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Rödl & Partner Learning Program – Corso di formazione Privacy Alert

Siamo felici di informarvi che Rödl & Partner avvierà un corso breve di formazione e aggiornamento privacy: il percorso formativo riguarda i recenti aggiornamenti normativi in tema di trasferimenti dati extra UE e Cookie e si svolgerà in due giornate previste per il 10 dicembre 2021 e il 21 gennaio 2022.

Il percorso vedrà la partecipazione di professionisti accuratamente selezionati della data protection. Grazie a testimonianze concrete, case history, approfondimenti teorici ed esercitazioni pratiche, il percorso mira a potenziare le competenze in ambito privacy, fornendo tutti gli strumenti per affrontare al meglio qualsiasi scenario.

I soci della Camera avranno diritto a uno sconto del 20% sul prezzo del corso fino al 15 ottobre 2021!

Learning Program – Privacy Alert

Il 2021 è stato un anno di cambiamenti, con l’introduzione il 4 giugno delle nuove Clausole Contrattuali Standard e il 9 luglio con le nuove Linee Guida in tema di Cookie. Il corso ha l’obiettivo di analizzare le principali tematiche connesse alla privacy, con un particolare focus verso i recenti aggiornamenti normativi.

Il percorso si rivolge principalmente a responsabili referenti privacyresponsabili ITsecurity manager responsabili affari legali.

Durata 10 dicembre 2021 e 21 gennaio 2022

Trovate qui la brochure aggiornata contenente tutti i dettagli sul piano formativo, date e orari, tariffe.

Per richiedere ulteriori informazioni e per iscrizioni vi invitiamo a mandarci una mail all’indirizzo info@camacoes.it o chiamarci al numero +39 02861137.

La società benefit: una possibile risposta alle sfide di sostenibilità di oggi

A cura di Avv. Caterina Ghelli di Rorà

La pandemia dovuta al Covid-19 ha rianimato il dibattito sulle sfide ambientali, sociali ed economiche dei nostri tempi e sul tema della corporate social responsability, cioè della responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società e sugli obiettivi di sostenibilità richiesti alle aziende, racchiusi nell’acronimo ESG (environmental, social and governance). In questo contesto si sta assistendo ad un incremento del numero di società che aderiscono al modello di società benefit.

La figura della società benefit è stata introdotta in Italia nel 2016, dalla L. 28 dicembre 2015, n. 208 (art.1, commi 376-384), ma solo negli ultimi anni si sta assistendo ad un aumento del numero delle imprese aderenti. Di recente hanno sposato questo modello note società appartenenti ai più disparati settori commerciali (per citarne alcune, Danone S.p.a., Illycaffè S.p.a., Yves Rocher Italia S.r.l., Eni Gas e Luce S.p.a. e Eolo S.p.a. sui propri siti internet comunicano di essere diventate società benefit).

Si tratta di un modello imprenditoriale che, pur lasciando inalterata la struttura societaria tradizionale (si innesta infatti sulle figure societarie già esistenti, potendo acquisire detta qualifica ciascuna delle società di cui al libro V, titoli V e VI, del codice civile) e il perseguimento dello scopo di lucro, include tra le finalità dell’impresa l’obiettivo di bilanciare l’interesse della società con quello dei terzi coinvolti e generare un valore per la comunità perseguendo una o più “finalità di beneficio comune”.

La legge lascia alle singole società la libertà di provvedere alla specifica individuazione delle finalità di beneficio comune, limitandosi a definirle come “uno o più effetti positivi, o la riduzione degli effetti negativi” su una o più delle seguenti categorie: “persone, comunità, territori e ambiente, beni ed attività culturali e sociali, enti e associazioni, altri portatori di interesse”, ovvero “il soggetto o i gruppi di soggetti coinvolti, direttamente o indirettamente, dall’attività della società (…), quali lavoratori, clienti, fornitori, finanziatori, creditori, pubblica amministrazione e società civile” (L. cit., art. 1, commi 376 e 378).

