Il diritto alla NASpI in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale: i chiarimenti dell’INPS.

A cura di Sergio Antonelli e Giulia Maccioni

Tra le principali novità introdotte dal Decreto Legge c.d. “Agosto”, emergono alcune deroghe al blocco dei licenziamenti.
Dal disposto normativo si evince che le preclusioni e le sospensioni previste in materia di licenziamento per ragioni economiche non operano “nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo”. Aziende e lavoratori hanno, dunque, la possibilità di accordarsi, nell’ambito di un piano incentivato per l’esodo anticipato del lavoratore, sulla base di un accordo collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, non incorrendo in questo caso nella violazione del divieto di licenziamenti.
La disposizione, inoltre, prevede espressamente che ai suddetti lavoratori, che cessano il rapporto di lavoro nell’ambito dell’accordo, è comunque riconosciuta la possibilità di richiedere ed ottenere il trattamento NASpI. Tale deroga è prevista eccezionalmente, considerato che, come noto, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è una indennità mensile istituita in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria, normalmente esclusa in caso di cessazione volontaria del rapporto di lavoro – quale è la risoluzione consensuale.
Al fine di fare chiarezza sul tema, l’Inps è intervenuto con Circolare n. 111 del 29 settembre 2020 fornendo istruzioni amministrative in materia di risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale e di accesso all’indennità NASpI.
L’Istituto di Previdenza Sociale fa presente che i lavoratori che cessano il rapporto di lavoro a seguito di detto accordo collettivo aziendale sono tenuti ad allegare, in sede di presentazione della domanda di indennità NASpI, sia l’accordo collettivo aziendale sia la documentazione attestante la loro adesione all’accordo stesso, in modo da poter conseguentemente accedere alla prestazione di disoccupazione.
A tal riguardo, si sta inoltre ponendo un interrogativo importante, circa l’eventuale possibilità di uscite incentivate con accesso alla NASpI oltre la scadenza del termine previsto per il divieto di licenziamento, e, in ogni caso, successivamente al 31 Dicembre del 2020: da più parti si sostiene che l’accordo sindacale non potrebbe avere efficacia oltre tale termine, pena la perdita della Naspi, ma, al fine di dirimere la questione, sarà necessario attendere futuri interventi chiarificatori da parte delle Autorità.

Approvato in Spagna il “Real Decreto-Ley” 28/2020, di lavoro a distanza

A cura di Avv. Rafael San Bruno e Avv. Rita Santaniello

Il Real Decreto-Ley 28/2020, https://www.boe.es/diario_boe/txt.php?id=BOE-A-2020-11043, pubblicato nel BOE (l’equivalente della Gazzetta Ufficiale italiana) il 23 settembre, regola il lavoro a distanza in Spagna.

Il Decreto, approvato dal Governo spagnolo, che entrerà in vigore il 13 ottobre 2020, è il risultato dell’impatto del Covid-19 sui rapporti di lavoro, ed è nato dall’accordo raggiunto con le parti sociali. Lo scopo è di fornire un quadro giuridico sufficiente per stabilire le necessarie certezze e garanzie per questa forma di prestazione di lavoro.

Il primo punto da indicare, per la sua importanza pratica, è quello previsto  dalla Terza Disposizione Transitoria del Decreto, secondo cui il lavoro a distanza instaurato in via eccezionale per motivi straordinari di salute in conseguenza del Covid-19 (articolo 5 del Real Decreto Ley 8/2020, di 17 marzo), continuerà ad essere soggetto alla normativa lavorativa ordinaria. In ogni caso, la menzionata Terza Disposizione Transitoria obbliga le imprese a fornire i mezzi, le attrezzature, gli strumenti e i materiali di consumo necessari per realizzare il lavoro a distanza, nonché la manutenzione degli stessi eventualmente necessaria. In tal  caso, la contrattazione collettiva stabilirà forme di compensazione per le spese sostenute dal dipendente per il lavoro a distanza, se dimostrate e non già diversamente compensate.

La norma definisce il “lavoro a distanza” come una forma di organizzazione del lavoro in base alla quale lo stesso è svolto da casa del lavoratore o nel luogo da lui scelto, durante tutta o parte della sua giornata lavorativa, in modo regolare.

La norma stabilisce che il lavoratore possa accordarsi con l’azienda per svolgere il lavoro a distanza. Tale accordo deve essere formalizzato per iscritto, definendo una serie di contenuti minimi, quali: l’inventario dei mezzi e degli strumenti messi a disposizione del lavoratore, l’elenco delle spese che il lavoratore dovrà eventualmente sostenere, l’orario di lavoro, l’alternanza con il lavoro in presenza, i periodi di preavviso per modificare l’accordo, i mezzi di controllo aziendale, la procedura da seguire in caso di difficoltà o impedimenti per il lavoratore, i mezzi e le istruzioni per il controllo aziendale dell’attività, e, infine, la durata dell´accordo di lavoro a distanza.

