“Impuesto sobre sociedades”: incentivi fiscali e bonus per attivitá relative a ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica (I+D+i)

A cura del Dott. Cristiano Zacchino

Il mercato spagnolo negli ultimi anni ha mostrato notevoli segni di ripresa, malgrado la pandemia da COVID-19 abbia notevolmente indebolito determinati settori economici.

Recenti dati emersi da un’indagine effettuata dall’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo ha rilevato che gli investitori stranieri mostrano sempre piú interesse all’idea di internazionalizzare la propria azienda, spinta soprattutto dall’evoluzione di molteplici settori quali, in primis, la digitalizzazione e la logistica.

Il regime normativo e fiscale spagnolo, soprattutto in materia di oneri fiscali, offre numerosi vantaggi agli imprenditori che decidono di investire in Spagna.

Studi comparativi hanno dimostrato che la pressione fiscale in Spagna, variabile tra il 20-30%, è notevolmente inferiore rispetto al 55% a cui può arrivare quell’italiana.

Piú specificamente, ed a titolo esemplificativo, in Italia la pressione fiscale gravante sulle società è costituita da un’aliquota IRES che va dal 19 al 24%, alla quale va sommata l’Imposta Regionale sulle Attivitá Produttive compresa tra il 3,90%-4,97%.

In Spagna, l’aliquota relativa al corrispondente “Impuesto sobre sociedades” è suddivisa in un tipo generale ed in differenti tipi speciali:

  • Il tipo generale è del 25%.
    Tuttavia, è prevista un’aliquota ridotta per societá di nuova creazione, nel senso che queste ultime, laddove realizzino attivitá economiche, saranno soggette all’applicazione di un’aliquota nella misura del 15%, eccetto il caso in cui possano essere soggette ad un’aliquota inferiore;
  • I tipi speciali, a loro volta, prevedono l’applicazione di diverse aliquote. Ed in particolare:
    • 30%. Si applica alle societá di crédito o alle societá dedite alla ricerca o stoccaggio di idrocarburi;
    • 20%. Si applica alle societá cooperative protette fiscalmente, eccetto le cc.dd. “extracooperative” alle quali si applica l’aliquota generale;
    • 10%. Si applica alle societá alle quali è applicabile il regime fiscale previsto dalla Ley 49/2002 e cioé per gli enti senza fini di lucro o per quegli enti che godono degli incentivi fiscali volti alla promozione del mecenatismo culturale. In sostanza si tratta delle fondazioni iscritte nei registri corrispondenti e delle associazioni considerate di pubblica utilitá;
    • 1%. Si applica:
      • alle societá di investimento a capitale variabile (SICAV) e di investimento collettivo, sempre che il numero di azionisti sia non inferiore a 100;
      • ai fondi di investimento di carattere finanziario;
      • alle societá di investimento immobiliare o ai fondi di investimento immobiliare che sviluppino esclusivamente attivitá di promozione di abitazioni destinate alla locazione;
      • al fondo di carattere pubblico del mercato dei mutui;
    • 0%. Si applica ai fondi pensione previsti e disciplinati dalla Legge che regolamenta i piani di investimento ed i fondi previdenziali.

Non è prevista, inoltre, l’applicazione dell’Imposta Regionale sulle Attivitá Produttive.

A ció si aggiunga che la Ley 27/2014 (Ley de impuesto sobre sociedades), agli artt. 35-39, ha previsto numerosi incentivi fiscali per le aziende al fine di incentivare il sostegno dell’imprenditoria e la internazionalizzazione (concetto giá introdotto dalla Ley 14/2013), primo fra tutti la detrazione dall’imposta sulle societá di spese relative alla realizzazione di progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica (I+D+i) analogo al nostro credito d’imposta previsto per la ricerca, sviluppo, innovazione e design, nonchè agevolazioni nell’assunzione di
lavoratori nel campo della ricerca.

Il sistema spagnolo delle detrazioni fiscali relative alla ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica è uno dei piú favorevoli al mondo, in quanto con tale detrazione l’impresa puó arrivare a portare in detrazione fino al 42% delle spese sostenute a tali fini, incluse quelle sostenute per i soggetti impiegati nella ricerca ed a ridurre fino al 50% l’importo relativo all’imposta sulle societá.

L’art. 35 della “Ley de impuesto sobre sociedades” espressamente meziona, nella lettera c) la percentuale della detrazione:

      • 25% delle spese sostenute a tali fini nel periodo di riferimento:
      • Nel caso in cui le spese sostenute nella realizzazione di attivitá di ricerca e sviluppo nel
        periodo di riferimento siano maggiori della media di quelle sostenute nei due esercizi
        anteriori, si applicherá il 25% fino a tale media e il 42% nella parte eccedente.
      • Si applicherá, inoltre, una detrazione del 17% delle spese relative al personale impiegato
        exclusivamente in attivitá di ricerca e sviluppo.