Le finalità di beneficio comune devono essere specificatamente inserite all’interno dell’oggetto sociale, a fianco delle altre attività oggetto di impresa. Così facendo il perseguimento dello scopo benefico non si riduce ad una mera affermazione di principio, ma assurge ad oggetto giuridico dell’attività al pari del perseguimento dello scopo lucrativo. L’inserimento della finalità benefica nell’oggetto sociale consente anche di responsabilizzare gli amministratori, tenuti per legge a porre in essere le operazioni necessarie per il raggiungimento dell’oggetto sociale (ai sensi dell’art. 2380 bis c.c.).

In aggiunta a quanto precede, la legge richiede i seguenti ulteriori adempimenti: (i) individuare uno o più soggetti responsabili a cui sono affidati funzioni e compiti volti al perseguimento delle finalità di beneficio comune; (ii) allegare al bilancio una relazione annuale che descriva gli obiettivi specifici, le modalità e le azioni attuate dagli amministratori per il perseguimento delle finalità di beneficio comune e delle eventuali circostanze che lo hanno impedito o rallentato, la valutazione dell’impatto generato e la descrizione dei nuovi obiettivi che la società intende perseguire nell’esercizio successivo; (iii) pubblicare la relazione annuale sul sito internet della società, se la società ha un sito. La società aderente può inoltre (ma non è obbligatorio) inserire accanto alla denominazione sociale le parole “Società benefit” o “SB”.

La società benefit è soggetta alla vigilanza dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, potendo sussistere gli estremi della pratica commerciale scorretta e pubblicità ingannevole nel caso in cui non persegua realmente lo scopo benefico dichiarato.

Sotto il profilo fiscale il D.L. 19 maggio 2020 n. 34 ha riconosciuto un contributo sotto forma di credito di imposta nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione in società benefit, misura la cui applicabilità era originariamente prevista sino al 30 dicembre 2020 e che è stata estesa fino al 31 dicembre 2021 dall’art. 19-bis D.L. 73/2021, Decreto Sostegni-bis.

A livello di marketing l’adozione del modello di società benefit comporta un importante ritorno reputazionale e di immagine, essendo in grado di attrarre clienti, dipendenti e investitori: l’introduzione dello scopo benefico nell’oggetto sociale, unita alla responsabilizzazione degli amministratori davanti ai soci e della società di fronte all’Autorità garante, attesta difatti agli occhi del pubblico degli utenti la serietà dell’impegno assunto dall’azienda.

CYBERSECURITY: MINSAIT SI RAFFORZA IN ITALIA CON L’ACQUISIZIONE DI NET STUDIO DA PARTE DEL GRUPPO INDRA

Minsait rafforza le proprie capacità e offering in Italia nella Cybersecurity con l’incorporazione nel Gruppo Indra di Net Studio, azienda italiana leader nelle soluzioni di identità digitale e access management.

Net Studio è stata acquisita da SIA – società appartenente al Gruppo Indra, che in Italia è presente attraverso la società Minsait – con l’obiettivo di integrare il suo catalogo di soluzioni e servizi con l’offerta di Minsait in ambito Cybersecurity. Dall’unione delle competenze di Net Studio e Minsait, nasce un’offerta leader in Italia nel campo della gestione delle identità digitali.

Net Studio ha un team di oltre 70 esperti e importanti clienti nei settori dell’industria, della finanza e dell’energia che gli hanno permesso di crescere rapidamente negli ultimi anni. Il suo portafoglio di soluzioni comprende: la governance delle identità digitali; la gestione delle identità; la gestione degli accessi; la gestione degli account privilegiati e la governance dei dati.

Con l’integrazione di Net Studio nel Gruppo Indra, Minsait rafforza la propria offerta in Italia, dove ha già all’attivo importanti progetti di Cybersecurity per clienti in ambito Telco, Musei, Pubblica Amministrazione e Forze dell’Ordine. In particolare, la società si è specializzata nelle tematiche di security assessment, governance, risk & compliance e digital security.

