Lo Studio Legale Menichetti vince il Premio Le Fonti 2021 “Studio Legale dell’Anno Rapporti di Lavoro e di Distribuzione internazionali”

Lo scorso 8 Luglio a Milano, in occasione della XI edizione de “Le Fonti Awards” svoltasi presso il Museo Diocesano, è stato conferito allo Studio Legale Menichetti il premio “Studio Legale dell’Anno Rapporti di Lavoro e di Distribuzione internazionali” per “occuparsi, da oltre 50 anni, di diritto del lavoro. Per l’approccio tempestivo, puntuale e completo, la professionalità, la conoscenza del mercato e la visione sistematica della materia trattata. Per lo sviluppo dei propri rapporti internazionali e per essere membro di ELLEX, organizzazione internazionale di avvocati indipendenti, con sede a Madrid, il cui obiettivo è quello di favorire rapporti giuridici, economici, politici e sociali, tra Europa e America Latina”.

Hanno ritirato il premio gli avvocati Enzo Pisa, Andrea Dell’Omarino, Osvaldo Cantone, Lorenzo Cantone, Fabiana Menichetti ed il dott. Gianni Anichini.

Verti sostiene la fundación Mapfre per il lancio della prima edizione del premio fotografico “Kbr Photo Award”

In palio 25mila euro per il miglior fotografo
La scadenza per l’invio dei lavori è fissata per il 10 settembre 2021

 

La Fundación MAPFRE lancia la prima edizione del KBr Photo Award, un premio internazionale che si terrà ogni due anni. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i fotografi che stanno lavorando a un nuovo progetto o ne hanno appena completato uno purché non sia mai stato presentato in altre competizioni simili e non sia stato esposto in pubblico.

Il premio per il miglior fotografo ammonta a 25 mila euro. Oltre al riconoscimento economico, la Fundación MAPFRE produrrà e organizzerà a febbraio 2023 una mostra all’interno della Room 2 del KBr Center a Barcellona, il centro dedicato alla fotografia della Fundación MAPFRE. Il lavoro del fotografo vincitore sarà esposto nella mostra e farà parte del catalogo della mostra stessa firmato Fundación MAPFRE.

La giuria che valuterà i lavori dei fotografi sarà formata da quattro autorevoli esponenti del mondo dell’arte, tra i quali sarà presente anche un po’ d’Italia, grazie a Urs Stahel, scrittore, curatore della mostra, consulente indipendente e curatore del museo MAST – Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia – di Bologna. Lo affiancheranno Carles Guerra, artista, critico d’arte e curatore indipendente, Thomas Weski, curatore del Michael Schmidt Archive e curatore della mostra e Sarah Meister, executive director di Aperture. Farà parte della giuria anche Carlos Gollonet, curatore senior della fotografia alla Fundación MAPFRE.

Nadia Arroyo, manager dell’area culturale della Fundación MAPFRE, sottolinea che “con questo premio, la fondazione vuole rafforzare il suo supporto alla creazione artistica, permettendo al profilo professionale del vincitore di emergere sulla scena artistica nazionale e internazionale. La fondazione lo accompagnerà nella sua crescita con un significativo supporto economico e organizzando una mostra del suo lavoro, ideandone il relativo catalogo”.

I candidati possono inviare il lavoro entro il 10 settembre 2021 all’indirizzo mail kbr.fundacionmapfre.org

Verti fa parte di MAPFRE, gruppo assicurativo internazionale presente in tutto il mondo, e supporta il concorso avviato dalla sua fondazione a favore del merito artistico.

 

Per maggiori informazioni:
Emanuela Fostera – ufficiostampa@verti.it

L45 Corporate Relations
Alessandro D’Angelo
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Fondazione Farmafactoring presenta il Rapporto 2020 “Sanità in controluce”

LA LEZIONE DELLA PANDEMIA: RIPROGETTARE LA SANITÀ COME “ECOSISTEMA”

“Il Rapporto di quest’anno analizza lo stress test cui la pandemia ha sottoposto il nostro sistema sanitario. Rivelandone le debolezze strutturali, ma indicando anche la strada per il suo rilancio”.

