Recupero transfrontaliero dei crediti: entra in vigore il D.Lgs. 152/2020

Il 1° dicembre 2020 è entrato in vigore il D.Lgs n. 152/2020 che ha adeguato la legge italiana al Reg. (UE) n. 655/2014, che istituisce una procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo sui conti bancari. Tale procedura è volta a facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale.

Uno degli aspetti previsti dal Reg. (UE) n. 655/2014 che contribuisce ad agevolare il sequestro conservativo sui conti bancari, e dunque il recupero del credito, riguarda l’emanazione dell’ordinanza di sequestro. Quest’ultima, infatti, è emanata inaudita altera parte dal giudice dello Stato membro competente per il merito e viene notificata e, così, eseguita nei confronti della banca presso cui il debitore detenga conti correnti e depositi, superando i confini dello Stato membro di emanazione e producendo un “effetto sorpresa”, affinché costui non si affretti a trasferire altrove i suoi valori mobiliari.
Il citato decreto legislativo integra le previsioni del Reg. (UE) 655/2014 adeguando l’ordinamento normativo italiano a quello europeo.

Tra le principali novità disposte dal suddetto D.Lgs.,vi è quella prevista dall’articolo 3 per cui per acquisire le informazioni sui conti bancari occorre rivolgersi al Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, il quale dispone la ricerca di tali informazioni con le modalità telematiche di cui all’art. 492-bis c.p.c. (ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare). Ciò differenzia il sequestro conservativo in questione da quello classico (art. 671 c.p.c.) in cui il problema di identificare le banche e i conti si pone in sede di esecuzione del sequestro e non già al momento della sua autorizzazione. Per superare la lacuna informativa, il Reg. (UE) 655/2014 consente di richiedere all’autorità giudiziaria di ottenere le informazioni da parte delle autorità preposte nello Stato membro dell’esecuzione.

Da segnalare, inoltre, l’articolo 5 del D.lgs. n. 152/2020 che concerne l’esecuzione dell’ordinanza europea di sequestro conservativo. Essa si esegue sui conti bancari secondo le forme del pignoramento presso terzi (articolo 678 c.p.c. che a sua volta richiama l’art. 543 ss. c.p.c.) successivamente alla
sua notifica o comunicazione al debitore. Nel silenzio della norma, sembra applicabile il criterio del locus rei sitae da individuare, a scelta del creditore
sequestrante, nella sede o filiale o succursale della banca presso cui è acceso il conto del debitore da sottoporre a sequestro.

Ove si volesse proporre ricorso contro l’ordinanza europea di sequestro conservativo (art. 33 Reg. 655/2014), l’articolo 6 del D.Lgs. n. 152/2020 individua la competenza del giudice dello Stato membro di origine che ha emesso l’ordinanza inaudita altera parte (in Italia è competente il giudice monocratico di Tribunale). Nel caso di opposizione all’esecuzione dell’ordinanza, invece, è competente il tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza (nel caso di persona fisica) o la sede (nel caso di persona giuridica).

Dopo di ciò, l’articolo 9 del D.Lgs. in questione prevede che in tutti i procedimenti relativi ai mezzi di ricorso, le parti debbano obbligatoriamente stare in
giudizio con l’assistenza di un difensore.

Infine, si richiama l’attenzione sull’articolo 10 del D.Lgs. n. 152/2020 che, richiamando altre norme, individua l’entità del contributo unificato per l’instaurazione di uno dei procedimenti previsti dal Reg.(UE) 655/2014. Il valore del contributo è di Euro 98,00 con incrementi nei procedimenti di impugnazione.

COMUNICATO N.50 DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Trasmettiamo il comunicato stampa n.50 del Ministero dell’Economia e delle Finanze (pubblicato il 13 marzo 202 alle ore 18.40) ad oggetto: “Coronavirus: prorogati termini versamenti fiscali 16 marzo, nuove scadenze e sospensioni in prossimo decreto legge.”

Nel testo allegato si prevede un differimento dei versamenti fiscali con una norma che sarà contenuta nel decreto di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri.

 Alla luce di quanto sopra esposto sarà nostra premura tenervi tempestivamente informati in merito agli sviluppi.

 Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

Comunicato n.50 Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

APLAZAMIENTO DEL INGRESO DE DEUDA TRIBUTARIA PARA PYMES Y AUTÓNOMOS

Mediante la aprobación del Real Decreto-ley 7/2020, de 12 de marzo, el gobierno de España adopta medidas urgentes para intentar responder al impacto económico del COVID-19.

En este real decreto cabe destacar el artículo 14, que tiene como objetivo otorgar una moratoria en el pago de sus impuestos a los Autónomos y las PYMES en los siguientes términos:

Artículo 14. Aplazamiento de deudas tributarias.