Nelle parole di Pedro García, CEO di Minsait in Italia: “Questo accordo conferma la nostra scommessa sulla Cybersecurity come uno dei driver di crescita in Italia, dove grazie ai nostri professionisti abbiamo raggiunto uno dei più alti tassi di crescita nel mercato IT. Dalle competenze combinate di Net Studio e Minsait nasce l’offerta di riferimento nella Cybersecurity in Italia”.

Con l’ingresso nel Gruppo Indra, Net Studio manterrà il suo attuale team manageriale, che sarà guidato da Francesco Casertano, responsabile Cybersecurity di Minsait in Italia, il quale ha dichiarato: “Le sinergie che genererà l’ingresso di Net Studio nel nostro Gruppo ci permetteranno di offrire la più completa e robusta offerta di gestione delle identità digitali nel mercato italiano, rispondendo così alle crescenti esigenze di protezione che la trasformazione digitale sta creando per le aziende e le istituzioni italiane”.

I fondatori di Net Studio hanno aggiunto: “Siamo molto felici di entrare a far parte del Gruppo Indra, che vanta una forte presenza internazionale e che, attraverso Minsait, ha avuto una rapida e solida espansione in Italia negli ultimi anni, diventando un attore chiave nella digitalizzazione del Paese. Siamo certi che l’unione delle nostre competenze con quelle di Minsait ci aiuterà ad accelerare la nostra crescita per offrire alle aziende e alle istituzioni italiane il servizio di protezione più completo e avanzato sul mercato”.

Crescita in Italia

L’accordo con Net Studio rappresenta un nuovo traguardo nella crescita del Gruppo Indra in Italia, dove oggi conta, attraverso Minsait, la sua filiale di IT e Digital Transformation, più di 2.000 professionisti che lavorano su tutto il territorio nazionale.

All’inizio di quest’anno, infatti, Minsait ha acquisito l’azienda italiana SmartPaper, specializzata in soluzioni e servizi digitali di gestione documentale.

In questo modo, Minsait si è rafforzata nel mercato del Business Process Outsourcing (BPO) di alto valore e complessità tecnologica, integrando un team di circa 1.000 professionisti con l’obiettivo di completare la propria offerta di trasformazione digitale end-to-end e di promuovere la proiezione internazionale di questa area, con focus particolare sull’Europa e sull’America Latina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si terrà la consegna dei ‘Premi Agripina’ per la comunicazione, pubblicità e marketing, organizzato da Extenda il prossimo 25 Novembre a Siviglia

Il 25 di novembre si terrà a Siviglia una missione commerciale internazionale organizzato da Extenda per il settore del marketing e comunicazione, in cui aziende internazionali attive sul mercato spagnolo potranno incontrare agenzie di comunicazione, pubblicità e marketing andaluse. Il programma provvisorio prevede una sessione di riunioni B2B il giorno 25 dalle 9.00 alle 16.00 presso la sede centrale di Extenda. Lo stesso giorno, a seguire, si terrà la premiazione dei premi “Agripina” www.premiosagripina.es,  un evento di riferimento del settore in Andalusia. L’invito include anche la partecipazione alla cerimonia finale e al successivo cocktail e party di chiusura dell’XI edizione.

Il giorno seguente viene anche offerta la possibilità di fissare gli incontri tra gli ospiti e le agenzie andaluse presso le loro strutture, nel caso in cui vi sia un interesse confermato da entrambe le parti e in base alla disponibilità di agenda degli invitati.

La partecipazione è gratuita e da Extenda si copriranno le spese di volo e alloggio di un invitato per ogni azienda estera.

L’invito è rivolto a tutte le aziende italiane attive o in procinto di aprirsi al mercato spagnolo, interessate a entrare in contatto con potenziali partner per la propria strategia di comunicazione e promozione.

Extenda Global, il grande forum de Extenda per l’internazionalizzazione delle imprese andaluse

I giorni 17 e 18 di novembre si terrà l’edizione annuale di Extenda Global, il grande forum della Extenda con la rete imprenditoriale della Regione, per la promozione dell’internazionalizzazione delle aziende andaluse.

