Guida alle misure legali e fiscali di Italia e Spagna per far fronte all’emergenza da covid-19

Lo studio Rödl & Partner offre una panoramica sulle misure legali e fiscali adottate dai governi di Italia e Spagna per far fronte all’emergenza da covid-19.

Per scaricare il documento relativo alle misure adottate dal governo italiano clicca qui.
Per scaricare il documento relativo alle misure adottate dal governo spagnolo clicca qui.

Alert – Start-up: tanto rumore per … un videogame!

A cura di Avv. Gianmatteo Nunziante e Dott. Lorenzo de Angeli

Abbiamo già richiamato l’attenzione sulla necessità di interventi mirati a sostegno delle start-up innovative, anche in considerazione dell’attuale straordinaria congiuntura (si veda: Start-up: serve più carburante al vero motore del nostro futuro) ora il Decreto Rilancio introduce misure volte – almeno nelle intenzioni – al “Rafforzamento dell’ecosistema delle start-up innovative” (art. 38).

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Gli ammortizzatori sociali

SOMMARIO

  1. Premessa: l’emergenza epidemiologica da “Covid-19”
    .
  2. Gli ammortizzatori sociali speciali per far fronte all’emergenza
    1. Le (ormai ex) “zone rosse”
    2. Le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna
    3. L’intero territorio nazionale
      1. Trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario
      2. Trattamento ordinario sostitutivo per i datori di lavoro in CIGS o in solidarietà
      3. Trattamento di cassa integrazione salariale per gli operai agricoli
      4. Trattamento di integrazione salariale in deroga
        .
  3. Ammortizzatori sociali “speciali” e rinnovo e proroga dei contratti a termine

 

Per consultare l’approfondimento a cura di Pavia e Ansaldo Studio Legale cliccate qui.

COVID-19 e Antitrust: Le iniziative dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato

A cura di Avv. Eva Cruellas Sada, Dott. Giacomo Dalla Valentina e Dott.ssa Alice Rinaldi

 

1. Introduzione

La crisi determinata dalla pandemia di Covid-19 ha richiesto l’adozione di misure senza precedenti anche in relazione all’applicazione del diritto della concorrenza. A livello nazionale, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”) ha messo in atto una serie di iniziative volte a supportare le imprese e proteggere i cittadini durante l’attuale crisi.

2. La Comunicazione dell’AGCM sugli accordi di cooperazione

L’AGCM ha pubblicato il 24 aprile 2020 una comunicazione (la “Comunicazione AGCM”) con la quale ha definito il proprio approccio nella valutazione di accordi di cooperazione tra imprese volti a fronteggiare i problemi derivanti dalla pandemia di Covid-19 legati alla scarsità, alla distribuzione e al trasporto dei beni e servizi essenziali.

La Comunicazione AGCM fa seguito e si pone nel solco di quanto previsto nella recente comunicazione della Commissione europea sulla cooperazione tra imprese per rispondere a problemi sull’approvvigionamento di prodotti essenziali nel contesto della pandemia di Covid-19 (il “Quadro Temporaneo”) e negli orientamenti formulati dalla Rete Europea della Concorrenza nel comunicato del 23 marzo 2020 (il “Comunicato ECN”) e dall’International Competition Network l’8 aprile 2020.

In linea con il Quadro Temporaneo della Commissione europea, la Comunicazione AGCM, operativa a partire dal 24 aprile 2020 fino a successiva comunicazione, mira, in primo luogo, a fornire orientamenti sui criteri che verranno considerati rilevanti dall’AGCM al fine di valutare i progetti di cooperazione tra imprese e, in secondo luogo, a dar conto della procedura transitoria introdotta dall’AGCM per fornire alle imprese assicurazioni di conformità in relazione a singoli progetti di cooperazione.

a. Orientamenti per la valutazione della cooperazione tra imprese durante la pandemia

L’AGCM riconosce, innanzitutto, che le circostanze eccezionali attuali possono comportare la necessità per le imprese di cooperare per affrontare, o quanto meno mitigare, le conseguenze più drammatiche della crisi, a beneficio della collettività.

A tale proposito, in linea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo e nel Comunicato ECN, la Comunicazione AGCM precisa che l’Autorità non interverrà attivamente nei confronti di misure necessarie, temporanee e proporzionate per favorire la produzione e l’adeguata distribuzione di beni e servizi essenziali che durante la crisi potrebbero scarseggiare.

Al riguardo, il Quadro Temporaneo della Commissione europea aveva fatto riferimento (seppur in via esemplificativa) alle ipotesi di cooperazione volte a far fronte alla mancanza di medicinali, mentre la Comunicazione AGCM menziona espressamente sia il settore sanitario sia quello agro-alimentare, riconoscendone quindi l’essenzialità.