Con queste parole Marco Riccardo Rabuffi, Presidente di Fondazione Farmafactoring, presenta il tradizionale lavoro realizzato con il contributo e il coordinamento scientifico del Professor Vincenzo Atella, Direttore Scientifico di Fondazione Farmafactoring, e con il contributo di CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) e di CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’assistenza sanitaria e sociale).

Quando la prima ondata si è intensificata è emersa tutta l’impreparazione sistemica dell’ecosistema sanità, oltre che della società e delle istituzioni. Il SSN sta cambiando rapidamente pelle, trasformandosi sempre di più in un “ecosistema”, ovvero un sistema complesso che interagisce con altri sistemi complessi, le cui regole di ingaggio e di gestione si modificano con una velocità che non è più quella di una volta. Un sistema complesso che consideri in modo integrato le fasi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione deve muoversi all’interno di uno scenario complesso e caratterizzato da forti e rapidi cambiamenti di conoscenze, tecnologie, assetti istituzionali, comportamenti politici, valori sociali, dinamiche dell’economia. La pandemia non ha fatto altro che imporre un imponente stress test al sistema e alle sue modalità di dare risposte alla popolazione” afferma il Rapporto 2020 dal titolo “L’ecosistema della salute alla prova dello stress test da Covid-19: quali reazioni e quali risultati”.

Un servizio sanitario universalistico conta però moltissimo per gli italiani, e la loro fiducia nei suoi confronti ha tenuto: nel periodo da dicembre 2020 a febbraio 2021 il 46,6% degli italiani valuta infatti ottimo o buono l’operato del SSN sanitario, il 30,4% sufficiente, il 19,5% insufficiente. Il merito è dei suoi medici, infermieri e ausiliari, più che del sistema, le cui debolezze sono state uno shock profondo. Soprattutto quelle di fronte alla seconda ondata di ottobre 2020, alla quale poteva farsi trovare più preparato. Insomma, un punto di riferimento esistenziale per gli italiani ha vacillato pericolosamente.

Rafforzare la medicina territoriale, migliorare il dialogo con i cittadini per non farli più sentire smarriti, l’investimento sulla prevenzione e su un sistema di risposte efficaci e tempestive anche a fronte del ritorno della domanda sanitaria “rinviata” durante l’emergenza dei pazienti no covid, sono i punti chiave su cui lavorare.

Sul fronte del futuro del Sistema sanitario, in primo piano c’è anche la necessità di sfruttare tutte le opportunità della transizione digitale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedica una parte consistente dei quasi 20 miliardi di euro della Missione Salute proprio alla digitalizzazione del SSN anche nell’ottica di migliorare l’accesso e i servizi ai suoi utenti/pazienti.

Non sono soluzioni facili, ma alla base vi è il giudizio conclusivo del Rapporto secondo cui “solo la messa in campo di soluzioni che sono esito di cooperazione tra mondi e saperi diversificati, potrà vincere la sfida delle emergenze, intesa come la sfida suprema a sanità e società. Ciò richiede modificazioni profonde, a cominciare della multidisciplinarietà come cultura e come modello operativo, per rendere operativi gli schemi della cooperazione nelle comunità.”

Il SSN deve essere quindi visto come un ecosistema che si relaziona con altri ecosistemi e solo una buona relazionalità consentirà di affrontare le sfide future. Oggi più che mai per gli italiani la sanità è un front-office dei tanti ecosistemi che formano la nostra comunità, quindi la sua performance diventa paradigma del rapporto con le istituzioni. Le giunture tra sanità e non sanità in questa fase sono decisive.

Sul sito di Fondazione Farmafactoring è disponibile anche un abstract del rapporto.

