Assicurazioni W&I: primo approccio a una realtà in forte aumento

A cura dell’Avv. Meritxell Roca Ortega.

Tutte le operazioni commerciali comportano rischi economici, finanziari, legali e anche ambientali che possono dare origine a passività o contingenze che emergono a seguito della chiusura della transazione.

In tale contesto, la sottoscrizione di una “Warranty and Indemnity Insurance (W&I)” che copra le violazioni di garanzie o i reclami esposti nel contratto di acquisto (SPA) può essere una soluzione valida che offrirebbe vantaggi a entrambe le parti dell’operazione.

Infatti, il venditore otterrebbe un’uscita “clean”, riducendo la sua esposizione alla, mentre all’acquirente sarebbe garantita una notevole protezione poiché potrebbe rivalersi direttamente sull’assicuratore (di solito un’entità con un rating finanziario sicuro, assicurando così una maggiore garanzia di recuperabilità).

Va tuttavia considerato il costo per il venditore che avrebbe una certa quantità di capitale trattenuto in escrows o conti, o previsto come passività contingente.

In generale, l’assicurazione W&I è regolarmente utilizzata per migliorare la posizione negoziale e il risultato complessivo dell’affare.

Non c’è nessun tipo di operazione in cui la W&I Insurance possa dirsi più meno conveniente. Si tratta di valutare ogni caso specifico e di assicurarsi se c’è un mercato disposto ad assicurarlo. E’ applicabile a tutti i tipi di acquisizioni, e specialmente alle operazioni riguardanti i seguenti settori: industria, immobiliare, infrastrutture, private equity ed energia (progetti di energia rinnovabile e di altro tipo).

Tuttavia, l’assicurazione W&I non sarà adatta ad ogni operazione. Per esempio, non si potrà utilizzare nelle operazioni in cui non verrà svolta una due diligence.

Va infine evidenziato che la concorrenza tra i sottoscrittori è al momento molto forte, con premi e franchigie che continuano a scendere e posizioni di copertura che vengono migliorate, rendendo il mercato particolarmente attraente.

Lo Studio Legale Menichetti vince il Premio Le Fonti 2021 “Studio Legale dell’Anno Rapporti di Lavoro e di Distribuzione internazionali”

Lo scorso 8 Luglio a Milano, in occasione della XI edizione de “Le Fonti Awards” svoltasi presso il Museo Diocesano, è stato conferito allo Studio Legale Menichetti il premio “Studio Legale dell’Anno Rapporti di Lavoro e di Distribuzione internazionali” per “occuparsi, da oltre 50 anni, di diritto del lavoro. Per l’approccio tempestivo, puntuale e completo, la professionalità, la conoscenza del mercato e la visione sistematica della materia trattata. Per lo sviluppo dei propri rapporti internazionali e per essere membro di ELLEX, organizzazione internazionale di avvocati indipendenti, con sede a Madrid, il cui obiettivo è quello di favorire rapporti giuridici, economici, politici e sociali, tra Europa e America Latina”.

Hanno ritirato il premio gli avvocati Enzo Pisa, Andrea Dell’Omarino, Osvaldo Cantone, Lorenzo Cantone, Fabiana Menichetti ed il dott. Gianni Anichini.

La vaccinazione anti Covid19 per il lavoratore del settore sanitario

A cura dell’Avv. Gilda Pisa

Il tema è di assoluta attualità e ha creato un vivace dibattito nell’opinione pubblica, in ambito dottrinario ed anche nelle aule di giustizia. L‘obbligatorietà dei vaccini in Italia non è tema nuovo, ma riguardo alla pandemia da Covid19 l’argomento è risultato molto più acceso rispetto al passato forse anche per i tempi record di creazione dei vaccini ed i conseguenti dubbi sui rischi alla salute in assenza di riscontri a lungo termine.