In relazione alle forme di cooperazione ritenute ammissibili, l’Autorità fa riferimento ai seguenti ambiti:

    • nei rapporti tra concorrenti, conformemente al Quadro Temporaneo, la Comunicazione AGCM ritiene che, in linea di massima, non solleva problemi di natura concorrenziale l’affidamento ad associazioni di categoria o a soggetti terzi indipendenti di funzioni di coordinamento relative alla fornitura di prodotti essenziali. Anche al di là di tale ipotesi, l’AGCM prevede di poter valutare “con maggiore flessibilità” forme di cooperazione astrattamente più problematiche, laddove queste siano proporzionate, temporanee e necessarie per agevolare la produzione di farmaci o dispositivi importanti per il contrasto del virus o di beni e servizi ritenuti essenziali.
    • nei rapporti verticali (ossia quelli tra imprese operanti a diversi livelli della catena produttiva e distributiva), prendendo spunto dal Comunicato ECN, l’AGCM ricorda che i fornitori hanno la facoltà di fissare prezzi massimi per i propri prodotti, potendo in tal modo limitare fenomeni speculativi nella determinazione dei prezzi a livello distributivo.


b. Le modalità (temporanee) per la valutazione preventiva dei progetti di cooperazione

Anche nella scelta degli strumenti e delle modalità individuate per fornire indicazioni alle imprese, la Comunicazione AGCM si allinea con quanto previsto nel Quadro Temporaneo, riconoscendo che al fine di garantire una più efficace e tempestiva reazione alla crisi determinata dal Covid-19 le imprese possono necessitare di supporto nell’autovalutazione dei progetti di cooperazione.

A tal fine, oltre a dirsi disponibile a fornire assistenza informale alle imprese o associazioni di categoria che ne facciano richiesta, l’AGCM ha previsto la possibilità di fornire, eccezionalmente e a propria discrezione, assicurazioni di conformità (c.d. comfort letter) sulla compatibilità con il diritto antitrust di specifiche forme di cooperazione.

Tale previsione, peraltro, si pone in rapporto di complementarietà con l’analogo strumento disciplinato dal Quadro Temporaneo, atteso che la procedura di comfort letter dell’AGCM riguarda esclusivamente la conformità delle iniziative di cooperazione tra imprese alla legge antitrust nazionale.

3. La sospensione dei termini procedimentali e per il pagamento delle sanzioni

L’articolo 103 del c.d. Decreto Cura Italia ha disposto la sospensione dei termini riguardanti i procedimenti amministrativi destinati a decorrere tra il 23 febbraio e il 15 maggio, la cui data finale sarà dunque posticipata di tanti giorni quanti sono quelli della sospensione.

L’Autorità ha pubblicato una comunicazione sull’interpretazione della suddetta disposizione nella quale ha chiarito che la sospensione ex lege è applicabile ai termini di chiusura dei procedimenti e delle fasi endo-procedimentali, nonché ai termini concernenti i singoli adempimenti procedimentali e a quelli che regolano l’inizio del procedimento. Di conseguenza, qualsiasi notifica, comunicazione o denuncia inviata nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020 potrà ritenersi pervenuta il 16 maggio 2020. Peraltro, l’AGCM ha escluso da tale sospensione: i) i termini dei procedimenti cautelari; ii) quelli entro cui le imprese devono ottemperare alle diffide dell’Autorità; e iii) i termini per conformarsi alle misure imposte in sede di autorizzazione condizionata di una concentrazione.

Per quanto riguarda il pagamento delle sanzioni (anche in forma rateale), l’Autorità ha disposto, da un lato, la proroga fino al 1° ottobre 2020 dei termini per il pagamento delle sanzioni in materia di concorrenza e, dall’altro, la sospensione fino al termine della sospensione del termine di 30 giorni per il pagamento delle sanzioni in materia di tutela del consumatore.

4. Le iniziative dell’AGCM in materia di pratiche commerciali scorrette

Nell’esercizio delle proprie competenze in materia di tutela del consumatore, l’Autorità ha agito tempestivamente avviando numerosi procedimenti per contrastare le pratiche commerciali scorrette tese a fare leva sull’emergenza sanitaria, concentrandosi in particolare sulle vendite online di prodotti rilevanti nell’ambito della pandemia di Covid-19. L’AGCM ha adottato diverse misure, tra cui:

  • la sospensione della vendita online non autorizzata di prodotti farmaceutici, spesso abbinata alla pubblicizzazione ingannevole delle proprietà preventive e/o curative degli stessi;
  • la richiesta ai gestori dei principali motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci per il Covid-19, tramite la trasmissione della lista degli URL delle farmacie non autorizzate individuate dalla Guardia di Finanza e la richiesta di rimozione dai risultati di ricerca;
  • l’avvio di indagini nei confronti delle piattaforme di commercio online relative all’utilizzo di claim ingannevoli sull’efficacia di alcuni prodotti igienico-sanitari e all’ingiustificato e consistente aumento dei prezzi degli stessi;
  • l’avvio di verifiche su potenziali abusi nella prestazione dei servizi il cui utilizzo è aumentato durante la crisi quali, ad esempio, le donazioni online , l’assistenza legale per le azioni di risarcimento dei danni alla salute e i test per gli anticorpi al Covid-19.

Da ultimo, con riferimento al settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO), l’AGCM ha avviato in data 7 maggio 2020 un’indagine preistruttoria mediante l’invio di richieste di informazioni ad operatori della GDO al fine di acquisire dati sull’andamento dei prezzi – sia di vendita al dettaglio sia di acquisto all’ingrosso – di generi alimentari di prima necessità, detergenti, disinfettanti e guanti20. Tale richiesta, riferita a circa 3.800 punti vendita, è volta ad accertare l’esistenza di eventuali fenomeni di sfruttamento dell’emergenza sanitaria da parte degli operatori della GDO.

