Progetto di riforma della c.d. Ley Beckham

Progetto di riforma della c.d. Ley Beckham

In un mondo sempre più globalizzato, non è insolito che coloro i quali siano residenti in un altro paese decidano di trasferirsi in Spagna al fine di iniziare un nuovo rapporto di lavoro o di continuare a lavorare in Spagna per la propria impresa straniera, mantenendo il contratto di lavoro o la Previdenza Sociale nel proprio paese.

Per incoraggiare tali trasferimenti di lavoratori specialmente qualificati, l’art. 93 de la Ley 35/2006 (Ley IRPF) contempla la possibilità di optare per il c.d. regime fiscale speciale per i lavoratori trasferitisi in territorio spagnolo, meglio conosciuto come “Ley Beckham”.

Tale speciale regime fiscale permette una tassazione inferiore a coloro i quali si trasferiscono in Spagna al fine di esercitare una attività lavorativa, previo compimento di una serie di requisiti.

Innanzi alle iniziative via via considerate dagli altri paesi, il Governo spagnolo sta già considerando un progetto di riforma sostanziale della menzionata legge, migliorando, laddove possibile, i benefici che hanno permesso di attirare professionisti di differenti settori verso il mercato del lavoro spagnolo.

In pillole, attualmente la c.d. Ley Beckham permette ai contribuenti che hanno scelto tale regime speciale di poter sottoporre a tassazione i redditi da lavoro da qualunque parte essi provengano (esclusivamente tale tipologia di redditi) ed altri redditi (dividendi, interessi, plusvalenze) di fonte spagnola.

Per potersi beneficiare di tale regime, il contribuente deve compiere i seguenti requisiti:

  1. Non essere stato residente fiscale in Spagna durante i 10 anni fiscali anteriori al trasferimento nel territorio spagnolo;
  2. Che il trasferimento in territorio spagnolo sia in conseguenza delle seguenti circostanze:
    • Come conseguenza di un contratto di lavoro (ad eccezione degli sportivi professionisti, ai quali si applica una normativa differente);
    • Come conseguenza di assumere la carica di amministratore di una società spagnola, sempre quando il richiedente non sia partecipe o abbia solamente una partecipazione nel capitale sociale maggiore del 25%;
  3. Che non ottenga redditi provenienti da una stabile organizzazione situata in

A tali soggetti che godano del beneficio di tale legge, gli si applicherà la quota calcolata secondo la normativa dell’Imposta sui redditi per i non residenti, tassando i redditi della seguente forma:

  • Redditi provenienti da lavoro: i primi 000,01 euro sono tassati con una percentuale fissa del 24%.

A partire dai 600.000,01 euro si applicherà la percentuale del 47%;

  • Dividendi, interessi e plusvalenze: i primi 000,00 euro sono tassati con una percentuale fissa del 19%; da 6.000,01 a 50.000 euro con una percentuale fissa del 21%; da 50.000,01 a 200.000,00 euro al 23% ed infine, a partire da 200.000,01 euro in poi con una percentuale fissa del 26%.

La durata prevista per tale regime è di 6 anni, comprendendo il periodo impositivo del cambio di residenza ed i 5 anni successivi.

Il vantaggio di tale regime speciale consiste nel fatto di permettere non solo di poter beneficiare di una percentuale fissa sensibilmente inferiore rispetto a quella che corrisponderebbe con il regime generale dell’IRPF, ma anche nella circostanza che, tributando il soggetto come se fosse un non residente, non saranno sottoposti a tassazione i redditi che provengono dall’estero (salvo i redditi provenienti da lavoro, che saranno tassati in Spagna), non avrà l’obbligo di presentare la dichiarazione de l’Impuesto sobre Patrimonio relativo alle attività estere, oltre a non dover presentare il Modello 720 (Declaración sobre bienes y derechos situados en el extranjero).

Ebbene, il progetto “Ley de fomento del ecosistema de las empresas emergentes” nella cornice delle misure previste nella futura “Ley de creación y Crecimiento empresarial”, nel contesto della trasposizione della Direttiva UE 2019/1023, proposto dal Governo ed in attesa di discussione delle Camere, prevederebbe una serie di riforme sostanziali al citato regime speciale, apportando una serie di migliorie che di seguito si elencano:

  • Anzitutto, si prevede la riduzione da 10 a 5 anni fiscali nei quali il contribuente non è stato residente fiscale in Spagna;
  • Estende da 6 anni (anno in cui effettua la richiesta più i cinque successivi) ad 11 anni (anno in cui si effettua la richiesta più i dieci successivi) gli esercizi fiscali durante i quali il contribuente potrà beneficiare di tale regime speciale;
  • Permetterebbe di estendere il beneficio agli altri membri della famiglia del non residente principale: questo è considerato il beneficio maggiore, in quanto potranno beneficiare di tale regime il coniuge, il genitore dei figli (laddove non vi sia un vincolo matrimoniale), i figli minori di 25 anni nonché i figli disabili (a prescindere dall’età).

Al fine di permettere l’eventuale estensione del beneficio ad altri ed ulteriori familiari rispetto a quelli anteriormente menzionati, occorrerà rispettare le seguenti condizioni:

  • Che si trasferiscono nel territorio spagnolo con il contribuente principale che richiede l’applicazione del beneficio della Ley Beckham, sia nel momento in cui lo stesso si trasferisce nel territorio spagnolo o successivamente, sempre che non sia terminato il primo periodo impositivo in cui si applica la Ley Beckham;
  • Che acquisiscano la condizione di residenti fiscali in Spagna in conseguenza del trasferimento in Spagna;
  • Che non siano stati residenti fiscali in Spagna nei cinque esercizi fiscali precedenti al trasferimento e sempre che non ottengano redditi provenienti da una stabile organizzazione in Spagna;
  • Che la somma della base liquidabile dei familiari sia inferiore alla base liquidabile del contribuente

Laddove il contribuente principale dovesse perdere alcuno dei requisiti che permettono di beneficiarsi di tale regime fiscale e, di conseguenza, perdere tale beneficio, ciò pregiudicherà anche i familiari.

Il trend evolutivo dottrinale, dunque, spinge alla imminente riforma.

Si resta in attesa della discussione da parte delle Corti Generali (Parlamento) affinché si possa pervenire ad una definitiva approvazione di tale proposta di riforma.


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