Tali detrazioni fiscali hanno un effetto economico simile alle sovvenzioni, ma hanno il vantaggio di non essere sottoposte tassazione.

Sono strumenti di carattere orizzontale, la cui applicazione è libera e generale, in quanto orientati ad incentivare l’iniziativa nel settore privato, senza condizionare l’ambito di innovazione (nel senso che non sono limitati esclusivamente a determinati settori o a specifiche iniziative).

Non sono limitati, in quanto le prevede l’impresa stessa al momento della realizzazione di tali attivitá, con l’unico limite previsto dalla legge sull’imposta sulle societá.

Tale detrazione, infine, è flessibile e si applica nella liquidazione annuale dell’imposta stessa. Laddove tali spese sostenute non venissero portate in detrazione nell’anno fiscale di riferimento, possono imputarsi ad esercizi fiscali successivi e fino ai 18 anni successivi.

Risulta, poi, utile sottolineare un ulteriore dettaglio economicamente e fiscalmente vantaggioso.

Infatti le societá che, malgrado abbiano maturato il diritto alla detrazione e non hanno la possibilitá di applicarlo, possono monetizzare la quota che si potrebbe portare in detrazione.

Sono previsti due strumenti a tal proposito:

1. La c.d. “monetizzazione” (conosciuta anche come cash-back o cheque fiscal): in sostanza, le societá che non possono portare in detrazione le spese sostenute per ricerca e sviluppo tecnologico per insufficienza della quota (risultato negativo dell’imposta) o perchè superano il limite delle differenti detrazioni, possono richiedere il rimborso dell’80% dell’importo relativo alla detrazione alla Administración Tributaria mediante la dichiarazione dell’imposta stessa.
2. Il “Tax lease” (conosciuto anche come Agrupación de interés económico AIE): tale strumento finanziario consiste nel cofinanziamento parziale di determinati progetti di ricerca e sviluppo mendiante enti dediti alla cessione di crediti fiscali. In sostanza si trasferisce l’importo della quota da portare in detrazione ad una societá di raggruppamento economico (AIE), che provvederá a finanziare in modo diretto l’attivitá di ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica.

Quanto ai bonus fiscali, si tratta non giá di un incentivo fiscale in senso stretto, ma piú che altrodi uno sgravio nella contribuzione previdenziale fino al 40% in quanto sono collegati all’assunzione o alla creazione di nuovo impiego di figure esclusivamente assunte per la ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica.

Si applicano sia ai contratti a tempo indeterminato che temporanei e sono cumulabili con il beneficio relativo agli incentivi per ricerca, sviluppo ed innovazione digitale.

Pertanto, come abbiamo potuto osservare, da un lato l’imposta sulle societá e dall’altro la detrazione per ricerca, sviluppo ed innovazione tecnologica, consentono dei vantaggi notevoli per le aziende che decidono di investire in Spagna.

Infatti, tali attivitá consentono di generare un valore aggiunto nel tessuto imprenditoriale, in quanto potenziano l’internazionalizzazione dell’impresa, nonchè la creazione di nuove opportunitá lavorative ed il godimento di vantaggi fiscali.

Si badi che il trend evolutivo della normativa fiscale spagnola punta alla capacitá di innovazione al fine di rilanciare l’economia: si punta ad attrarre e mantenere alta la produttivitá e a proseguire con la trasformazione di tutti i settori industriali al fine di assicurare una maggiore competitivitá in ambito internazionale e globale.

Recupero transfrontaliero dei crediti: entra in vigore il D.Lgs. 152/2020

Il 1° dicembre 2020 è entrato in vigore il D.Lgs n. 152/2020 che ha adeguato la legge italiana al Reg. (UE) n. 655/2014, che istituisce una procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo sui conti bancari. Tale procedura è volta a facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale.

Uno degli aspetti previsti dal Reg. (UE) n. 655/2014 che contribuisce ad agevolare il sequestro conservativo sui conti bancari, e dunque il recupero del credito, riguarda l’emanazione dell’ordinanza di sequestro. Quest’ultima, infatti, è emanata inaudita altera parte dal giudice dello Stato membro competente per il merito e viene notificata e, così, eseguita nei confronti della banca presso cui il debitore detenga conti correnti e depositi, superando i confini dello Stato membro di emanazione e producendo un “effetto sorpresa”, affinché costui non si affretti a trasferire altrove i suoi valori mobiliari.
Il citato decreto legislativo integra le previsioni del Reg. (UE) 655/2014 adeguando l’ordinamento normativo italiano a quello europeo.