5. Conclusioni

Dall’analisi delle iniziative intraprese a livello nazionale in risposta all’attuale crisi, si evince, da una parte, che la linea d’azione dell’AGCM è improntata, conformemente con l’approccio adottato a livello di Unione europea, a una maggiore flessibilità nella valutazione degli accordi di cooperazione tra imprese per far fronte agli effetti problematici della pandemia.

Dall’altra, l’Autorità sta mostrando fermezza e tempestività nell’applicazione delle norme a tutela dei consumatori nei confronti di iniziative volte a sfruttare la crisi per porre in essere pratiche abusive a scapito dei consumatori.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare l’Avv. Eva Cruellas Sada ECruellas@gop.it

LA GUIDA 2020 DI DENTONS SUGLI INVESTIMENTI NELLE ENERGIE RINNOVABILI IN EUROPA

Milano, 2 aprile 2020 – Dopo diversi anni in cui è stato registrato un calo degli investimenti nelle energie rinnovabili, l’Europa sta entrando in una nuova fase di transizione energetica. La Commissione Europea ha infatti annunciato di voler portare entro il 2030 l’obbiettivo di riduzione delle emissioni al 55%, rispetto all’attuale target del 40%.

Nell’edizione 2020 della guida “Investing in renewable energy projects in Europe” pubblicata di recente, Dentons, il più grande studio legale al mondo, ha messo in evidenza le principali novità normative e le potenziali prospettive di sviluppo dei progetti di energia pulita, in 20 giurisdizioni differenti tra Europa e Asia centrale (la guida può essere scaricata a questo link https://www.dentons.com/en/insights/guides-reports-and-whitepapers/2020/february/4/investing-in- renewable-energy-projects-in-europe-2020 .

Il mercato delle rinnovabili ha raggiunto nella maggior parte dei Paesi europei un buon livello di maturità e competitività. La domanda di energia pulita è sempre più alta, dal settore dei trasporti a quello del riscaldamento residenziale e industriale, e per rispondere in maniera adeguata sono necessari interventi statali per favorire la decarbonizzazione, un tema che riguarda tanto la politica industriale quanto la regolamentazione del mercato.

La tecnologia è certamente tra i driver ad impatto crescente sull’economia dei progetti di energia rinnovabile; non è ancora ben chiaro, però, quando e se potenziali sviluppi come l’adozione di massa di veicoli elettrici o la produzione di idrogeno “verde” inizieranno ad avere un effetto trasformativo.

Nel 2019 il Governo italiano ha emanato il Piano nazionale per l’energia e il clima (PNIEC) che prevede la graduale eliminazione del carbone e l’aggiunta di circa 40 gigawatt di capacità di energia rinnovabile entro il 2030. Gli impianti solari rappresentano il motore principale, con 30 gigawatt di nuova capacità. L’Italia conta di raggiungere il suo obiettivo intermedio nel 2025 con 13 gigawatt di energia pulita, composti maggiormente dal solare fotovoltaico (ca. 7 gigawatt) e dall’ eolico onshore (ca. 6 gigawatt).

L’obiettivo posto dal PNIEC di aggiungere circa 40 gigawatt di capacità di energia rinnovabile entro il 2030 è estremamente ambizioso.” Ha commentato Carsten Steinhauer, responsabile della practice Energy di Dentons, “Dati i tempi lungi per autorizzare gli impianti buona parte delle nuove costruzioni si realizzerà nella seconda metà del decennio. Nel frattempo occorrerà rafforzare la rete di trasmissione e sviluppare sistemi di stoccaggio. Se consideriamo poi il ruolo delle energie rinnovabili per l’elettrificazione dei trasporti e per la produzione dell’idrogeno verde, possiamo aspettarci una crescita degli investimenti nel settore che non ha precedenti.”

 A fare da apripista al “Green New Deal” italiano è stata l’entrata in vigore ad agosto 2019 del Decreto FER1, che prevede investimenti di 1 miliardo di euro all’anno per una stima di sviluppo di circa 8 gigawatt di capacità di nuova energia da fonti rinnovabili, e procedure di registro e asta per accedere ai meccanismi d’incentivazione dell’energia elettrica. Alla prima asta che si è svolta nell’ottobre 2019 ne seguiranno altre sei tra il 2020 e il 2021.

Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di energie rinnovabili in Italia occorreranno molte altre risorse. La maggior parte delle nuove installazioni dovrà essere sviluppata senza incentivi, con il rischio di esporsi alla volatilità dei prezzi. I grandi player, tuttavia, sono in grado di negoziare accordi complessi che prevedano la compravendita dell’energia prodotta a lungo termine a prezzi fissi.

Certo l’emergenza sanitaria da Coronavirus rende la sfida italiana in tema di rinnovabili ancora più difficile nel breve termine, ma posto che la decarbonizzazione non è rinunciabile il settore delle rinnovabili dovrebbe essere proprio uno di quelli su cui continuare a investire per far ripartire il Paese dopo la crisi sanitaria.

MAIN SPANISH LEGISLATION ON COVID-19 AND SUMMARY OF ITS LEGAL IMPLICATIONS OF INTEREST

I.- Main state regulations COVID-19.