Extenda Global, quest’anno in formato 100% presenziale è l’occasione per le PMI andaluse per definire i prossimi step della loro strategia di crescita internazionale. L’evento inoltre ospiterà un programma completo di conferenze e tavole rotonde, nonché interessanti opportunità di business mondiali, grazie alla rete estera degli uffici di Extenda.

Inoltre, il tessuto imprenditoriale andaluso avrà la possibilità di conoscere tutti i servizi e strumenti messi a disposizione dal Extenda per promuovere l’export come la Red Andalucia e le nuove misure appena approvate della Strategia di Internazionalizzazione dell’Economia Andalusa 2021-2027 (EIEA 21-27), oltre ai servizi di internazionalizzazione dei partner strategici come il Consejo Andaluz de Cámaras de Comercio y la Confederación de Empresarios de Andalucía (CEA), entrambi collaboratori di Extenda Global 2021.

Il nuovo regime per le operazioni vincolate nelle società quotate e le operazioni infragruppo

A cura di Avv. Chiara Scarpelli

Nella Gazzetta Ufficiale dello Stato in data 13 aprile è stata pubblicata la Legge 5/2021, del 12 aprile, che modifica il testo unico della legge sulle società di capitali, approvato dal Regio Decreto Legislativo 1/2010, del 2 luglio, e altri regolamenti finanziari, per quanto riguarda la promozione del coinvolgimento a lungo termine degli azionisti nelle società quotate.

Si tratta di una riforma attesa da tempo che porta il recepimento nel diritto spagnolo del contenuto della direttiva UE 2017/828 del Parlamento europeo del 17 maggio 2017, che modifica la direttiva 2007/36/CE per quanto riguarda la promozione dell’impegno a lungo termine degli azionisti nelle società quotate.

La citata Legge introduce altre modifiche al regime giuridico delle società di capitali, non direttamente collegate al recepimento della direttiva (UE) 2017/828.

E’ il caso, ad esempio, del regime delle assemblee esclusivamente telematiche, applicabile a tutte le società di capitali (nuovo art. 182 bis LSC), del divieto per le società quotate di nominare persone giuridiche come amministratori, ad eccezione degli amministratori proprietari che rappresentino enti del settore pubblico (art. 529 bis.1 e disposizione aggiuntiva Dodici della LSC modificata), del riconoscimento nell’ordinamento spagnolo di azioni di voto supplementari per la fedeltà, o delle riforme della legge spagnola sulle società riguardanti i collocamenti accelerati di azioni e obbligazioni convertibili nei mercati regolamentati e nei sistemi commerciali multilaterali.

Per quanto riguarda il regime applicabile alle società non quotate si evidenzia quanto segue.

In primo luogo, il concetto di persona legata all’amministratore persona fisica del regime generale dell’articolo 231 LSC è stato esteso per avvicinare la sua definizione al concetto di parte vincolata nelle società quotate e per includere uno scenario abbastanza comune nella pratica, come quello del conflitto di interessi indiretto o con terzi, includendo così:

-le società in cui l’amministratore ha, direttamente o indirettamente, una partecipazione che conferisce un’influenza significativa (più del 10% del capitale o dei diritti di voto o una partecipazione che conferisce la presenza nell’organo di gestione), o detiene una posizione nell’organo di gestione o nell’alta direzione in esse o nella loro società madre;

– i soci che l’amministratore rappresenta nell’organo di gestione.

È stato quindi introdotto nella LSC l’articolo 231 bis per regolare l’approvazione delle operazioni infragruppo.

In primo luogo, bisogna considerare che la legge limita l’applicazione di questo regime a quelle operazioni realizzate da una società con la sua casa madre o un’altra società del suo gruppo che sono soggette a un conflitto di interessi. In altre parole, questo regime non sarebbe applicabile alle transazioni con la società madre che detiene il 100% del capitale, con una società controllata al 100% o con una società “sorella” in cui la struttura di entrambe le società coinvolte sia comune; tutto ciò nella misura in cui non vi sia un conflitto di interessi a causa della mancanza di interessi contrastanti.