Contatti                                                                                

Fondazione Farmafactoring                                                                     
Giulia Castellucci                                                                                         
castellucci@fondazionefarmafactoring.it       

Media Relations

antonella asnaghi & associati
Antonella Asnaghi                    
+ 39 02 48008294

Eurofirms, multinazionale spagnola di servizi in ambito Risorse Umane lancia in Italia un nuovo progetto chiamato PIVOT.

Cos’è:

Il progetto PIVOT prevede la creazione di soluzioni su misura per la gestione delle persone all’interno delle aziende. Eurofirms diventa in questo modo il punto di riferimento dell’azienda a supporto dell’area HR e dell’area Operativa.

L’obiettivo finale è quello di ottimizzare i processi produttivi e gestire le persone tramite consulenza nell’ambito del lean manufacturing.

Il modello di servizio prevede l’inserimento di un team dedicato in esclusiva all’interno dell’azienda cliente, specializzato nella gestione delle persone del settore di riferimento.

Come:

Il progetto parte da una Diagnosi del livello di maturità dei processi di gestione della forza lavoro (flessibile e non, ad es. lavoro temporaneo, ecc.).

Per ogni processo analizzato viene predisposto e condiviso un piano di azione con l’obiettivo di ricavarne margini di miglioramento per l’intero Business Process.

Il team a supporto del piano prevede:

  • Il Project Leader che corrisponde a un professionista esperto nel settore del cliente.
    È a tutti gli effetti uno specialista nel coordinare, misurare, valutare e proporre miglioramenti.
  • Il Pivot professionista dinamico con grande esperienza nella selezione e con ottime doti di interlocuzione ed empatia. Supportato in ogni momento dalla rete di uffici di Eurofirms. In costante coordinamento e aggiornamento con i vari interlocutori interni dell’azienda cliente e con il Project Leader.
  • Il Twin: figura di riferimento del servizio “gemella” situata nell’ufficio di Eurofirms, esperto in selezione e aggiornato su tutte le pratiche eseguite dal Pivot per poterlo supportare e sostituire in caso di necessità.

Vantaggi:

Il modello Pivot prevede dunque una serie di vantaggi tra cui:

  • La consulenza: un offering specifico di progetti di consulenza per settore, focalizzati sull’ottenimento del risparmio dei costi e sull’eccellenza nella gestione del personale.
  • Agilità davanti ai cambiamenti: I picchi di lavoro vengono assorbiti da una struttura non gerarchica e flessibile, adattabile a tutte le modalità di business e che dispone dell’aiuto della rete degli uffici del gruppo in caso di necessità.
  • Risorse gruppo Eurofirms: Pivot si presenta come il miglior portale di accesso ai benefici di tutti i servizi del gruppo in maniera integrata.

Partner a lungo termine: Eurofirms diventa socio a lungo termine condividendo la sfida più difficile nella gestione imprenditoriale (ma anche la più stimolante e gratificante), ovvero, la gestione delle persone

Aimage: la startup torinese che utilizza l’ai per una comunicazione più efficace

Intelligenza artificiale e progetti ad alto contenuto tecnologico per una visione digital a 360°: è questo il core business di Aimage, giovane società nata a ottobre 2017, impegnata nella messa a punto di soluzioni e nella proposta di servizi nel campo del digital marketing.

La mission della realtà digitale è quella di migliorare l’incontro tra le aziende e i consumatori grazie a proposte tecnologiche capaci di semplificare la fruizione dei canali di comunicazione digitale e aumentarne le performance applicando l’intelligenza artificiale al customer care, alla lead generation fino alla prenotazione online.

«L’utente tende ad interagire sempre più con canali di comunicazione user friendly, come le chat. Il progetto Aimage consente alle aziende di interfacciarsi con i clienti attraverso un chatbot personalizzato, una sorta di call center automatico capace di rispondere in tempi molto più rapidi a costi molto più bassi, aumentando l’engagement», spiega Giovanni Bennato CEO di Aimage.