La scelta fatta dal Legislatore nazionale, ad oggi limitata all’ambito del lavoro “sanitario”, può ricercarsi nel contemperamento dei diritti in gioco, quali il diritto alla salute, individuale e collettiva, la libertà individuale, i doveri del datore di lavoro di tutela delle condizioni di lavoro e non ultimo la tutela della riservatezza dei dati personali, in particolare quelli sanitari. Con il Decreto Legge 1/4/2021 n. 44, n. 79 convertito in legge 28 maggio 2021 n. 76 sono state stabilite: Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del contagio da SARS-CoV-2 mediante previsione di obblighi vaccinali per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario.

Il precetto costituzionale contenuto nel Titolo II -non a caso rubricato “Rapporti Etico Sociali”- e più precisamente l’art. 32 della Costituzione, a norma del quale “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.  Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”, infatti, ha una duplice valenza, da un lato tutela il cittadino nel suo diritto alla salute e nella sua libertà di scegliere le cure, dall’altro riconosce un interesse pubblico alla salute, che può comportare l’obbligo per i singoli a sottostare a trattamenti disposti con la duplice garanzia, sul piano formale, della riserva di legge in materia di trattamenti sanitari imposti e, sul piano sostanziale, del rispetto in tutti i casi dei «limiti imposti dal rispetto della persona umana», a propria volta riflesso del fondamentale principio personalista (art. 2 Cost.).

La Corte Costituzionale si è pronunciata più volte sulla materia, a partire dalla sentenza n. 258/1994 o con la sent. 268/2017, ed ha ricordato: «la giurisprudenza di questa Corte in materia di vaccinazioni è salda nell’affermare che l’articolo 32 Costituzione postula il necessario contemperamento del diritto alla salute del singolo (anche nel suo contenuto di libertà di cura) con il coesistente e reciproco diritto degli altri e con l’interesse della collettività». Ed ancora, quanto alle motivazioni di ordine giuridico, “la traslazione sulla collettività delle conseguenze negative eventualmente derivanti dalla vaccinazione antinfluenzale consegue all’applicazione dei principi costituzionali di solidarietà (art. 2 Cost.), di tutela della salute anche collettiva (art. 32 Cost.) e di ragionevolezza (art. 3 Cost.)”. Principi riaffermati dalla Consulta nella sentenza n. 5 del 2018Relatrice Cons. Cartabia attuale Ministra della Giustizia- che sulla libertà di scelta ha osservato che anch’essa, come tutte le altre, incontra il limite dell’altrui diritto: “Questo limite, quando viene in rilievo, normalmente richiede un equo e ragionevole contemperamento tra i diritti contrapposti; e può anche, «in caso di accertata incompatibilità e con le dovute garanzie, comportare la compressione o, comunque, la limitazione del diritto individuale», come stabilito dallo stesso art. 32 Cost. nel suo secondo comma”.

Ciò premesso, l’art. 4 del D.L. 44/2021, entrato in vigore in data 1° aprile 2021 (convertito in legge 76 del 28.5.2021), al fine di contenere la diffusione epidemiologica da COVID-19, ha introdotto il generale obbligo di vaccinazione in capo agli operatori sanitari e socio sanitari esercenti sia presso enti pubblici che privati, stabilendo: “La vaccinazione costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative …” … e: “2. Solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale, la vaccinazione di cui al comma 1 non è obbligatoria e può essere omessa o differita” e che la mancata vaccinazione, quando l’assegnazione del lavoratore a mansioni diverse non è possibile, comporta la sospensione e: “per il periodo di sospensione di cui al comma 9 non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

In sede applicativa, però, sono sorti non pochi problemi, poiché l’art. 4 cit., per garantire il rispetto della riservatezza dei dati sensibili del lavoratore, ha previsto ai commi 3, 4, 5, 6 e 7 una procedura assai articolata che, in concreto, per ritardi e/o incagli tra un passaggio obbligato e l’altro (comunicazioni o invio di dati tra Ordine professionale territoriale, Regioni, aziende sanitarie locali) prima di poter eventualmente giungere alla sospensione, ha onerato il datore di lavoro, in determinate realtà ad alto rischio di contagio da SARS-CoV-2, della decisione (e responsabilità) di procedere direttamente alla sospensione dei propri dipendenti.