  • Royal Decree-Law 6/2020, of March 10, by which certain urgent measures are adopted in the economic field and for the protection of public health.
  • Royal Decree-Law 7/2020, of March 12, by which urgent measures are adopted to respond to the economic impact of COVID-19.
  • Royal Decree 463/2020, of March 14, declaring the state of alarm for the management of the health crisis situation caused by COVID-19.
  • Royal Decree 465/2020, of March 17, which modifies Royal Decree 463/2020, of March 14, declaring the state of alarm for the management of the health crisis situation caused by the COVID-19.
  • Royal Decree-Law 8/2020, of March 17, on extraordinary urgent measures to face the economic and social impact of COVID-19.

II.- Main measures of Royal Decree 463/2020, of March 14, by which the state of alarm was declared.

  1. Mobility: Traffic is suspended on public use roads except for certain cases:

–              Acquisition of food, pharmaceuticals or basic necessities.

–              Assistance to health centers.

–              For Laboral reason.

–              Travel to financial or insurance entities.

–              Return to habitual residence.

–              Elderly, minor, dependent, disabled or especially vulnerable care.

–              Situation of need.

  1. Suspension of face-to-face educational activity in all educational centers.
  1. Suspension of opening to the public of commercial activity, cultural facilities, recreational establishments and activities, hotel and restaurant activities, except:

–              Food, pharmaceutical, health, press and other essential products and services.

–              Home deliveries from hotels and restaurants.

  1. Sanctioning regime: Different sanctions are established for those who do not respect the rules established by the Royal Decree, which can range from fines to arrests.
  1. Procedural terms suspension: Terms established in procedural laws are interrupted and suspended for all jurisdictional orders. Interrupted terms will start again when the alarm state ceases. Exceptions are collected for

urgent needs for the criminal jurisdiction and other jurisdictions.

  1. Administrative deadlines: Terms are suspended and deadlines for processing procedures of public sector entities are interrupted (with certain exceptions).
  1. Limitation periods and prescriptions: The limitation periods for rights and actions are suspended while the state of alarm lasts.

III.- Main measures of Royal Decree-Law 8/2020, of March 17, on extraordinary urgent measures to face the economic and social impact of COVID-19.

This Royal Decree-law is aimed at the following objectives:

  1. Strengthen the protection of workers, families and vulnerable groups.
  2. Support the continuity of productive activity and the maintenance of employment.
  3. Strengthen the fight against disease.
  1. Regarding labor and social measures, this Royal-Decree includes the following:
  2. a) The files of temporary employment regulation (ERTE) of suspension or reduction of working hours that are justified in the loss of duly accredited activity caused by COVID-19 will be considered as caused by force majeure. Their processing is therefore reduced to a maximum of five days to authorize them. Examples of loss of activity would be: suspension or cancellation of activities, temporary closure of public affluence premises, restrictions on the mobility of people or goods, lack of supplies that seriously impede the continuation of the activity, urgent situations due to the contagion of the workforce or cases in which the health authority imposes isolation measures.

When the relationship between the cause of force majeure and the coronavirus cannot be directly demonstrated, companies may choose an ERTE for economic, organizational, technical or production reasons.

It will not be necessary to prove the minimum contribution period required to be entitled to the contributory benefit. The time in which this benefit is received will not count for the purposes of future unemployment benefits (colloquially, unemployment is not consumed). These benefits could not be applied to contracts entered into after the date of this publication (March 18). No rights are lost for submitting the application after the deadline. Neither will it be necessary to renew as a job seeker while the current situation of limitation of citizen mobility is maintained.

The companies that have benefited from the measures approved in the Royal Decree undertake to maintain at least the same number of workers as before the ERTE during the 6 months following the end of the measures to suspend the contract or reduce the working day.

  1. b) These authorized files based on force majeure, will imply a 100% exemption from Social Security contributions if the company has up to 50 workers and 75% if it has 50 workers or more. This exemption must be urged by the company to the General Treasury of Social Security and is linked to a commitment to maintain the workforce.
  2. c) In cases of suspension or reduction of working hours for economic, technical, organizational or production reasons related to COVID-19, but not covered by force majeure, the terms are reduced, since the consultation period will be seven days (so far 15).
  3. d) Employees are allowed, when they prove that due to COVID-19 they must take care of dependents (spouse, domestic partner or relatives by blood relationship to the second degree), adapt their working hours and, where appropriate, even reduce it, with proportional decrease in salary. This reduction can be up to 100% of the day. The worker must communicate that he will exercise this right 24 hours in advance to his company.
  4. e) It is indicated that the company must give preference to remote work, whenever it is technically and reasonably possible and the adaptation effort is proportionate. The implantation of remote work as a consequence of COVID-19 implies the exemption from carrying out the occupational risk assessment by the company on these new situations, replacing it with a voluntary self- evaluation of the workers.
  5. f) A new extraordinary benefit of cessation of activity is created for the self-employed who have had to close the business or have experienced a decrease in income of 75% compared to the average of the previous semester. This feature will only last one month, expandable until the last day of the month in which the current alarm state ends. It will consist of 70% of its regulatory base or 70% of the minimum contribution base if the self-employed person has not been credited with the minimum contribution period.
  6. g) Sick or quarantined workers will be considered exceptionally as assimilated to an accident at work, only for benefit purposes, which means that it is not for the purposes of business supplements or insurance.
  1. h) Moratorium on mortgage debts for the debtor’s habitual residence and extendable to guarantors and guarantors when they become unemployed, or their income suffers a significant decrease.
  2. i) Communications (telephone, internet ) that were already contracted prior to the publication of this RD may not be suspended or interrupted.
  3. j) All the deadlines for returning products purchased both in physical stores and on-line are interrupted (when closing shops and shipping services, it would not be possible to do so within the established deadlines).
  4. k) Extension of the ID Card validity, even if the expiration date is exceeded during this health crisis, as it is not possible to renew it at the police station.
  1. Liquidity guarantee measures to sustain economic activity.