Tra le principali novità disposte dal suddetto D.Lgs.,vi è quella prevista dall’articolo 3 per cui per acquisire le informazioni sui conti bancari occorre rivolgersi al Presidente del Tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, il quale dispone la ricerca di tali informazioni con le modalità telematiche di cui all’art. 492-bis c.p.c. (ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare). Ciò differenzia il sequestro conservativo in questione da quello classico (art. 671 c.p.c.) in cui il problema di identificare le banche e i conti si pone in sede di esecuzione del sequestro e non già al momento della sua autorizzazione. Per superare la lacuna informativa, il Reg. (UE) 655/2014 consente di richiedere all’autorità giudiziaria di ottenere le informazioni da parte delle autorità preposte nello Stato membro dell’esecuzione.

Da segnalare, inoltre, l’articolo 5 del D.lgs. n. 152/2020 che concerne l’esecuzione dell’ordinanza europea di sequestro conservativo. Essa si esegue sui conti bancari secondo le forme del pignoramento presso terzi (articolo 678 c.p.c. che a sua volta richiama l’art. 543 ss. c.p.c.) successivamente alla
sua notifica o comunicazione al debitore. Nel silenzio della norma, sembra applicabile il criterio del locus rei sitae da individuare, a scelta del creditore
sequestrante, nella sede o filiale o succursale della banca presso cui è acceso il conto del debitore da sottoporre a sequestro.

Ove si volesse proporre ricorso contro l’ordinanza europea di sequestro conservativo (art. 33 Reg. 655/2014), l’articolo 6 del D.Lgs. n. 152/2020 individua la competenza del giudice dello Stato membro di origine che ha emesso l’ordinanza inaudita altera parte (in Italia è competente il giudice monocratico di Tribunale). Nel caso di opposizione all’esecuzione dell’ordinanza, invece, è competente il tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza (nel caso di persona fisica) o la sede (nel caso di persona giuridica).

Dopo di ciò, l’articolo 9 del D.Lgs. in questione prevede che in tutti i procedimenti relativi ai mezzi di ricorso, le parti debbano obbligatoriamente stare in
giudizio con l’assistenza di un difensore.

Infine, si richiama l’attenzione sull’articolo 10 del D.Lgs. n. 152/2020 che, richiamando altre norme, individua l’entità del contributo unificato per l’instaurazione di uno dei procedimenti previsti dal Reg.(UE) 655/2014. Il valore del contributo è di Euro 98,00 con incrementi nei procedimenti di impugnazione.

COMUNICATO N.50 DEL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Trasmettiamo il comunicato stampa n.50 del Ministero dell’Economia e delle Finanze (pubblicato il 13 marzo 202 alle ore 18.40) ad oggetto: “Coronavirus: prorogati termini versamenti fiscali 16 marzo, nuove scadenze e sospensioni in prossimo decreto legge.”

Nel testo allegato si prevede un differimento dei versamenti fiscali con una norma che sarà contenuta nel decreto di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri.

 Alla luce di quanto sopra esposto sarà nostra premura tenervi tempestivamente informati in merito agli sviluppi.

 Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

 

Comunicato n.50 Ministero dell’Economia e delle Finanze

 

APLAZAMIENTO DEL INGRESO DE DEUDA TRIBUTARIA PARA PYMES Y AUTÓNOMOS

Mediante la aprobación del Real Decreto-ley 7/2020, de 12 de marzo, el gobierno de España adopta medidas urgentes para intentar responder al impacto económico del COVID-19.

En este real decreto cabe destacar el artículo 14, que tiene como objetivo otorgar una moratoria en el pago de sus impuestos a los Autónomos y las PYMES en los siguientes términos:

Artículo 14. Aplazamiento de deudas tributarias.

  1. En el ámbito de las competencias de la Administración tributaria del Estado, a los efectos de los aplazamientos a los que se refiere el artículo 65 de la Ley 58/2003, de 17 de diciembre, General Tributaria, se concederá el aplazamiento del ingreso de la deuda tributaria correspondiente a todas aquellas declaraciones-liquidaciones y autoliquidaciones cuyo plazo de presentación e ingreso finalice desde la fecha de entrada en vigor del presente real decreto-ley y hasta el día 30 de mayo de 2020, ambos inclusive, siempre que las solicitudes presentadas hasta esa fecha reúnan los requisitos a los que se refiere el artículo 82.2.a) de la Ley anterior.
  1. Este aplazamiento será aplicable también a las deudas tributarias a las que hacen referencia las letras b), f) y g) del artículo 65.2 de la Ley 58/2003, de 17 de diciembre, General Tributaria.
  1. Será requisito necesario para la concesión del aplazamiento que el deudor sea persona o entidad con volumen de operaciones no superior a 6.010.121,04 euros en el año 2019.
  1. Las condiciones del aplazamiento serán las siguientes:
  2. El plazo será de seis meses.
  3. No se devengarán intereses de demora durante los primeros tres meses del aplazamiento.

