raggiunge mai la tartaruga12: solo che nel nostro caso l’AI è una gazzella, ben più veloce di Achille e per questo sempre più irraggiungibile, a meno che non cambi significativamente il modus legiferandi!

 

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