Il chatbot diventa, inoltre, un aiuto alla vendita generando contatti qualificati ed estremamente profilati: Il sistema Chatbot mostra i dettagli dell’offerta pubblicitaria in chat, ingaggia l’utente in una vera e propria conversazione ed infine guida in maniera naturale nella compilazione con domande mirate e altamente profilanti.

Per quel che concerne il sistema di booking, per mezzo della chat, l’utente può effettuare una vera e propria prenotazione: Il chatbot è infatti provvisto di un calendario aggiornato che registra in tempo reale le prenotazioni effettuate.

Sono molte le realtà che hanno creduto in Aimage: la startup innovativa nel primo semestre 2020 ha infatti registrato un aumento delle richieste da parte di nuovi clienti del 400% rispetto al primo semestre del 2019.

Lo scorso giugno l’azienda aveva lanciato una campagna di crowdfunding su Mamacrowd con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema del Customer Care e di offrire un prodotto sempre più all’avanguardia, capace di integrare in chat le soluzioni AI con l’interazione umana per la gestione di richieste più specifiche. Nelle prime 24 ore era stato raggiunto l’obiettivo minimo di 250.000 € e nel giro di poche settimane si era arrivato al 178% del goal massimo, superando i 450.000 € di investimento.

Ad oggi Aimage conta oltre 100 investitori.

I Chatbot di Aimage dal 2017 ad oggi hanno gestito con efficacia decine di migliaia di conversazioni al mese, il servizio di messaggistica istantanea di Aimage è stato attivato da aziende nei settori e-commerce, medico, legale, formazione e finanziario, permettendo alla startup di ottenere un bilancio in attivo dal 2017 con una crescita del 300% nei primi mesi del 2020. Un business innovativo e scalabile con l’obiettivo di offrire al mercato un servizio esclusivo e rivoluzionario.

Maggiori dettagli sul business di Aimage sono disponibili sul sito: https://www.aimage.it/

L’energia di Audax era già rinnovabile. Ora lo è anche il nostro nome

La storia di Audax Renovables è quella di un Gruppo che ha saputo espandersi in altri mercati oltre quello spagnolo: Portogallo, Italia, Germania, Polonia, Olanda e Ungheria e che ha continuato a crescere convinto dell’importanza di commercializzare prima e produrre poi energia pulita. Senza timore, nove anni fa come ora che tutte le nostre filiali – tranne la casa madre – prendono il nome di Audax Renewables.

Un’operazione di rebranding che vuole andare alla sostanza delle cose. Così che non vi siano – davvero – più dubbi sull’obiettivo principale del nostro lavoro: produrre e fornire energia 100% rinnovabile.

Perché è venuto il momento di allineare brand-mission-valori. O se si preferisce far finalmente coincidere “come ci chiamiamo”, quello che “siamo” e quello “in cui crediamo”. Con l’energia sostenibile come comun denominatore.

Logista sostiene la rete dei tabaccai: Pagamenti dilazionati a novembre per 40 mila punti vendita

Con l’iniziativa “Acquista ora e paghi a novembre”, Logista Italia sostiene il business di oltre 40 mila punti vendita offrendo l’opportunità di posticipare il pagamento delle fatture emesse in corrispondenza di una “levata” (prelievo tabacchi) a novembre 2021.

È nello spirito delle misure previste dal Decreto Sostegni per la ripartenza del Paese, che Logista ha scelto di sostenere la categoria dei tabaccai, immettendo liquidità nel sistema e fornendo un concreto supporto utile a ripartire dopo un difficile periodo di crisi.

Per Logista si tratta di un’iniziativa di misura notevole rivolta alla categoria dei tabaccai che, in quanto concessionari dello Stato, hanno sempre dimostrato assoluta affidabilità e spirito di servizio anche durante i momenti più duri della pandemia.

La misura adottata prevede, per ciascun punto vendita, una dilazione di pagamento e la possibilità di rinviare a novembre il saldo degli ordini effettuati fra fine giugno-inizio luglio, senza alcun aggravio di costi.