In molti di questi casi, i lavoratori sospesi senza retribuzione hanno adito il Giudice del Lavoro. A tal riguardo, oltre alla prima nota decisione del Tribunale di Belluno che con ordinanza del 19.3.2021 -precedente dunque il D.L. n. 44- (n. RG 328/2021) -reclamata e confermata il 6.5.2021, ha sancito che “la permanenza dei ricorrenti nel luogo di lavoro comporterebbe per il datore di lavoro la violazione dell’obbligo di cui all’art. 2087 c.c. il quale impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei suoi dipendenti”, tra le varie, si evidenzia la più articolata decisione del Tribunale di Verona del 16.6.2021 (RG n. 626/2021); interessante perché contenente principi di diritto accolti dal giudice del lavoro che ben potrebbero declinarsi in ambiti lavorativi diversi da quello sanitario per i quali ricorrono analoghe esigenze di tutela della salute pubblica e della sicurezza negli ambienti di lavoro (si pensi ad esempio ai cassieri dei supermercati, al personale della scuola e così via).

La ragione di diritto principale invocata dal datore di lavoro a sostegno della scelta di sospendere il dipendente -e condivisa dal giudice- verte sul potere-dovere del datore di lavoro di intervenire nei confronti dei dipendenti non vaccinati per tutelare la salute e sicurezza degli stessi e dell’intero ambiente di lavoro, secondo i doveri di protezione imposti al datore di lavoro dall’art. 2087 c.c., che, come noto “non si riferiscono solo alle attrezzature, ai macchinari ed ai servizi che egli fornisce o deve fornire, ma si estendono alla fase dinamica dell’espletamento del lavoro ed all’ambiente lavorativo, in relazione al quale le misure e le cautele da adottare devono prevenire sia i rischi insiti in quell’ambiente, sia i rischi derivanti dall’azione di fattori ad esso esterno ed inerenti al luogo in cui tale ambiente si trova” (così, da ultimo, Cass. 20/11/2020, n. 26512).

Il Giudice del Lavoro veronese, infatti, si è così espresso: “La risoluzione della questione trova fondamento nel principio di prevenzione che è alla base dei comportamenti doverosi dettati in materia dal TU n. 81/2008 (per quel che rileva in particolare dagli artt. 41, 42 e 279) e dall’art. 2087 c.c. (come dettagliato nel contesto pandemico iniziale già dall’art. 29-bis DL 23/2020, conv. nelle L. 40/2020 e come integrato dalle c.d. “misure innominate” dettate dalle migliori conoscenze sperimentali o tecniche del momento). Occorre inoltre ricordare, poiché in questo caso di discute dell’effetto del rifiuto della vaccinazione sul contratto di lavoro, il particolare dover di prudenza e diligenza imposto alle parti, di cui agli artt. 1176 c.c. e 2104 c.c.”. Fatta tale premessa, il Giudice ha ritenuto che le procedure previste dagli artt. 41 e 42, nella attuale e perdurante situazione emergenziale di pandemia mondiale, con particolare riferimento ai casi relativi ai dipendenti delle strutture sanitarie e socio-assistenziali, a fronte della possibilità del moltiplicarsi dei rifiuti alla vaccinazione, possono risultare incompatibili e inefficaci nell’immediatezza, tanto da giustificare un intervento cautelativo del datore di lavoro in attesa dell’esito della procedura stessa, consistente proprio nella sospensione del rapporto di lavoro (o nell’eventuale utilizzazione delle ferie residue del lavoratore) in attesa dell’esito di tali procedure: “Il datore di lavoro infatti, nell’esercizio dei suoi poteri, può disporre quanto meno in via provvisoria e in attesa dell’espletamento della visita medica e della connessa verifica di idoneità, una diversa collocazione del proprio dipendente all’interno dell’organizzazione dell’impresa, mutando le mansioni, ove possibile o nel caso di impossibilità, sospendendo appunto il rapporto di lavoro”. Quanto poi al contestato mancato rispetto della procedura prevista dall’art. 4 DL 44/21 cit., il Giudice ha ritenuto la questione in astratto assimilabile anche all’ipotesi delle procedure di cui all’art. 41 D.Lgs 81/08 (la condotta del datore di lavoro in attesa del giudizio espresso dal medico competente), pertanto, ha reputato tale doglianza non fondata, in quanto: “non tiene in alcuna considerazione l’eccezionalità della situazione pandemica, a fronte dei richiamati doveri di prevenzione del datore di lavoro”. Degna di nota la seguente ulteriore valutazione del Giudicante secondo cui: “il rifiuto del vaccino non possa considerarsi, sul piano della conseguenze, un atto neutro e senza effetti sul rapporto di lavoro.

