• Home
  • MAGNUS CMD: Energia pulita per tutti gli europei: Sarà il 2017 l'anno della svolta per l'Unione Energetica Europea?

Noticias Socios

MAGNUS CMD: Energia pulita per tutti gli europei: Sarà il 2017 l'anno della svolta per l'Unione Energetica Europea?

logo_magnus.png

Lo scorso 30 novembre 2016 la Commissione Europea ha presentato il piano inerente al raggiungimento dell’Unione Energetica Europea, puntando a un’accelerazione della transizione all’energia pulita e alla stimolazione della crescita attraverso la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il piano, chiamato “Energia pulita per tutti gli europei”, delinea la strategia energetica dell’Unione per l’orizzonte temporale 2021-2030.

La proposta include diverse direttive e comunicazioni esortative che devono ancora essere discusse dal Parlamento Europeo, ma le misure della Commissione sembrano puntare ad una transizione globale irreversibile all’energia pulita, con l’UE in veste di leader.

Il pacchetto, a parte offrire una legislazione in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili, ha anche lo scopo di progettare il futuro dei mercati elettrici dell’Unione, proponendo nuove regole di governance.

MAGNUS.jpg

I tre obiettivi principali fissati dalla Commissione nel, cosiddetto, “Winter Package” sono:

  • Il raggiungimento di una leadership globale nel settore delle energie rinnovabili
  • Il raggiungimento dell’obiettivo del 30% di efficienza energetica
  • La tutela dei consumatori

Il pacchetto include una direttiva per le energie rinnovabili migliorata, che impone alll’Europa il raggiungimento  dell’obiettivo del 27% del consumo energetico proveniente da fonti rinnovabili entro il 2030.

La spinta piú forte, è legata ai settori del riscaldamento e dei trasporti in cui la penetrazione delle energie rinnovabili è finora stata deludente, rispetto ai successi raggiunti nel settore elettrico. L’obiettivo dichiarato é quindi quello di  raggiungere il suddetto target, con quasi la metá del contributo proveniente dai settori del riscaldamento e del raffreddamento.

MAGNUS_1.png

Per quanto riguarda l’obiettivo di efficienza energetica, diverse sono state le  misure proposte dalla Commissione per favorire il suo raggiungimento:

  1. Creazione della struttura legislativa per promuovere un miglioramento generale dei livelli di efficienza energetica;
  2. Miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici;
  3. Finanziamento per l’efficienza energetica, attraverso le attivitá di restauro e l’introduzione di tecnologie smart, legate a strumenti di performance.
  4. Miglioramento del rendimento energetico dei prodotti (Ecodesign) e un aumento del grado di informazione dei consumatori (etichettatura energetica);

Secondo la Commissione, la legislazione sull’efficienza energetica sbloccherebbe il risparmio energetico, fomentando la crescita economica grazie ai nuovi investimenti UE, e permettendo cosí la creazione di nuovi posti di lavoro.

La Commissione ha proposto un livello obiettivo vincolante del 30% per l’efficienza energetica, da raggiungere entro il 2030. Questa misura si tradurrebbe in una riduzione del 30% del consumo energetico dell’Unione, estendendo l’obiettivo del 20% da raggiungere nel 2020, impostato nel 2007.

Nel caso che questi obiettivi di efficienza vengano effettivamente raggiunti, ci sarebbe da interrogarsi riguardo il futuro dei prezzi del carbonio nel sistema ETS.

Il sistema ETS fornisce al giorno d’oggi incentivi molto deboli per sistemi di generazione a basse emissioni di carbonio, ed é difficile pensare possa sopravvivere a un ulteriore indebolimento.

Gli obiettivi fissati sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica, vanno di pari passo con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra, fissati dall’accordo di Parigi della Cop21.

Il momento risulta particolarmente propizio, considerato che l’UE potrá ora dimostrare che gli obiettivi di decarbonizzazione e la lotta al cambiamento climatico sono rimasti invariati nonostante il cambiamento della politica proposto dal nuovo Presidente USA, Donald Trump.

Considerata anche la progressiva elettrificazione della economia dell’Unione, uno degli obiettivi fissati dalla Commissione é stato quello della decarbonizzazione della produzione di energia elettrica.

É ormai chiaro che, nonostante l’eccesso di capacità su cui puó contare la UE nel suo insieme, sussistono preoccupazioni diffuse a causa della mancanza di meccanismi di stoccaggio: non c’è ancora abbastanza generazione baseload proveniente da fonti rinnovabili per garantire la sicurezza di approvvigionamento, né vi sarà nel prossimo futuro.