L’iniziativa, che si colloca nel programma di sostenibilità economica e sociale avviato dal Gruppo Logista, va ad aggiungersi ad una serie di altri progetti volti a sostenere il lavoro quotidiano degli oltre 60.000 punti vendita presenti sul territorio italiano.

In questo contesto, la collaborazione con i partner e le istituzioni è stata di fondamentale importanza in quanto ha permesso di dare la giusta spinta ad un settore che ha sempre lavorato con costanza e passione, anche nei momenti più duri della pandemia.

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con gli enti garanti, è stata accolta con favore da parte dell’intera filiera, la quale ha sottolineato l’importanza di garantire una solida ripartenza per l’intero comparto.

Oggi, in uno scenario in cui il paese sta andando verso una ripresa economica e sociale, Logista è ben felice di poter essere ancora più vicina ai suoi clienti e all’intera filiera.

Lo smart-working tra disciplina emergenziale e disciplina ordinaria

A cura dell’Avv. Silvia Galbusera

La situazione di emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha portato all’introduzione in Italia di alcune misure volte a semplificare il ricorso allo smart-working come alternativa al lavoro in presenza.

I datori di lavoro privati, infatti, ai sensi delle previsioni di cui all’art. 90, commi 3 e 4, del decreto Rilancio, fino al 31 luglio 2021 (salvo ulteriori proroghe), possono avvalersi  di una  procedura semplificata che permette loro di: applicare la modalità del lavoro agile o  smart-working a ogni rapporto di lavoro subordinato, senza che sia richiesta la sottoscrizione di un accordo con il lavoratore; assolvere gli obblighi di informativa in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro per via telematica; ricorrere a una procedura semplificata per quanto riguarda la comunicazione obbligatoria da effettuare al Ministero del lavoro e delle politiche sociali in merito allo svolgimento da parte del lavoratore della prestazione in modalità di smart-working.

L’assenza della comunicazione obbligatoria comporta una sanzione amministrativa di importo compreso tra i 100 e i 500 euro per ogni lavoratore. Inoltre, in considerazione del fatto che la disciplina emergenziale ha un carattere eccezionale, il datore di lavoro avrà l’obbligo di segnalare nella comunicazione da inviare all’Ente preposto, inter alia, la data di inizio e di fine del periodo di lavoro in modalità di smart-working.

Chiaramente, laddove il datore di lavoro abbia in mente di adottare tale forma di lavoro per un periodo che vada oltre alla data stabilita dalla normativa emergenziale e intenda strutturare la propria organizzazione lavorativa anche sulla base del lavoro agile, dovrà ipotizzare di seguire le disposizioni di legge già vigenti prima che entrasse in vigore la medesima normativa emergenziale.

Ricordiamo, infatti. che il rapporto di cui qui si tratta aveva trovato una regolamentazione nella Legge 81/2017 (artt. 18 e segg) che detta una disciplina, sia pur minima, sullo smart-working. Tale norma si limita, infatti, a delineare la nozione dell’istituto e a prevedere poche regole, ma basilari per la regolarità del rapporto, in tema di diritti e obblighi delle parti. È importante, tuttavia, sottolineare che, a differenza dell’attuale contesto, la legge sopra richiamata prevede che il lavoro agile sia una forma di modalità lavorativa pattuita tra le parti e quindi da adottare con l’assenso anche del lavoratore, assenso che viene manifestato con la sottoscrizione di un contratto che deve essere richiamato nelle comunicazioni obbligatorie allegandolo (oggi, come detto, tale formalità è esclusa). La Legge regola, infatti, la forma e la facoltà di recesso nell’ipotesi in cui le parti sottoscrivano un accordo a tempo indeterminato, si preoccupa di garantire la sicurezza anche del lavoratore che svolge la propria attività in modalità agile ed espressamente prevede che il dipendente non possa essere discriminato rispetto a chi lavora in sede, conservando tutti i diritti previsti dalla Legge e dalla contrattazione collettiva.

Con la sottoscrizione dell’accordo le parti regolano tutti quegli aspetti che la legge non ha espressamente disciplinato.

