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Smart working: prospettive di ritorno alla disciplina ordinaria

A cura di Dott. Francesco Cattaneo e Dott.ssa Giulia Maccioni

Stando alla disciplina ordinaria dello smart working, le aziende che intendano farvi ricorso devono sottoscrivere un accordo individuale con i dipendenti interessati, oltre a fornire a questi ultimi una specifica informativa in materia di salute e sicurezza. Inoltre, l’accordo individuale deve essere comunicato al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali entro le ventiquattro ore antecedenti l’entrata in vigore dell’accordo di smart working a pena di sanzione amministrativa compresa tra un minimo di € 100 e un massimo di € 500.

Nell’ambito delle misure adottate dal Governo per la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, è stata introdotta una «procedura semplificata» per l’implementazione dello smart working durante la pandemia, al fine di supportare l’esigenza di ridurre la presenza fisica dei dipendenti all’interno delle strutture aziendali. Da fine marzo non è più richiesta la conclusione di accordi individuali con i dipendenti e l’informativa in materia di salute e sicurezza è stata sostituita con un’informativa standard fornita dall’INAIL.

Detta procedura semplificata, prorogata in passato di pari passo allo stato di emergenza, cesserà tuttavia il 31 dicembre 2020. A partire dal nuovo anno tornerà a rendersi necessario il raggiungimento di un accordo individuale con i dipendenti che svolgeranno smart working. Sopravvivrà, in ogni caso, una deroga alla normativa ordinaria fino al 31 gennaio 2021: fino a tale data non sarà infatti necessario trasmettere gli accordi individuali al Ministero.

L’esperienza della pandemia ha determinato in molte realtà aziendali una presa di coscienza dei vantaggi, in primo luogo in termini di risparmio economico, che l’adibizione dei dipendenti al lavoro da remoto consente di ottenere. Pertanto una schiera sempre più folta di aziende sta rimodellando la propria organizzazione del lavoro attraverso il ricorso in misura considerevole al lavoro da remoto. La sfida che si presenta con riferimento ai mesi a venire sarà inquadrare correttamente la prestazione svolta da remoto all’interno della fattispecie dello smart working o del telelavoro, onde evitare che tramite il ricorso al primo venga aggirata la più stringente e onerosa disciplina prevista nel caso in cui il dipendente svola la prestazione stabilmente ed esclusivamente da remoto.

Il processo di riduzione della presenza fisica dei dipendenti presso i locali aziendali e di parallela remotizzazione dello svolgimento dell’attività lavorativa è un fenomeno che sta interessando l’intero contesto europeo e che ha reso necessario un adeguamento legislativo in tutte quelle giurisdizioni sprovvedute di una legislazione in materia di lavoro da remoto. Tra queste merita di essere menzionato il recente intervento normativo intrapreso dal Governo spagnolo, il quale ha introdotto una specifica normativa volta a disciplinare in maniera organica il lavoro da remoto (trabajo a distancia). Prendendo parzialmente ad esempio lo schema italiano, il legislatore iberico ha introdotto alcuni aggiustamenti che potrebbero fornire interessanti spunti, soprattutto al fine di meglio individuare la linea di demarcazione tra smart working e telelavoro, nell’ambito di un futuro eventuale intervento legislativo in materia.

Adaptándose al entorno del Covid-19, Vueling permitirá cambios en todas sus nuevas reservas

Esta nueva opción está disponible en todas las nuevas reservas y permite al cliente realizar proactivamente cambios de fecha, ruta o pasajero, y usando este importe para una nueva

Vueling, compañía perteneciente a IAG, continúa trabajando en el desarrollo de nuevas medidas flexibles que permitan a sus clientes viajar de una forma segura y con todas las garantías dentro del contexto actual y ampliando medidas de flexibilidad que permitan planificar un viaje con toda tranquilidad y sin preocupaciones. Así, desde hoy la compañía posibilita que todos sus clientes puedan modificar sus reservas y cambiar de fecha, de destino o ceder el vuelo a una tercera persona que ellos elijan, sin necesidad de presentar prueba o justificante. A cambio, el cliente recibirá automáticamente un crédito de vuelo por el 100% del importe abonado y que podrá canjear en cualquier momento durante los siguientes 18 meses.