A su vez, la agencia tributaria detalla en su página web que “Los plazos en los procedimientos tributarios van a ser ampliados mediante un cambio normativo inminente. No se preocupe si tiene un trámite pendiente. En tanto se aprueba el cambio normativo la Agencia es consciente de la situación y no considerará incumplido el plazo”.

Estas medidas de carácter económico mediante Real Decreto-ley ha sido avalada por el Tribunal Constitucional siempre que concurra una motivación explícita y razonada de la necesidad entendiendo por tal que la coyuntura económica exige una rápida respuesta.

Estamos a su disposición para cualquier duda o aclaración.

GIORGIA GALLO

Aprire un’attività in Spagna mediante la costituzione di una società di capitale

Le caratteristiche delle Società di capitale spagnole sono abbastanza simili a quelle delle Società Italiane, sia per quanto riguarda  le S.p.A. come le S.r.l..

Le differenze più importanti in Spagna tra le Società per Azioni (S.A.) e le Società a Responsabilità Limitata (S.L.) sono le seguenti:

a.- Il capitale minimo richiesto per Legge:

.- per le S..A. 60.000,00 euro.

.- per le S.l. 3.000,00 euro

b.- Il regime legale previsto per le operazioni societarie (riduzione di capitale, aumento di capitale, fusioni, liquidazione, etc.) è più semplice per le Società di Responsabilità Limitata che per le Società per Azioni.

Per tanto, salvo nel caso si trattasse di una grande impresa con un importante volume d’operazioni e soci, è più conveniente costituire una Società a Responsabilità Limitata.

          Soci

Si consiglia di costituire la società con due o più soci, dato che, nel caso fosse un socio unico sarebbe una società unipersonale e ciò comporterebbe una serie d’obblighi di tipo amministrativo e procedurale che si possono invece evitare avendo due piú soci.

  • Procedura di Costituzione

I documenti richiesti per la costituzione di una Società in Spagna sono i seguenti:

  1. Richiesta del Número di Identificazione fiscale dei Soci e Amministratori Stranieri (NIE).

 

  1. Statuti sociali
  2. Richiesta presso il Registro Generale di Madrid del certificato della denominazione sociale della costituenda società da parte di uno dei fondatori.
  3. Certificato valutario della Banca relativo al versamento del capitale sociale.

 

  • Atti posteriori alla costituzione
  • Richiesta del codice di identificazione fiscale (“CIF”) della società
  • Dichiarazione di inizio di attività
  • Rchiesta di apertura di attività con gli eventuali permessi amministrativi richiesti dalla normativa locale.
  • Iscrizione della Società all’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Iscrizione del responsabile commerciale presso l’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Redazione, se del caso, del contratto “privato” di lavoro con i relativi impiegati.
  • Registrazione dei contratti di lavoro del personale assunto all’ufficio di collocamento competente.

 

  • Amministratori

L’amministrazione della società può essere affidata a un Amministratore Unico, (anche straniero) o a vari Amministratori (che possono agire disgiuntamente o congiuntamente), oppure da un Consiglio di Amministrazione (composto da un minimo di tre membri a un massimo di dodici).

Riguardo all’Organo di Amministrazione è importante indicare che per legge gli è attribuita l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Società, indipendentemente dall’eventuale diversa attribuzione dell’Assemblea dei soci.

È necessario anche avvertire che la legge spagnola regola diverse situazioni, legate ad una gestione non diligente della società, nelle quali i soci e i creditori sociali potranno rivolgersi direttamente contro il patrimonio personale degli amministratori.

Per svolgere la funzione di amministratore non sono richiesti requisiti particolari, salvo le situazioni di incompatibilità per l’esercizio di cariche pubbliche.

 

  • Atto notarile

Per il conferimento dell’atto notarile di costituzione di una Società sarà necessaria la presenza al rogito dei soci fondatori, e in loro assenza  potranno conferire procura notarile a favore di un’altra persona che li rappresenti.

Nel caso in cui i Soci fondatori rappresentino una persona giuridica dovranno venire muniti di procura notarile attestante la legittima rappresentazione del socio con il timbro della Postilla dell’ Aya.

  • Tempi di costituzione

La richiesta della denominazione sociale al Registro Generale di Madrid si ottiene in una settimana circa ed avendo l’accettazione della denominazione ed i restanti documenti di cui sopra lo stesso giorno si può costituire la Società e questa sarà operativa. La posteriore omologa al registro delle Imprese si ottiene invece in 30 o 45 giorni circa.

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