È importante sottolineare che il rifiuto del dipendente di lavorare a distanza, il ritorno al lavoro in presenza, e le difficoltà di cambiamento dal lavoro in azienda al lavoro a distanza, non saranno cause che giustifichino la cessazione del rapporto di lavoro o la modifica sostanziale delle condizioni di lavoro.

L’inizio e la fine della giornata lavorativa devono essere chiaramente delimitati per garantire che i lavoratori abbiano un orario adeguato, con la disconnessione digitale stabilita come diritto fondamentale nel lavoro a distanza.

Come potere di controllo aziendale, la società può adottare i provvedimenti che ritiene più opportuni per la verifica del rispetto da parte del lavoratore dei propri obblighi e dei diritti del lavoro, tenendo comunque conto della sua dignità.

Allo stesso modo, la norma stabilisce il diritto del lavoratore alla flessibilità oraria, così come il diritto ad una protezione efficace in conformità con le norme sulla prevenzione dei rischi professionali.  Il documento di valutazione dei rischi deve prevedere i rischi caratteristici di questa modalità  di lavoro.

Per quanto riguarda l’uso dei supporti digitali, la norma stabilisce il diritto del lavoratore di disporre di mezzi, attrezzature o strumenti sufficienti per svolgere il lavoro a distanza, nonché l’obbligo dell’azienda di pagare o compensare i costi sostenuti, senza che ciò comporti delle spese  per i lavoratori.

È stabilito inoltre il diritto del lavoratore alla privacy e alla protezione dei dati, e il suo obbligo di attenersi alle istruzioni che l’azienda ha stabilito nell’ambito della legislazione sulla protezione dei dati, sulla sicurezza delle informazioni e sull’uso delle apparecchiature informatiche.

Inoltre, è previsto il diritto alla disconnessione digitale da parte del lavoratore, e le aziende devono elaborare, consultando i rappresentanti dei lavoratori, una politica interna, rivolta ai lavoratori e ai dirigenti, in cui sono definite le modalità del diritto alla disconnessione e le azioni di formazione per evitare il rischio di affaticamento informatico.

Infine, la Norma attribuisce alla contrattazione collettiva un peso fondamentale in questo campo, in modo che i contratti collettivi o gli accordi possano stabilire l’identificazione dei posti di lavoro  e delle funzioni che possono essere svolte attraverso il lavoro a distanza, le condizioni per l’accesso e lo sviluppo dell’attività lavorativa attraverso questa modalità, la durata massima del lavoro a distanza, nonché i contenuti aggiuntivi al contratto di lavoro a distanza e qualsiasi altra questione che si ritenga necessaria essere regolata.

Decreto Agosto: esoneri contributivi e altre agevolazioni per i datori di lavoro

A cura di Avv. Enzo Pisa e Dott.ssa Annachiara Zandonà

Il D.L. 104/2020 (c.d. Decreto Agosto), entrato in vigore lo scorso 15 agosto, recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” (legate all’emergenza da COVID-19), introduce, inter alia, esoneri contributivi, fruibili entro il 31.12.2020 e finalizzati a favorire e stabilizzare l’occupazione, riducendo il costo del lavoro.

Anzitutto, è previsto, all’art. 3, per un periodo massimo di quattro mesi un esonero dal versamento dei contributi previdenziali posti a carico del datore di lavoro, esclusi premi e contributi dovuti all’INAIL, per le aziende (con esclusione di quelle agricole) che non s’avvalgano dei nuovi ammortizzatori sociali introdotti dallo stesso Decreto Agosto o che hanno beneficiato, nei  mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti d’integrazione salariale COVID-19; il valore massimo del beneficio de quo è pari al doppio delle ore d’integrazione salariale fruite nei predetti due mesi (riparametrato e applicato su base mensile); al momento, la disposizione che stabilisce tale agevolazione contributiva non è efficace, necessitando essa dell’autorizzazione della Commissione Europea.

L’art. 6 D.L. cit. prevede l’esonero totale dal versamento dei  contributi previdenziali (esclusi premi e contributi dovuti all’INAIL) a carico del datore di lavoro (i contributi a carico del dipendente non subiscono alcun esonero o riduzione) per un periodo massimo di sei mesi (nel limite massimo di un importo d’esonero pari ad € 8.060 su base annua, riparametrato e applicato su base mensile, ed entro i limiti della copertura finanziaria) per i datori di lavoro (esclusi quelli del settore agricolo) che assumono, successivamente all’entrata in vigore dello stesso decreto e fino al 31 dicembre 2020, lavoratori subordinati (non, però, apprendisti, né domestici e neppure i lavoratori che abbiano intrattenuto un rapporto a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti all’assunzione presso la medesima impresa) con contratto a tempo indeterminato o trasformino rapporti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato; l’INPS dovrà provvedere al monitoraggio del rispetto del limite di spesa dedicato all’agevolazione de qua, dando anche istruzioni operative relative a tale beneficio.