Esta nueva funcionalidad facilita esta toma de decisión hasta 48 horas antes del vuelo, en todas las nuevas reservas hechas a partir de hoy mismo a través de la página web vueling.com. En caso de que el coste del nuevo vuelo sea inferior al de la reserva original, el cliente dispondrá del importe restante para utilizarlo en sus reservas futuras.

La nueva funcionalidad se encuentra ya disponible a través de los canales de venta directos de la compañía: Vueling.com y aplicaciones móviles. Más información a través del siguiente enlace: https://www.vueling.com/es/pasajeros/flex-and-care/


La seguridad e higiene como absoluta prioridad

La compañía continúa focalizada en garantizar la seguridad sanitaria de sus clientes y tripulantes. Para ello, Vueling está aplicando las recomendaciones elaboradas por la Agencia Europea de Seguridad Aérea (EASA) en colaboración con el Centro Europeo para el Control y Prevención de Enfermedades (ECDC):

  1. Antes de volar, Vueling recomienda a todos sus clientes que, siempre que sea posible, utilicen el servicio de check-in online.
  2. Es de suma importancia también que los clientes comprueben la documentación y pruebas imprescindibles para su entrada en diferentes países (https://www.vueling.com/es/latest-travel-information/)
  3. Siguiendo la recomendación de EASA (European Union Aviation Safety Agency), Vueling disminuye al mínimo el equipaje de mano en el avión (bolso o maletín) y así reducir el contacto dentro del avión.
  4. Como en todo el transporte público, el uso de mascarillas -quirúrgicas o de protección superior- es obligatorio para volar y, una vez a bordo, los filtros de aire de los aviones de Vueling renuevan el aire cada 3 minutos, purificándolo y mezclándolo con aire fresco del exterior. Sus aviones cuentan con filtros HEPA, que ayudan a evitar la propagación de bacterias y virus y que aseguran un alto nivel de protección con una capacidad de eliminar bacterias y virus con una eficiencia del 99,99%. Vueling también refuerza la limpieza del interior de sus aviones, tanto en frecuencia como en uso de productos especificados por la Agencia de Seguridad, AESA.

Puedes consultar todas las medidas de seguridad e higiene de Vueling a través del siguiente enlace:
https://www.vueling.com/es/pasajeros/covid-prevention-and-measures

Ulteriore proroga (per il momento) sino al 31.01.2021 del blocco dei licenziamenti economici

A cura di Avv. Enzo Pisa e Dott.ssa Annachiara Zandonà

Il D.L. 137/2020 (c.d. decreto “Ristori”) dello scorso 28 ottobre, recante “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza” (connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19), proroga alcune misure emergenziali in materia di lavoro già facenti parte del corpus dei precedenti decreti emanati dal Governo durante il periodo di pandemia da Covid-19, tra cui il temporaneo divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo (in seguito, con l’acronimo g.m.o.), prolungato ora sino al 31 gennaio 2021.

L’art. 12, commi 9 e 10, del predetto D.L. stabilisce, infatti, che sino a tale data “resta precluso l’avvio delle procedure di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n.  223 e restano sospese le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020, fatte salve le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto. Fino alla stessa data di cui al comma 9 resta, altresì, preclusa al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’articolo 3 della legge 15 luglio 1966, n. 604, e restano altresì sospese le procedure in corso di cui all’articolo 7 della medesima legge”.

L’ennesimo prolungamento del divieto di licenziamento per ragioni economiche è strettamente legato alla proroga di 6 settimane – da collocarsi nel periodo compreso tra il 16 c.m. ed il prossimo 31 gennaio – della cassa integrazione con causale Covid-19 per le imprese che, a metà di questo mese, hanno esaurito le 18 settimane di cassa o l’alternativo sgravio contributivo concessi dal D.L. 104/2020, convertito nella L. 126/2020, c.d. decreto “Agosto”.

