Misure in tema contratti di lavoro a tempo determinato

SOMMARIO

  1. Premessa: l’emergenza epidemiologica da «Covid-19»
    .
  2. Misure in tema contratti di lavoro a tempo determinato
    1. Il rinnovo e la proroga dei contratti a termine da parte di datori di lavoro che accedono agli ammortizzatori sociali «speciali»
    2. Il nuovo regime di temporanea a-casualità

 

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Labour Law profiles concerning credit access measures

SUMMARY

  1. Premise: the «Covid-19» epidemiological emergency
    .
  2. The commitment to manage the employment levels through union agreements as a requirement for the issuance of guarantees on loans granted to companies

 

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Gli ammortizzatori sociali

SOMMARIO

  1. Premessa: l’emergenza epidemiologica da «Covid-19»
    .
  2. Gli ammortizzatori sociali speciali per far fronte all’emergenza
    1. Le (ormai ex) «zone rosse»
    2. Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
    3. L’intero territorio nazionale
      1. Trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario
      2. Trattamento ordinario sostitutivo per i datori di lavoro in CIGS o in solidarietà
      3. Trattamento di cassa integrazione salariale per gli operai agricoli
      4. Trattamento di integrazione salariale in deroga
        .
  3. Ammortizzatori sociali «speciali» e rinnovo e proroga dei contratti a termine

 

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Transnational movement of employees

SUMMARY:

  1. Premise: the «Covid-19» epidemiological emergency
    .
  2. The limitations to transnational movements
    1. Entry in Italy for proven work needs
      1. The applicable rules until 2 June 2020
      2. The applicable rules from 3 June 2020
    2. Short term stay in Italy for proven work needs
      1. The applicable rules until 2 June 2020
      2. The applicable rules from 3 June 2020
        .
  3. Indications regarding the coordination of social security systems

 

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Vueling levanta el vuelo y pone a la venta 180 rutas durante junio y julio

Vueling, aerolínea perteneciente a IAG, relanza progresivamente su operativa para el mes de julio y operará hasta un total de 180 rutas en toda su red de España y resto de Europa, recuperando hasta cerca de 2.000 vuelos semanales.

El primer paso será restablecer el mercado doméstico, en el que Vueling viene siendo líder desde el año 2012. La compañía planea retomar desde finales de junio y durante julio hasta 88 rutas domésticas desde sus principales bases operativas, empezando por su sede principal en Barcelona y también en Sevilla, Málaga, Alicante, Bilbao, Mallorca, Ibiza, Gran Canaria y Tenerife.

El Aeropuerto Josep Tarradellas Barcelona-El Prat, aeropuerto principal de Vueling, recupera hasta 72 rutas directas a destinos tanto nacionales como internacionales. Vueling retoma desde el aeropuerto de Barcelona las conexiones con Francia, Italia, Reino Unido, Portugal, Alemania, Holanda, Bélgica, Suiza y Países Nórdicos.

En el resto del “territorio Vueling”, la compañía reinicia su operativa en Santiago de Compostela, A Coruña, Vigo, Asturias, San Sebastián, Madrid, Zaragoza, Valladolid, Menorca, Valencia, Granada, Almería, Jerez, Fuerteventura, Lanzarote y La Palma.

Y en el ámbito internacional, la aerolínea retomará su actividad también en sus dos bases principales de Roma y Paris. En esta primera fase, en Fiumicino se operarán hasta 10 rutas directas y un total de 15 desde el aeropuerto parisino de Charles de Gaulle, pendientes de la decisión de la apertura de Orly.

“Es una satisfacción enorme poder retomar la actividad ahora que la situación sanitaria está remitiendo. Todos los que formamos parte de Vueling estábamos esperando este momento y afrontamos esta vuelta a la actividad con la ilusión de volver a volar. Volver a surcar los cielos para cumplir con el propósito principal de nuestra compañía, acercar a nuestros clientes a sus familiares y amigos; que puedan disfrutar de unos días de relajación después de la tensión vivida durante los últimos meses y, por supuesto, también ayudar a retomar el pulso de la actividad económica tan pronto como sea posible” afirma Javier Sánchez-Prieto, Presidente de Vueling y añade “Estamos todos preparando esta vuelta con esmero y dedicación para que nuestros clientes se sientan cómodos y seguros en sus desplazamientos con Vueling”.