Málaga Smart Agrifood

Extenda – Agenzia pubblica di Promozione e Commercio Estero dell’Andalusia – ha il piacere di comunicare che i prossimi 30 settembre e 1 di ottobre presso il Palacio de Ferias y Congresos di Malaga si terrà Málaga Smart Agrifood, un congresso che coinvolge i settori della tecnologia e agro-alimentazione, in cui Extenda collabora come co-organizzatore.

L’evento concentra speaker, espositori e startup relazionati all’innovazione del settore agroalimentare e agricolo e alla loro trasformazione digitale.

Sarà possibile prender parte al network e alla sessione di incontri B2B, ed eventualmente raccontarci la vostra realtà e qualche esperienza d’interesse.

Siamo convinti possa essere una buona opportunità anche per aprirvi a conoscere la realtà andalusa del settore, nell’ottica auspicabile che da questa occasione di networking possano nascere potenziali sinergie con voi.

Qui un dossier informativo dell’evento.

 

Per ulteriori informazioni: italia@extenda.es

EU4BUSINESS: Connecting Companies – Sewing a Chain between Ukraine, Spain, and Italy

Camera di Commercio di Spagna in Italia has been selected as the leading BSO of the project “Sewing a chain between Ukraine, Spain, and Italy – which will focus on sustainability, internationalization, and digitalization for Textile Sector, in the framework of the EU4Business Connecting Companies project.

EU4Business: Connecting Companies is a project managed by EUROCHAMBRES and funded under the EU4Business initiative of the EU.

The project is being developed in the framework of the Eastern Partnership – EaP in order to strengthen relations between the EU and its six Eastern neighbors (Armenia Azerbaijan, Belarus, Georgia, Moldova, and Ukraine).

The first online preliminary meeting has been held today in the presence of the 14 participating SMEs from Ukraine and Spain and all the BSOs which will collaborate with our Chamber for the development of the project:
–  The Dnipropetrovsk Chamber of Commerce & Industry (co-applicant)
–  ASTUREX. Sociedad de Promoción Exterior Principado de Asturias, S.A.
–  Assomoda
–  Chernihiv Light Industry Cluster
–  BE in UA design market

Verti sostiene la fundación Mapfre per il lancio della prima edizione del premio fotografico “Kbr Photo Award”

In palio 25mila euro per il miglior fotografo
La scadenza per l’invio dei lavori è fissata per il 10 settembre 2021

 

La Fundación MAPFRE lancia la prima edizione del KBr Photo Award, un premio internazionale che si terrà ogni due anni. La partecipazione al concorso è aperta a tutti i fotografi che stanno lavorando a un nuovo progetto o ne hanno appena completato uno purché non sia mai stato presentato in altre competizioni simili e non sia stato esposto in pubblico.

Il premio per il miglior fotografo ammonta a 25 mila euro. Oltre al riconoscimento economico, la Fundación MAPFRE produrrà e organizzerà a febbraio 2023 una mostra all’interno della Room 2 del KBr Center a Barcellona, il centro dedicato alla fotografia della Fundación MAPFRE. Il lavoro del fotografo vincitore sarà esposto nella mostra e farà parte del catalogo della mostra stessa firmato Fundación MAPFRE.

La giuria che valuterà i lavori dei fotografi sarà formata da quattro autorevoli esponenti del mondo dell’arte, tra i quali sarà presente anche un po’ d’Italia, grazie a Urs Stahel, scrittore, curatore della mostra, consulente indipendente e curatore del museo MAST – Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia – di Bologna. Lo affiancheranno Carles Guerra, artista, critico d’arte e curatore indipendente, Thomas Weski, curatore del Michael Schmidt Archive e curatore della mostra e Sarah Meister, executive director di Aperture. Farà parte della giuria anche Carlos Gollonet, curatore senior della fotografia alla Fundación MAPFRE.

