Il trasferimento di residenza fiscale in Italia ai tempi del Covid-19

A cura dell’avv. Enrica Caon

 Le misure volte al contenimento della diffusione del contagio da Covid-19 hanno imposto forti limitazioni alla libertà di spostamento, costringendo di fatto molte persone a rimanere in un determinato Paese, con conseguenze in termini di radicamento della residenza fiscale.

L’OCSE, in un documento dello scorso 3 aprile ha dettato alcune linee guida sull’argomento, richiamando il Modello di Convenzione contro le doppie imposizioni e le regole ivi previste.

Preliminarmente occorre richiamare i principi generali in vigore nell’ordinamento giuridico italiano circa l’acquisizione della residenza fiscale.

Ai sensi dell’art. 2, comma 2, TUIR, “si considerano residenti le persone che per la maggior parte del periodo di imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza ai sensi del Codice civile”. Le risultanze anagrafiche, il domicilio e la residenza sono, quindi, ai sensi di tale disposizione i tre presupposti necessari per l’acquisizione della residenza fiscale italiana. Al fine di stabilire la residenza fiscale in Italia è dunque sufficiente che la persona fisica, abbia per la maggior parte dell’anno (vale a dire per un lasso di tempo superiore a 183 giorni nell’arco di un anno solare) la residenza, il domicilio in Italia o sia iscritta presso le anagrafi della popolazione.

L’iscrizione ai registri anagrafici costituisce infatti per la Suprema Corte di Cassazione (sent. n. 21970/2015) presunzione assoluta di residenza in Italia, senza possibilità, quindi, di prova contraria, mentre la residenza, è, ai sensi dell’art. 43, comma 2, del codice civile “il luogo in cui la persona ha la dimora abituale”. Ne deriva che essa è determinata, da un lato dal fatto oggettivo della stabile permanenza in quel luogo, dall’altro dall’elemento soggettivo proprio della volontà di rimanervi. La residenza pertanto non viene meno per assenze più o meno prolungate dovute alle particolari esigenze della vita quali ragioni di studio, di lavoro, di cura o di svago. Con riguardo, infine, al domicilio, esso, ai sensi dell’art. 43, comma 1, c.c., è il luogo in cui una persona “ha stabilito la sede principale dei suoi affari ed interessi”.

Come anticipato nell’introduzione, le misure imposte dal governo per l’emergenza derivante da Covid-19 hanno fortemente ostacolato la libera circolazione delle persone, determinando di fatto un “immobilismo” o un “attivismo” forzato.

Si parla di “attivismo” forzato quando il cittadino italiano, residente all’estero, si trova costretto a tornare in Italia a causa, ad esempio, della pandemia in corso al fine di prestare assistenza ai propri familiari, viceversa si definisce “immobilismo” forzato la situazione di stasi o blocco per la quale il cittadino, sia italiano che non, non può tornare nel proprio paese di origine.

Un esempio è quello del cittadino italiano, regolarmente iscritto ai registri anagrafici, provvisoriamente all’estero per esigenze lavorative/studio/salute, che sia rimasto “bloccato” fuori dal proprio paese di origine. In tale caso continuerà ad operare la presunzione assoluta di residenza in Italia, tuttavia potrebbero sorgere dubbi circa un’ipotetica “doppia residenza” determinata dalla circostanza di dover restare, contro la propria volontà, in una residenza diversa. In tal caso bisognerà far riferimento all’art. 4 M-OCSE che prevede, al par. 2, una serie di regole (le cd. “tie breaker rules”) volte a individuare, convenzionalmente, il Paese di residenza del percettore del reddito.

Per quanto attiene invece alle nozioni di residenza e domicilio occorre, come detto, fare riferimento all’art. 2 TUIR. Per l’acquisizione della residenza civilistica, secondo la giurisprudenza prevalente, occorrono due presupposti che devono sussistere contestualmente, ovvero il vincolo con il territorio, dato dal termine “dimora”, e l’elemento soggettivo della volontarietà, che risulta dal concetto di “abitualità”. Ne deriva che la residenza non viene meno quando la persona, ad esempio per questioni di lavoro o per altra causa personale, si sposti al di fuori del comune di residenza, a patto che conservi l’abitazione e vi rientri non appena possibile con l’intenzione di fermarvisi stabilmente.

In tal senso si è espressa la Corte di Cassazione, la quale ha evidenziato che “il requisito dell’abitualità della dimora, necessario affinché la dimora stessa costituisca residenza (art. 43, comma 2, c.c.), presuppone non soltanto l’oggettivo protrarsi della permanenza in un determinato luogo, ma anche la volontà di rimanere stabilmente nel luogo medesimo. Ne consegue che un prolungato allontanamento dalla residenza non vale, di per sé, a dimostrare lo spostamento della residenza medesima nel luogo di dimora, occorrendo a tal fine la prova che esso si ricolleghi ad una volontà di stabile inserimento in quel diverso luogo, e, quindi, non a motivi e ragioni di ordine contingente” (Corte di Cass., 23 febbraio 1977, n. 792).

Nel caso sopra esaminato, nessun dubbio sussiste circa l’elemento soggettivo del cittadino italiano rimasto bloccato causa Covid-19 all’estero per lavoro/vacanza/studio, avente la residenza fiscale italiana. Come ripetuto più volte, la residenza non viene infatti meno quando la persona, per questioni di lavoro o per altra causa, si sposti al di fuori del Comune di residenza, conservandovi l’abitazione e rientrandovi quando possibile, dimostrando l’intenzione di mantenere un legame stabile con il luogo.

Quanto invece alla sussistenza dell’elemento soggettivo nel caso del cittadino italiano, ma residente all’estero, che abbia deciso di ritornare in Italia poco prima o durante lo scoppio della pandemia occorre qualche valutazione in più. In primis è necessario stabilire, infatti, quali sono nel concreto le effettive motivazioni che hanno spinto il soggetto a ritornare in Italia, poiché non è possibile escludere che tale ritorno rappresenti espressione di una volontà di ricongiungimento al proprio centro di interessi, integrando di fatto la nozione di “domicilio” di cui all’art. 43, comma 1, c. c.

Come anticipato, l’OCSE, mediante un documento dello scorso 3 aprile sottoscritto dal proprio segretario generale, in considerazione dell’esplosione della pandemia Covid-19, ha ritenuto opportuno dettare alcune linee guida anche in materia di residenza fiscale delle persone fisiche. In particolare, si fa riferimento a due scenari: il primo riguarda colui che temporaneamente è lontano da casa (in vacanza o per lavoro) perché rimasto bloccato nel Paese ospitante a causa della crisi del Covid-19 ove ottiene la residenza nazionale e il secondo colui che lavora in un Paese (il “Paese d’origine attuale”) e vi ha acquisito lo status di residente, ma ritorna temporaneamente nel “Paese d’origine precedente” a causa dell’emergenza Covid-19. Si tratta di un soggetto che potrebbe non aver mai perso lo status di residente del precedente Paese di origine in base alla legislazione nazionale, oppure che potrebbe riacquistare lo status di residente al suo ritorno.

Nel primo caso, secondo le linee guida OCSE, è improbabile che la persona acquisisca lo status di residente nel Paese in cui si trova temporaneamente a causa di circostanze straordinarie. Nel secondo caso, per le linee guida, è ancora una volta improbabile che la persona riacquisti lo status di residente per essere temporaneamente ed eccezionalmente nel precedente Paese di origine.

Avvertenza: Il presente documento ha il solo scopo di fornire aggiornamenti e informazioni di carattere generale. Non costituisce pertanto un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica. Per valutazioni più specifiche si invita a contattare l’avv. Enrica Caon e gli altri collaboratori dello studio – avv.caon@vis-legis.it

I CHIARIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE FINANZIARIA A SEGUITO DEL DECRETO-LEGGE 17 MARZO 2020 N.18

l presente articolo vuole essere un approfondimento relativamente alle misure fiscali urgenti connesse alla emergenza epidemiologica da Covid-19, focalizzando i chiarimenti e le indicazioni operative fornite dalla Amministrazione Finanziaria con riferimento al periodo di sospensione dei termini per le istanze di interpello, il pagamento degli importi dovuti a seguito di accertamenti esecutivi, gli accertamenti con adesione e la trattazione delle istanze di accordo preventivo per le imprese con attività internazionale e di determinazione del reddito agevolabile ai fini del c.d. patent box. Dunque a tal fine ci si riferirà in particolare alle Circolari pubblicate dalla Agenzia delle Entrate nn. 4/E e 5/E del 20 marzo 2020, 6/E del 23 marzo 2020 e 7/E del  27 marzo 2020.Infine si elencheranno i chiarimenti forniti dalla Amministrazione Finanziaria con riferimento ai termini di pagamento ed alle attività di riscossione durante il periodo di sospensione tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020.

CIRCOLARE N. 4/E – RIFERIMENTO ALL’ ARTICOLO 67 DEL DECRETO LEGGE 17 MARZO 2020, N. 18:  CHIARIMENTI E INDICAZIONI OPERATIVE SULLA TRATTAZIONE DELLE ISTANZE DI INTERPELLO NEL PERIODO DI SOSPENSIONE DEI TERMINI.