La disciplina in esame si applicherà solo alle transazioni nelle quali vi sia un socio maggioritario della controllata che sia anche parte della società obbligata ad approvare la transazione, dando così origine ad un conflitto di interessi.

Tali operazioni infragruppo soggette a conflitto di interessi devono essere approvate dall’assemblea generale (i) quando, per la loro stessa natura, ciò sia richiesto dalla legge o (ii) quando il valore dell’operazione o l’importo totale dell’insieme delle operazioni previste in un accordo quadro o in un contratto è pari o superiore al 10% del patrimonio totale della società. Tutte le altre transazioni devono essere approvate dal consiglio di amministrazione.

Il dovere di astensione degli amministratori della casa madre viene eliminato e il meccanismo di protezione della società controllata e del resto dei suoi soci si ottiene attraverso l’inversione dell’onere della prova in tribunale.

Eccezionalmente, e questa è una delle novità pratiche più rilevanti di questo nuovo regime, viene prevista la possibilità di semplificare il regime di approvazione di alcune tipologie di operazioni previste dalla direttiva (UE) 2017/828 per le società quotate: l’organo di gestione può delegare l’approvazione delle operazioni infragruppo soggette a conflitto di interessi a organi delegati o a membri dell’alta dirigenza, purché si tratti di operazioni effettuate nel corso dell’ordinaria amministrazione, comprese quelle derivanti dall’esecuzione di un accordo quadro o contratto, e purché siano concluse a condizioni di mercato. Per poter effettuare tale delega, l’organo di gestione deve prima stabilire una procedura interna per la valutazione periodica del rispetto dei requisiti per la delega.

Per quanto riguarda il nuovo regime delle operazioni infragruppo applicabile alle società quotate, è stato introdotto un nuovo capitolo VII bis nel titolo XIV della legge sulle società di capitali (articoli 529 vicies a 529 tervicies).

Queste operazioni sono definite in conformità con gli International Financial Reporting Standards nell’articolo 529 vicies e il regime di divulgazione di queste operazioni (529 unvicies) e la loro approvazione (529 duovicies) sono regolati separatamente.

Le operazioni con parti vincolate sono cosi definite come le operazioni effettuate dalla società o dalle sue filiali:

  • con i consiglieri;
  • con soci che detengono il 10% o più dei diritti di voto o che sono rappresentati nel Consiglio di Amministrazione;
  • con qualsiasi altra persona considerata parte vincolata

ed è espressamente stabilito che le seguenti non sono considerate operazioni con parti vincolate:

  • quelle realizzate dalla società con società interamente controllate, poiché non c’è conflitto di interessi;
  • quelle relative all’approvazione dei contratti degli amministratori esecutivi e dei dirigenti;
  • quelle stipulate dagli istituti di credito sulla base di misure destinate a salvaguardare la loro stabilità,
  • quelle stipulate da una società con le sue controllate o partecipate, a condizione che nessun’altra parte collegata alla società abbia un interesse in tali controllate o partecipate.

Quest’ultima è l’eccezione che, come nel regime generale dell’articolo 231 bis LSC, è stata introdotta, al fine di limitare l’applicazione del nuovo regime delle operazioni con parti vincolate alle sole operazioni in cui può effettivamente sussistere un conflitto di interessi

L’assemblea deve sempre deliberare le operazioni infragruppo il cui importo o valore è pari o superiore al 10% del totale delle attività della società quotata. Il potere di approvare tutte le altre operazioni infragruppo spetta al consiglio di amministrazione, che non potrà delegare questo potere.