A pesar del importante esfuerzo para recuperar la operativa durante el verano y ofrecer el mejor servicio a nuestros clientes, la vuelta a la actividad se afronta de forma escalonada, estando la oferta prevista muy por debajo de la habitual durante este periodo estival en años anteriores.

Una nueva etapa con la seguridad sanitaria con principal foco

Por supuesto, dentro de esta nueva fase, Vueling continúa estando en contacto con las autoridades sanitarias y de aviación, por lo que la reactivación progresiva de su programa de rutas se adecuará al levantamiento de las restricciones de vuelo dentro de Europa y adecuando su operación a la Guía publicada por la Agencia Europea de Seguridad Aérea (EASA) en colaboración con el Centro Europeo para el Control y Prevención de Enfermedades (ECDC), ofreciendo en sus vuelos los máximos estándares de seguridad e higiene.

A lo largo de los últimos tres meses, desde que en el mes de marzo se aplicaran las restricciones al sector aéreo en Europa debido al COVID-19, Vueling ha mantenido una reducida operativa de cerca de veinte vuelos diarios dentro del mercado nacional (Barcelona, Sevilla, Málaga, Granada, Bilbao, Santiago de Compostela, Mallorca, Menorca, Ibiza, Tenerife y Gran Canaria) y destinadas al transporte imprescindible, tanto de personas como de material y equipos sanitarios.

Finalizada la fase más crítica de la pandemia, la compañía ha trabajado de manera conjunta con las autoridades y organismos reguladores, así como con el resto de los actores de la industria (operadores aeroportuarios, handling, mantenimiento y servicios de limpieza, entre otros) en la implementación de los nuevos procedimientos requeridos en las diferentes fases del vuelo, con un único objetivo, velar por la salud de todas las personas que en el presente y en el futuro sigan eligiendo a Vueling como su medio de transporte.

ISS a supporto delle aziende nei servizi di sanificazione degli ambienti

Da molti anni noi di ISS Facility Services supportiamo le aziende nei servizi di sanificazione degli ambienti.

Oggi il nostro impegno e le nostre competenze sono ancora più importanti per riuscire supportare le organizzazioni ad affrontare e combattere questo nemico invisibile chiamato Covid-19.

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COVID-19 e Antitrust: Le iniziative dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

A cura di Avv. Eva Cruellas Sada, Dott. Giacomo Dalla Valentina e Dott.ssa Alice Rinaldi

 

1. Introduzione

La crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 ha richiesto l’adozione di misure senza precedenti anche in relazione all’applicazione del diritto della concorrenza. A livello nazionale, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”) ha messo in atto una serie di iniziative volte a supportare le imprese e proteggere i cittadini durante l’attuale crisi.

2. La Comunicazione dell’AGCM sugli accordi di cooperazione

L’AGCM ha pubblicato il 24 aprile 2020 una comunicazione (la “Comunicazione AGCM”) con la quale ha definito il proprio approccio nella valutazione di accordi di cooperazione tra imprese volti a fronteggiare i problemi derivanti dalla pandemia di Covid-19 legati alla scarsità, alla distribuzione e al trasporto dei beni e servizi essenziali.

La Comunicazione AGCM fa seguito e si pone nel solco di quanto previsto nella recente comunicazione della Commissione europea sulla cooperazione tra imprese per rispondere a problemi sull’approvvigionamento di prodotti essenziali nel contesto della pandemia di Covid-19 (il “Quadro Temporaneo”) e negli orientamenti formulati dalla Rete Europea della Concorrenza nel comunicato del 23 marzo 2020 (il “Comunicato ECN”) e dall’International Competition Network l’8 aprile 2020.

In linea con il Quadro Temporaneo della Commissione europea, la Comunicazione AGCM, operativa a partire dal 24 aprile 2020 fino a successiva comunicazione, mira, in primo luogo, a fornire orientamenti sui criteri che verranno considerati rilevanti dall’AGCM al fine di valutare i progetti di cooperazione tra imprese e, in secondo luogo, a dar conto della procedura transitoria introdotta dall’AGCM per fornire alle imprese assicurazioni di conformità in relazione a singoli progetti di cooperazione.

a. Orientamenti per la valutazione della cooperazione tra imprese durante la pandemia

L’AGCM riconosce, innanzitutto, che le circostanze eccezionali attuali possono comportare la necessità per le imprese di cooperare per affrontare, o quanto meno mitigare, le conseguenze più drammatiche della crisi, a beneficio della collettività.