Risultano sospesi dall’8 marzo al 31 maggio del 2020 i termini per fornire risposta alle istanze di interpello presentate dai contribuenti, ivi comprese quelle da rendere a seguito della presentazione della documentazione integrativa, con riferimento a:
  • interpello ordinario, interpello probatorio, interpello anti-abuso, interpello disapplicativo (regolati dall’art 11 della Legge n. 212/2000)
  • interpello presentato dai contribuenti che aderiscono al regime dell’adempimento collaborativo (ex art. 6 della Legge n. 128/2015)
  • le istanze di interpello sui nuovi investimenti (ex art. 2 della Legge n. 147/2015)
Per tutte le istanze di interpello di cui sopra presentate nel periodo di sospensione (dall’8 marzo al 31 maggio 2020), i termini per la notifica della risposta previsti dalle relative disposizioni, nonché di quello previsto per la relativa regolarizzazione, inizieranno a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione (1° giugno 2020).
La presentazione delle istanze di interpello e di consulenza giuridica è consentita fino al 31 maggio 2020 esclusivamente a mezzo pec ovvero per i soggetti non residenti, i quali non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, mediante l’invio al seguente indirizzo di posta elettronica ordinaria div.contr.interpello@agenziaentrate.it.
Durante il periodo di sospensione, gli Uffici potranno inviare ai contribuenti le richieste di regolarizzazione delle istanze. In questo caso, sarà cura degli Uffici precisare nella predetta richiesta di regolarizzazione che il termine di trenta giorni entro il quale il contribuente è tenuto a regolarizzare l’istanza, pena la sua inammissibilità, inizia a decorrere dal 1° giugno, con facoltà di presentare la documentazione richiesta anche prima di tale termine e, quindi, durante il periodo di sospensione.

CIRCOLARE N. 5/E – RIFERIMENTO AGLI ARTT. 83 E 68 DEL D.L. N. 18/2020: CHIARIMENTI IN MERITO AI TERMINI PER IL PAGAMENTO DEGLI IMPORTI DOVUTI A SEGUITO DI ACCERTAMENTI ESECUTIVI.

Per gli avvisi di accertamento cosiddetti esecutivi è sospeso dal 9 marzo al 15 aprile 2020 il termine per la notifica del ricorso in primo grado innanzi alle Commissioni tributarie per il relativo pagamento delle somme dovute (sia in sede di acquiescenza ex art.15 del D.Lgs. n. 218/1997 sia a titolo di versamento provvisorio in caso di impugnazione ex 15 del D.P.R. n. 602/1973).
Ad esempio, per un atto notificato il 10 marzo, il termine ordinario di sessanta giorni per la presentazione del ricorso e per il pagamento delle somme dovute ex lege, decorre dal 16 aprile.

CIRCOLARE N. 6/E – RIFERIMENTO AGLI ARTT. 83 E 67 DEL D.L. N. 18/2020: SOSPENSIONE DEI TERMINI E ACCERTAMENTO CON ADESIONE.

Per gli avvisi notificati prima del 9 marzo 2020 ed il cui termine di impugnazione era ancora pendente a tale data, il termine per ricorrere resta sospeso dal 9 marzo al 15 aprile, riprendendo gli stessi a decorrere dal 16 aprile ed allo stesso modo per gli avvisi eventualmente notificati tra il 9 marzo e il 15 aprile 2020, l’inizio del decorso del termine per ricorrere è differito alla fine del periodo di sospensione.
Ove ci sia in concreto un condiviso interesse a svolgere comunque il procedimento di accertamento con adesione, risulta possibile dar seguito a tali esigenze mediante l’utilizzo di strumenti telematici (e-mail, contatti telefonici, videoconferenze).
La sospensione dal 9 marzo 2020 al 15 aprile 2020, non si applica al termine di venti giorni dalla redazione dell’atto di accertamento con adesione entro cui versare le somme (in unica soluzione o la prima rata) dovute per il perfezionamento dell’adesione, in base a quanto prescritto dalla legge.

CIRCOLARE N. 7/E – RIFERIMENTO ALL’ ART. 67 DEL D.L. N. 18/2020: CHIARIMENTI E INDICAZIONI OPERATIVE SULLA TRATTAZIONE DELLE ISTANZE DI ACCORDO PREVENTIVO PER LE IMPRESE CON ATTIVITÀ INTERNAZIONALE E DI DETERMINAZIONE DEL REDDITO AGEVOLABILE AI FINI DEL C.D. PATENT BOX.

Risultano sospesi dall’8 marzo al 31 maggio 2020 i termini previsti dalle disposizioni che disciplinano:
  • gli accordi preventivi per le imprese con attività internazionale (ex art. 31 ter del D.P.R. n. 600/1973)
  • le rettifiche in diminuzione del reddito in applicazione della disciplina sui prezzi di trasferimento di cui all’articolo 110, comma 7, secondo periodo, del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir) approvato con D.P.R. n. 917 del 1986, esclusivamente con riferimento alla procedura prevista dall’articolo 31-quater lettera c) del D.P.R. n. 600 del 1973 ossia quella relativa alla rettifica riconosciuta a seguito di istanza di parte
  • la procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di determinati beni immateriali (c.d. patent box)
Tali termini riprenderanno a decorrere dal 1° giugno 2020.
In analogia con quanto previsto per le istanze di interpello presentate nel periodo di sospensione, le istanze di accordo preventivo unilaterali, bilaterali o multilaterali possono essere inviate per via telematica esclusivamente attraverso l’impiego di posta elettronica certificata di cui al D.P.R. n. 68 del 2005, al seguente indirizzo: dc.acc.accordi@pec.agenziaentrate.it ovvero, esclusivamente per i soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, mediante l’invio alla casella di posta elettronica ordinaria dc.gc.accordi@agenziaentrate.it (per le istanze di accordo preventivo unilaterali) o dc.gc.controversieinternazionali@agenziaentrate.it (per le istanze di accordo preventivo bilaterali o multilaterali). In tali fattispecie, i termini per la notifica delle risposte da parte dell’Agenzia delle entrate previsti dalle relative disposizioni iniziano a decorrere dal 1° giugno 2020.
Allo stesso modo, nel periodo di sospensione è possibile presentare istanze di patent box esclusivamente per via telematica mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata della Direzione Centrale, Regionale o Provinciale territorialmente competente in ragione del domicilio fiscale del contribuente.
Con riferimento a specifiche casistiche la Circolare specifica che:
  1. qualora un contribuente abbia l’esercizio a cavallo d’anno e la chiusura del periodo d’imposta si verifichi durante il periodo di sospensione previsto dall’articolo 67, sarà possibile ottenere il riconoscimento degli effetti dell’accordo unilaterale o bilaterale di cui all’articolo 31–ter del D.P.R. n. 600 del 1973 per detto periodo d’imposta in chiusura, anche se l’istanza sia stata presentata dopo la chiusura dell’esercizio ma nel rispetto del periodo di sospensione previsto dal medesimo articolo 67
  2. nel caso di un contribuente ammesso a una procedura di accordo preventivo unilaterale che abbia la chiusura del periodo d’imposta ricadente nel periodo di sospensione previsto dall’articolo 67, qualora detta procedura sia giunta nella fase conclusiva dell’istruttoria già prima del periodo di sospensione, l’accordo che venga sottoscritto entro ottantacinque giorni (tale è la durata del periodo di sospensione) dal termine del periodo di sospensione, deve ritenersi efficace a partire dal periodo d’imposta che si è chiuso durante il periodo 8 marzo – 31 maggio 2020.  A tal riguardo la procedura si intende giunta nella fase conclusiva quando, ad esempio, vi sia stato un accesso concordato e/o la condivisione tra l’Ufficio competente e il contribuente del metodo sui prezzi di trasferimento più appropriato al caso di specie, inclusa l’eventuale analisi di benchmark.
Con riferimento alle procedure di accordo per la determinazione del reddito agevolabile ai fini del patent box, il termine di 120 giorni dalla presentazione dell’istanza di accordo preventivo al fine di integrare la domanda con documentazione integrativa, qualora ancora pendente alla data dell’8 marzo 2020, è da considerarsi compreso nell’ambito di applicazione del periodo di sospensione dall’8 marzo al 31 maggio 2020.
Durante il periodo di sospensione dei termini previsto dall’articolo 67, le strutture competenti dell’Agenzia delle entrate, potranno svolgere le attività tipicamente connesse alla lavorazione delle istanze di accordo preventivo disciplinate dalla normativa oggetto della presente circolare ed in coerenza con la circolare n. 4/E del 20 marzo 2020 e 6/E del 23 marzo 2020 è possibile proseguire l’interlocuzione tra gli Uffici competenti e i contribuenti, a distanza mediante l’utilizzo di strumenti telematici (e-mail, contatti telefonici, videoconferenze) senza che ciò comporti una rinuncia al periodo di sospensione.

CHIARIMENTI IN MERITO A TERMINI DI PAGAMENTO E ATTIVITÀ DI RISCOSSIONE.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre pubblicato i seguenti chiarimenti relativi a specifiche fattispecie:
  • con riferimento alla sospensione dei termini di versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020, i relativi pagamenti sospesi dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 (mese successivo il periodo di sospensione) in un’unica soluzione
  • fino al 31 maggio 2020, saranno sospese le attività di notifica di nuove cartelle e degli altri atti di riscossione
  • sarà differito al 31 maggio 2020 la rata scaduta il 28 febbraio relativa alla “Rottamazione-ter” e della rata in scadenza il 31 marzo del “Saldo e stralcio”
  • nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020 non sarà attivata alcuna procedura cautelare come un fermo amministrativo o una ipoteca o alcuna procedura esecutiva come ad esempio un  pignoramento; qualora tali procedure fossero però state attivate in data precedente al periodo di sospensione, il contribuente può versare il relativo debito e richiedere la cancellazione della procedura anche durante il periodo di sospensione
  • l’Agenzia delle Entrate Riscossione continuerà a lavorare le istanze di rateizzazione presentate prima dell’8 marzo 2020.

INFORMACIÓN AYUDAS AUTÓNOMOS Y PYMES

Pymes y autónomos son dos de los principales actores de la economía española, y a la vez están entre los más vulnerables, por lo que se han convertido en grandes protagonistas de la crisis económica que está provocando la lucha contra el coronavirus en España.

Ante esta situación, son muchas las ayudas y prestaciones que se han anunciado estos días para tratar de mitigar su sufrimiento, y desde muchos ámbitos. Empezando por la banca, que ha preconcedido más de 70.000 millones en créditos para este colectivo, como otras grandes empresas, que han decidido aplazarles sus facturas o mejorar sus condiciones para que no se vean afectados por la nueva situación laboral.