Tra il resto, nel rispetto della normativa di legge e del contratto collettivo applicabile al singolo rapporto, datore e lavoratore potranno, infatti, definire liberamente nell’accordo: il numero massimo di giorni in regime di smart working fruibili in un determinato arco temporale; i luoghi al di fuori dei locali aziendali presso cui il lavoratore può svolgere la prestazione lavorativa; le fasce orarie di reperibilità del lavoratore e i mezzi attraverso cui può essere contattato; la possibilità, definita prima o di volta in volta, che la prestazione lavorativa venga svolta nell’ambito della medesima giornata in parte in ufficio e in parte all’esterno dei locali aziendali; l’obbligo da parte del lavoratore, laddove necessario, di essere presente in azienda anche in giornate dedicate allo smart-working laddove tale necessità non fosse prevedibile; l’elenco degli strumenti aziendali forniti al lavoratore necessari per lo svolgimento della prestazione lavorativa e l’obbligo di loro conservazione e manutenzione; l’obbligo da parte del lavoratore di svolgere le mansioni assegnate personalmente e direttamente, senza avvalersi di altri soggetti, garantendo lo stesso impegno professionale rispetto all’attività svolta in azienda; l’obbligo di garantire la confidenzialità dei documenti e delle informazioni aziendali; le modalità per garantire al lavoratore al di fuori dell’orario giornaliero di lavoro il diritto alla disconnessione.

Come detto, se l’imprenditore intende inserire nella propria organizzazione anche il lavoro agile, a prescindere dalla situazione emergenziale, può tranquillamente fin d’ora negoziare con le OO.SS. o con il dipendente direttamente un accordo che regoli anche in futuro il lavoro agile, stando attento che tale accordo comunque garantisca quella flessibilità che permetta di adeguare le proprie esigenze lavorative e organizzative con la modalità di lavoro agile.

DUNE partner tecnologico della prima edizione della I-Week, convegno su intelligenza, geopolitica e dintorni tecnologici

Si è tenuto il mese scorso  l’evento digitale Intelligence Week (I-Week) organizzato dalla Vento & Associati (V&A) e con il supporto tecnico ed organizzativo di DUNE; una innovativa sei giorni di approfondimento, incontri e dibattiti sul mondo della tecnologia e dell’informazione dedicata a imprese, pubblica amministrazione e società di settore, con uno sguardo completo sugli scenari, le sfide future, la cultura e la letteratura di genere.

Interi settori economici ed istituzionali, come sanità, agricoltura, difesa, sicurezza e mobilità verranno stravolti dall’impatto delle tecnologie cognitive e dell’Intelligenza Artificiale. La leadership economica e politica sarà dei paesi che guideranno con successo questa transizione, accelerata dalle emergenze sanitarie, ambientali e di sicurezza globale. Per non essere travolti da questa rivoluzione è necessario apprendere queste conoscenze e applicarle nel nostro Paese, così da rimanere al passo con le altre nazioni e giocare un ruolo decisivo nell’ambito scientifico, tecnologico, industriale del mondo.

Le aree tematiche dell’I-Week si sono sviluppate in particolare su tre punti: intelligence, geopolitica e dintorni tecnologici. Il mondo dell’Intelligence tradizionale è stravolto dalla digitalizzazione dei dati, dell’informazione, della conoscenza e dalla tecnologia degli algoritmi predittivi e dell’Intelligenza Artificiale.