–              Expand the net debt capacity of the Official Credit Institute to provide additional liquidity to companies, especially SMEs and the self-employed, through the existing ICO Lines of financing.

–              Line of guarantees on behalf of the State for companies and the self-employed, covering both the renewal of loans and new financing by credit institutions, financial credit institutions, electronic money institutions and payment institutions, to meet their derived needs, among others, invoice management, current needs or other liquidity needs, including those derived from maturities of financial or tax obligations.

–              In order to strengthen the liquidity of exporting companies, CESCE’s capacity 5

to increase coverage on behalf of the state of its guarantees is strengthened.

–              The import customs procedures in the industrial sector are streamlined.

For all these measures, the legislative development that will determine the requirements to access them is pending. What does seem evident is that said “special” aid will be allowed if it is proved that the losses that need financing are due to the situation created by COVID-19.

  1. Measures in the tax field.

–              The terms for the payment of tax debts are made more flexible, both in the voluntary period and in the executive period, as well as the payment derived from the deferment and fractionation agreements.

–              The deadlines that the taxpayer has are made more flexible in order to favor their right to plead and prove and facilitate compliance with the duty to collaborate with the State Tax Administration and to provide the documents, data and information of tax significance in question.

  1. Measures in the commercial and corporate sphere.

–              A series of extraordinary measures are established that are applicable to the operation of the governing bodies of legal entities governed by private law, and a series of extraordinary measures that are applicable to the operation of the governing bodies of listed corporations are also established.

The decisions of the management or directive bodies of legal entities that do not have in their internal regulations or statutes the system of meetings by videoconferences or other remote means will be given full validity. It would only be necessary to authenticate the identity of the participating members to be valid and it will be understood that the meeting was held at the domicile of the legal person or registered office.

It is also allowed to hold meetings by means of a written vote and without a session when the President or at least two of the members of the management body so decide.

–              The period of three months from the end of the year to prepare the annual

accounts by the administrative body of a legal person (all kinds of annual accounts and attached documents) is suspended. Said three-month period will start again from the date the alarm state ends.

–              The term established in Bankruptcy Law 22/2003 of July 9 is interrupted so that the debtor who is insolvent does not have the duty to request the bankruptcy declaration while the state of alarm lasts.

If the management body had prepared the annual accounts prior to March 14, 2020 (alarm statement) and was required to be audited, the deadline for issuing the audit report will be two months from the end of the alarm state.

–              In contractual matters, we consider the following recommendations useful:

  1. Existing contracts.

In contracts in which force majeure or an analogous event is regulated, the provisions of the parties must be followed.

In those who do not contemplate force majeure and who are subject to Spanish Law, they must abide by the provisions of article 1105 of the Civil Code, which allows the parties to free themselves, in whole or in part, from their contractual obligations whenever causes of force majeure or fortuitous event may occur.

The cases of force majeure could also exempt from non-contractual liability derived from commercial relationships.

  1. New contracts.

We recommend that the new contracts that are signed contemplate the force majeure and its effects, specifically considering the case of COVID-19 in the way they may affect the sector in question.

  1. International contracting.

Depending on the applicable law, the concept of force majeure in that jurisdiction must be studied to assess whether it damages or favors the company in the current situation.

  1. In case of conflict.

It is very likely that the emergency situation in which we find ourselves will lead to breaches of contract that will lead to possible litigation. It is advisable to avoid litigation and reach a balanced agreement between the parties, among other things due to the foreseeable saturation of the courts, which would generate a delay in the judicial terms. An alternative is voluntary submission to mediation or arbitration by the parties.

ÚLTIMAS NOVEDADES PARA EMPRESAS A TOMAR EN CUENTA

Las empresas insolventes están eximidas de la obligación de declararse en concurso de acreedores- antigua suspensión de pagos- mientas dure el estado de alarma, según consta en el Real Decreto aprobado por el Consejo de Ministros con medidas económicas para afrontar la crisis del coronavirus.

En su art. 43, del Decreto señala que habrán de transcurrir dos meses desde la finalización del estado de alarma para que los Jueces puedan admitir a trámite las solicitudes de concurso necesario que se hubieran presentado durante la alerta y en los dos meses posteriores a su cierre.

Si se hubiera prestado solicitud de concurso voluntario, se admitirá éste a trámite, con preferencia, aunque fuera de fecha posterior.

También quedan eximidos de la obligación de presentar la solicitud de concurso las empresas que hubieran informado al Juez del comienzo de negociaciones con los acreedores para alcanzar un acuerdo de refinanciación o un acuerdo extrajudicial de pagos.

Asimismo, las que hubieran puesto en marcha el proceso de adhesiones a una propuesta anticipada de convenio.