Prestación extraordinaria de autónomos

  • ¿Quién puede solicitar la prestación extraordinaria?

Cualquier trabajador por cuenta propia inscrito en el régimen correspondiente afectado por el cierre de negocios ante la declaración del Estado de Alarma cuya facturación este mes recaiga un 75% respecto a la media mensual del semestre anterior.

  • ¿Hay algún periodo mínimo de cotización para pedirla?

No, para solicitarla no es necesario cumplir el periodo mínimo de cotización exigido para otras prestaciones, solo estar de alta en alguno de los regímenes y hallarse al corriente de pago de las cotizaciones sociales.

  1. El Régimen General compuesto por los trabajadores por cuenta ajena de la industria y los servicios.
  2. Los Regímenes Especiales, establecidos en aquellas actividades en que por su naturaleza, sus peculiares condiciones de tiempo y lugar o por la índole de sus procesos productivos, se hiciere preciso para la adecuada aplicación de los beneficios de la Seguridad Social.
  • ¿Se puede acceder incluso teniendo alguna deuda con la Seguridad Social?

Si, se permitirá a quienes no estén al día con los pagos en la fecha de la suspensión de la actividad o de la reducción de la facturación, que ingresan las cuotas debidas en un plazo de 30 días. Una vez producido el pago, se podrá acceder a esta prestación.

  • ¿Pueden pedirla los autónomos con trabajadores a su cargo?

Sí, aquellos que tengan trabajadores a su cargo y hayan tenido que cerrar por la declaración del Estado de alarma o hayan visto caer su facturación un 75% pueden presentar un ERTE para sus trabajadores y solicitar esta prestación extraordinaria.

  • ¿Esta prestación supone que quien no ingrese no paga cotizaciones?

Esta prestación va más allá. La prestación en que quien cause derecho a ella, además de cobrarla, no pagará las cotizaciones y se les tendrá por cotizados.

  • Si cesan la actividad, ¿tienen que renunciar a bonificaciones como la tarifa plana?

No. En este sentido, el Real Decreto-Ley indica que el tiempo que se perciba esta prestación extraordinaria computará como efectivamente cotizado, por lo que podrán solicitarla los autónomos que estén recibiendo estas ayudas y no perderán las bonificaciones condicionadas al mantenimiento de la actividad.

  • ¿Qué sucede con los que están obligados a prestar servicios, como los taxistas?

Podrán acogerse a la prestación si acreditan la caída en la facturación de al menos un 75 %. Si acreditan la reducción no habría ningún problema en compatibilizar la prestación y la actividad.

  • A los que tributen por módulos, ¿Cómo se les va a reconocer la pérdida de la facturación?

Estamos estudiando cómo adaptar esta prestación para aquellos autónomos que no están obligados a emitir factura.

  • ¿Cuánto puede suponer esta prestación?

El equivalente al 70% de la base reguladora. Esto significa que, cuando se haya cotizado por cese de actividad durante al menos 12 meses, el importe es el 70% de la base reguladora, pero para quien haya cotizado menos tiempo, tendrá derecho al 70% de la base mínima de cotización del colectivo al que pertenezca, lo que equivale a unos 665 euros.

  • ¿Durante cuánto tiempo se puede percibir?

Un mes con la posibilidad de ampliación hasta el último día del mes hasta que finalice el Estado de alarma en el supuesto en que este se prorrogue y tenga una duración superior al mes.

  • ¿Cuándo se puede empezar a solicitar?

Para los autónomos cuyo negocio se ha visto obligado a cerrar por el Estado de alarma, desde el 18 de marzo. En el caso de los que tienen que presentar acreditación de la caída de la facturación mensual, desde el momento en que pueda presentar dicha documentación.

Ayudas a pymes

Por otro lado están las ayudas para las pequeñas y medianas empresas, que también han tenido su propia batería de medidas para tratar de frenar los efectos del coronavirus en sus cuentas. El propio presidente del Gobierno, Pedro Sánchez, anunció el jueves 13 de marzo las primeras medidas para las pymes.

  • Aplazamiento de impuestos

En primer lugar, el gobierno propone el aplazamiento del pago de impuestos para las pymes. Hacienda permitirá que pymes y autónomos aplacen el pago de impuestos ( retenciones del IRPF, cuotas repercutidas del IVA y pagos fraccionados del Impuesto de Sociedades). El aplazamiento (o moratoria) se concederá por un plazo de seis meses, y no se devengarán intereses de demora durante los tres primeros.

  • ¿Para quién está disponibles?

Para optar a esta ayuda, es necesario que el volumen de negocio haya excedido los 6.010 millones de euros en 2019. Además, debe tratarse de declaraciones-liquidaciones cuyo plazo de prestación e ingreso transcurra entre el 13 de marzo y el 30 de mayo de 2020. Y además el importe de la deuda debe ser inferior a los 30.000 euros para no tener que aportar garantía alguna.

Esta medida afectará, por ejemplo, al IVA mensual correspondiente a los meses de febrero, marzo y abril y a los pagos correspondientes al primer trimestre tales como Retenciones, IVA y pagos fraccionados de empresarios y de Sociedades.

  • ¿Cómo se solicita?

Para disfrutar de este aplazamiento, es necesario solicitarlo expresamente a la Agencia Tributaria, a través de la sede electrónica de la AEAT.

Además la AEAT ha publicado en su web unas Instrucciones provisionales para solicitar estos aplazamientos conforme el Real Decreto 7/2020, de 12 de marzo.

Aplazamiento de préstamos de Industria

Además, propone también aplazar el reembolso de préstamos concedidos por la Secretaría General de Industria de la Pequeña y Mediana Empresa. Para ello, es necesario que su plazo de vencimiento sea inferior a 6 meses desde la entrada en vigor del Real Decreto-ley, venga justificado por las consecuencias de COVID-19 (inactividad, menores ventas o interrupciones en el suministro), y la solicitud supondrá la readaptación del calendario de reembolsos.

Ayuda a la innovación

El Ministerio de Ciencia, a través del CDTI, ha lanzado un plan de medidas extraordinarias por el que elimina las garantías para solicitar ayudas para proyectos de I+D+I, en una aceleración de los procesos de gestión y aprobación de proyectos, a través de una ampliación del instrumento LIC-A a todo el territorio nacional y la flexibilización de plazos de justificación para ayudas parcialmente reembolsables.

El CDTI aplicará una reducción de las garantías solicitadas a todos los proyectos de I+D+I (no solo a los proyectos Cervera en cooperación con centros tecnológicos) desarrollados por pymes y que hayan sido aprobados a partir del 14 de marzo de 2020.

Gracias a esta medida, las pymes y empresas de mediana capitalización quedarán exentas de aportar garantías, siempre y cuando la adecuación empresa/proyecto cumpla con la mínima solvencia económica exigida por el CDTI.

Esta extensión de la exención de garantías es aplicable a todas las ayudas parcialmente reembolsables del CDTI: proyectos de I+D (incluidos CIEN y Proyectos de Cooperación Tecnológica), Proyectos de I+D Transferencia Cervera y Líneas de Innovación LIC y LIC-A. Se espera poder movilizar un volumen total de ayudas sin garantías por un valor cercano a los 500 millones de euros.

Ayuda para la compra de ordenadores

También se incluye una línea de financiación de hasta 200 millones de euros a través del Instituto de Crédito Oficial para atender las necesidades financieras de las pymes para la compra y leasing de equipamiento y servicios para la digitalización entre otras y, en particular, para la dotación de soluciones de trabajo no presencial.

Seguro a la exportación

Se establece una línea de cobertura aseguradora de hasta 2.000 millones de euros para pequeñas y medianas empresas exportadoras. Se aplicará a los créditos de circulante y hay que acreditar que la empresa se enfrenta a un problema de liquidez o a dificultades de financiación por la crisis del coronavirus.

ERTE

Aunque no se trata de una medida específica para las pymes, sino para todas las empresas, las pequeñas compañías también van a poder beneficiarse de la flexibilización y facilitación de los trámites de autorización de los ERTE como consecuencia del coronavirus. En este sentido, destaca la exoneración a la empresa durante el periodo de suspensión de jornada. Será total para las empresas de menos de 50 trabajadores, y del 75% para las que tienen 50 o más empleados.

Ayudas de las Comunidades Autónomas

Más allá de las medidas anunciadas desde el Gobierno central, desde algunas Comunidades Autónomas también han lanzado propuestas que complementan las ayudas a pymes y autónomos. En algunos casos, se trata de medidas que solo están anunciadas, pero que aún no han sido desarrolladas.

Información adicional Trabajadores y Empresarios:

Derecho de la adaptación de las condiciones de trabajo y reducción de jornada por circunstancias excepcionales derivadas del Covid-19 (art. 6)

  1. A) Tendrán derecho los trabajadores por cuenta ajena que acrediten deberes de cuidado a personas (cónyuge o pareja de hecho y familiares por consanguinidad hasta el segundo grado) cuando concurran circunstancias excepcionales relacionadas con las actuaciones necesarias para evitar la transmisión comunitaria del Covid-19.
  2. B) Dichas circunstancias excepcionales son:
  • Que sea necesaria la presencia del trabajador para el cuidado por razones de edad, enfermedad o discapacidad que, como consecuencia directa del COVID-19, necesite cuidado personal y directo.
  • Que existan decisiones adoptadas por las Autoridades gubernativas relacionadas con el Covid-19 que impliquen cierre de centros educativos o de cualquier otra naturaleza que dispensaran cuidado o atención a la persona necesitada;
  • Cuando la persona que hasta el momento se hubiera encargado del cuidado o asistencia directos de cónyuge o familiar hasta segundo grado de la persona trabajadora no pudiera seguir haciéndolo por causas justificadas relacionadas con el covid-19.
  1. C) El ejercicio del derecho deberá ser justificado, razonable y proporcionado en relación con la situación de la empresa.
  1. D) Si la persona trabajadora ya venía disfrutando de reducción o adaptación de jornada, podrá renunciar temporalmente a los términos fijados o bien imponer su modificación si concurren dichas circunstancias excepcionales. En este caso, la petición deberá acomodarse a las necesidades concretas de cuidado que debe dispensar la persona trabajadora, debidamente acreditadas, así como a las necesidades de organización de la empresa, presumiéndose que la solicitud está justificada, es razonable y proporcionada salvo prueba en contrario.