In questa prima edizione sono stati realizzati 26 eventi, 5 dirette streaming; ci sono stati oltre 2.200 partecipanti, 130 Speakers e più di 80 uscite stampa 4 patrocini istituzionali, 5 partner, 6 sponsor tecnici e 4 media partner; se vorrete restare aggiornati sulle edizioni future, rileggere quanto scritto dalla stampa o rivedere i talk consultare il  sito I-Week dedicato

ERA: Come gestire la “coda lunga” della spesa in azienda

Che cos’è la coda lunga?
È un concetto noto nella vostra azienda? Anche se non ne avete mai sentito parlare, vi riguarda di sicuro. In poche parole, con questo termine ci si riferisce al 20% delle transazioni di acquisto non-core che fondamentalmente non vengono gestite, di solito a causa dell’elevato numero di fornitori e di risorse interne limitate. Il modo migliore per spiegare cos’è la coda lunga è rifarsi alla regola di Pareto, secondo cui l’80% della spesa di un’azienda viene gestito in modo strategico con il 20% dei fornitori. Di solito questo 80% include i costi di beni, utensileria, altre spese in conto capitale, assicurazioni, affitti e utenze.

Il rimanente 20%, o coda lunga, riguarda invece l’80% dei fornitori. Di questa “coda” fanno parte migliaia di articoli di consumo gestiti a magazzino (MRO, DPI, articoli per imballaggi, spedizioni e magazzino, prodotti sanitari e per l’igiene, gas industriali), logistica, reti e servizi di telecomunicazione, e altre voci quali rifiuti, abbigliamento da lavoro ed elaborazione buste paga. Va rilevato, inoltre, che i costi per l’elaborazione e il pagamento delle fatture per questo tipo di acquisti spesso superano il valore dei beni o dei servizi ricevuti. Questo segmento di spesa è difficile da gestire in modo efficace. E anche ottenere i prezzi migliori del settore dai fornitori che meglio rispondono alle vostre esigenze costituisce una sfida.

Di seguito il caso recente di un cliente nel settore manifatturiero, con una spesa pari a 56 milioni di dollari:

La coda lunga, che qui ammonta a 9,4 milioni $, riguarda MRO, imballaggi, assicurazioni, IT, logistica, telecomunicazioni, abbigliamento, rifiuti, forniture per ufficio, marketing, formazione, regolamentazione, ecc.

In alcune categorie di spesa sono possibili risparmi del 10-40%. Spesso questi potenziali risparmi vengono trascurati a causa di una bassa aspettativa in termini di rendimento, oltre alla mancanza di visibilità, risorse interne e dati di riferimento. Manager e direttori d’acquisto devono cambiare il modo in cui guardano alle spese indirette. Il motivo principale per cui molti responsabili dicono di non gestire la coda lunga (troppo costosa dal punto di vista del processo) è esattamente il motivo per cui non dovrebbero ignorarla (troppo costoso per il business).

Qual è il primo passo per affrontare la coda lunga?

Avete mappato la spesa della vostra azienda come nella figura qui sotto? La spesa può essere scomposta per fornitore o categoria di costo. Tuttavia, applicare entrambi i metodi rappresenta un’ottima regola generale, perché così si ha un quadro chiaro che consente di identificare le opportunità di risparmio. Se state valutando una revisione interna della spesa, questo dev’essere il primo passo. Non si possono misurare i miglioramenti se prima non si definisce il punto di partenza.

Visualizzare i dati relativi alla spesa di un esercizio precedente in questo formato può fornire informazioni preziose a un CEO o a un CFO. Al posto di singole voci, per esempio materie prime, lavorazioni esterne, manodopera, imballaggi, forniture per la linea di produzione, ecc., questo modello di reporting offre un’istantanea della spesa molto più dettagliata, divisa per categorie di costo e parco fornitori.

Sondare ancor più in profondità una determinata categoria può portare a una comprensione ancor maggiore. Per esempio, nella categoria MRO (Maintenance, Repair and Operations)1, i dati riferiti alla spesa possono essere riportati per prodotto (utensili da taglio, lubrificanti, elementi di fissaggio, dispositivi di protezione individuale, ecc.) e incrociati con i fornitori.

