Fondazione Farmafactoring presenta il Rapporto 2020 “Sanità in controluce”

Fondazione Farmafactoring presenta il Rapporto 2020 “Sanità in controluce”

LA LEZIONE DELLA PANDEMIA: RIPROGETTARE LA SANITÀ COME “ECOSISTEMA”

“Il Rapporto di quest’anno analizza lo stress test cui la pandemia ha sottoposto il nostro sistema sanitario. Rivelandone le debolezze strutturali, ma indicando anche la strada per il suo rilancio”.

Con queste parole Marco Riccardo Rabuffi, Presidente di Fondazione Farmafactoring, presenta il tradizionale lavoro realizzato con il contributo e il coordinamento scientifico del Professor Vincenzo Atella, Direttore Scientifico di Fondazione Farmafactoring, e con il contributo di CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) e di CERGAS (Centro di Ricerche sulla Gestione dell’assistenza sanitaria e sociale).

Quando la prima ondata si è intensificata è emersa tutta l’impreparazione sistemica dell’ecosistema sanità, oltre che della società e delle istituzioni. Il SSN sta cambiando rapidamente pelle, trasformandosi sempre di più in un “ecosistema”, ovvero un sistema complesso che interagisce con altri sistemi complessi, le cui regole di ingaggio e di gestione si modificano con una velocità che non è più quella di una volta. Un sistema complesso che consideri in modo integrato le fasi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione deve muoversi all’interno di uno scenario complesso e caratterizzato da forti e rapidi cambiamenti di conoscenze, tecnologie, assetti istituzionali, comportamenti politici, valori sociali, dinamiche dell’economia. La pandemia non ha fatto altro che imporre un imponente stress test al sistema e alle sue modalità di dare risposte alla popolazione” afferma il Rapporto 2020 dal titolo “L’ecosistema della salute alla prova dello stress test da Covid-19: quali reazioni e quali risultati”.

Un servizio sanitario universalistico conta però moltissimo per gli italiani, e la loro fiducia nei suoi confronti ha tenuto: nel periodo da dicembre 2020 a febbraio 2021 il 46,6% degli italiani valuta infatti ottimo o buono l’operato del SSN sanitario, il 30,4% sufficiente, il 19,5% insufficiente. Il merito è dei suoi medici, infermieri e ausiliari, più che del sistema, le cui debolezze sono state uno shock profondo. Soprattutto quelle di fronte alla seconda ondata di ottobre 2020, alla quale poteva farsi trovare più preparato. Insomma, un punto di riferimento esistenziale per gli italiani ha vacillato pericolosamente.

Rafforzare la medicina territoriale, migliorare il dialogo con i cittadini per non farli più sentire smarriti, l’investimento sulla prevenzione e su un sistema di risposte efficaci e tempestive anche a fronte del ritorno della domanda sanitaria “rinviata” durante l’emergenza dei pazienti no covid, sono i punti chiave su cui lavorare.

Sul fronte del futuro del Sistema sanitario, in primo piano c’è anche la necessità di sfruttare tutte le opportunità della transizione digitale. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) dedica una parte consistente dei quasi 20 miliardi di euro della Missione Salute proprio alla digitalizzazione del SSN anche nell’ottica di migliorare l’accesso e i servizi ai suoi utenti/pazienti.

Non sono soluzioni facili, ma alla base vi è il giudizio conclusivo del Rapporto secondo cui “solo la messa in campo di soluzioni che sono esito di cooperazione tra mondi e saperi diversificati, potrà vincere la sfida delle emergenze, intesa come la sfida suprema a sanità e società. Ciò richiede modificazioni profonde, a cominciare della multidisciplinarietà come cultura e come modello operativo, per rendere operativi gli schemi della cooperazione nelle comunità.”

Il SSN deve essere quindi visto come un ecosistema che si relaziona con altri ecosistemi e solo una buona relazionalità consentirà di affrontare le sfide future. Oggi più che mai per gli italiani la sanità è un front-office dei tanti ecosistemi che formano la nostra comunità, quindi la sua performance diventa paradigma del rapporto con le istituzioni. Le giunture tra sanità e non sanità in questa fase sono decisive.

Sul sito di Fondazione Farmafactoring è disponibile anche un abstract del rapporto.

Contatti                                                                                

Fondazione Farmafactoring                                                                     
Giulia Castellucci                                                                                         
castellucci@fondazionefarmafactoring.it       

Media Relations

antonella asnaghi & associati
Antonella Asnaghi                    
+ 39 02 48008294


X