Derecho de adaptación

Teniendo en cuenta las necesidades concretas de cuidado, debidamente acreditadas, y las necesidades de organización de la empresa.

Finalidad:

  • Cumplimiento de los deberes de cuidado por circunstancias excepcionales relacionadas con el Covid-19.
  • Su concreción inicial corresponde al trabajador, tanto en alcance como en contenido.

La petición debe estar justificada, ser razonable y proporcionada.

Duración de la medida limitada a la excepcionalidad.

Reducción especial de la jornada.-

  • Deberá ser proporcional a la reducción del salario.
  • Aplicación supletoria de los artículos 37.6 y 37.7 del Estatuto de los Trabajadores.
  • Puede suponer la reducción del 100% de la jornada y, por lo tanto, del salario (siempre y cuando exista una justificación razonable y proporcionada en atención a la situación de la empresa).

 

PRIMI CHIARIMENTI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE IN MERITO ALL’ARTICOLO 83 DEL DECRETO «CURA ITALIA»

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 6/E/2020 pubblicata in data 23 marzo u.s. è prontamente intervenuta al fine di chiarire la portata del predetto D.L. in relazione all’istituto dell’accertamento con adesione previsto dal D. Lgs. 218/97.

Il dubbio sorto – che da subito ha destato l’interesse degli operatori del diritto tributario – riguarda se al predetto istituto sia applicabile l’art. 67 (sospensione attività dell’Agenzia dall’8.03.2020 al 31.05.2020) in virtù del suo «connotato» tipicamente amministrativo o l’art. 83 (sospensione termini processuali della Giustizia Tributaria dal 9.03.2020 al 15.04.2020) qualora si volesse, invece, valorizzare l’effetto che lo stesso istituto produce da un punto di vista processuale, ossia quello di sospendere i termini del ricorso introduttivo.

Ebbene, secondo i tecnici dell’Agenzia all’istituto in parola troverebbe applicazione l’art. 83 del DL.

Essendo, dunque, preferita – quantomeno dall’AF – questa impostazione, analogo ragionamento va effettuato, continua la parte pubblica, relativamente all’ipotesi in cui si verificasse l’accavallamento del periodo di sospensione ex DL 18/2020 con quello ordinario ex art.6, comma 3, D. Lgs. 218/97, di talché dalla notifica dell’atto impositivo il termine per impugnare sarà di 150 gg (60 termine ordinario + 90 adesione) oltre a quello (38 gg) di sospensione straordinaria per l’effetto del DL «Cura Italia». (Luigi Contri)

BREVI CONSIDERAZIONI DI CARATTERE FISCALE SUL DECRETO «CURA ITALIA»

Avv. Luigi Contri

Il DL 18/2020 nel prevedere diverse misure di sostegno economico è intervenuto, altresì, sulle scadenze e sugli obblighi tributari-contributivi.

VERSAMENTI (ART. 61). Per i contribuenti che hanno conseguito ricavi e compensi fino a 2 milioni di Euro nel 2019, sono sospesi i versamenti in scadenza dall’8 marzo al 31 marzo. I versamenti interessati dalla sospensione sono quelli dell’Iva, delle addizionali Irpef e delle ritenute alla fonte, nonché dei contributi previdenziali e assistenziali ed i premi dell’assicurazione obbligatoria. Per l’effetto della citata sospensione, il versamento dovrà essere effettuato in unica soluzione entro il 31 maggio o in 5 rate mensili con prima rata dal mese di maggio. Indipendentemente dal volume d’affari dichiarato nell’annualità precedente, i contribuenti operanti nei settori del turismo, ristorazione, giochi e sport, possono accedere alla su ricordata sospensione. Di particolare interesse si segnala (ART. 62, comma 7) che i professionisti, agenti di commercio e rappresentanti con volume d’affari inferiore a 400.000 Euro possono, previa presentazione di apposita dichiarazione, evitare di subire le ritenute d’acconto in relazione ai ricavi e compensi percepiti tra il 17 marzo (ossia data di entrata in vigore della disposizione in commento) ed il 31 marzo. Lo scopo di tale agevolazione risiede nella volontà di concedere maggiore liquidità: le ritenute non operate dovranno essere versate entro il 31 maggio o in 5 rate mensili, con prima rata scadente il mese di maggio. È stata, inoltre, prevista (ART. 68) una sospensione dei versamenti dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate – Riscossione contenuti nelle cartelle di pagamento, negli avvisi di accertamento esecutivi di Agenzia Entrate, Dogane e Inps, ingiunzioni degli Enti locali. In tal caso, i versamenti in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio dovranno essere effettuati, in unica soluzione, entro il 30 giugno 2020. Per tutti coloro che hanno optato per la “rottamazione-ter”, la rata in scadenza (28 febbraio 2020) è prorogata al 31 maggio 2020. Analogamente dicasi per la rata del versamento dei ruoli “saldo e stralcio”: la scadenza il 31 marzo 2020 è differita al 31 maggio 2020. Si segnala che tutti i versamenti – fiscali e contributivi – eventualmente effettuati non saranno rimborsabili.

ADEMPIMENTI. In relazione agli adempimenti fiscali (ART. 62) – diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale- in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio, è stato disposto il differimento al 30 giugno 2020. Le certificazioni uniche (CU) devono essere in ogni caso inviate entro il 31 marzo 2020.

AGENZIA DELLE ENTRATE (ART. 67). L’attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso dell’Agenzia delle Entrate è sospesa dall’8 marzo al 31 maggio. Per lo stesso periodo temporale sono sospesi i termini per fornire risposte alle istanze di interpello e, comunque, quelle di consulenza fiscale. Tuttavia, e qui si invita a porre molta attenzione, è stata disposta una proroga biennale circa il potere di decadenza degli Uffici (ART. 67, ultimo comma).

SOSPENSIONE DEI TERMINI GIUDIZIALI. Infine (ART. 83) per quanto concerne l’attività giudiziale – nel periodo temporale dall’8 marzo al 15 aprile – tutte le udienze che non abbiano il carattere dell’urgenza sono sospese e rinviate d’ufficio ad un periodo successivo, come pure è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto (notifica ricorsi, impugnazioni, presentazione memorie, ecc.).

MISURE A SOSTENGO DELLA LIQUIDITÀ ATTRAVERSO IL SISTEMA BANCARIO

Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 (c.d. Decreto “Cura Italia”), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo 2020 ed entrato in vigore in pari data (il “Decreto”), ha introdotto una serie di misure straordinarie finalizzate tra l’altro alla salvaguardia del sistema produttivo ed economico del paese, tra le quali alcune misure a sostegno della liquidità delle imprese attraverso il sistema bancario (artt. 49-59 del Decreto) che sono oggetto di questa prima informativa. Si precisa peraltro che il Decreto è soggetto a conversione in legge e, pertanto, potrà essere oggetto di modifiche in sede di conversione.

SOSTEGNO AL FINANZIAMENTO DELLE IMPRESE

  • FONDO DI GARANZIA PMI

Innanzitutto, il Decreto è intervenuto in deroga sull’operatività del fondo centrale di garanzia per le PMI istituito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 662 (il “Fondo di garanzia PMI”). La finalità del Fondo di garanzia PMI è quella di favorire l’accesso alle fonti finanziarie delle piccole e medie imprese mediante la concessione di una garanzia pubblica che si affianca e talora si sostituisce alle garanzie procurate dalle imprese.

L’articolo 49 del Decreto prevede che per la durata di 9 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto stesso, in deroga alle vigenti disposizioni, si applicano le seguenti misure:

  1. la gratuità della garanzia del Fondo di garanzia PMI, con sospensione dell’obbligo di versamento delle commissioni per l’accesso al Fondo di garanzia PMI, ove previste;
  2. l’aumento dell’importo massimo garantito a 5 milioni di euro;
  3. l’aumento della percentuale massima di garanzia (80% in garanzia diretta e 90% in riassicurazione/controgaranzia) per tutte le operazioni ammesse al Fondo di garanzia PMI di importo fino a 1,5 milioni di euro;
  4. l’ammissibilità alla garanzia di operazioni di rinegoziazione del debito, a condizione che il soggetto finanziatore conceda nuova finanza per almeno 10% del debito residuo;
  5. il rafforzamento delle sinergie con le risorse aggiuntive delle sezioni speciali per innalzare fino al massimo dell’80% in garanzia diretta e del 90% in riassicurazione la garanzia del Fondo di garanzia PMI sulle diverse tipologie di operazioni, con incentivo anche all’impiego delle risorse comunitarie dei fondi strutturali;
  6. l’allungamento automatico della garanzia per le operazioni per le quali banche o gli intermediari finanziari hanno accordato, anche di propria iniziativa, la sospensione del pagamento delle rate di ammortamento, o della sola quota capitale, correlata all’emergenza COVID-19;
  7. l’applicazione esclusiva del modulo economico finanziario ai fini della valutazione per l’accesso al Fondo di garanzia PMI (con esclusione quindi del modulo “andamentale”, consentendo così di ammettere al Fondo di garanzia PMI anche imprese che registrano tensioni col sistema finanziario in ragione della crisi connessa all’emergenza COVID-19), con esclusione in ogni caso delle imprese che presentano esposizioni classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili” ai sensi della disciplina bancaria;
  8. l’eliminazione della commissione di mancato perfezionamento;
  9. la possibilità di cumulare la garanzia del Fondo di garanzia PMI con altre forme di garanzia, anche ipotecarie, in deroga ai vigenti limiti previsti dalla disciplina, acquisite dal soggetto finanziatore per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico/alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500.000 euro;
  10. la possibilità di accrescere lo spessore della tranche junior garantita dal Fondo di garanzia PMI del 50%, ulteriormente incrementabile del 20% in caso di intervento di ulteriori garanti, a fronte di specifici portafogli di finanziamenti dedicati a imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, o appartenenti, per almeno il 60%, a specifici settori/filiere colpiti dall’epidemia a imprese/settori/filiere maggiormente colpiti dall’emergenza COVID-19;
  11. l’ammissibilità alla garanzia del Fondo di garanzia PMI, gratuitamente e senza valutazione, con copertura all’80% in garanzia diretta e al 90% in riassicurazione, di nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo non superiore a 3.000 euro erogati da banche, intermediari finanziari previsti dall’art. 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) e altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia e concessi a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni assoggettati la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19;
  12. la possibilità di istituire sezioni speciali del Fondo di garanzia PMI per sostenere l’accesso al credito di determinati settori economici o filiere di imprese, su iniziativa delle amministrazioni di settore anche unitamente alle associazioni ed enti di riferimento;
  13. la sospensione per 3 mesi dei termini previsti per la gestione del Fondo di garanzia