La Commissione ha dunque proposto alcune riforme per migliorare il funzionamento dei mercati dell’energia elettrica dell’UE, che richiederanno agli Stati membri l’implementazione di piani e l’introduzione di nuovi meccanismi di capacità.

A tal proposito, un esempio delle riforme introdotte dal pacchetto é la rimozione dei massimali di prezzo vigenti nel mercato all’ingrosso.

In passato, la Commissione ha cercato di promuovere la massima liberalizzazione dei mercati dell’energia, ma la distorsione proveniente sia dal lato della domanda che da quello dell’offerta ha continuato influenzare il mercato.

Ciò è particolarmente vero se pensiamo che quasi il 60% dei paesi dell’Unione, conta con dei mercati elettrici che sono ancora oggetto di regolamentazione o prevedono l’applicazione di massimali di prezzo sull’energia, sia nella vendita al dettaglio che nei mercati all’ingrosso.

Un altro fattore di distorsione è l’influenza dei sussidi all’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. Tali sussidi permettono alle rinnovabili di avere un costo marginale pari a zero, distruggendo l’ordine di merito basato sui costi tradizionali, utilizzato per determinare la sequenza in cui i gestori di rete dispacciano le diverse fonti di generazione sul mercato.

L’obiettivo della Commissione è quello di imporre la stessa disciplina di mercato, tanto per i generatori di rinnovabili come per quelli convenzionali, eliminando il privilegio di dispacciamento di cui le rinnovabili hanno goduto finora.

A questo punto la domanda da porsi è: è fattibile?

Il primo problema da considerare é se il mercato sará in grado di raggiungere il livello di prezzo necessario per coprire l’investimento iniziale. E se cosí fosse, come sarebbe possibile distinguere l’aumento di prezzo da  quello derivante da un abuso di posizione dominante?

Il rischio principale relativo a questo approccio è che i più grandi generatori potrebbero trarre vantaggio da questa situazione e cercare di trasformarsi in monopolisti.

Il secondo problema da affrontare è il fatto che alcuni governi dell’Unione non vogliono rinunciare alla possibilità di interferire sui prezzi dell’energia. Alcuni dei rappresentanti, infatti, fanno leva sulla garanzia di prezzi energetici equi e stabili, in un tentativo populista di compiacere i loro elettori.

Tutti questi temi sono di vitale importanza per il progetto dell’Unione Energetica. Il coordinamento normativo, risulta dunque imprescindibile per l’implementazione di questi piani e per favorire la cooperazione tra nazioni. Normalmente queste gestioni vengono affidate a singoli regolatori nazionali piuttosto che a un unico regolatore europeo.

A questo proposito, l’elemento dirompente, incluso nel “Winter Package” che lo rende diverso dalle direttive che lo hanno preceduto, è dato dalla proposta di una governance dell’Unione Energetica.

 MAGNUS_2.jpg

In pratica questo si traduce nei requisiti per tutti gli Stati membri dell’UE di avere un piano di energia e clima integrato, che servirá a monitorare il lavoro di tutti i paesi europei nel cammino verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo sul clima di Parigi.

Gli Stati membri sono tenuti a presentare nel 2018 la prima stesura dei loro piani nazionali, che saranno poi sviluppati in un ‘processo iterativo’ con la Commissione, e infine ultimati nel 2019.

La direttiva sulle energie rinnovabili, unitamente alle proposte inerenti alla riforma dei mercati elettrici e alla governance per l’Unione Energetica, si premettono di fissare un quadro normativo che porterà maggiori sicurezze per gli investitori e consentirá una parità di condizioni per tutte le tecnologie, senza compromettere gli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione.

Ovviamente il “Winter Package” non puó essere considerato come la bibbia definitiva sull’Unione Energetica: molti argomenti sono ancora piuttosto controversi e oggetto di discussione tra gli stessi Stati membri dell’Unione.  Ma, “Energia pulita per tutti gli Europei” può essere senza dubbio definita, pur con i suoi limiti e difetti, come il punto di partenza per l’Europa verso una transizione all’energia pulita e una strategia valida per la crescita e l’occupazione nel settore energetico.

Click aquí para leer el artículo en la página web de MAGNUS COMMODITIES

Icono economia blanco
 

Información
Económica y Política