Nadia Arroyo, manager dell’area culturale della Fundación MAPFRE, sottolinea che “con questo premio, la fondazione vuole rafforzare il suo supporto alla creazione artistica, permettendo al profilo professionale del vincitore di emergere sulla scena artistica nazionale e internazionale. La fondazione lo accompagnerà nella sua crescita con un significativo supporto economico e organizzando una mostra del suo lavoro, ideandone il relativo catalogo”.

I candidati possono inviare il lavoro entro il 10 settembre 2021 all’indirizzo mail kbr.fundacionmapfre.org

Verti fa parte di MAPFRE, gruppo assicurativo internazionale presente in tutto il mondo, e supporta il concorso avviato dalla sua fondazione a favore del merito artistico.

 

Per maggiori informazioni:
Emanuela Fostera – ufficiostampa@verti.it

L45 Corporate Relations
Alessandro D’Angelo
Mobile: +39 329 4139226
Email: adangelo@l45.it

Martina Bissolo
Mobile: +39 333 4351457
Email: mbissolo@l45.it

Fondazione Farmafactoring presenta il Rapporto 2020 “Sanità in controluce”

LA LEZIONE DELLA PANDEMIA: RIPROGETTARE LA SANITÀ COME “ECOSISTEMA”

“Il Rapporto di quest’anno analizza lo stress test cui la pandemia ha sottoposto il nostro sistema sanitario. Rivelandone le debolezze strutturali, ma indicando anche la strada per il suo rilancio”.

Con queste parole Marco Riccardo Rabuffi, Presidente di Fondazione Farmafactoring, presenta il tradizionale lavoro realizzato con il contributo e il coordinamento scientifico del Professor Vincenzo Atella, Direttore Scientifico di Fondazione Farmafactoring, e con il contributo di CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) e di CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’assistenza sanitaria e sociale).

Quando la prima ondata si è intensificata è emersa tutta l’impreparazione sistemica dell’ecosistema sanità, oltre che della società e delle istituzioni. Il SSN sta cambiando rapidamente pelle, trasformandosi sempre di più in un “ecosistema”, ovvero un sistema complesso che interagisce con altri sistemi complessi, le cui regole di ingaggio e di gestione si modificano con una velocità che non è più quella di una volta. Un sistema complesso che consideri in modo integrato le fasi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione deve muoversi all’interno di uno scenario complesso e caratterizzato da forti e rapidi cambiamenti di conoscenze, tecnologie, assetti istituzionali, comportamenti politici, valori sociali, dinamiche dell’economia. La pandemia non ha fatto altro che imporre un imponente stress test al sistema e alle sue modalità di dare risposte alla popolazione” afferma il Rapporto 2020 dal titolo “L’ecosistema della salute alla prova dello stress test da Covid-19: quali reazioni e quali risultati”.

Un servizio sanitario universalistico conta però moltissimo per gli italiani, e la loro fiducia nei suoi confronti ha tenuto: nel periodo da dicembre 2020 a febbraio 2021 il 46,6% degli italiani valuta infatti ottimo o buono l’operato del SSN sanitario, il 30,4% sufficiente, il 19,5% insufficiente. Il merito è dei suoi medici, infermieri e ausiliari, più che del sistema, le cui debolezze sono state uno shock profondo. Soprattutto quelle di fronte alla seconda ondata di ottobre 2020, alla quale poteva farsi trovare più preparato. Insomma, un punto di riferimento esistenziale per gli italiani ha vacillato pericolosamente.

Rafforzare la medicina territoriale, migliorare il dialogo con i cittadini per non farli più sentire smarriti, l’investimento sulla prevenzione e su un sistema di risposte efficaci e tempestive anche a fronte del ritorno della domanda sanitaria “rinviata” durante l’emergenza dei pazienti no covid, sono i punti chiave su cui lavorare.