L’articolo 49 del Decreto prevede altresì che, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, possano essere previste ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese, anche attraverso il rilascio di finanziamenti a tasso agevolato e di garanzie fino al 90%, a favore delle imprese, o delle banche e degli altri intermediari che eroghino nuovi finanziamenti alle imprese. Il medesimo decreto disciplina le forme tecniche, il costo, le condizioni e i soggetti autorizzati al rilascio dei finanziamenti e delle garanzie, in conformità alla normativa dell’Unione europea in tema di aiuti di stato.

  • GARANZIA DELLO STATO SU ESPOSIZIONI ASSUNTE DA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Inoltre, al fine di supportare la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza COVID-19, l’articolo 57 del Decreto prevede l’estensione della garanzia dello Stato alle esposizioni assunte da Cassa Depositi e Prestiti, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, in favore delle banche e degli altri soggetti autorizzati all’esercizio del credito che concedono finanziamenti sotto qualsiasi forma alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa di detta emergenza.

La garanzia dello Stato è rilasciata in favore di Cassa Depositi e Prestiti fino ad un massimo dell’80% dell’esposizione assunta, è a prima domanda, orientata a parametri di mercato, esplicita, incondizionata e irrevocabile e conforme con la normativa di riferimento dell’Unione europea.

La definizione dei criteri, modalità e condizioni per la concessione della garanzia dello Stato e la relativa procedura di escussione nonché l’individuazione dei settori nei quali operano le imprese colpite dall’emergenza COVID-19, ai fini dell’applicabilità della norma in commento sono comunque rimesse all’emanazione di apposito decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.

  • GARANZIA DELLO STATO IN FAVORE DI SACE

Infine, allo scopo di sostenere per l’anno 2020 il credito all’esportazione nel settore turistico interessato dall’impatto dell’emergenza sanitaria, l’articolo 53 del Decreto autorizza il Ministero dell’economia e delle finanze a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di SACE e su istanza di quest’ultima, per operazioni nel settore crocieristico, fino all’importo massimo di 2,6 miliardi di euro.

SOSTEGNO FINANZIARIO MEDIANTE SOSPENSIONE E PROROGA DI FINANZIAMENTI

  • MISURE DI SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19, l’articolo 56 del Decreto prevede una moratoria straordinaria volta al sostegno finanziario delle micro, piccole e medie imprese (come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003), aventi sede in Italia, colpite dall’epidemia di COVID-19, le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del Decreto (17 marzo 2020) classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

Con riferimento alle esposizioni debitorie nei confronti di banche, di intermediari finanziari previsti dall’art. 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia, dette imprese possono avvalersi dietro comunicazione delle seguenti misure di sostegno finanziario:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del Decreto (17 marzo 2020), gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020, i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è inoltre facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto

Le operazioni oggetto delle predette misure di sostegno sono ammesse, su richiesta del soggetto finanziatore e senza valutazione, alla garanzia di un’apposita sezione speciale del Fondo di garanzia PMI. La garanzia che ha natura sussidiaria ed è concessa a titolo gratuito, copre i pagamenti contrattualmente previsti per interessi e capitale dei maggiori utilizzi delle linee di credito e dei prestiti, delle rate o dei canoni di leasing sospesi e degli altri finanziamenti prorogati.

La garanzia della sezione speciale del Fondo di garanzia PMI opera in conformità all’autorizzazione della Commissione europea prevista ai sensi all’articolo 107 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, in ragione del carattere di evento eccezionale e di grave turbamento dell’economia formalmente riconosciuto all’epidemia da COVID-19.

  • SOSPENSIONE DEI TERMINI DI RIMBORSO PER IL FONDO 394/81

Con riferimento ai finanziamenti agevolati concessi dal fondo per i finanziamenti all’internazionalizzazione gestito da SIMEST istituito ai sensi dell’articolo 2 del Decreto Legge 28 maggio 1981, n. 251 (convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394) (il “Fondo 394/81”), l’articolo 58 del Decreto prevede la possibilità di sospendere il pagamento della quota capitale e degli interessi delle rate in scadenza nel corso dell’anno 2020, fino a 12 mesi, con conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente.

TRASFORMAZIONE IN CREDITO DI IMPOSTA DELLE ATTIVITÀ PER IMPOSTE ANTICIPATE RIFERITE AD ALCUNI COMPONENTI RELATIVI A CREDITI DETERIORATI OGGETTO DI CESSIONE

L’articolo 55 del Decreto consente alle società che cedano a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti commerciali o finanziari vantati nei confronti di debitori inadempienti, di trasformare in credito d’imposta, le attività per imposte anticipate riferite ai seguenti componenti:

  • perdite riportabili non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile ai sensi dell’articolo 84 del TUIR;
  • importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto

Ai fini della trasformazione in credito d’imposta, tali componenti possono essere considerate per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti e i crediti ceduti possono essere considerati per un valore nominale massimo pari a 2 miliardi di euro, determinato tenendo conto di tutte le cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 dalle società tra loro legate da rapporti di controllo ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile e dalle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso soggetto.

La norma definisce crediti vantati nei confronti di debitori inadempienti i crediti il cui mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni dalla data in cui era dovuto.

I crediti d’imposta possono essere utilizzati, senza limiti di importo, in compensazione, ceduti secondo le procedure degli articoli 43bis o 43ter del D.P.R. n. 602/1972, o chiesti a rimborso, non concorrono alla formazione del reddito di impresa né della base imponibile IRAP e dovranno essere indicati nella dichiarazione dei redditi.

Al fine di procedere alla trasformazione in credito d’imposta, le società interessate dovranno esercitare l’opzione, entro la chiusura dell’esercizio in corso alla data in cui ha effetto la cessione dei crediti, che avrà efficacia a partire dall’esercizio successivo a quello in cui ha effetto la cessione.

La previsione in esame non si applicano:

  • a società per le quali sia stato accertato lo stato di dissesto o il rischio di dissesto ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 16 novembre 2015, 180, ovvero lo stato di insolvenza ai sensi dell’articolo 5 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Legge Fallimentare), o dell’articolo 2, comma 1, lettera b), del codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14
  • nel caso di cessioni di crediti tra società che sono tra loro legate da rapporti di controllo ai sensi dell’art. 2359 c.c. e alle società controllate, anche indirettamente, dallo stesso

La presente Newsletter ha il solo scopo di fornire aggiornamenti e informazioni di carattere generale.

Non costituisce pertanto un parere legale né può in alcun modo considerarsi come sostitutivo di una consulenza legale specifica.

 

 

 

23 Marzo 2020

EMERGENZA COVID-19: MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ ATTRAVERSO IL SISTEMA BANCARIO

Ampliamento del Fondo centrale di garanzia per le PMI

L’art. 49 del Decreto Legge n. 18, denominato Cura Italia, del 17 marzo 2020 prevede nuove misure a sostegno della liquidità finanziaria delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. In particolare, attraverso il Fondo centrale di garanzia PMI e per la durata di 9 mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, si applicano le seguenti misure:

  • la garanzia è concessa a titolo gratuito
  • viene elevato a €5 milioni l’importo massimo garantito per singola impresa
  • per gli interventi di garanzia diretta, la percentuale di copertura è pari all’80% dell’ammontare di ciascuna operazione di finanziamento per un importo massimo garantito per singola impresa di €1,5 milioni. Per gli interventi di riassicurazione, la percentuale di copertura è pari al 90% dell’importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell’80% e per un importo massimo garantito per singola impresa di €1,5 milioni
  • sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti che nascono da operazioni di rinegoziazione del debito, sempre che il nuovo finanziamento preveda l’erogazione di credito aggiuntivo almeno pari al 10% del debito residuo del finanziamento in essere
  • nel caso in cui le banche o altri intermediari finanziari abbiano accordato la sospensione delle rate, o della sola quota capitale, a fronte dell’emergenza, la durata del Fondo viene estesa di conseguenza
  • ai soli fini dell’accesso al Fondo, la probabilità di inadempienza delle imprese è determinata esclusivamente sulla base del modulo economico finanziario di valutazione di cui alla parte IX, lettera A del Decreto Ministeriale del 12/02/2019. Sono escluse in ogni caso le imprese che presentino posizioni classificate come “sofferenze” o “inadempienze probabili” ai sensi della disciplina bancaria o che siano “imprese in difficoltà” ai sensi dell’art. 2, punto 18 del Regolamento (UE) 651/2014
  • non è dovuta la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni finanziarie
  • per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico, alberghiero e delle attività immobiliari, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a €500.000, la garanzia del Fondo può essere cumulata con altre forme di garanzia acquisite sui finanziamenti
  • la garanzia del Fondo può essere elevata del 50% (70% nel caso di intervento di più garanti) sulla quota della tranche junior di portafogli di investimenti appartenenti a imprese danneggiate direttamente dall’emergenza oppure appartenenti per almeno il 60% a filiere e settori colpiti dall’epidemia
  • i nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo inferiori a €3.000, in favore delle persone fisiche esercenti attività di impresa e professionisti danneggiati dall’emergenza Covid-19 sono garantiti gratuitamente e senza valutazione dal Fondo all’80%, nel caso di garanzia diretta, e al 90%, in caso di riassicurazione
  • le Amministrazioni di settore, anche unitamente alle associazioni e agli enti di riferimento, possono conferire risorse al Fondo per sostenere l’accesso al credito per determinati settori economici o filiere d’impresa
  • sono prorogati per tre mesi tutti i termini riferiti agli adempimenti amministrativi relativi alle operazioni assistite dalla garanzia del Fondo. Con successivo decreto possono essere individuate ulteriori misure di sostegno finanziario alle imprese.