A tale proposito, in linea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo e nel Comunicato ECN, la Comunicazione AGCM precisa che l’Autorità non interverrà attivamente nei confronti di misure necessarie, temporanee e proporzionate per favorire la produzione e l’adeguata distribuzione di beni e servizi essenziali che durante la crisi potrebbero scarseggiare.

Al riguardo, il Quadro Temporaneo della Commissione europea aveva fatto riferimento (seppur in via esemplificativa) alle ipotesi di cooperazione volte a far fronte alla mancanza di medicinali, mentre la Comunicazione AGCM menziona espressamente sia il settore sanitario sia quello agro-alimentare, riconoscendone quindi l’essenzialità.

In relazione alle forme di cooperazione ritenute ammissibili, l’Autorità fa riferimento ai seguenti ambiti:

    • nei rapporti tra concorrenti, conformemente al Quadro Temporaneo, la Comunicazione AGCM ritiene che, in linea di massima, non solleva problemi di natura concorrenziale l’affidamento ad associazioni di categoria o a soggetti terzi indipendenti di funzioni di coordinamento relative alla fornitura di prodotti essenziali. Anche al di là di tale ipotesi, l’AGCM prevede di poter valutare “con maggiore flessibilità” forme di cooperazione astrattamente più problematiche, laddove queste siano proporzionate, temporanee e necessarie per agevolare la produzione di farmaci o dispositivi importanti per il contrasto del virus o di beni e servizi ritenuti essenziali.
    • nei rapporti verticali (ossia quelli tra imprese operanti a diversi livelli della catena produttiva e distributiva), prendendo spunto dal Comunicato ECN, l’AGCM ricorda che i fornitori hanno la facoltà di fissare prezzi massimi per i propri prodotti, potendo in tal modo limitare fenomeni speculativi nella determinazione dei prezzi a livello distributivo.


b. Le modalità (temporanee) per la valutazione preventiva dei progetti di cooperazione

Anche nella scelta degli strumenti e delle modalità individuate per fornire indicazioni alle imprese, la Comunicazione AGCM si allinea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo, riconoscendo che al fine di garantire una più efficace e tempestiva reazione alla crisi determinata dal Covid-19 le imprese possono necessitare di supporto nell’autovalutazione dei progetti di cooperazione.

A tal fine, oltre a dirsi disponibile a fornire assistenza informale alle imprese o associazioni di categoria che ne facciano richiesta, l’AGCM ha previsto la possibilità di fornire, eccezionalmente e a propria discrezione, assicurazioni di conformità (c.d. comfort letter) sulla compatibilità con il diritto antitrust di specifiche forme di cooperazione.

Tale previsione, peraltro, si pone in rapporto di complementarietà con l’analogo strumento disciplinato dal Quadro Temporaneo, atteso che la procedura di comfort letter dell’AGCM riguarda esclusivamente la conformità delle iniziative di cooperazione tra imprese alla legge antitrust nazionale.

3. La sospensione dei termini procedimentali e per il pagamento delle sanzioni

L’articolo 103 del c.d. Decreto Cura Italia ha disposto la sospensione dei termini riguardanti i procedimenti amministrativi destinati a decorrere tra il 23 febbraio e il 15 maggio, la cui data finale sarà dunque posticipata di tanti giorni quanti sono quelli della sospensione.

L’Autorità ha pubblicato una comunicazione sull’interpretazione della suddetta disposizione nella quale ha chiarito che la sospensione ex lege è applicabile ai termini di chiusura dei procedimenti e delle fasi endo-procedimentali, nonché ai termini concernenti i singoli adempimenti procedimentali e a quelli che regolano l’inizio del procedimento. Di conseguenza, qualsiasi notifica, comunicazione o denuncia inviata nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020 potrà ritenersi pervenuta il 16 maggio 2020. Peraltro, l’AGCM ha escluso da tale sospensione: i) i termini dei procedimenti cautelari; ii) quelli entro cui le imprese devono ottemperare alle diffide dell’Autorità; e iii) i termini per conformarsi alle misure imposte in sede di autorizzazione condizionata di una concentrazione.

Per quanto riguarda il pagamento delle sanzioni (anche in forma rateale), l’Autorità ha disposto, da un lato, la proroga fino al 1° ottobre 2020 dei termini per il pagamento delle sanzioni in materia di concorrenza e, dall’altro, la sospensione fino al termine della sospensione del termine di 30 giorni per il pagamento delle sanzioni in materia di tutela del consumatore.