I due esoneri testé esaminati sono cumulabili con altri esoneri o riduzioni previsti dalla vigente normativa, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.

Con specifico riferimento, poi, ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, tra i più colpiti dalla crisi economica seguita all’emergenza pandemica, l’art. 7 del Decreto Agosto riconosce l’esonero contributivo di cui al precedente art. 6 con le medesime modalità e nello stesso arco temporale, limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di tre mesi, per le assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale; lo stesso art. 7 stabilisce che, in caso di conversione dei detti rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato, ad essi s’applicherà il più ampio esonero contributivo previsto, in generale, dall’art. 6 per tali casi di trasformazione contrattuale; anche tale beneficio dovrà essere autorizzato dalla Commissione Europea.

Al fine di contenere gli effetti straordinariamente negativi sull’occupazione determinati dalla pandemia da COVID-19 in aree già caratterizzate da grave situazione di disagio socio-economico e di garantire la tutela dei livelli occupazionali, l’art. 27 del D.L. 104/2020 riconosce per i datori di lavoro privati (con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico), con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, la cui sede di lavoro sia situata in regioni dell’Italia meridionale e in Umbria, un esonero contributivo (anch’esso sottoposto ad autorizzazione della Commissione Europea) pari al 30% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.

Infine, l’art. 112 del D.L. cit. eleva, limitatamente al periodo d’imposta 2020, la soglia d‘esenzione fiscale e contributiva dei fringe benefits, raddoppiandola da € 258,23 ad € 516,46 per il solo periodo dal 15 agosto al 31 dicembre 2020.

Guida alle misure legali e fiscali di Italia e Spagna per far fronte all’emergenza da covid-19

Lo studio Rödl & Partner offre una panoramica sulle misure legali e fiscali adottate dai governi di Italia e Spagna per far fronte all’emergenza da covid-19.

Per scaricare il documento relativo alle misure adottate dal governo italiano clicca qui.
Per scaricare il documento relativo alle misure adottate dal governo spagnolo clicca qui.

Alert – Start-up: tanto rumore per … un videogame!

A cura di Avv. Gianmatteo Nunziante e Dott. Lorenzo de Angeli

Abbiamo già richiamato l’attenzione sulla necessità di interventi mirati a sostegno delle start-up innovative, anche in considerazione dell’attuale straordinaria congiuntura (si veda: Start-up: serve più carburante al vero motore del nostro futuro) ora il Decreto Rilancio introduce misure volte – almeno nelle intenzioni – al “Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative” (art. 38).

Per leggere l’intero approfondimento cliccate qui.

Gli ammortizzatori sociali

SOMMARIO

  1. Premessa: l’emergenza epidemiologica da “Covid-19”
    .
  2. Gli ammortizzatori sociali speciali per far fronte all’emergenza
    1. Le (ormai ex) “zone rosse”
    2. Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
    3. L’intero territorio nazionale
      1. Trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario
      2. Trattamento ordinario sostitutivo per i datori di lavoro in CIGS o in solidarietà
      3. Trattamento di cassa integrazione salariale per gli operai agricoli
      4. Trattamento di integrazione salariale in deroga
        .
  3. Ammortizzatori sociali “speciali” e rinnovo e proroga dei contratti a termine

 

Per consultare l’approfondimento a cura di Pavia e Ansaldo Studio Legale cliccate qui.

COVID-19 e Antitrust: Le iniziative dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

A cura di Avv. Eva Cruellas Sada, Dott. Giacomo Dalla Valentina e Dott.ssa Alice Rinaldi

 

1. Introduzione

La crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 ha richiesto l’adozione di misure senza precedenti anche in relazione all’applicazione del diritto della concorrenza. A livello nazionale, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”) ha messo in atto una serie di iniziative volte a supportare le imprese e proteggere i cittadini durante l’attuale crisi.

2. La Comunicazione dell’AGCM sugli accordi di cooperazione

L’AGCM ha pubblicato il 24 aprile 2020 una comunicazione (la “Comunicazione AGCM”) con la quale ha definito il proprio approccio nella valutazione di accordi di cooperazione tra imprese volti a fronteggiare i problemi derivanti dalla pandemia di Covid-19 legati alla scarsità, alla distribuzione e al trasporto dei beni e servizi essenziali.