E’ notizia di questi giorni, peraltro, che lo stop ai licenziamenti economici andrà avanti sino a fine marzo 2021 di pari passo con le ulteriori 12 settimane di cassa integrazione con causale Covid-19, che saranno finanziate con la prossima legge di Bilancio.

Ex lege fanno eccezione al blocco dei licenziamenti: le ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa (si noti bene: la chiusura di un’unità produttiva, di per sé, non porta alla sospensione del blocco), conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non avvenga la cessione d’un complesso di beni od attività che possa configurare un trasferimento d’azienda o d’un suo ramo ex art. 2112 c.c.; le ipotesi di licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione (con la precisazione che, nel caso particolare in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi in tale ramo); una terza ipotesi è quella in cui venga stipulato un accordo collettivo aziendale (con esclusione, quindi, di accordi territoriali o nazionali) con le OO.SS. comparativamente più rappresentative a livello nazionale, che prevede un incentivo alla risoluzione del rapporto per i dipendenti che aderiscono allo stesso accordo, ai quali è comunque riconosciuto il diritto al trattamento NASpI.

Delimitato il perimetro, così come tracciato dal decreto “Agosto” e rimarcato dal recente decreto “Ristori”, entro il quale è consentito in connessione all’emergenza sanitaria, si osserva che sono sempre rimasti intimabili, in quanto non “toccati” dalla sospensione, i seguenti licenziamenti individuali, per loro natura non riconducibili a motivi economici: i licenziamenti disciplinari, sia per giusta causa che per giustificato motivo soggettivo; i licenziamenti per raggiungimento del limite massimo d’età pensionabile; i licenziamenti dei lavoratori domestici; i recessi dal contratto d’apprendistato, al termine del periodo formativo;  i licenziamenti durante o al termine del periodo di prova; i licenziamenti per superamento del periodo di comporto.

Quanto, invece, al licenziamento per sopravvenuta inidoneità della prestazione, rientrando esso per definizione nei casi di licenziamento per g.m.o., seppur non dipendente da ragioni economiche, anch’esso è vietato, a maggior ragione laddove l’inidoneità sia causata dai postumi dell’infezione da Covid-19.

In conclusione, si rileva come la norma sul temporaneo divieto di licenziamento abbia alimentato qualche dubbio sulla sua applicabilità al licenziamento individuale del dirigente, al quale non s’applica il concetto di g.m.o., bensì un criterio di “giustificatezza”.

Stante il chiaro tenore letterale del c. 10 dell’art. 12 del decreto “Ristori”– il quale, così come i precedenti decreti emergenziali, fa esplicito riferimento all’art. 3 della L. 604/1966, non applicabile alla categoria dirigenziale per espressa previsione dell’art. 10 della medesima L. 604 – è prevalente tra i commentatori l’opinione secondo cui alla categoria dei dirigenti non s’applichi il blocco di licenziamento individuale per ragioni oggettive.

Congedo Covid-19 per i genitori lavoratori dipendenti in caso di quarantena scolastica dei figli

A cura di Dott.ssa Elena Bissoli

La riapertura delle scuole determinerà nei prossimi mesi una maggiore difficoltà negli equilibri tra vita familiare e lavoro dei genitori a causa della possibile disposizione della quarantena scolastica dei figli conviventi minori degli anni 14.

Sulla questione è intervenuto l’art. 5 del D.L. 111/2020, in vigore dallo scorso 9 settembre, rubricato “Lavoro agile e congedo straordinario per i genitori durante il periodo di quarantena obbligatoria del figlio convivente per contatti scolastici”, che ha previsto il c.d. “congedo Covid-19” per i genitori lavoratori dipendenti, le cui modalità di fruizione sono state recentemente illustrate dall’INPS con propria circolare n. 116 del 2 ottobre 2020.

In particolare, tale norma fa riferimento all’ipotesi di quarantena fiduciaria del figlio minore di anni 14, convivente con il genitore, disposta dal Dipartimento di prevenzione dell’ASL territorialmente competente nel caso di contatto verificatosi all’interno del complesso scolastico (normalmente pari a 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto del figlio con il soggetto positivo).