Le eccezioni a tale divieto di delega sono costituite dalle operazioni tra società che fanno parte dello stesso gruppo che sono effettuate nel corso di normali operazioni commerciali e a condizioni di mercato e le operazioni concluse nell’ambito di contratti le cui condizioni standard sono applicate in massa ad un alto numero di clienti, effettuate a prezzi o tariffe generalmente fissati dal fornitore del bene o del servizio in questione e il cui importo non superi lo 0,5 % del fatturato netto della società.

In questi casi non è richiesta una relazione del Comitato di Controllo, ma deve essere implementata una procedura interna di reporting e controllo periodico, in cui il Comitato di Controllo avrà un ruolo chiave, al fine di verificare la correttezza e la trasparenza delle operazioni e il rispetto dei criteri legali applicabili.

Il Comitato di controllo dovrà quindi assistere il Consiglio di amministrazione nel definire, approvare e attuare un processo di segnalazione e approvazione delle operazioni con parti vincolate e analizzare e preparare una relazione – di natura giuridica, commerciale ed economica – relativa alle operazioni che devono essere approvate dal Consiglio di Amministrazione o dall’Assemblea, per determinare se un’operazione sia equa e ragionevole dal punto di vista della società e dei soci che non risultano parti vincolate, dando conto dei presupposti su cui si basa la valutazione e dei metodi utilizzati.

Sesión presencial “Recuperar España: Claves para las finanzas públicas y el estado de la economía”

El miércoles 27 de octubre de 2021 tendrá lugar la sesión “Recuperar España: Claves para las finanzas públicas y el estado de la economía”, organizada por BFF Banking Group.

Se trata de una sesión presencial para Clientes centrada en la situación económica actual del país, donde se explicará qué papel juegan las políticas de financiación territoriales en el proceso de recuperación post-pandemia.

Tras varios meses con una débil señal de recuperación en los indicadores macroeconómicos, el tercer trimestre de 2021 comienza por una senda más positiva y se espera que España alcance el nivel de PIB pre-pandemia a finales de 2022.

Sin embargo, sin reformas ambiciosas que perduren en el tiempo, el crecimiento será temporal y no suficiente para los compromisos adquiridos en digitalización y sostenibilidad medioambiental. ¿Qué pasos hay que dar para garantizar que los indicadores macro se estabilicen y sigan la senda de la recuperación?

El evento contará con la presencia destacada de:

  • Pablo de Ramón-Laca, Director General del Tesoro y Política Financiera del Ministerio de Asuntos Económicos y Transformación Digital
  • Javier Molinero Sánchez, Director General de BFF Banking Group España
  • Massimiliano Belingheri, CEO de BFF Banking Group
  • Cristina Nogaledo, analista de políticas económicas

La sesión durará 3 horas a partir de las 13.30 y tendrá lugar en el auditorio del edificio Castellana 81, ubicado en Paseo de la Castellana 81, 28046, Madrid.

Si están interesados, pueden escribirnos a info@camacoes.it.

Cybersecurity: Minsait si rafforza in Italia con l’acquisizione di Net Studio da parte del gruppo Indra

Minsait rafforza le proprie capacità e offering in Italia nella Cybersecurity con l’incorporazione nel Gruppo Indra di Net Studio, azienda italiana leader nelle soluzioni di identità digitale e access management.

Net Studio è stata acquisita da SIA – società appartenente al Gruppo Indra, che in Italia è presente attraverso la società Minsait – con l’obiettivo di integrare il suo catalogo di soluzioni e servizi con l’offerta di Minsait in ambito Cybersecurity. Dall’unione delle competenze di Net Studio e Minsait, nasce un’offerta leader in Italia nel campo della gestione delle identità digitali.

Net Studio ha un team di oltre 70 esperti e importanti clienti nei settori dell’industria, della finanza e dell’energia che gli hanno permesso di crescere rapidamente negli ultimi anni. Il suo portafoglio di soluzioni comprende: la governance delle identità digitali; la gestione delle identità; la gestione degli accessi; la gestione degli account privilegiati e la governance dei dati.