4. Le iniziative dell’AGCM in materia di pratiche commerciali scorrette

Nell’esercizio delle proprie competenze in materia di tutela del consumatore, l’Autorità ha agito tempestivamente avviando numerosi procedimenti per contrastare le pratiche commerciali scorrette tese a fare leva sull’emergenza sanitaria, concentrandosi in particolare sulle vendite online di prodotti rilevanti nell’ambito della pandemia di Covid-19. L’AGCM ha adottato diverse misure, tra cui:

  • la sospensione della vendita online non autorizzata di prodotti farmaceutici, spesso abbinata alla pubblicizzazione ingannevole delle proprietà preventive e/o curative degli stessi;
  • la richiesta ai gestori dei principali motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci per il Covid-19, tramite la trasmissione della lista degli URL delle farmacie non autorizzate individuate dalla Guardia di Finanza e la richiesta di rimozione dai risultati di ricerca;
  • l’avvio di indagini nei confronti delle piattaforme di commercio online relative all’utilizzo di claim ingannevoli sull’efficacia di alcuni prodotti igienico-sanitari e all’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi degli stessi;
  • l’avvio di verifiche su potenziali abusi nella prestazione dei servizi il cui utilizzo è aumentato durante la crisi quali, ad esempio, le donazioni online , l’assistenza legale per le azioni di risarcimento dei danni alla salute e i test per gli anticorpi al Covid-19.

Da ultimo, con riferimento al settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), l’AGCM ha avviato in data 7 maggio 2020 un’indagine preistruttoria mediante l’invio di richieste di informazioni ad operatori della GDO al fine di acquisire dati sull’andamento dei prezzi – sia di vendita al dettaglio sia di acquisto all’ingrosso – di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti20. Tale richiesta, riferita a circa 3.800 punti vendita, è volta ad accertare l’esistenza di eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria da parte degli operatori della GDO.

5. Conclusioni

Dall’analisi delle iniziative intraprese a livello nazionale in risposta all’attuale crisi, si evince, da una parte, che la linea d’azione dell’AGCM è improntata, conformemente con l’approccio adottato a livello di Unione europea, a una maggiore flessibilità nella valutazione degli accordi di cooperazione tra imprese per far fronte agli effetti problematici della pandemia.

Dall’altra, l’Autorità sta mostrando fermezza e tempestività nell’applicazione delle norme a tutela dei consumatori nei confronti di iniziative volte a sfruttare la crisi per porre in essere pratiche abusive a scapito dei consumatori.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Avv. Eva Cruellas Sada ECruellas@gop.it

Confermata per il 2020 la detassazione dei premi di produttività

A cura della dott.ssa Camilla Perusi

 

La Legge di Bilancio 2020 (L. 160/2019) ha confermato per il corrente anno il regime fiscale agevolato per i premi di produttività (integrazioni alla normale retribuzione, offerti ai dipendenti per aumentare la qualità e quantità del lavoro) erogati dal datore di lavoro ai lavoratori del settore privato, innalzando, in particolare, la soglia di detassazione di tali bonus.
Così facendo, il Legislatore si è proposto di rafforzare il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e dipendente, nell’auspicio di renderlo sempre più collaborativo, agevolando una maggiore partecipazione attiva dei lavoratori alle vicende aziendali.
Non muta il quadro normativo di riferimento in tema di deducibilità e conversione dei premi di risultato, possibile ove l’erogazione del premio avvenga in esecuzione di accordi aziendali o territoriali stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o di contratti collettivi aziendali stipulati dalle rappresentanze sindacali aziendali (R.S.A.) o dalla rappresentanza sindacale unitaria (R.S.U.).
La nuova manovra economica prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF del 10%, applicabile ai premi e legata a parametri oggettivi e verificabili, quali incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.
Il vantaggioso regime fiscale opera allorquando l’entità del bonus erogato non sia superiore ai 3.000 € annui, innalzati a 4.000 € annui per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.
È aumentata, poi, la platea dei lavoratori che possono beneficiare dei premi di produzione: il limite del reddito lordo annuo degli eventuali percettori del bonus è fissato ora ad € 80.000; prima il limite del reddito annuo era stato fissato ad € 50.000.
Non sono state apportate, invece, modifiche di rilievo riguardanti gli incentivi previsti in caso di conversione, con accordo aziendale, dei premi in misure di welfare.
Come negli anni precedenti, il lavoratore, anziché beneficiare di un premio in denaro, potrà favorevolmente optare per la trasformazione di esso in una serie di misure di welfare aziendale, ex art. 51, c. 4, T.U.I.R.; in tale ipotesi, gli importi così convertiti non concorreranno a formare reddito da lavoro dipendente e non saranno assoggettati nemmeno all’aliquota agevolata del 10%, beneficiando il lavoratore di totale detassazione.