La Comunicazione AGCM fa seguito e si pone nel solco di quanto previsto nella recente comunicazione della Commissione europea sulla cooperazione tra imprese per rispondere a problemi sull’approvvigionamento di prodotti essenziali nel contesto della pandemia di Covid-19 (il “Quadro Temporaneo”) e negli orientamenti formulati dalla Rete Europea della Concorrenza nel comunicato del 23 marzo 2020 (il “Comunicato ECN”) e dall’International Competition Network l’8 aprile 2020.

In linea con il Quadro Temporaneo della Commissione europea, la Comunicazione AGCM, operativa a partire dal 24 aprile 2020 fino a successiva comunicazione, mira, in primo luogo, a fornire orientamenti sui criteri che verranno considerati rilevanti dall’AGCM al fine di valutare i progetti di cooperazione tra imprese e, in secondo luogo, a dar conto della procedura transitoria introdotta dall’AGCM per fornire alle imprese assicurazioni di conformità in relazione a singoli progetti di cooperazione.

a. Orientamenti per la valutazione della cooperazione tra imprese durante la pandemia

L’AGCM riconosce, innanzitutto, che le circostanze eccezionali attuali possono comportare la necessità per le imprese di cooperare per affrontare, o quanto meno mitigare, le conseguenze più drammatiche della crisi, a beneficio della collettività.

A tale proposito, in linea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo e nel Comunicato ECN, la Comunicazione AGCM precisa che l’Autorità non interverrà attivamente nei confronti di misure necessarie, temporanee e proporzionate per favorire la produzione e l’adeguata distribuzione di beni e servizi essenziali che durante la crisi potrebbero scarseggiare.

Al riguardo, il Quadro Temporaneo della Commissione europea aveva fatto riferimento (seppur in via esemplificativa) alle ipotesi di cooperazione volte a far fronte alla mancanza di medicinali, mentre la Comunicazione AGCM menziona espressamente sia il settore sanitario sia quello agro-alimentare, riconoscendone quindi l’essenzialità.

In relazione alle forme di cooperazione ritenute ammissibili, l’Autorità fa riferimento ai seguenti ambiti:

    • nei rapporti tra concorrenti, conformemente al Quadro Temporaneo, la Comunicazione AGCM ritiene che, in linea di massima, non solleva problemi di natura concorrenziale l’affidamento ad associazioni di categoria o a soggetti terzi indipendenti di funzioni di coordinamento relative alla fornitura di prodotti essenziali. Anche al di là di tale ipotesi, l’AGCM prevede di poter valutare “con maggiore flessibilità” forme di cooperazione astrattamente più problematiche, laddove queste siano proporzionate, temporanee e necessarie per agevolare la produzione di farmaci o dispositivi importanti per il contrasto del virus o di beni e servizi ritenuti essenziali.
    • nei rapporti verticali (ossia quelli tra imprese operanti a diversi livelli della catena produttiva e distributiva), prendendo spunto dal Comunicato ECN, l’AGCM ricorda che i fornitori hanno la facoltà di fissare prezzi massimi per i propri prodotti, potendo in tal modo limitare fenomeni speculativi nella determinazione dei prezzi a livello distributivo.


b. Le modalità (temporanee) per la valutazione preventiva dei progetti di cooperazione

Anche nella scelta degli strumenti e delle modalità individuate per fornire indicazioni alle imprese, la Comunicazione AGCM si allinea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo, riconoscendo che al fine di garantire una più efficace e tempestiva reazione alla crisi determinata dal Covid-19 le imprese possono necessitare di supporto nell’autovalutazione dei progetti di cooperazione.

A tal fine, oltre a dirsi disponibile a fornire assistenza informale alle imprese o associazioni di categoria che ne facciano richiesta, l’AGCM ha previsto la possibilità di fornire, eccezionalmente e a propria discrezione, assicurazioni di conformità (c.d. comfort letter) sulla compatibilità con il diritto antitrust di specifiche forme di cooperazione.

Tale previsione, peraltro, si pone in rapporto di complementarietà con l’analogo strumento disciplinato dal Quadro Temporaneo, atteso che la procedura di comfort letter dell’AGCM riguarda esclusivamente la conformità delle iniziative di cooperazione tra imprese alla legge antitrust nazionale.

3. La sospensione dei termini procedimentali e per il pagamento delle sanzioni

L’articolo 103 del c.d. Decreto Cura Italia ha disposto la sospensione dei termini riguardanti i procedimenti amministrativi destinati a decorrere tra il 23 febbraio e il 15 maggio, la cui data finale sarà dunque posticipata di tanti giorni quanti sono quelli della sospensione.