Con l’integrazione di Net Studio nel Gruppo Indra, Minsait rafforza la propria offerta in Italia, dove ha già all’attivo importanti progetti di Cybersecurity per clienti in ambito Telco, Musei, Pubblica Amministrazione e Forze dell’Ordine. In particolare, la società si è specializzata nelle tematiche di security assessment, governance, risk & compliance e digital security.

Nelle parole di Pedro García, CEO di Minsait in Italia: “Questo accordo conferma la nostra scommessa sulla Cybersecurity come uno dei driver di crescita in Italia, dove grazie ai nostri professionisti abbiamo raggiunto uno dei più alti tassi di crescita nel mercato IT. Dalle competenze combinate di Net Studio e Minsait nasce l’offerta di riferimento nella Cybersecurity in Italia”.

Con l’ingresso nel Gruppo Indra, Net Studio manterrà il suo attuale team manageriale, che sarà guidato da Francesco Casertano, responsabile Cybersecurity di Minsait in Italia, il quale ha dichiarato: “Le sinergie che genererà l’ingresso di Net Studio nel nostro Gruppo ci permetteranno di offrire la più completa e robusta offerta di gestione delle identità digitali nel mercato italiano, rispondendo così alle crescenti esigenze di protezione che la trasformazione digitale sta creando per le aziende e le istituzioni italiane“.

I fondatori di Net Studio hanno aggiunto: “Siamo molto felici di entrare a far parte del Gruppo Indra, che vanta una forte presenza internazionale e che, attraverso Minsait, ha avuto una rapida e solida espansione in Italia negli ultimi anni, diventando un attore chiave nella digitalizzazione del Paese. Siamo certi che l’unione delle nostre competenze con quelle di Minsait ci aiuterà ad accelerare la nostra crescita per offrire alle aziende e alle istituzioni italiane il servizio di protezione più completo e avanzato sul mercato“.

Crescita in Italia

L’accordo con Net Studio rappresenta un nuovo traguardo nella crescita del Gruppo Indra in Italia, dove oggi conta, attraverso Minsait, la sua filiale di IT e Digital Transformation, più di 2.000 professionisti che lavorano su tutto il territorio nazionale.

All’inizio di quest’anno, infatti, Minsait ha acquisito l’azienda italiana SmartPaper, specializzata in soluzioni e servizi digitali di gestione documentale.

In questo modo, Minsait si è rafforzata nel mercato del Business Process Outsourcing (BPO) di alto valore e complessità tecnologica, integrando un team di circa 1.000 professionisti con l’obiettivo di completare la propria offerta di trasformazione digitale end-to-end e di promuovere la proiezione internazionale di questa area, con focus particolare sull’Europa e sull’America Latina.

Empresas Andaluzas asistirán de la mano de Extenda a Marmomarc en Verona, evento líder mundial para la industria de la piedra natural

Tras la cancelación de la edición de 2020, con motivo de la pandemia del COVID – 19, Marmomac, el evento líder mundial para la industria de la piedra natural y representa a toda la cadena de suministro, vuelve a convocar la participación presencial para este año que tendrá lugar del 27 de septiembre al 2 de octubre en la feria de Verona.

Extenda apoya la participación de tres empresas andaluzas (Gutiérrez Mena de Almería, Jaspe del Genial de Córdoba y Piedra Paloma de Málaga) dentro del pabellón español de la Asociación Nacional de la Piedra Natural y estarán ubicadas entre el pabellón 7 y 12.

Estas empresas también contarán con una inscripción en Marmomac Plus , espacio virtual abierto todo el año a las empresas y operadores del sector.

Il Decreto Legislativo 1° giugno 2021 n. 119 e le modifiche apportate al Regolamento di attuazione del Codice della Proprietà Industriale

A cura del Avv. Niccolò Ferretti, della Avv. Emanuela Gaia Zapparoli

e della dott.ssa Beatrice Cuseri 

A partire dal 9 settembre 2021 sono entrate in vigore le modifiche apportate dal Decreto Legislativo n. 119, del 1° giugno 2021, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 203 il 25 agosto 2021, al Regolamento di attuazione del Codice della Proprietà Industriale (D. Lgs. n. 33 del 13 gennaio 2010).