Smart working, ferie forzate e dispositivi di protezione individuale: le più recenti pronunce giurisprudenziali

A cura dell’Avv. Sergio Antonelli e della dott.ssa Margherita Piromalli

 

Le Corti italiane hanno recentemente affrontato alcuni temi di fondamentale importanza legati allo svolgimento dell’attività lavorativa alla luce della legislazione emergenziale connessa all’attuale crisi sanitaria.
L’ordinanza del Tribunale di Grosseto n. 502 del 23 aprile 2020, fornisce un’interpretazione interessante con riguardo alla scelta tra smart working e ferie, dichiarando l’illegittimità del godimento obbligato di ferie non ancora maturate, qualora sia praticabile lo svolgimento in modalità agile della prestazione lavorativa. Nel caso di specie, il dipendente si doleva del rifiuto da parte del datore di lavoro di adibirlo al lavoro agile, nonostante tale possibilità fosse stata già riconosciuta a tutti i suoi colleghi di reparto, e nonostante la grave patologia polmonare di cui il lavoratore era affetto, la quale gli avrebbe permesso di essere preferito nell’assegnazione alla modalità di lavoro agile, in virtù della previsione di cui all’art. 39 co. 2 del D.L. 18/2020. La Società, sulla base di motivazioni di carattere organizzativo considerate dalla Corte poco pertinenti, aveva prospettato al dipendente la scelta tra la sospensione non retribuita del rapporto e il godimento forzato di ferie non ancora maturate. La Corte, pur affermando che il ricorso allo smart working non è previsto in via generale ed indiscriminata da parte della normativa, e pur sottolineando la necessità di lasciare impregiudicata ogni valutazione di merito connessa al legittimo potere di iniziativa imprenditoriale, ha dichiarato che, laddove il datore di lavoro privato sia nelle condizioni di applicare il lavoro agile, e ne abbia dato prova, il ricorso alle ferie non può essere indiscriminato, ingiustificato o penalizzante, soprattutto laddove vi siano titoli di priorità per ragioni di salute, dovendosi piuttosto considerare come una misura secondaria e subordinata. Infatti, indurre il dipendente a godere obbligatoriamente di ferie non ancora maturate non solo non trova alcun fondamento giuridico, bensì si pone anche in contrasto con il principio generale secondo il quale le ferie servono a compensare il lavoro svolto con periodi di riposo.
I Tribunali di Bologna e di Firenze, rispettivamente con decreto n. 2519 del 14 aprile 2020 e con decreto n. 886 del 1 aprile 2020, hanno invece dichiarato l’obbligo in capo al datore di lavoro di fornire ai lavoratori c.d. riders, i dispositivi di protezione individuali al fine di proteggere la prestazione lavorativa, evitando pregiudizi, anche irreparabili, alla loro salute. Le Corti hanno ordinato l’adozione di tali misure sulla base di un duplice ordine di ragioni. Da un lato, hanno richiamato la recente evoluzione legislativa e giurisprudenziale in tema di tutela dei riders, la quale ha progressivamente condotto ad un’equiparazione – soprattutto con riferimento alla salute e sicurezza dei lavoratori – tra il rapporto di lavoro subordinato e le prestazioni del collaboratore che, seppure riconducibili al lavoro autonomo, siano esclusivamente personali, siano svolte in maniera continuativa nel tempo, e le cui modalità di esecuzione della prestazione siano organizzate dal committente. Dall’altro lato, le Corti hanno fatto riferimento alla legislazione emergenziale la quale ha permesso lo svolgimento di talune attività lavorative nel rispetto, però, delle norme igieniche e sanitarie, implicitamente onerando il datore di lavoro di garantire il rispetto di tali previsioni, a tutela della salute non solo dei propri operatori, ma anche dell’utenza del servizio e, conseguentemente, della collettività intera.

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