L’Autorità ha pubblicato una comunicazione sull’interpretazione della suddetta disposizione nella quale ha chiarito che la sospensione ex lege è applicabile ai termini di chiusura dei procedimenti e delle fasi endo-procedimentali, nonché ai termini concernenti i singoli adempimenti procedimentali e a quelli che regolano l’inizio del procedimento. Di conseguenza, qualsiasi notifica, comunicazione o denuncia inviata nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020 potrà ritenersi pervenuta il 16 maggio 2020. Peraltro, l’AGCM ha escluso da tale sospensione: i) i termini dei procedimenti cautelari; ii) quelli entro cui le imprese devono ottemperare alle diffide dell’Autorità; e iii) i termini per conformarsi alle misure imposte in sede di autorizzazione condizionata di una concentrazione.

Per quanto riguarda il pagamento delle sanzioni (anche in forma rateale), l’Autorità ha disposto, da un lato, la proroga fino al 1° ottobre 2020 dei termini per il pagamento delle sanzioni in materia di concorrenza e, dall’altro, la sospensione fino al termine della sospensione del termine di 30 giorni per il pagamento delle sanzioni in materia di tutela del consumatore.

4. Le iniziative dell’AGCM in materia di pratiche commerciali scorrette

Nell’esercizio delle proprie competenze in materia di tutela del consumatore, l’Autorità ha agito tempestivamente avviando numerosi procedimenti per contrastare le pratiche commerciali scorrette tese a fare leva sull’emergenza sanitaria, concentrandosi in particolare sulle vendite online di prodotti rilevanti nell’ambito della pandemia di Covid-19. L’AGCM ha adottato diverse misure, tra cui:

  • la sospensione della vendita online non autorizzata di prodotti farmaceutici, spesso abbinata alla pubblicizzazione ingannevole delle proprietà preventive e/o curative degli stessi;
  • la richiesta ai gestori dei principali motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci per il Covid-19, tramite la trasmissione della lista degli URL delle farmacie non autorizzate individuate dalla Guardia di Finanza e la richiesta di rimozione dai risultati di ricerca;
  • l’avvio di indagini nei confronti delle piattaforme di commercio online relative all’utilizzo di claim ingannevoli sull’efficacia di alcuni prodotti igienico-sanitari e all’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi degli stessi;
  • l’avvio di verifiche su potenziali abusi nella prestazione dei servizi il cui utilizzo è aumentato durante la crisi quali, ad esempio, le donazioni online , l’assistenza legale per le azioni di risarcimento dei danni alla salute e i test per gli anticorpi al Covid-19.

Da ultimo, con riferimento al settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), l’AGCM ha avviato in data 7 maggio 2020 un’indagine preistruttoria mediante l’invio di richieste di informazioni ad operatori della GDO al fine di acquisire dati sull’andamento dei prezzi – sia di vendita al dettaglio sia di acquisto all’ingrosso – di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti20. Tale richiesta, riferita a circa 3.800 punti vendita, è volta ad accertare l’esistenza di eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria da parte degli operatori della GDO.

5. Conclusioni

Dall’analisi delle iniziative intraprese a livello nazionale in risposta all’attuale crisi, si evince, da una parte, che la linea d’azione dell’AGCM è improntata, conformemente con l’approccio adottato a livello di Unione europea, a una maggiore flessibilità nella valutazione degli accordi di cooperazione tra imprese per far fronte agli effetti problematici della pandemia.

Dall’altra, l’Autorità sta mostrando fermezza e tempestività nell’applicazione delle norme a tutela dei consumatori nei confronti di iniziative volte a sfruttare la crisi per porre in essere pratiche abusive a scapito dei consumatori.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Avv. Eva Cruellas Sada ECruellas@gop.it

LA GUIDA 2020 DI DENTONS SUGLI INVESTIMENTI NELLE ENERGIE RINNOVABILI IN EUROPA

Milano, 2 aprile 2020 – Dopo diversi anni in cui è stato registrato un calo degli investimenti nelle energie rinnovabili, l’Europa sta entrando in una nuova fase di transizione energetica. La Commissione Europea ha infatti annunciato di voler portare entro il 2030 l’obbiettivo di riduzione delle emissioni al 55%, rispetto all’attuale target del 40%.

Nell’edizione 2020 della guida “Investing in renewable energy projects in Europe” pubblicata di recente, Dentons, il più grande studio legale al mondo, ha messo in evidenza le principali novità normative e le potenziali prospettive di sviluppo dei progetti di energia pulita, in 20 giurisdizioni differenti tra Europa e Asia centrale (la guida può essere scaricata a questo link https://www.dentons.com/en/insights/guides-reports-and-whitepapers/2020/february/4/investing-in- renewable-energy-projects-in-europe-2020 .