Anzitutto, il primo comma dell’art. 5 D.L. cit. prevede che il genitore lavoratore dipendente possa svolgere, in corrispondenza del periodo di quarantena del figlio studente e laddove possibile, la propria prestazione lavorativa in modalità agile. Il successivo secondo comma stabilisce che, soltanto nelle ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere resa in modalità di smart working, uno dei genitori, oppure entrambi ma in giorni diversi, può astenersi dal lavoro, in tutto o in parte, per il periodo corrispondente alla durata della quarantena del figlio.

Durante detto periodo di assenza dal lavoro il genitore potrà fruire del congedo Covid-19 per i periodi di quarantena ricompresi tra il 9 settembre e il 31 dicembre 2020 con riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione spettante in base a quanto disposto dall’art. 23 d.lgs. 151/2001 unitamente alla copertura contributiva figurativa.

La domanda volta ad ottenere il congedo in esame dovrà essere trasmessa all’INPS in modalità telematica e potrà avere ad oggetto periodi di fruizione del congedo anche antecedenti alla data di presentazione della domanda purché sempre compresi nel periodo nel quale è possibile fruire del congedo.

Nella domanda dovranno poi essere indicati gli elementi identificativi del provvedimento di quarantena scolastica disposto dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente.

La circolare INPS n. 116/2020 chiarisce, inoltre, quali sono le ipotesi di compatibilità e di incompatibilità tra la fruizione del congedo da parte di un genitore e altre tipologie di assenza dal lavoro relative all’altro genitore convivente con il figlio per cui si richiede il congedo.

Nello specifico, i casi di compatibilità si verificano qualora l’altro genitore convivente sia in malattia, in maternità/paternità per altro figlio, in ferie, in aspettativa non retribuita, sia un soggetto c.d. “fragile”, stia fruendo di permessi e congedi per assistere disabili gravi, sia affetto da una patologia invalidante tale da comportare un’invalidità totale o un’inabilità.

Diversamente, le situazioni di incompatibilità, nelle quali l’indennità in esame non verrà concessa, si realizzano nel caso in cui l’altro genitore stia già fruendo del congedo Covid-19, del congedo parentale, di riposi giornalieri, stia svolgendo la propria attività lavorativa in modalità agile, sia a casa durante le giornate di pausa contrattuale nel caso di part-time e lavoro intermittente, stia beneficiando di strumenti di sostegno al reddito per sospensione o cessazione dell’attività lavorativa quali CIGO, CIGS, CIG in deroga, assegno ordinario, NASPI, ecc.

Si precisa, infine, che a fronte di domande presentate da entrambi i genitori conviventi con il minore, per i medesimi giorni, l’Ente previdenziale procederà ad accogliere la domanda presentata cronologicamente prima e che, invece, non rilevano le tipologie di assenza del genitore non convivente con il figlio per cui si richiede il congedo Covid-19.

Una speranza per la riduzione del canone di locazione per le attività commerciali: Il proprietario nega la richiesta di riduzione del canone a seguito del Covid-19? Il Tribunale dispone una riduzione del 40%

A cura di Avv. Eva Caon

A seguito dell’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19, che ha costretto l’intera popolazione ad un lockdown forzato, sono molte le attività commercial che si trovano in difficoltà economica e che lamentano una rinegoziazione dei contratti sul principio della reciproca buona fede.

Grandi speranze a tal proposito provengono da una recente sentenza emessa dal Tribunale di Roma, la quale riconosce a negozi ed attività commerciali, che abbiano subito un netto calo del fatturato a causa delle misure imposte dal Governo durante l’emergenza sanitaria, un diritto al quasi dimezzamento del canone d’affitto.

Nel caso di specie, il ricorrente, ristoratore romano, vedendosi rifiutata la richiesta di riduzione del canone dal proprietario delle mura, adiva l’Autorità Giudiziaria lamentando l’insostenibilità del canone di affitto pari a 96mila euro (8mila euro al mese).