Misure per il credito all’esportazione

Ai sensi dell’art. 53 del decreto legge Cura Italia per l’anno 2020, il MEF è autorizzato a rilasciare la garanzia dello Stato in favore di SACE spa, società attiva nell’export credit, al fine di sostenere il credito all’esportazione nei settori interessati dall’emergenza sanitaria (non più, dunque, solo a favore del settore turistico).

Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”

L’art. 54 del citato Decreto Legge estende per un periodo di 9 mesi l’ammissione ai benefici del Fondo anche ai lavoratori autonomi e liberi professionisti che autocertifichino di aver subito una riduzione di oltre un terzo del fatturato nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020, rispetto all’ultimo trimestre 2019, ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, a causa della chiusura o restrizione della propria attività lavorativa dovuta all’emergenza epidemiologica. Per l’accesso al Fondo non è necessario presentare l’attestazione ISEE. Il Fondo, su richiesta del mutuante provvede al pagamento del 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione dei pagamenti rateali. A tale fine, al Fondo sono assegnati €400 milioni.

Misure di sostegno finanziario alle imprese

In forza dell’art. 55 del decreto Cura Italia, nel caso in cui una società ceda a titolo oneroso, entro il 31 dicembre 2020, crediti pecuniari vantati nei confronti di debitori inadempienti (ovvero quando il mancato pagamento si protrae per oltre 90 giorni), può trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate riferite a: • perdite fiscali non ancora computate in diminuzione del reddito imponibile alla data della cessione • importo del rendimento nozionale eccedente il reddito complessivo netto non ancora dedotto né fruito tramite credito d’imposta alla data della cessione. Ai fini della determinazione del credito d’imposta spettante, i predetti componenti possono essere considerati per un ammontare massimo non eccedente il 20% del valore nominale dei crediti ceduti fino a un massimo di nominali €2 miliardi, tenendo conto anche delle cessioni effettuate entro il 31 dicembre 2020 dalle società tra loro legate da rapporti di controllo, anche indiretto. I crediti d’imposta derivanti dalla trasformazione non producono interessi, non concorrono alla formazione del reddito di impresa e possono essere utilizzati in compensazione senza limiti di importo ex art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, oppure ceduti oppure chiesti a rimborso. Il presente articolo non si applica a società per le quali sia stato accertato il rischio o lo stato effettivo di dissesto, oppure lo stato di insolvenza.

Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese

Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia, le imprese le cui esposizioni debitorie non siano classificate come “deteriorate”, grazie alla previsione dell’art. 56 del decreto Cura Italia, potranno avvalersi delle seguenti misure di sostegno finanziario, previa comunicazione:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 sono prorogati i contratti, unitamente ai rispettivi elementi accessori, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni
  3. sono sospesi fino al 30 settembre 2020 i pagamenti delle rate dei mutui, di altri finanziamenti a rimborso rateale e dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020. Inoltre, viene dilazionato il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Alla comunicazione sopracitata deve essere allegata la dichiarazione con la quale l’impresa autocertifica ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 di aver subito una temporanea riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

Il Fondo generale di garanzia per le PMI, con una dotazione estesa per €1.730 milioni, garantisce per un importo pari al 33%:

  • i maggiori utilizzi alla data del 30 settembre 2020 rispetto all’importo utilizzato all’importo utilizzato alla data di pubblicazione del presente decreto dei prestiti di cui alla lett. a)
  • i prestiti e i finanziamenti non rateali di cui alla lett. b)
  • i mutui e i finanziamenti a rimborso rateale o canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 e sospesi fino al 30 settembre 2020 di cui alla lett. c).

Sospensione dei termini per il rimborso del Fondo 394/81

L’art. 58 del Decreto Legge 18/2020 dispone la sospensione, fino a 12 mesi, dei pagamenti delle quote capitali e delle quote interessi delle rate di rimborso dei finanziamenti agevolati rilasciati tramite il Fondo istituito con Legge 394/1981 in scadenza nel 2020 con conseguente traslazione del piano di ammortamento per un periodo corrispondente.

Si ricorda che in data 19 marzo è stata redatta un’altra circolare, la numero 9, con il dettaglio delle principali misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese adottate dal decreto Cura Italia. Potete scaricare il documento dal nostro sito, nel caso in cui non l’abbiate ricevuta. I nostri professionisti hanno fatto approfondimenti specifici legati alla emergenza anche su altre tematiche, quali le disposizioni emergenziali in materia di Giustizia, le proroghe per la crisi d’impresa, le norme per lo smart working, i provvedimenti per il settore spettacolo-cinema-audiovisivo. Tutte le circolari sono disponibili sul nostro sito nella pagina Covid-19.

I professionisti di Andersen Tax & Legal Italia sono a Vostra completa disposizione per fornire la più ampia consulenza in merito ai temi evidenziati nella presente circolare.

CORONAVIRUS: LE MISURE FISCALI PREVISTE DAL GOVERNO

Il Decreto “Cura Italia” contiene le misure economiche per far fronte all’emergenza sanitaria da Covid-19 ed è suddiviso in quattro Titoli così sintetizzati: emergenza sanitaria, lavoro, credito, famiglie e imprese.

PROROGA TERMINI VERSAMENTI FISCALI
Si conferma il rinvio dei termini relativi ai versamenti fiscali previsti al 16 marzo dell’IVA, delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. La sospensione riguarda le partite Iva con ricavi o compensi fino a 2 milioni di euro. Per i soggetti esercenti attività di impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, sede legale o operativa nelle provincie di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza il versamento dell’IVA è sospeso a prescindere dal volume dei ricavi o compensi dell’ammontare di cui sopra.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Gli altri contribuenti dovranno versare entro venerdì 20.03.2020 quanto dovuto alla scadenza di oggi.
Sono prorogati al 29 maggio 2020 i termini per il versamento del prelievo erariale unico sugli apparecchi ex art. 110 comma 6 L. 773/1931 e del canone concessorio in scadenza il 30 aprile 2020. Le somme dovute possono essere versate in rate mensili con gli interessi calcolati giorno per giorno. L’ultima rata non può essere pagata oltre il 18 dicembre 2020.
DISAPPLICAZIONE RITENUTE D’ACCONTO
Viene concessa la disapplicazione delle ritenute d’acconto per il mese di marzo per i professionisti, con ricavi o compensi conseguiti per l’anno di imposta precedente non superiori ad euro 400.000,00. Tale disapplicazione vale a condizione che nel mese precedente non siano state sostenute spese per lavoro dipendente o assimilato.
I contribuenti che si avvalgono di tale opzione dovranno versare l’ammontare delle ritenute non operate entro la data del 31 maggio 2020 per l’intero importo o in massimo di 5 rate mensili a partire dal mese di maggio.
PROROGA TERMINI PRESENTAZIONE DELLE DICHIARAZIONI
Sono altresì sospesi gli adempimenti tributari che scadono nel periodo tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020, quali ad esempio modelli Intrastat, esterometro, dichiarazione IVA.
La scadenza dell’invio delle Certificazioni Uniche rimane fissata al 31.03.2020, come da Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 3 marzo 2020.
ATTIVITA’ DI CONTROLLO, ACCERTAMENTO E RISCOSSIONE
Sono sospesi sino al 31 maggio 2020 le attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e contenzioso da parte degli Uffici dell’Agenzia delle Entrate. Sono altresì sospesi: gli atti esecutivi, i termini di riscossione di cartelle esattoriali per saldo e stralcio, i termini per la presentazione di interpelli, l’invio di nuove cartelle.
CREDITO D’IMPOSTA AFFITTO NEGOZI
Ai soggetti che esercitano attività d’impresa è riconosciuto un credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione di competenza del mese di marzo 2020 relativo agli immobili di categoria catastale C/1.
CREDITO D’IMPOSTA SANIFICAZIONE
Per far fronte al contenimento del contagio da Covid-19 viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino a 20.000,00 euro per ciascun beneficiario sostenute da esercenti di attività d’impresa, arte o professione. Tale credito è riconosciuto per l’anno 2020 fino all’esaurimento del fondo stanziato pari a 50 milioni.
DONAZIONI COVID-19
Viene estesa la deducibilità delle donazioni erogate da parte delle imprese ai sensi dell’art. 27 L. 133/99. In relazione all’IRAP le erogazioni sono deducibili nell’esercizio in cui vengono sostenute.
Viene altresì introdotta una detrazione fiscale nella misura del 30% per le donazioni liberali erogate in denaro e in natura effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali per un beneficio massimo di euro 30.000,00.
REVISIONE AUTO
In vista dell’emergenza è autorizzata la circolazione fino al 31 ottobre 2020 dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio alle attività di revisione.
VOUCHER PER RIMBORSO SPETTACOLI DI QUALSIASI NATURA
I soggetti acquirenti titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, compresi quelli cinematografici e teatrali, e ingressi a musei o altri luoghi di cultura, possono presentare  entro trenta giorni dalla data di presentazione del presente decreto, istanza di rimborso al venditore allegando il relativo titolo di acquisto.
BONUS PER DIVISORI ANTI – VIRUS SU AUTOSERVIZI PUBBLICI NON DI LINEA
E’ riconosciuto un contributo in favore dei soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea, che dotano i veicoli di paratie divisorie, muniti di certificati di conformità e omologazione, atte a separare il posto guida dai sedili riservati alla clientela.
FONDO SOLIDARIETA’ “GASPARRINI” PER MUTUI “PRIMA CASA”
L’ammissione ai benefici del fondo è concesso ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.
Per tale accesso non è richiesta la presentazione del modello ISEE.
SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE MICRO, PICCOLE E MEDIE IMPRESE
In relazione ai mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020. Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.
E’ facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.
DIFFERIMENTO TERMINI APPROVAZIONE DEL BILANCIO D’ESERCIZIO
L’intervento normativo concede, in deroga agli artt. 2364, 2 comma e 2478-bis C.c., la convocazione dell’assemblea ordinaria di approvazione del bilancio d’esercizio entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
I soci delle società di capitali quali S.p.a., S.r.l., S.a.p.a e società cooperative possono intervenire in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione anche in deroga alle disposizioni statutarie. Non è necessario inoltre che il Presidente, il segretario o il notaio si trovino nello stesso luogo.
Si evidenzia altresì che nelle S.r.l. è concessa l’espressione del voto mediante consultazione scritta o il consenso espresso per iscritto, anche in deroga a quanto previsto dall’art. 2479, 4 comma, C.c.