Il mercato delle rinnovabili ha raggiunto nella maggior parte dei Paesi europei un buon livello di maturità e competitività. La domanda di energia pulita è sempre più alta, dal settore dei trasporti a quello del riscaldamento residenziale e industriale, e per rispondere in maniera adeguata sono necessari interventi statali per favorire la decarbonizzazione, un tema che riguarda tanto la politica industriale quanto la regolamentazione del mercato.

La tecnologia è certamente tra i driver ad impatto crescente sull’economia dei progetti di energia rinnovabile; non è ancora ben chiaro, però, quando e se potenziali sviluppi come l’adozione di massa di veicoli elettrici o la produzione di idrogeno “verde” inizieranno ad avere un effetto trasformativo.

Nel 2019 il Governo italiano ha emanato il Piano nazionale per l’energia e il clima (PNIEC) che prevede la graduale eliminazione del carbone e l’aggiunta di circa 40 gigawatt di capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Gli impianti solari rappresentano il motore principale, con 30 gigawatt di nuova capacità. L’Italia conta di raggiungere il suo obiettivo intermedio nel 2025 con 13 gigawatt di energia pulita, composti maggiormente dal solare fotovoltaico (ca. 7 gigawatt) e dall’ eolico onshore (ca. 6 gigawatt).

L’obiettivo posto dal PNIEC di aggiungere circa 40 gigawatt di capacità di energia rinnovabile entro il 2030 è estremamente ambizioso.” Ha commentato Carsten Steinhauer, responsabile della practice Energy di Dentons, “Dati i tempi lungi per autorizzare gli impianti buona parte delle nuove costruzioni si realizzerà nella seconda metà del decennio. Nel frattempo occorrerà rafforzare la rete di trasmissione e sviluppare sistemi di stoccaggio. Se consideriamo poi il ruolo delle energie rinnovabili per l’elettrificazione dei trasporti e per la produzione dell’idrogeno verde, possiamo aspettarci una crescita degli investimenti nel settore che non ha precedenti.”

 A fare da apripista al “Green New Deal” italiano è stata l’entrata in vigore ad agosto 2019 del Decreto FER1, che prevede investimenti di 1 miliardo di euro all’anno per una stima di sviluppo di circa 8 gigawatt di capacità di nuova energia da fonti rinnovabili, e procedure di registro e asta per accedere ai meccanismi d’incentivazione dell’energia elettrica. Alla prima asta che si è svolta nell’ottobre 2019 ne seguiranno altre sei tra il 2020 e il 2021.

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di energie rinnovabili in Italia occorreranno molte altre risorse. La maggior parte delle nuove installazioni dovrà essere sviluppata senza incentivi, con il rischio di esporsi alla volatilità dei prezzi. I grandi player, tuttavia, sono in grado di negoziare accordi complessi che prevedano la compravendita dell’energia prodotta a lungo termine a prezzi fissi.

Certo l’emergenza sanitaria da Coronavirus rende la sfida italiana in tema di rinnovabili ancora più difficile nel breve termine, ma posto che la decarbonizzazione non è rinunciabile il settore delle rinnovabili dovrebbe essere proprio uno di quelli su cui continuare a investire per far ripartire il Paese dopo la crisi sanitaria.

MAIN SPANISH LEGISLATION ON COVID-19 AND SUMMARY OF ITS LEGAL IMPLICATIONS OF INTEREST

I.- Main state regulations COVID-19.

  • Royal Decree-Law 6/2020, of March 10, by which certain urgent measures are adopted in the economic field and for the protection of public health.
  • Royal Decree-Law 7/2020, of March 12, by which urgent measures are adopted to respond to the economic impact of COVID-19.
  • Royal Decree 463/2020, of March 14, declaring the state of alarm for the management of the health crisis situation caused by COVID-19.
  • Royal Decree 465/2020, of March 17, which modifies Royal Decree 463/2020, of March 14, declaring the state of alarm for the management of the health crisis situation caused by the COVID-19.
  • Royal Decree-Law 8/2020, of March 17, on extraordinary urgent measures to face the economic and social impact of COVID-19.

II.- Main measures of Royal Decree 463/2020, of March 14, by which the state of alarm was declared.

  1. Mobility: Traffic is suspended on public use roads except for certain cases:

–              Acquisition of food, pharmaceuticals or basic necessities.

–              Assistance to health centers.

–              For Laboral reason.

–              Travel to financial or insurance entities.

–              Return to habitual residence.

–              Elderly, minor, dependent, disabled or especially vulnerable care.

–              Situation of need.

  1. Suspension of face-to-face educational activity in all educational centers.
  1. Suspension of opening to the public of commercial activity, cultural facilities, recreational establishments and activities, hotel and restaurant activities, except:

–              Food, pharmaceutical, health, press and other essential products and services.

