SPAGNA E ITALIA, UN’ EMERGENZA COMUNE

SPAGNA E ITALIA, UN’ EMERGENZA COMUNE

In questo momento entrambi paesi stanno vivendo una situazione veramente terribile, che nessuno poteva neanche immaginare, ed è sicuro che, una volta finito il periodo della quarantena, non torneremo alla precedente normalità per alcuni mesi ancora. Essendo la nostra un’azienda alimentare, dichiarata “essenziale” in quanto produciamo beni di prima necessità, non abbiamo mai fermato l’attività, anzi, abbiamo dovuto rafforzarla per far fronte all’aumento della domanda di prodotto espressa dal mercato, soprattutto nelle prime settimane della quarantena. Ci siamo trovati quindi a dover assumere decisioni veloci e diverse tra loro al fine di garantire prima di tutto la sicurezza dei lavoratori, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, sia che fosse di produzione o di tipo amministrativo e/o commerciale, il tutto tenendo in considerazione le indicazioni guida di entrambi paesi, vale a dire Spagna, dove abbiamo i nostri impianti di produzione, e Italia, dove invece si concentrano gli uffici commerciali e amministrativi e il nostro mercato.

Attenzione verso gli attori della società e i nostri lavoratori

La salute e il benessere di ciascuna persona è stata sin da subito la nostra preoccupazione principale. Per questo motivo stiamo adottando diverse misure affinchè sia possibile garantire sempre il maggior livello di sicurezza, a seconda dell’evolversi dell’emergenza.

Anche se siamo una società inquadrata nell’ambito delle attività considerate essenziali, abbiamo ritenuto come un nostro obbligo continuare a mantenere operativa l’attività, così come hanno fatto supermercati, famarcie, distributori di benzina, trasportatori, centri sanitari e molti altri ancora. Ci siamo uniti alla marea di persone che lavorano per il bene comune della società in un momento così complesso, e questo non solo per servire e soddisfare le richieste dei nostri clienti, ma anche per essere in grado di offire il nostro aiuto alle persone più bisognose. Abbiamo infatti inviato diverse donazioni alla Croce Rossa e continueremo a collaborare sia con loro che con altre entità sociali che hanno bisogno di aiuto. Nel concreto abbiamo collaborato con alcune realtà locali vicine alla nostra sede, distribuendo 2.200 mascherine monouso e 350 camici monosuo tra il centro medico del Comune e le località vicine. Abbiamo donato 30.000 lattine di tonno fra diversi organismo sociali, per aiutare le famiglie più bisognose. Inoltre, grazie a una delle imprese del Gruppo, Jealfer, operante nel settore tessile, abbiamo iniziato a confenzionare mascherine sanitarie per donarle.

Nella fase iniziale di diffusione del virus abbiamo predisposto un protocollo per istruire il più possibile tutto il nostro personale attraverso la diffusione interna di una brochure che, oltre ad illustrare la procedura piu corretta da seguire per il lavaggio delle mani, spiegava i sintomi e le modalità di trasmissione, nonchè tutte le raccomandazioni necessarie per prevenire i contagi. Non ci siamo però limitati ad istruire il personale sulle pratiche di pulizia, igiene e sicurezza, ma abbiamo nominato anche degli “ambasciatori di buone pratiche” in ogni settore della fabbricazione, ossia persone incaricate di garantire il rispetto di tali linee guida.

Sempre per la tutela dei lavoratori, abbiamo fornito dispositivi di protezione (come mascherine, guanti, ecc) al personale di tutti i centri di produzione e abbiamo ridotto il numero degli operatori presenti contemporaneamente in un turno per poter aumentare la distanza di sicurezza tra le persone stesse. Inoltre, misuriamo la temperatura corporea a tutti coloro che accedono all’area produttiva e anche durante la giornata di lavoro, e lo facciamo in forma del tutto aleatoria; inoltre abbiamo ridotto i turni di lavoro a 7 ore (anziché 8) per non far coincidere la uscita di un turno con la entrata del seguente, e via dicendo. Le procedure di pulizia e disinfezione delle superfici sono state ulteriormente rafforzate grazie all’impiego di irroratori con ipoclorito di sodio diluito.

In Italia, con il personale amministrativo e commerciale, siamo stati capaci di gestire tutto il lavoro tramite lo smart working, fornendo anche in questo caso un protocollo di buone pratiche. Spostare il luogo di lavoro dall’ufficio alla propria abitazione è stato un forte cambiamento che, almeno in parte, ha influito nel modo di svolgere l’operatività quotidiana. È per questo motivo che continuiamo a fornire anche a questi lavoratori utili consigli affinchè la salute sia comunque sempre una priorità, anche dentro le mura di casa. Per esempio, consigliamo di gestire al meglio il tempo cercando di pianificare una routine e stabilire delle priorità di lavoro, mantenendo sempre una buona comunicazione con il colleghi attraverso interazioni giornaliere e riunioni periodiche. Consigliamo di ricavare una postazione specifica per lavorare, preferibilmente in un posto tranquillo e con luce naturale, e suggeriamo di prestare attenzione alla postura e alla alimentazione, bevendo molto.

Attendiamo di conoscere quali saranno i prossimi nuovi sviluppi relativi all’emergenza, ma ormai che siamo in uno stato d’allarme da molte settimane riteniamo di non poter abbassare la guarda in nessun momento, e pertanto resteremo vigili e attenti per la nostra salute e per quella di tutti.

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