Comunicati dell’agenzia delle entrate

ATTIVITA’ DI CONTROLLO
Sono sospese le attività di liquidazione, controllo, accertamento, accessi, ispezioni e verifiche, riscossione e contenzioso tributario da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate a meno che non siano in imminente scadenza (o sospesi in base a espresse previsioni normative).
 
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 12 marzo 2020
NUOVE SCADENZE FISCALI
A seguito dell’emanazione del Dl n. 9/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 del 2 marzo 2020, sono prorogati i termini di alcune scadenze fiscali in tutto il territorio nazionale.
Slitta dal 7 al 31 marzo 2020 il termine entro cui i sostituti di imposta devono trasmettere la Certificazione Unica e dal 28 febbraio al 31 marzo quello entro cui gli enti terzi devono inviare i dati utili per la dichiarazione precompilata.
È prorogato al 5 maggio 2020 – dalla precedente data del 15 aprile – il giorno in cui sarà disponibile per i contribuenti la dichiarazione precompilata sul portale dell’Agenzia.
Passa dal 23 luglio al 30 settembre 2020 la scadenza per l’invio del 730 precompilato.
 
Comunicato stampa Agenzia delle Entrate 3 marzo 2020
INVIO DI COMUNICAZIONI IRREGOLARITA’ E CARTELLE DI PAGAMENTO
Agenzia delle entrate e di Agenzia delle entrate-Riscossione hanno disposto la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, in scadenza tra il 21 febbraio e il 31 marzo 2020, nei comuni di Lombardia e Veneto colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19.
In particolare, nelle zone interessate sono stati sospesi gli invii di comunicazioni di irregolarità, richieste di documenti per il controllo formale, cartelle di pagamento e atti di recupero dei debiti tributari affidati all’Agente della riscossione.
I Contribuenti interessati dalla sospensione i cittadini, i professionisti, le imprese (persone fisiche e giuridiche) e gli enti che al 21 febbraio 2020 avevano la residenza, la sede legale o operativa nei territori dei comuni individuati dall’allegato 1 al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020.
In particolare, si tratta dei Comuni di Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano, in Provincia di Lodi, e del comune di Vo’ Euganeo, in Provincia di Padova.
Rientrano nella sospensione gli adempimenti e i versamenti tributari in scadenza tra il 21 febbraio ed il 31 marzo 2020.
Per tutto il periodo di sospensione, i sostituti d’imposta con sede legale o operativa negli stessi comuni non operano le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilati e le ritenute sui compensi e altri redditi corrisposti dallo Stato.
Nelle zone interessate sono stati sospesi gli invii di comunicazioni di irregolarità, richieste di documenti per il controllo formale, cartelle di pagamento e atti di recupero dei debiti tributari affidati all’Agente della riscossione.

EMERGENZA COVID-19: MISURE FISCALI A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITÀ DELLE FAMIGLIE E DELLE IMPRESE

Premessa

Il 17 marzo 2020 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 18 – cd. “Cura Italia” con il quale il Governo ha messo in atto, tra le altre, alcune misure di sostegno per contrastare l’impatto determinato dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Nel presente documento sono analizzate le principali previsioni contenute nel Titolo IV concernente le famiglie e le imprese.

Rimessione in termini per i versamenti

Fatto   salvo   quanto   descritto   nei   successivi paragrafi,   i   versamenti   nei   confronti   delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, scaduti il 16 marzo u.s., sono prorogati al 20 marzo 2020.

Sospensione di versamenti, ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria

È prevista la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali, dei premi per l’assicurazione obbligatoria, delle ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 DPR 600/73 (ritenute   su   redditi   di   lavoro   dipendente   e assimilati) e dell’I.V.A. in scadenza nel mese di marzo 2020.

La disposizione prevede un ampliamento del novero dei soggetti coinvolti rispetto la prima formulazione. In particolare, oltre alle imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, la norma si applica a:

  1. federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori
  2. soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, night-club, sale gioco e biliardi
  3. soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati
  4. soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso
  5. soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub
  6. soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici e attrazioni simili, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali
    1. soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili
    2. aziende termali di cui alla legge 24 ottobre 2000, 323, e centri per il benessere fisico
    3. soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici
    4. soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali
    5. soggetti che gestiscono servizi di trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift
    6. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare
    7. soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli
    8. soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica
    9. organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’art. 10 del lgs. 460/1997 iscritte negli appositi registri, le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nei rispettivi registri, che esercitano in via esclusiva o principale una delle attività di interesse generale previste dall’art. 5, comma 1, del d.lgs. 117/2017.soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi per l’infanzia e servizi didattici di primo e secondo grado, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti
  7. In   particolare,   per   tutti   i   soggetti   citati   in precedenza,   ad   eccezione   delle   federazioni sportive   nazionali,   gli   enti   di   promozione sportiva, le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche, i versamenti in   oggetto   dovranno   essere   effettuati   senza applicazione di sanzioni ed interessi in un’unica soluzione entro il 31/05/2020 ovvero mediante rateizzazione fino   ad un massimo   di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

    Le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le associazioni e le società sportive,   professionistiche   e   dilettantistiche potranno usufruire della sospensione fino al 31 maggio 2020 (salvo per l’I.V.A. che rimane ancorata al mese di marzo 2020 – originaria scadenza   del   16 aprile   2020).   I   versamenti dovranno     quindi     essere     effettuati     senza applicazione di sanzioni ed interessi in un’unica soluzione entro il 30/06/2020 ovvero mediante rateizzazione fino   ad un massimo   di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

     

    Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi

    Per tutti i contribuenti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale ovvero la sede operativa nel territorio     dello     Stato,     sono     sospesi     gli adempimenti       tributari,       diversi       dai versamenti   e   diversi   dall’effettuazione   delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che scadono nel periodo compreso dal 8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

    Per   quanto   riguarda   i   termini   relativi   alla dichiarazione       dei       redditi       precompilata, rimangono fermi quelli previsti dall’art. 1 del D.L. 2 marzo 2020, n. 9.

    Tali   adempimenti   dovranno   essere   effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni ed interessi. A titolo esemplificativo, la trasmissione della dichiarazione annuale I.V.A. in scadenza il prossimo 30 aprile, rispetterà il nuovo termine del 30 giugno p.v..

    Per quanto riguarda i versamenti, la norma effettua una distinzione in base all’ammontare dei ricavi o compensi. In particolare, per i soggetti   esercenti   attività   d’impresa,   arte   o professione che hanno il domicilio fiscale la sede legale ovvero la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni   di   Euro   nel   periodo   d’imposta precedente a quello in corso   alla data di entrata in vigore del presente decreto sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel

    periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020 relativi a contributi previdenziali, premi per l’assicurazione obbligatoria, ritenute alla fonte di cui agli artt. 23 e 24 DPR 600/73 (ritenute   su   redditi   di   lavoro   dipendente   e assimilati) e IVA.

    I versamenti sospesi dovranno essere effettuati senza applicazione di sanzioni ed interessi in un’unica soluzione entro il 31/05/2020 ovvero mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020.

    Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale la sede legale ovvero la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a Euro 400.000 a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato, non subiranno le ritenute d’acconto sui ricavi o compensi percepiti tra il 17 marzo (data di entrata in vigore del Decreto) ed il 31 marzo 2020.

    Trattasi di ritenute d’acconto di cui agli artt.25 e 25 bis DPR 600/73 (ritenute su redditi di lavoro autonomo, provvigioni inerenti a rapporti di commissione,   di   agenzia,   di   mediazione,   di rappresentanza       di       commercio  e  di procacciamento d’affari).

    Le     ritenute     non   operate     saranno   versate direttamente         dai         soggetti         destinatari dell’agevolazione senza applicazione di sanzioni ed   interessi   in   un’unica   soluzione   entro   il 31/05/2020 ovvero mediante rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. I soggetti interessati alla disposizione rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulta che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi del decreto che qui si commenta.

     

     

    Premio per i lavoratori dipendenti

    È prevista l’erogazione di un premio di Euro 100 in favore dei lavoratori dipendenti con reddito complessivo da lavoro dipendente dell’anno precedente di importo non superiore ad Euro 40.00 che nel mese di marzo 2020 svolgono la propria prestazione sul luogo di lavoro (i.e., non in smart working).