–              Home deliveries from hotels and restaurants.

  1. Sanctioning regime: Different sanctions are established for those who do not respect the rules established by the Royal Decree, which can range from fines to arrests.
  1. Procedural terms suspension: Terms established in procedural laws are interrupted and suspended for all jurisdictional orders. Interrupted terms will start again when the alarm state ceases. Exceptions are collected for

urgent needs for the criminal jurisdiction and other jurisdictions.

  1. Administrative deadlines: Terms are suspended and deadlines for processing procedures of public sector entities are interrupted (with certain exceptions).
  1. Limitation periods and prescriptions: The limitation periods for rights and actions are suspended while the state of alarm lasts.

III.- Main measures of Royal Decree-Law 8/2020, of March 17, on extraordinary urgent measures to face the economic and social impact of COVID-19.

This Royal Decree-law is aimed at the following objectives:

  1. Strengthen the protection of workers, families and vulnerable groups.
  2. Support the continuity of productive activity and the maintenance of employment.
  3. Strengthen the fight against disease.
  1. Regarding labor and social measures, this Royal-Decree includes the following:
  2. a) The files of temporary employment regulation (ERTE) of suspension or reduction of working hours that are justified in the loss of duly accredited activity caused by COVID-19 will be considered as caused by force majeure. Their processing is therefore reduced to a maximum of five days to authorize them. Examples of loss of activity would be: suspension or cancellation of activities, temporary closure of public affluence premises, restrictions on the mobility of people or goods, lack of supplies that seriously impede the continuation of the activity, urgent situations due to the contagion of the workforce or cases in which the health authority imposes isolation measures.

When the relationship between the cause of force majeure and the coronavirus cannot be directly demonstrated, companies may choose an ERTE for economic, organizational, technical or production reasons.

It will not be necessary to prove the minimum contribution period required to be entitled to the contributory benefit. The time in which this benefit is received will not count for the purposes of future unemployment benefits (colloquially, unemployment is not consumed). These benefits could not be applied to contracts entered into after the date of this publication (March 18). No rights are lost for submitting the application after the deadline. Neither will it be necessary to renew as a job seeker while the current situation of limitation of citizen mobility is maintained.

The companies that have benefited from the measures approved in the Royal Decree undertake to maintain at least the same number of workers as before the ERTE during the 6 months following the end of the measures to suspend the contract or reduce the working day.

  1. b) These authorized files based on force majeure, will imply a 100% exemption from Social Security contributions if the company has up to 50 workers and 75% if it has 50 workers or more. This exemption must be urged by the company to the General Treasury of Social Security and is linked to a commitment to maintain the workforce.
  2. c) In cases of suspension or reduction of working hours for economic, technical, organizational or production reasons related to COVID-19, but not covered by force majeure, the terms are reduced, since the consultation period will be seven days (so far 15).
  3. d) Employees are allowed, when they prove that due to COVID-19 they must take care of dependents (spouse, domestic partner or relatives by blood relationship to the second degree), adapt their working hours and, where appropriate, even reduce it, with proportional decrease in salary. This reduction can be up to 100% of the day. The worker must communicate that he will exercise this right 24 hours in advance to his company.
  4. e) It is indicated that the company must give preference to remote work, whenever it is technically and reasonably possible and the adaptation effort is proportionate. The implantation of remote work as a consequence of COVID-19 implies the exemption from carrying out the occupational risk assessment by the company on these new situations, replacing it with a voluntary self- evaluation of the workers.
  5. f) A new extraordinary benefit of cessation of activity is created for the self-employed who have had to close the business or have experienced a decrease in income of 75% compared to the average of the previous semester. This feature will only last one month, expandable until the last day of the month in which the current alarm state ends. It will consist of 70% of its regulatory base or 70% of the minimum contribution base if the self-employed person has not been credited with the minimum contribution period.
  6. g) Sick or quarantined workers will be considered exceptionally as assimilated to an accident at work, only for benefit purposes, which means that it is not for the purposes of business supplements or insurance.
  1. h) Moratorium on mortgage debts for the debtor’s habitual residence and extendable to guarantors and guarantors when they become unemployed, or their income suffers a significant decrease.
  2. i) Communications (telephone, internet ) that were already contracted prior to the publication of this RD may not be suspended or interrupted.
  3. j) All the deadlines for returning products purchased both in physical stores and on-line are interrupted (when closing shops and shipping services, it would not be possible to do so within the established deadlines).
  4. k) Extension of the ID Card validity, even if the expiration date is exceeded during this health crisis, as it is not possible to renew it at the police station.
  1. Liquidity guarantee measures to sustain economic activity.