Tali modifiche si sono rese necessarie, al fine di adeguare l’assetto legislativo nazionale alla normativa europea e ravvicinare le legislazioni degli Stati membri in materia.

Le modifiche al regolamento di attuazione del codice della proprietà industriale rappresentano l’epilogo dell’implementazione della Direttiva (UE) 2015/2436 del 16 dicembre 2015, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa, iniziata con l’emanazione del Decreto Legislativo n. 15 del 19 febbraio 2019, recante modifiche al Codice di Proprietà Industriale.

Le novità apportate hanno riguardato diversi settori, interessando sia i marchi che i brevetti, mirando, oltre a conseguire una coerenza sistematica del testo (operando qualche minore correzione), anche ad adeguare la normativa alla crescente digitalizzazione nel settore (anche proprio con riferimento alla presentazione delle domande di registrazione) e a precisare il significato di alcune previsioni, recependo quanto già sancito dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia.

Per quanto riguarda la semplificazione e digitalizzazione dei procedimenti che riguardano la concessione dei diritti di proprietà intellettuale, il Decreto Legislativo è intervenuto, imponendo l’uso dei moduli specificamente approntati e disponibili presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, o nell’apposita sezione del sito web e presso le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per le domande nazionali di brevetto, di privativa per nuova varietà vegetale, di certificato complementare per prodotti medicinali e per prodotti fitosanitari e per tutte le istanze successive ad esse.

L’articolo 17 ha introdotto per il titolare di brevetto l’obbligo, una volta passata in giudicato la sentenza che dichiara la nullità parziale della medesima, di informare “tempestivamente” l’Ufficio delle rivendicazioni come risultanti dalla pronuncia, pur senza prevedere un termine per tale adempimento.

Allo stesso modo, con riferimento ai marchi d’impresa, è stato specificato che, sia per il deposito delle domande di registrazione, sia per il deposito di istanze di opposizione e della documentazione successiva, occorre riferirsi esclusivamente ai moduli predisposti dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Sono state, altresì, indicate con maggior precisione le modalità di rappresentazione digitale ammesse per le varie tipologie di marchi (quali il marchio denominativo, figurativo, di forma tridimensionale, di posizionamento, a motivi ripetuti, di colore, sonoro, di movimento, multimediale e olografico).

Inoltre, il Decreto Legislativo n. 119 del 2021 ha riguardato anche la tematica della “trasparenza”, ampliando la possibilità di prendere visione ed estrarre copia dai fascicoli dell’Ufficio, purché non ricorrano le ipotesi di esclusione del diritto di accesso, ai sensi della vigente normativa. Sempre al fine di facilitare i terzi che abbiano interesse a consultare i fascicoli dei diritti di privativa, all’articolo 40 del Regolamento in esame è stato aggiunto il comma 7-bis, il quale stabilisce che la trascrizione di contratti di licenza deve indicare se si tratta di licenza esclusiva o non esclusiva e se riguarda l’intero diritto o solo una parte dei diritti tutelati dal titolo concesso.

Dal punto di vista della codificazione della giurisprudenza comunitaria, occorre menzionare le modifiche introdotte all’art. 11 del Regolamento di attuazione del Codice della Proprietà Industriale hanno previsto che, al fine di designare tutti i prodotti e servizi appartenenti alla classe merceologica prescelta, occorra una dichiarazione espressa in tal senso, non essendo sufficiente l’indicazione del titolo della classe per estendere la protezione a tutti i prodotti e servizi della classe.

Dato il tenore delle modifiche e l’incidenza delle stesse, il Decreto Legislativo n. 119 del 2021, pur non avendo comportato sconvolgimenti significativi nell’approccio alla materia, ha sicuramente contribuito ad adeguare la normativa sia alla sempre maggiore digitalizzazione dei processi sia a principi ormai consolidati dalla giurisprudenza comunitaria in tema.

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