SUCCESSIONE UNIVERSALE COME CRITERIO DISTINTIVO TRA SEGREGAZIONE E CONFERIMENTO DI UN RAMO D´AZIENDA: SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SPAGNOLA DEL 17 DICEMBRE 2025
A cura dell’Avv. Adriano Belloni
In un contesto in cui le operazioni di M&A ricorrono sempre più a strutture complesse, la sentenza 1878/2025, del 17 dicembre della Corte di Cassazione spagnola (Tribunal Supremo) fornisce indicazioni decisive per distinguere tra operazioni di trasferimento di asset e vere e proprie
modificazioni strutturali (regolamentate in Spagna attraverso la Legge 3/2009). La Corte ha chiarito che la trasmissione di un ramo d’azienda a fronte di un corrispettivo misto — in parte in denaro e in parte mediante azioni emesse nell’ambito di un aumento di capitale — non costituisce, di per sé, una modificazione strutturale.
La controversia trae origine dalla cessione di un’unità economica funzionalmente autonoma, con esclusione espressa di determinate passività non trasferite. Un creditore della società cedente aveva contestato l’operazione sostenendo che, per le sue caratteristiche economiche e funzionali, essa dovesse qualificarsi come segregazione, con conseguente applicazione del regime
imperativo previsto per le scissioni.
La Corte ha respinto tale tesi, precisando che l’elemento distintivo della segregazione risiede nel trasferimento in blocco di una porzione patrimoniale mediante successione universale. È questo meccanismo –il subentro automatico dell’acquirente in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi – a giustificare il sistema di garanzie previsto dalla normativa sulle modificazioni strutturali, volto alla
tutela di soci e creditori.
Diversamente, nella cessione contrattuale di ramo d’azienda — retta dal principio di autonomia negoziale — non si produce alcuna successione universale: il perimetro dei rapporti trasferiti è rimesso alla volontà delle parti. Ne deriva che la protezione dei creditori non si fonda sugli
strumenti tipici delle scissioni, bensì sui rimedi generali dell’ordinamento, quali le azioni revocatorie o quelle fondate sulla frode.
La Corte ha chiarito che la disciplina sulle modificazioni strutturali si applica esclusivamente alle operazioni che rientrano nelle fattispecie previste dalla legge, senza possibilità di applicazione analogica. La decisione conferma quindi che la scelta tra cessione di asset e riorganizzazione societaria resta nella disponibilità delle parti, con rilevanti effetti sulla struttura dell’operazione, sulla distribuzione dei rischi e sulla tutela dei creditori.
In conclusione, la sentenza chiarisce un aspetto fondamentale per le operazioni di M&A: la scelta tra cessione contrattuale e modificazione strutturale rimane nella disponibilità delle parti, con conseguenze significative in termini di regime di responsabilità e tutela dei creditori. Tale
distinzione assume particolare rilevanza nella strutturazione delle operazioni di acquisizione e ristrutturazione aziendale, poiché la corretta qualificazione giuridica dell´operazione risulta determinante per la definizione dei rischi e delle responsabilità delle parti coinvolte, nonché per la selezione dello strumento giuridico più efficiente in funzione degli obiettivi dell’operazione.
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