  1. En el ámbito de las competencias de la Administración tributaria del Estado, a los efectos de los aplazamientos a los que se refiere el artículo 65 de la Ley 58/2003, de 17 de diciembre, General Tributaria, se concederá el aplazamiento del ingreso de la deuda tributaria correspondiente a todas aquellas declaraciones-liquidaciones y autoliquidaciones cuyo plazo de presentación e ingreso finalice desde la fecha de entrada en vigor del presente real decreto-ley y hasta el día 30 de mayo de 2020, ambos inclusive, siempre que las solicitudes presentadas hasta esa fecha reúnan los requisitos a los que se refiere el artículo 82.2.a) de la Ley anterior.
  1. Este aplazamiento será aplicable también a las deudas tributarias a las que hacen referencia las letras b), f) y g) del artículo 65.2 de la Ley 58/2003, de 17 de diciembre, General Tributaria.
  1. Será requisito necesario para la concesión del aplazamiento que el deudor sea persona o entidad con volumen de operaciones no superior a 6.010.121,04 euros en el año 2019.
  1. Las condiciones del aplazamiento serán las siguientes:
  2. El plazo será de seis meses.
  3. No se devengarán intereses de demora durante los primeros tres meses del aplazamiento.

A su vez, la agencia tributaria detalla en su página web que “Los plazos en los procedimientos tributarios van a ser ampliados mediante un cambio normativo inminente. No se preocupe si tiene un trámite pendiente. En tanto se aprueba el cambio normativo la Agencia es consciente de la situación y no considerará incumplido el plazo”.

Estas medidas de carácter económico mediante Real Decreto-ley ha sido avalada por el Tribunal Constitucional siempre que concurra una motivación explícita y razonada de la necesidad entendiendo por tal que la coyuntura económica exige una rápida respuesta.

Estamos a su disposición para cualquier duda o aclaración.

GIORGIA GALLO

Aprire un’attività in Spagna mediante la costituzione di una società di capitale

Le caratteristiche delle Società di capitale spagnole sono abbastanza simili a quelle delle Società Italiane, sia per quanto riguarda  le S.p.A. come le S.r.l..

Le differenze più importanti in Spagna tra le Società per Azioni (S.A.) e le Società a Responsabilità Limitata (S.L.) sono le seguenti:

a.- Il capitale minimo richiesto per Legge:

.- per le S..A. 60.000,00 euro.

.- per le S.l. 3.000,00 euro

b.- Il regime legale previsto per le operazioni societarie (riduzione di capitale, aumento di capitale, fusioni, liquidazione, etc.) è più semplice per le Società di Responsabilità Limitata che per le Società per Azioni.

Per tanto, salvo nel caso si trattasse di una grande impresa con un importante volume d’operazioni e soci, è più conveniente costituire una Società a Responsabilità Limitata.

          Soci

Si consiglia di costituire la società con due o più soci, dato che, nel caso fosse un socio unico sarebbe una società unipersonale e ciò comporterebbe una serie d’obblighi di tipo amministrativo e procedurale che si possono invece evitare avendo due piú soci.

  • Procedura di Costituzione

I documenti richiesti per la costituzione di una Società in Spagna sono i seguenti:

  1. Richiesta del Número di Identificazione fiscale dei Soci e Amministratori Stranieri (NIE).

 

  1. Statuti sociali
  2. Richiesta presso il Registro Generale di Madrid del certificato della denominazione sociale della costituenda società da parte di uno dei fondatori.
  3. Certificato valutario della Banca relativo al versamento del capitale sociale.

 

  • Atti posteriori alla costituzione
  • Richiesta del codice di identificazione fiscale (“CIF”) della società
  • Dichiarazione di inizio di attività
  • Rchiesta di apertura di attività con gli eventuali permessi amministrativi richiesti dalla normativa locale.
  • Iscrizione della Società all’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Iscrizione del responsabile commerciale presso l’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Redazione, se del caso, del contratto “privato” di lavoro con i relativi impiegati.
  • Registrazione dei contratti di lavoro del personale assunto all’ufficio di collocamento competente.

 

  • Amministratori

L’amministrazione della società può essere affidata a un Amministratore Unico, (anche straniero) o a vari Amministratori (che possono agire disgiuntamente o congiuntamente), oppure da un Consiglio di Amministrazione (composto da un minimo di tre membri a un massimo di dodici).

Riguardo all’Organo di Amministrazione è importante indicare che per legge gli è attribuita l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Società, indipendentemente dall’eventuale diversa attribuzione dell’Assemblea dei soci.

È necessario anche avvertire che la legge spagnola regola diverse situazioni, legate ad una gestione non diligente della società, nelle quali i soci e i creditori sociali potranno rivolgersi direttamente contro il patrimonio personale degli amministratori.

Per svolgere la funzione di amministratore non sono richiesti requisiti particolari, salvo le situazioni di incompatibilità per l’esercizio di cariche pubbliche.

 

  • Atto notarile

Per il conferimento dell’atto notarile di costituzione di una Società sarà necessaria la presenza al rogito dei soci fondatori, e in loro assenza  potranno conferire procura notarile a favore di un’altra persona che li rappresenti.

Nel caso in cui i Soci fondatori rappresentino una persona giuridica dovranno venire muniti di procura notarile attestante la legittima rappresentazione del socio con il timbro della Postilla dell’ Aya.

  • Tempi di costituzione

La richiesta della denominazione sociale al Registro Generale di Madrid si ottiene in una settimana circa ed avendo l’accettazione della denominazione ed i restanti documenti di cui sopra lo stesso giorno si può costituire la Società e questa sarà operativa. La posteriore omologa al registro delle Imprese si ottiene invece in 30 o 45 giorni circa.

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