    Il premio, da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti presso la sede di lavoro nel predetto mese, non concorre alla formazione del reddito ed è attribuito, in via automatica, dal datore di lavoro, che lo eroga con la retribuzione relativa al mese di aprile e comunque entro i termini previsti per le operazioni di conguaglio.I   sostituti   di   imposta   recuperano   il   premio erogato attraverso l’istituto della compensazione in F24.

    Credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro Allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, è previsto un credito d’imposta a favore di tutti gli esercenti attività d’impresa, arte o professione.

    Il credito spetta, per il periodo d’imposta 2020, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un importo massimo pari ad Euro 20.000. Il limite massimo di spesa previsto per la misura è pari a 50 milioni di Euro per l’anno 2020.

    Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge, saranno stabiliti i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta anche al fine di assicurare il rispetto del limite di spesa.

    Credito dimposta per botteghe e negozi

    Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle   misure   di   prevenzione   e   contenimento connesse         all’epidemia, è   previsto  il riconoscimento ai   soggetti   esercenti   attività d’impresa un credito d’imposta per l’anno 2020 nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione di marzo 2020 di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe). Il   credito  d’imposta   è  utilizzabile, esclusivamente, in compensazione in F24. Il credito non spetta per le attività di cui agli allegati 1 e 2 del D.P.C.M. dell’11 marzo 2020, ossia,   commercio   al   dettaglio   e   servizi   alla persona.

     

    Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19

    L’art.   66   del   DL   18/2020   dispone   che   le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello   Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo   di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento     e     gestione     dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sono detraibili in misura pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

    Per i soggetti titolari di reddito di impresa le erogazioni liberali a sostegno delle misure di contrasto all’emergenza, sono integralmente deducibili, quali componenti negative, dal reddito di impresa, senza alcun limite massimo. Ai fini dell’Irap, tali erogazioni liberali sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento.

    Sospensione     dei     termini     relativi all’attività degli uffici degli enti impositori L’art. 67, comma 1, del DL “Cura Italia” prevede la sospensione, dall’8 marzo al 31 maggio 2020,   dei   “termini   relativi   alle   attività   di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori”.

    Vengono quindi sospese, da parte degli Uffici degli enti impositori, tutte le attività amministrative di:

    • liquidazione
    • controllo
    • accertamento
    • riscossione
    • contenzioso

Non rientrano, invece, nella sospensione i termini concernenti le attività di liquidazione delle imposte mediante procedure automatiche e il controllo formale ad opera degli Uffici.

Sono altresì sospesi i termini per la risposta degli Uffici alle istanze di interpello, comprese le ipotesi in cui il contribuente abbia presentato documentazione   integrativa   (art.   11,   L.   n. 212/2000; art. 6, D.Lgs. n. 128/2015; art. 2

D.Lgs.   n.   147/2015)   e,   in   particolare,   viene sospeso il termine di 30 giorni previsto per la regolarizzazione delle istanze di interpello su richiesta   dell’Ufficio   (ex   art.   3   D.Lgs.   n. 156/2015).

La sospensione prevista per la risposta alle istanze di interpello si applica anche alle altre attività di consulenza e, in particolare:

  • alle risposte dell’Agenzia alle richieste di adesione al regime di adempimento collaborativo (c.d. “cooperative tax compliance”, art. 7, comma 2, D.Lgs. 128/2015)
  • all’adesione alla procedura di cooperazione e collaborazione rafforzata (art. 1-bis, D.L. 50/2017)
  • alle procedure di ruling internazionale di accordi preventivi per le imprese esercitanti attività internazionale (art. 31-ter, D.P.R. 600/1973) e di rettifica diminutiva del reddito per operazioni tra imprese associate con attività internazionale (art.31-quater, D.P.R. n. 600/1973)
  • alla procedura di ruling relativa al Patent Box (art. 1, commi 37-43, n. 190/2014).

Come disposto dal comma 2 dell’art. 67, dal primo giorno del mese successivo al termine del periodo di sospensione, vale a dire dal 1° giugno 2020, cominciano a decorrere i termini per le risposte degli Uffici alle istanze di interpello di cui sopra, presentate durante il periodo di durata della sospensione.

La presentazione delle istanze di interpello e di consulenza giuridica, durante il periodo di sospensione, è “consentita esclusivamente per via telematica”, mediante l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata (solo per i soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato, è consentito l’inoltro delle istanze alla casella di email div.contr.interpello@agenziaentrate.it).

Sono inoltre sospese, fino alla data del 31 maggio 2020,   le   attività   non   aventi   carattere   di indifferibilità e urgenza consistenti nella risposta degli Enti impositori alle istanze formulate in sede   giudiziale   di   accesso   alla   Banca   Dati dell’Anagrafe Tributaria, compreso l’Archivio dei rapporti finanziari ai sensi degli artt. 492-bis c.p.c,   e   155-quater,   155-quinquies,   155-sexies disp. att. cpc).

Per   espressa   previsione   dell’ultimo   comma dell’art. 67, ai termini di prescrizione e decadenza relativi   all’attività   degli   uffici   degli   enti impositori si applica, l’articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159.

A fronte della sospensione delle attività degli uffici,   pertanto,   agli   Enti   impositori   viene concessa   una   proroga   generalizzata   dei termini di accertamento di due anni con riferimento   alle   attività   di   controllo   e accertamento in scadenza al 31.12.2020.

L’articolo in esame sembra disporre una sospensione dei termini operante esclusivamente in favore del fisco: il primo comma è esplicito, infatti, nel prevedere la sospensione dei termini relativi alle attività “da parte degli enti impositori”.

È logico dubitare quindi che detta sospensione possa valere per i termini, non processuali, relativi ad attività difensive dei contribuenti come, ad esempio, le osservazioni e le richieste dopo il rilascio della copia del processo verbale di chiusura (PVC) delle operazioni da parte degli organi di controllo previste dall’art. 12, comma 7,

  1. 212/2000; ovvero, la produzione di deduzioni difensive ex art. 16, comma 4, D.Lgs. 472/1997.

Deve ritenersi, infine, che le attività connesse ai procedimenti di accertamento con adesione siano escluse dalla applicazione della disposizione in esame.

Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione

L’art. 68 concerne la sospensione dei termini di versamento, in scadenza nel periodo compreso dal 8 marzo al 31 maggio, dei carichi, relativi alle entrate tributarie e non tributarie, affidati all’agente della riscossione.

Nel dettaglio la sospensione riguarda i pagamenti derivanti da:

  • cartelle di pagamento
  • atti di accertamento esecutivi previsti dall’art.

29 D.L. 78/2010 (IVA, imposte sui redditi e IRAP)

  • ingiunzioni ed atti esecutivi emessi dagli Enti Locali (L. 160/2019)
  • atti dell’Agenzia delle dogane e dei Monopoli
  • avvisi di      addebito     emessi      dagli      Enti previdenziali (art. 30 L. 78/2020)
  • ingiunzioni di cui al Regio Decreto 639/1910 emesse dagli enti territoriali.

I versamenti oggetto di sospensione dovranno essere effettuati, senza l’applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione, ossia entro il 30 giugno 2020. In caso di versamento nel periodo di sospensione non si procederà, comunque, a rimborso.

L’ultimo capoverso del primo comma richiama l’art.   12   del   DLgs.   159/2015:   nel   periodo compreso tra l’8 marzo ed il 31 maggio 2020, pertanto, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione anche in favore degli agenti della riscossione.

In   assenza   di   esplicito   rinvio   agli   atti   non compresi nell’elenco di cui al primo comma sono escluse dalla sospensione le scadenze dei pagamenti nel periodo dall’8 marzo al 31 maggio 2020 relative a:

  • avvisi inviati dall’Agenzia delle Entrate nell’ambito del controllo automatizzato ai sensi dell’art. 36 bis DPR 600/1973 e 54 bis DPR 633/1972
  •  derivanti dal controllo formale  ai sensi dell’art.36 ter del DPR 600/1973 (c.d. avvisi bonari)
  • atti di accertamento con adesione ex articoli 7 e 8 del Lgs. 218/1997
  • atti di conciliazione di cui agli articoli da 48 a 48ter del Lgs. 546/1992.Il terzo comma dispone, infine, il differimento al 31 maggio 2020 della rata, scaduta il 28 febbraio scorso, relativa alla cosiddetta rottamazione-ter nonché della rata in scadenza il prossimo 31 marzo 2020 nell’ambito del saldo e stralcio.

    Si evidenzia che in considerazione delle nuove misure previste dal Decreto Legge “Cura Italia” l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, con un comunicato   del   17   marzo   2020,   ha   dato disposizione per la chiusura dal 18 al 25 marzo dei propri sportelli, presenti su tutto il territorio nazionale,   che   erogano   servizi   al   pubblico. Rimangono invece attivi il servizio online, i servizi   telefonici   e   quelli   di   comunicazioni tramite i canali di posta elettronica.

     

    I professionisti di Andersen Tax & Legal Italia sono a Vostra completa disposizione per fornire la più ampia consulenza in merito ai temi evidenziati nella presente circolare.

 

COMUNICATO N.50 DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Gentilissimi Clienti

Trasmettiamo il comunicato stampa n.50 del Ministero dell’Economia e delle Finanze (pubblicato il 13 marzo 202 alle ore 18.40) ad oggetto: “Coronavirus: prorogati termini versamenti fiscali 16 marzo, nuove scadenze e sospensioni in prossimo decreto legge.”

Nel testo allegato si prevede un differimento dei versamenti fiscali con una norma che sarà contenuta nel decreto di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri.

 Alla luce di quanto sopra esposto sarà nostra premura tenervi tempestivamente informati in merito agli sviluppi.

 Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

Comunicato n.50 Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

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