Il Tribunale, nella persona del Giudice designato Dott.ssa Grauso, ha dato ragione al ristoratore, il quale ha ottenuto una riduzione del canone pari al 40 per cento per i mesi di aprile e maggio 2020 e del 20 per cento per i mesi da giugno scorso a marzo del prossimo anno.

Nell’ordinanza del Tribunale dello scorso 27 agosto 2020, oltre allo sconto temporaneo sull’affitto è stata disposta anche “la sospensione della garanzia fideiussoria fino a un’esposizione debitoria di 30 mila euro”.  La ragione di tale decisione è da ricondursi al fatto che “il ricorso sembra essere fondato sotto il profilo del “periculum in mora”, posto che le perdite derivanti dall’escussione della fideiussione e il pagamento dei canoni in misura integrale andrebbero ad aggravare ulteriormente la situazione di crisi finanziaria dell’attività, portandola alla cessazione”.

Tale pronuncia si spera possa costituire un precedente applicabile anche in altri Fori, consentendo una riduzione del 40%. Un precedente importante che proroga lo sconto fino a marzo 2021. Per maggiori chiarimenti è possibile scrivere a: avv.caon@vis-legis.it

Proposte per la continuità delle operazioni e un piano di ripresa targati Management Solutions: le aziende e la gestione della pandemia

Management Solutions, società internazionale di consulenza aziendale, ha recentemente pubblicato due white paper rivolti alle aziende per agevolare la gestione della pandemia di Covid-19, offrendo sia proposte per garantire la continuità delle operazioni che un piano di ripresa con azioni specifiche per le aziende. Inoltre, sul sito www.managementsolutions.com sono disponibili ulteriori studi relativi a tematiche attuali come la gestione dei rischi associati al cambio climatico o l’automatizzazione di processi e modelli attraverso l’utilizzo di tecniche di machine learning.

«Le nostre porte sono aperte». Sheraton Diana Majestic e The Westin Palace, Milan sono pronti a darvi nuovamente il benvenuto

Dopo un periodo di chiusura temporanea in seguito alla regolamentazione del governo in materia di COVID-19, lo Sheraton Diana Majestic e il The Westin Palace, Milan con grande entusiasmo annunciano la loro prossima riapertura.

Marriott International è riconosciuta come leader nel settore dell’ospitalità da 92 anni grazie al suo impegno per la qualità, standard esigenti e formazione rigorosa. Questi stessi valori sono stati la guida nella formulazione di strategie per fornire agli ospiti e ai dipendenti dell’hotel un ambiente pulito, igienico e sano.

Il 1 settembre riapriranno The Westin Palace, Milan, punto di riferimento in città affacciato sulla maestosa Piazza della Repubblica, e Terrazza PanEVO, la terrazza del ristorante dell’hotel che vedrà protagonista una cucina mediterranea servita nella brezza di fine estate. Un arco fiorito fa da cornice a questa tranquilla oasi sopraelevata, promessa di naturale relax lontano dal caos della metropoli dalla suggestiva atmosfera, dove darsi appuntamento per cene estive all’aria aperta. Altri servizi dell’hotel disponibili: The Lounge Bar con menù all-day dining.

Nello stesso giorno riaprirà le proprie porte anche lo Sheraton Diana Majestic, iconico punto di riferimento dell’ospitalità e della mondanità meneghine. È finalmente tornato il momento di ritrovarsi nello splendido giardino privato dell’hotel per un caffè o un autentico aperitivo milanese e pianificare eventi o feste private con soluzioni su misura. Chi di noi non ha mai sognato di poter avere un hotel tutto per sè? Ora potete realizzarlo con «My Diana»: tutti gli spazi dell’hotel saranno riservati per voi ad uso esclusivo, proiettando i vostri ospiti in un sorprendente mondo di incanto. Se volete saperne di più contattate l’hotel a events.diana@sheratonhotels.com.