Sul fronte del futuro del Sistema sanitario, in primo piano c’è anche la necessità di sfruttare tutte le opportunità della transizione digitale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedica una parte consistente dei quasi 20 miliardi di euro della Missione Salute proprio alla digitalizzazione del SSN anche nell’ottica di migliorare l’accesso e i servizi ai suoi utenti/pazienti.

Non sono soluzioni facili, ma alla base vi è il giudizio conclusivo del Rapporto secondo cui “solo la messa in campo di soluzioni che sono esito di cooperazione tra mondi e saperi diversificati, potrà vincere la sfida delle emergenze, intesa come la sfida suprema a sanità e società. Ciò richiede modificazioni profonde, a cominciare della multidisciplinarietà come cultura e come modello operativo, per rendere operativi gli schemi della cooperazione nelle comunità.”

Il SSN deve essere quindi visto come un ecosistema che si relaziona con altri ecosistemi e solo una buona relazionalità consentirà di affrontare le sfide future. Oggi più che mai per gli italiani la sanità è un front-office dei tanti ecosistemi che formano la nostra comunità, quindi la sua performance diventa paradigma del rapporto con le istituzioni. Le giunture tra sanità e non sanità in questa fase sono decisive.

Sul sito di Fondazione Farmafactoring è disponibile anche un abstract del rapporto.

Contatti                                                                                

Fondazione Farmafactoring                                                                     
Giulia Castellucci                                                                                         
castellucci@fondazionefarmafactoring.it       

Media Relations

antonella asnaghi & associati
Antonella Asnaghi                    
+ 39 02 48008294

Eurofirms, multinazionale spagnola di servizi in ambito Risorse Umane lancia in Italia un nuovo progetto chiamato PIVOT.

Cos’è:

Il progetto PIVOT prevede la creazione di soluzioni su misura per la gestione delle persone all’interno delle aziende. Eurofirms diventa in questo modo il punto di riferimento dell’azienda a supporto dell’area HR e dell’area Operativa.

L’obiettivo finale è quello di ottimizzare i processi produttivi e gestire le persone tramite consulenza nell’ambito del lean manufacturing.

Il modello di servizio prevede l’inserimento di un team dedicato in esclusiva all’interno dell’azienda cliente, specializzato nella gestione delle persone del settore di riferimento.

Come:

Il progetto parte da una Diagnosi del livello di maturità dei processi di gestione della forza lavoro (flessibile e non, ad es. lavoro temporaneo, ecc.).

Per ogni processo analizzato viene predisposto e condiviso un piano di azione con l’obiettivo di ricavarne margini di miglioramento per l’intero Business Process.

Il team a supporto del piano prevede:

  • Il Project Leader che corrisponde a un professionista esperto nel settore del cliente.
    È a tutti gli effetti uno specialista nel coordinare, misurare, valutare e proporre miglioramenti.
  • Il Pivot professionista dinamico con grande esperienza nella selezione e con ottime doti di interlocuzione ed empatia. Supportato in ogni momento dalla rete di uffici di Eurofirms. In costante coordinamento e aggiornamento con i vari interlocutori interni dell’azienda cliente e con il Project Leader.
  • Il Twin: figura di riferimento del servizio “gemella” situata nell’ufficio di Eurofirms, esperto in selezione e aggiornato su tutte le pratiche eseguite dal Pivot per poterlo supportare e sostituire in caso di necessità.

Vantaggi:

Il modello Pivot prevede dunque una serie di vantaggi tra cui:

  • La consulenza: un offering specifico di progetti di consulenza per settore, focalizzati sull’ottenimento del risparmio dei costi e sull’eccellenza nella gestione del personale.
  • Agilità davanti ai cambiamenti: I picchi di lavoro vengono assorbiti da una struttura non gerarchica e flessibile, adattabile a tutte le modalità di business e che dispone dell’aiuto della rete degli uffici del gruppo in caso di necessità.
  • Risorse gruppo Eurofirms: Pivot si presenta come il miglior portale di accesso ai benefici di tutti i servizi del gruppo in maniera integrata.