IMPATTO DEL CORONAVIRUS SU ADEMPIMENTI SOCIETARI – VADEMECUM PRATICO PER L’IMPRESA

La presente è la seconda di una serie di brevi note che Orsingher Ortu – Avvocati Associati si propone di rendere disponibili a supporto dell’impresa in relazione alla situazione venutasi a determinare a seguito della ed in relazione alla diffusione dell’infezione da Covid-19 (Coronavirus).

 

Impatto del Coronavirus su adempimenti societari- vademecum pratico per l’impresa

Coronavirus: respuestas a lo españoles presentes en Italia – 16 marzo 2020

WEBINAR CÁMARA DE COMERCIO.COVID-19

Coronavirus: respuestas a lo españoles presentes en Italia – 16 marzo 2020

Ponenente: Laura Gobernado, abogado español residente en Italia y of counsel del despacho italiano sito en Milan, Franzosi dal Negro Setti

Temática: Plano social y laboral para los españoles residentes en Italia.

Objetivo: Solventar las dudas más comunes de los españoles residentes en Italia en relación con la situación creada por el COVID-19 y en concreto la regulación aprobada por el Estado Italiano al respecto.

Se trata de una situación absolutamente inusual, sujeta por tanto a distintas interpretaciones y a una legislación nueva que está siendo aprobada de urgencia.

Resumen de aspectos clave abordados en el webinar

  1. Medidas que tiene adoptar el empleador y derechos del empleado

(i)           la necesidad de actualizar la prevención de riesgos;

(ii)          la identificación, junto con el médico competente y el jefe del servicio de prevención y protección, dispositivos adecuados de protección individual (por ejemplo, guantes desechables y mascarillas certificadas);

(iii)         la preparación de planes de emergencia específicos destinados a abordar los riesgos de contagio y protocolos especiales sobre vigilancia de la salud;

(iv)         información y capacitación de los empleados en relación con el nuevo riesgo específico (proporcionando, por ejemplo, actualizaciones constantes sobre la base de fuentes oficiales, los nombres y contactos del empleador y los responsables del plan de emergencia, la información sobre cómo solicitar asistencia médica, en caso de síntomas de gripe o problemas respiratorios).

  1. Smartworking, permisos retribuidos y vacaciones.

El empleador debe promover si es posible el smart working a cualquier relación laboral subordinada, incluso en ausencia de acuerdos individuales previstos al respecto, así como el disfrute de congedo (permisos retribuidos) y vacaciones durante el periodo que dure el estado de alarma. Esto siempre que se trata de actividades que no han sido cerradas por Ley (restaurantes, bares, centros de ocio, etc.)

Según la norma es el empleador quien determina si el trabajo se puede realizar en smart working o no, pero entendemos que, si el empleado objetivamente prueba que sí lo puede hacer, podría exigirlo a la empresa (a pesar de que la norma no lo diga expresamente), sobre todo si no se aseguran las condiciones de seguridad anti contagio que exige el protocolo de 14 de marzo de 2020 (distancia de un metro entre empleados, guantes, mascarillas, evitar desplazamientos).

  1. Obligaciones mutuas de información empleador-empleado

Las obligaciones de información del empleador con respecto a la Ley sobre seguridad en el trabajo son cumplidas electrónicamente y también mediante el uso de la documentación disponible en el sitio web del Instituto Nacional para el Seguro de Accidentes de Trabajo.

Por otro lado, las obligaciones del empleado son que en caso de experimentar cualquier síntoma de fiebre o infección respiratoria debe comunicarlo a la empresa. Si está en la oficina, la empresa deberá comunicarlo a las autoridades sanitarias competentes y si está en casa, no podrá acudir al puesto de trabajo y deberá respetar la cuarentena impuesta.

  1. Contrato a llamada en hostelería, ¿hay previsto reembolso o indemnización por parte del gobierno o empresa?

Por el momento, tratándose de un contrato a llamada, si no se presta el servicio, no habría derecho a retribución o indemnización. No obstante, el Gobierno italiano está trabajando en un decreto sobre permisos parentales, cassa integrazione (similar al fogasa), indemnización de autónomos, por lo que habrá que estudiar estas nuevas medidas, que pueden prever una indemnización para este tipo de contratos.

  1. Servicio doméstico

Quien tenga en casa servicio doméstico, al no poder desarrollarse el mismo en smart working deberá intentar favorecer los permisos retribuidos (congedo) o vacaciones. Como para el servicio doméstico no existe el permiso retribuido (congedo), se asimilará a vacaciones.

Si no fuera posible diferir el servicio, la ausencia al trabajo se considerará ausencia no retribuida y eventualmente no justificada. En caso de contagio será asimilado a baja por enfermedad (malattia).

  1. Movilidad cotidiana

El decreto afirma que se debe evitar salir de casa. Se puede salir únicamente por razones de trabajo, de salud o por otras necesidades básicas (como compra de bienes esenciales). Hay que poder probar estos hechos ante las autoridades incluso mediante auto declaración. Las autoridades pueden contrastar con posterioridad las autodeclaraciones y la falsedad en las mismas constituye un delito.