La vostra organizzazione sarà così in grado di accorciare metodicamente la “coda”, sfruttare il potere d’acquisto, ottenere visibilità sui costi e definire delle metriche per misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi futuri partendo dallo stato attuale

8 motivi che rendono difficile la gestione della coda lunga:

  • Conoscenza della categoria: Ogni categoria di spesa è caratterizzata da propri driver di costo, condizioni di mercato, termini contrattuali e altri dettagli specifici. Per gestire efficacemente la coda lunga, è necessario comprendere a fondo tutti questi aspetti.
  • Dati di benchmark: Per ottenere i prezzi migliori del settore sono indispensabili dati di benchmark esterni all’azienda. Accedervi rappresenta una sfida, perché non sono di facile reperibilità. E non dimentichiamo che i fornitori cercano di massimizzare ricavi e margini su ogni articolo fornito.
  • Risorse interne: Gli uffici di procurement raramente hanno il tempo o i dati di riferimento per dedicare a quest’area di spesa l’attenzione che meriterebbe. Spesso la funzione Acquisti è troppo presa a soddisfare le esigenze della linea di produzione, chiedere preventivi e risolvere problemi legati ai materiali di produzione. In aggiunta, molte società hanno un lungo elenco di priorità e di solito la coda lunga non è in cima a questa lista
  • Supporto dei dirigenti: Molti dirigenti pensano che il potenziale di risparmio sia esiguo e trascurano quest’area di spesa, preferendo strategie che offrano benefici più immediati (e diano maggiore visibilità). Sono dunque riluttanti a impegnare risorse per scoprire opportunità di risparmio nella coda lunga.
  • Controlli interni: Spesso si aggiungono fornitori in base alle necessità del momento, senza un piano strategico; ciò comporta le cosiddette spese maverick (acquisti estemporanei, non conformi ai processi di acquisto aziendali). Senza una strategia documentata e uno o più referenti, la coda lunga resterà in gran parte fuori controllo.
  • Spesa frammentata Per una certa categoria di spesa, di solito ci sono più fornitori del necessario. Oltre alle tante categorie da gestire, le aziende potrebbero semplicemente non avere il tempo di dedicarsi con la dovuta attenzione alle relazioni instaurate con i singoli fornitori. Naturalmente, in questi casi, il potere d’acquisto limitato annulla potenziali economie di scala.
  • Visibilità Raramente i dettagli dei prodotti o dei servizi acquistati vengono riportati e rivisti internamente a livello SKU. Preferendo la comodità, molte aziende utilizzano le carte acquisti (P-cards), che tuttavia rendono poco chiari i dati sulla spesa.
  • Costi di elaborazione I costi per generare e ricevere un ordine d’acquisto, e per elaborare e pagare una fattura, spesso superano il valore dell’articolo acquistato. Spesso anche modelli di ordinazione ed evasione (fulfillment) inefficienti rendono difficile la gestione della coda lunga.

Gestione della coda lunga: valutazione delle opportunità

La vostra azienda potrebbe non avere il tempo o le risorse per fare davvero i conti con la coda. Forse i vostri manager hanno già individuato le aree da analizzare, ma non hanno ancora compiuto il primo passo per condurre una revisione. Una valutazione adeguata delle opportunità che derivano da una gestione attiva della coda lunga si traduce in un vantaggio competitivo per la vostra azienda. Perché continuare a sprecare denaro che potrebbe portare a un miglioramento dei risultati o essere destinato ad altri progetti più importanti?

Expense Reduction Analysts

Expense Reduction Analysts (ERA) offre un’ampia gamma di soluzioni per assistere le aziende di tutto il mondo. Il nostro team collabora con aziende attive in tutti i settori industriali e abbiamo già aiutato migliaia di imprese a operare in modo più efficiente e a tutelare i propri margini.

Fondata nel 1992, ERA è una delle principali società di consulenza al mondo, specializzata nell’ottimizzazione dei costi e nella gestione delle relazioni con i fornitori. Con oltre 700 consulenti che operano in più di 40 paesi, ERA fornisce consulenza sulle migliori pratiche specifiche del settore, riducendo i costi e, infine, fornendo soluzioni su misura a vantaggio della crescita aziendale.

Per ulteriori informazioni, visita expensereduction.com

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