–              Expand the net debt capacity of the Official Credit Institute to provide additional liquidity to companies, especially SMEs and the self-employed, through the existing ICO Lines of financing.

–              Line of guarantees on behalf of the State for companies and the self-employed, covering both the renewal of loans and new financing by credit institutions, financial credit institutions, electronic money institutions and payment institutions, to meet their derived needs, among others, invoice management, current needs or other liquidity needs, including those derived from maturities of financial or tax obligations.

–              In order to strengthen the liquidity of exporting companies, CESCE’s capacity 5

to increase coverage on behalf of the state of its guarantees is strengthened.

–              The import customs procedures in the industrial sector are streamlined.

For all these measures, the legislative development that will determine the requirements to access them is pending. What does seem evident is that said “special” aid will be allowed if it is proved that the losses that need financing are due to the situation created by COVID-19.

  1. Measures in the tax field.

–              The terms for the payment of tax debts are made more flexible, both in the voluntary period and in the executive period, as well as the payment derived from the deferment and fractionation agreements.

–              The deadlines that the taxpayer has are made more flexible in order to favor their right to plead and prove and facilitate compliance with the duty to collaborate with the State Tax Administration and to provide the documents, data and information of tax significance in question.

  1. Measures in the commercial and corporate sphere.

–              A series of extraordinary measures are established that are applicable to the operation of the governing bodies of legal entities governed by private law, and a series of extraordinary measures that are applicable to the operation of the governing bodies of listed corporations are also established.

The decisions of the management or directive bodies of legal entities that do not have in their internal regulations or statutes the system of meetings by videoconferences or other remote means will be given full validity. It would only be necessary to authenticate the identity of the participating members to be valid and it will be understood that the meeting was held at the domicile of the legal person or registered office.

It is also allowed to hold meetings by means of a written vote and without a session when the President or at least two of the members of the management body so decide.

–              The period of three months from the end of the year to prepare the annual

accounts by the administrative body of a legal person (all kinds of annual accounts and attached documents) is suspended. Said three-month period will start again from the date the alarm state ends.

–              The term established in Bankruptcy Law 22/2003 of July 9 is interrupted so that the debtor who is insolvent does not have the duty to request the bankruptcy declaration while the state of alarm lasts.

If the management body had prepared the annual accounts prior to March 14, 2020 (alarm statement) and was required to be audited, the deadline for issuing the audit report will be two months from the end of the alarm state.

–              In contractual matters, we consider the following recommendations useful:

  1. Existing contracts.

In contracts in which force majeure or an analogous event is regulated, the provisions of the parties must be followed.

In those who do not contemplate force majeure and who are subject to Spanish Law, they must abide by the provisions of article 1105 of the Civil Code, which allows the parties to free themselves, in whole or in part, from their contractual obligations whenever causes of force majeure or fortuitous event may occur.

The cases of force majeure could also exempt from non-contractual liability derived from commercial relationships.

  1. New contracts.

We recommend that the new contracts that are signed contemplate the force majeure and its effects, specifically considering the case of COVID-19 in the way they may affect the sector in question.

  1. International contracting.

Depending on the applicable law, the concept of force majeure in that jurisdiction must be studied to assess whether it damages or favors the company in the current situation.

  1. In case of conflict.

It is very likely that the emergency situation in which we find ourselves will lead to breaches of contract that will lead to possible litigation. It is advisable to avoid litigation and reach a balanced agreement between the parties, among other things due to the foreseeable saturation of the courts, which would generate a delay in the judicial terms. An alternative is voluntary submission to mediation or arbitration by the parties.

ÚLTIMAS NOVEDADES PARA EMPRESAS A TOMAR EN CUENTA

Las empresas insolventes están eximidas de la obligación de declararse en concurso de acreedores- antigua suspensión de pagos- mientas dure el estado de alarma, según consta en el Real Decreto aprobado por el Consejo de Ministros con medidas económicas para afrontar la crisis del coronavirus.

En su art. 43, del Decreto señala que habrán de transcurrir dos meses desde la finalización del estado de alarma para que los Jueces puedan admitir a trámite las solicitudes de concurso necesario que se hubieran presentado durante la alerta y en los dos meses posteriores a su cierre.

Si se hubiera prestado solicitud de concurso voluntario, se admitirá éste a trámite, con preferencia, aunque fuera de fecha posterior.

También quedan eximidos de la obligación de presentar la solicitud de concurso las empresas que hubieran informado al Juez del comienzo de negociaciones con los acreedores para alcanzar un acuerdo de refinanciación o un acuerdo extrajudicial de pagos.

Asimismo, las que hubieran puesto en marcha el proceso de adhesiones a una propuesta anticipada de convenio.

X