Las preguntas más frecuentes:

  • Se puede pasear por ocio: NO.
  • Se puede sacar al perro: Si, pero solo por el tiempo necesario.
  • Se puede hacer deporte: Si, pero aislados y respetando la distancia de seguridad. Teniendo que en cuenta que si se tiene un accidente la asistencia sanitaria puede ser deficiente por el colapso de hospitales debido al COVID-19.
  • Se debe evitar en todo caso las reuniones de personas.
  1. Movilidad exterior, regreso a España
  • España ha cerrado las fronteras terrestres y el transporte por mar y aire, aunque reducido prácticamente en un 50 %, no está bloqueado. Sólo se permitirá la entrada a los ciudadanos españoles, trabajadores transfronterizos y a otras personas “por causas de fuerza mayor”.

Todos los españoles que estén en el extranjero pueden regresar a su domicilio en España. Una vez en España serán sometidos a las mismas reglas de confinamiento que el resto de españoles.

  • Erasmus no residentes en Italia. Pueden volver en caso de necesidad, pero si no la tienen la recomendación es que se queden donde estén. De cualquier manera, se recomiendan que consulten con los departamentos de internacionalización de sus oficinas y sigan sus pautas concretas.
  1. Reembolsos de títulos de viaje y paquetes turísticos.

Está previsto el reembolso de los billetes aéreos / ferroviarios / marítimos para una serie de sujetos (por ejemplo, los que se mantienen en cuarentena; positivos por Coronavirus; si han comprado billetes o paquetes para destinos donde hay restricciones para los ciudadanos italianos o en caso de cancelación del viaje). En estos casos, se produce un caso de imposibilidad de conformidad con lo dispuesto en el artículo 1463 del código civil italiano.

Cuando no había obligación/restricción de la compañía y el vuelo operaba con normalidad la misma no está obligada a ofrecer reembolso o posibilidad de cambio.

  1. Devolución de cuotas de colegio y guarderías, actividades extracurriculares y otros servicios mensuales.

Hay servicios que no pueden ser prestados por imposibilidad debido a fuerza mayor, atribuible a la epidemia repentina e impredecible que se ha extendido.

Por lo tanto, los honorarios correspondientes a estos servicios, es decir, colegios, guarderías, servicio de almuerzo escolar, actividades extracurriculares, gimnasios etc., deben reembolsarse en proporción al período de cierre de las instalaciones.

En los contratos de servicios descritos, la parte liberada debido a la imposibilidad de prestar el servicio debe reintegrar lo percibido o en su caso proponer una alternativa a la prestación del servicio. Este supuesto de hecho se enmarca en la imposibilidad de recibir el servicio por el que ya se ha pagado el precio, de conformidad con el art. 1463 c.c. italiano.

PROTOCOLLO CONDIVISO DEL 14 MARZO 2020- NOVITÀ IN MATERIA DI PRIVACY

Sabato 14 marzo 2020 è stata annunciata dalle principali associazioni datoriali ed organizzazioni sindacali la sottoscrizione del «Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro».

Si tratta di un documento molto importante in quanto copre, sotto un profilo eminentemente pratico, molti aspetti relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro sui quali diverse società si erano interrogate subito dopo l’entrata in vigore delle misure di emergenza.

Tuttavia è bene sottolineare che questo Protocollo, sebbene firmato con notevole rapidità in attuazione dell’art. 1, comma 1, n. 9) del DPCM dell’11 marzo 2020, non rappresenta una fonte normativa, ma esclusivamente un protocollo di intesa volto a favorire buone pratiche e misure di contenimento del virus nei luoghi di lavoro (non ha, ad esempio, assunto la veste di un Accordo Interconfederale).

Al fine di comprendere meglio il contenuto del suddetto protocollo, passiamo in rassegna gli aspetti più importanti fornendo alcune prime interpretazioni delle sue disposizioni.

Perché è stato adottato il Protocollo?

L’obiettivo è quello di favorire il contrasto e il contenimento della diffusione del Coronavirus, attraverso linee guida condivise che possano agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio e minimizzare i possibili contrasti tra imprese e organizzazioni sindacali.

Cosa prevede?

Vengono introdotte misure, rivolte a datori di lavoro e personale dipendente, che seguono la logica della precauzione e che attuano le prescrizioni del legislatore e le indicazioni dell’Autorità sanitaria.

Quali misure sono state introdotte in materia di privacy?

I datori di lavoro possono misurare la temperatura corporea ai dipendenti prima dell’accesso al luogo di lavoro.

Se la temperatura risulterà superiore a 37,5°, i dipendenti interessati:

  • non potranno accedere al luogo di lavoro;
  • verranno momentaneamente isolati e muniti di mascherine, con tutte le dovute garanzie a tutela della loro riservatezza e dignità;
  • non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o all’infermeria di sede;
  • dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e attenersi alle indicazioni che riceveranno.

Quindi posso misurare la temperatura ai miei dipendenti?

Sì, è possibile misurare la temperatura, ma la conservazione dei dati identificativi dell’interessato e del superamento della soglia prevista (37,5°) è possibile solo se necessario a documentare le ragioni che hanno precluso l’accesso al luogo di lavoro

Ci sono degli accorgimenti particolari da adottare?

La misurazione della temperatura deve avvenire rispettando la normativa in materia di trattamento di dati personali, a partire dall’obbligo di fornire un’informativa (anche oralmente, ma con ogni conseguente difficoltà probatoria nel caso in cui venga chiesto di dimostrare di averla effettivamente fornita ).