Quali impatti dal Covid-19 sui sistemi economico e fiscale della Spagna? BFF Banking Group pubblica il nuovo studio

BFF Banking Group, banca leader per i fornitori delle Pubbliche Amministrazioni in Europa, ha pubblicato il secondo rapporto della serie “Macro Perspectives on Spain and its regional governments’ financesCovid-19 Macro and Fiscal analysis, che considera il secondo trimestre del 2020 e delinea gli scenari macroeconomico e fiscale nell’era del Covid-19.

Laddove a livello Paese (secondo le stime della Banca di Spagna) il PIL si sarebbe contratto tra il 16% e il 21,8% rispetto al trimestre precedente, le Comunità Autonome hanno subito ricadute differenti a seconda della concentrazione di attività produttive legate ai settori più colpiti (primo fra tutti il turismo).

L’analisi è disponibile in inglese e spagnolo nella sezione Media del sito bffgroup.com

Iberia: nuevas medidas adoptadas por el COVID-19

El Grupo Iberia presenta las nuevas medidas de prevención e higiene que garanticen la seguridad en sus vuelos y proporcionen al cliente una experiencia de vuelo agradable, que se suman a las que ya venían aplicando desde el inicio de la pandemia.

Iberia e Iberia Express son pioneras en seguir las recomendaciones de las agencias europea y española de Seguridad Aérea (EASA y AESA) y del Centro Europeo para la Prevención y el Control de Enfermedades (ECDC) para facilitar la recuperación del transporte aéreo dentro de la Unión Europea y con el resto del mundo en un entorno seguro.

Consulta el resumen de las medidas que los clientes van a encontrar en su próximo vuelo aquí.

PayDo e il futuro dei pagamenti digitali in Europa

Promuovere l’interoperabilità e la collaborazione, favorendo la crescita dell’ecosistema dei pagamenti mobile in Europa in un mercato sempre più ricettivo all’innovazione a favore di imprese e privati. Con questo spirito PayDo, società fintech italiana specializzata nei pagamenti digitali, grazie allo strumento Plick, che permette di effettuare pagamenti irrevocabili via WhatsApp/SMS o e-mail in tutta Europa ha aderito ad EMPSA, European Mobile Payment Systems Association. Obiettivo, promuovere a livello internazionale i vantaggi dei pagamenti digitali in termini di usability, sicurezza, tracciamento, istantaneità, fornendo strumenti innovativi e di facile utilizzo dedicati alla propria clientela, sia privata che corporate, ma anche supportare il mondo delle imprese e del retail che si trovano oggi di fronte alla grande sfida imposta dalla digitalizzazione.

Oggi il sistema nel suo complesso inizia ad essere sempre più consapevole dell’importanza dei pagamenti digitali per la collettività; questo è testimoniato anche dall’impegno da parte dei legislatori ad agevolare architetture aperte in ottica di collaborazione, ad esempio tra fintech e banche, favorendo la nascita di soluzioni innovative ed intelligenti anche di pubblico servizio. Il diffondersi della pandemia e il conseguente distanziamento fisico non ha fatto altro che accelerare un processo già in atto da qualche anno, creando le giuste condizioni per valorizzare ancora di più un comparto utile all’economia, favorendo le imprese e i commercianti, identificando strumenti utili per le persone e le aziende, adatti al sistema bancario e talvolta indispensabili per la pubblica amministrazione.

E’ in questo contesto che si inserisce la piattaforma di pagamento digitale Plick. Un sistema aperto e collaborativo che si integra con le piattaforme bancarie per offrire ai loro clienti, retail e imprese, la possibilità di effettuare pagamenti digitali anche massivi e senza limite di importo con un semplice WhatsApp, sms o inviando una mail senza conoscere l’iban del destinatario. Il tutto senza dover scaricare una app o effettuare una registrazione. Una soluzione adatta per le persone che necessitano di fare pagamenti con un click e per le imprese che hanno invece necessità di effettuare pagamenti massivi, quali ad esempio, i rimborsi alla clientela o altre tipologie di pagamenti (es. stipendi, fornitori ricorrenti, ecc.).

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