Partner a lungo termine: Eurofirms diventa socio a lungo termine condividendo la sfida più difficile nella gestione imprenditoriale (ma anche la più stimolante e gratificante), ovvero, la gestione delle persone

Aimage: la startup torinese che utilizza l’ai per una comunicazione più efficace

Intelligenza artificiale e progetti ad alto contenuto tecnologico per una visione digital a 360°: è questo il core business di Aimage, giovane società nata a ottobre 2017, impegnata nella messa a punto di soluzioni e nella proposta di servizi nel campo del digital marketing.

La mission della realtà digitale è quella di migliorare l’incontro tra le aziende e i consumatori grazie a proposte tecnologiche capaci di semplificare la fruizione dei canali di comunicazione digitale e aumentarne le performance applicando l’intelligenza artificiale al customer care, alla lead generation fino alla prenotazione online.

«L’utente tende ad interagire sempre più con canali di comunicazione user friendly, come le chat. Il progetto Aimage consente alle aziende di interfacciarsi con i clienti attraverso un chatbot personalizzato, una sorta di call center automatico capace di rispondere in tempi molto più rapidi a costi molto più bassi, aumentando l’engagement», spiega Giovanni Bennato CEO di Aimage.

Il chatbot diventa, inoltre, un aiuto alla vendita generando contatti qualificati ed estremamente profilati: Il sistema Chatbot mostra i dettagli dell’offerta pubblicitaria in chat, ingaggia l’utente in una vera e propria conversazione ed infine guida in maniera naturale nella compilazione con domande mirate e altamente profilanti.

Per quel che concerne il sistema di booking, per mezzo della chat, l’utente può effettuare una vera e propria prenotazione: Il chatbot è infatti provvisto di un calendario aggiornato che registra in tempo reale le prenotazioni effettuate.

Sono molte le realtà che hanno creduto in Aimage: la startup innovativa nel primo semestre 2020 ha infatti registrato un aumento delle richieste da parte di nuovi clienti del 400% rispetto al primo semestre del 2019.

Lo scorso giugno l’azienda aveva lanciato una campagna di crowdfunding su Mamacrowd con l’obiettivo di rivoluzionare il sistema del Customer Care e di offrire un prodotto sempre più all’avanguardia, capace di integrare in chat le soluzioni AI con l’interazione umana per la gestione di richieste più specifiche. Nelle prime 24 ore era stato raggiunto l’obiettivo minimo di 250.000 € e nel giro di poche settimane si era arrivato al 178% del goal massimo, superando i 450.000 € di investimento.

Ad oggi Aimage conta oltre 100 investitori.

I Chatbot di Aimage dal 2017 ad oggi hanno gestito con efficacia decine di migliaia di conversazioni al mese, il servizio di messaggistica istantanea di Aimage è stato attivato da aziende nei settori e-commerce, medico, legale, formazione e finanziario, permettendo alla startup di ottenere un bilancio in attivo dal 2017 con una crescita del 300% nei primi mesi del 2020. Un business innovativo e scalabile con l’obiettivo di offrire al mercato un servizio esclusivo e rivoluzionario.

Maggiori dettagli sul business di Aimage sono disponibili sul sito: https://www.aimage.it/

L’energia di Audax era già rinnovabile. Ora lo è anche il nostro nome

La storia di Audax Renovables è quella di un Gruppo che ha saputo espandersi in altri mercati oltre quello spagnolo: Portogallo, Italia, Germania, Polonia, Olanda e Ungheria e che ha continuato a crescere convinto dell’importanza di commercializzare prima e produrre poi energia pulita. Senza timore, nove anni fa come ora che tutte le nostre filiali – tranne la casa madre – prendono il nome di Audax Renewables.

Un’operazione di rebranding che vuole andare alla sostanza delle cose. Così che non vi siano – davvero – più dubbi sull’obiettivo principale del nostro lavoro: produrre e fornire energia 100% rinnovabile.

Perché è venuto il momento di allineare brand-mission-valori. O se si preferisce far finalmente coincidere “come ci chiamiamo”, quello che “siamo” e quello “in cui crediamo”. Con l’energia sostenibile come comun denominatore.

X