Nell’informativa devono essere indicati, in particolare:

  • come finalità del trattamento, la prevenzione dal contagio da COVID-19;
  • come base giuridica, l’adempimento dell’obbligo di legge di implementare i protocolli di sicurezza anti-contagio ai sensi dell’art. art. 1, paragrafo 7, lettera (d) del DPCM 11 marzo 2020;
  • come tempo di conservazione dei dati, laddove si debba procedere alla conservazione, tutto il periodo di durata dello stato d’emergenza.

Il Protocollo non precisa la deroga applicabile al divieto di trattamento delle categorie particolari di dati personali di cui all’art. 9 GDPR (comunque da indicare nell’informativa): anche tenendo conto del considerando 46 del GDPR, si può ritenere che siano applicabili le lettere (b), (g), (h) e/o (i) del secondo paragrafo dell’art. 9 GDPR.

Tra gli ulteriori obblighi a carico dei datori di lavoro/titolari del trattamento, il Protocollo menziona espressamente quelli di implementare adeguate misure di sicurezza (anche in virtù del chiaro disposto del DPCM dell’11 marzo 2020 che impone alle imprese ancora legittimate ad operare di adottare stringenti protocolli sanitari anti-contagio) e di individuare e autorizzare debitamente i soggetti designati al trattamento, fornendo loro le dovute istruzioni.

Anche se non menzionati dal Protocollo, restano gli obblighi di aggiornamento del registro dei trattamenti, di conclusione di accordi sul trattamento dei dati con eventuali responsabili del trattamento e (quantomeno preferibilmente) di esecuzione di una valutazione d’impatto

Posso fare altro, oltre a rilevare la temperatura?

Sì, è possibile anche raccogliere (dal personale dipendente e da terzi) un’autodichiarazione che attesti la non provenienza da zone a rischio epidemiologico e l’assenza di contatti, negli ultimi 14 giorni, con soggetti risultati positivi al COVID-19, ma sempre nel rispetto della normativa in materia di trattamento di dati personali.

In particolare, è necessario evitare la raccolta di dati eccedenti quelli strettamente necessari al raggiungimento della finalità di prevenzione del contagio da COVID-19.

Ad esempio?

È possibile chiedere se ci sono stati contatti con persone risultate positive al COVID-19, ma non è possibile richiedere informazioni aggiuntive in merito alla persona risultata positiva.

È possibile chiedere una dichiarazione sulla provenienza da zone a rischio epidemiologico, ma non è possibile richiedere informazioni aggiuntive in merito alle specificità dei luoghi.

E se un mio dipendente ha anche altri sintomi, oltre alla febbre?

Nel caso in cui un dipendente manifesti sintomi, deve essere isolato insieme ai colleghi presenti nei medesimi locali seguendo le indicazioni dell’Autorità sanitaria che avvierà, con la collaborazione del datore di lavoro, le indagini necessarie ad individuare eventuali ulteriori contatti stretti.

Il datore di lavoro può, seguendo le indicazioni dell’Autorità sanitaria, anche chiedere ai contatti stretti del contagiato di sospendere in via precauzionale la prestazione lavorativa.

Ma posso comunicare ai miei dipendenti l’identità di un collega contagiato?

In base alle indicazioni fornite dal Protocollo (nonché dal Garante nella comunicazione del 2 marzo 2020), si deve concludere che sia preferibile non comunicare l’identità del contagiato in modo indifferenziato. È necessario affidarsi all’Autorità sanitaria, che condurrà le dovute indagini per individuare le persone da sottoporre a quarantena preventiva e alle quali, quindi, dare un’informazione completa.

Quindi quello che aveva detto il Garante non vale più?

Si può dire che il Protocollo abbia integrato la comunicazione del Garante dello scorso 2 marzo, fermo restando che nessuno dei due documenti è una vera e propria fonte normativa.

Il Garante ha, infatti, ritenuto illegittima una raccolta di dati relativi allo stato di salute e alla presenza di sintomi condotta a priori, in modo sistematico e generalizzato, laddove non prevista da norme di legge o non disposta dagli organi competenti, invitando espressamente “ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus”..

Il Protocollo ha adottato un approccio coerente, laddove:

  • individua l’ambito di trattamenti che possono dirsi consentiti, nel rispetto della normativa privacy, alla luce degli ultimi 3 DPCM (che, successivamente alla comunicazione del Garante, hanno totalmente modificato lo scenario normativo, ad esempio introducendo limitazioni alla circolazione e poi inibendo l’ingresso alle attività lavorative non oggetto di sospensione in tutti quei casi in cui non siano garantiti adeguati livelli di protezione sanitaria e di rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro);
  • subordina comunque le attività di trattamento alla direzione delle Autorità sanitarie competenti.

È dunque possibile concludere che, stante l’attuale situazione sanitaria e stanti le prescrizioni sanitarie imposte dagli ultimi DPCM, quella deroga “astratta” prima consentita dal Garante sia divenuta attuale, consentendo alle imprese – seppur nell’osservanza delle garanzie previste dalla normativa privacy – di procedere alla misurazione della temperatura al fine di prevenire situazioni critiche per la salute dei dipendenti ancora ammessi a svolgere attività nei luoghi di lavoro.

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