EDITORIALE CAMERA – GENNAIO 2020

Gennaio 2020

Carissimi Soci,

Buon anno e ben ritrovati!

Il 2020 per la Camera inizia con la gestione di un progetto istituzionale molto importante: l’Investor Breakfast “Invest in Cádiz”, che si terrà il prossimo 23 gennaio a Milano, e che illustrerà le opportunità riservate alle aziende italiane e straniere, presentando la provincia di Cadice come polo di investimento. Conteremo sulla partecipazione di Rogelio Velasco Pérez, Assessore di Economia, Conoscenza, Aziende e Università del Governo dell’Andalusia e dei diversi rappresentanti dell’Agencia IDEA, Agenzia di Innovazione e Sviluppo della Regione dell’Andalusia.
Quest’iniziativa rientra nel progetto istituzionale che ormai da un paio d’anni la Camera sta portando avanti con l’obiettivo di aumentare la nostra presenza e visibilità di fronte alle istituzioni italiane e spagnole. La nostra intenzione è quella di continuare a lavorare su questa linea portando delle delegazioni che possano offrirvi nuove opportunità in entrambi mercati.
Vi invitiamo a partecipare e a prendere parte a questo progetto!

Riprendendo poi quanto anticipato nella scorsa newsletter, stiamo lavorando ad altri due nuovi progetti: il progetto startup, che prevede la creazione di un ecosistema per startup spagnole e italiane e il progetto Corporate Social Responsability. L’obiettivo di questi progetti è rispondere ai nuovi trend del mercato e essere presenti in due segmenti fondamentali. I progetti prevedono una stretta collaborazione tra voi e la Camera oltre a un continuo dialogo con diverse istituzioni di riferimento. Stiamo delineando tutti i dettagli dei programmi e presto ve ne faremo partecipi.

Quest’anno vorremmo che il nostro network fosse ancora più dinamico e che si creassero ulteriori sinergie tra di voi. Per questo vi invitiamo a darci il vostro feedback e a mandarci le vostre proposte.

La Camera vi augura un 2020 di grandi successi e crescita.
Buon proseguimento e a presto,
Yolanda Gimeno

AUDAX ENERGIA

AUDAX RENOVABLES: INNOVAZIONE E DINAMISMO DI UNA SOCIETÀ IN CONTINUA CRESCITA

Audax Renovables è un gruppo spagnolo dedito alla commercializzazione di luce e gas e alla generazione di elettricità 100% rinnovabile. Fin dal suo inizio, la società è riuscita a differenziarsi in un mercato piuttosto conservatore e poco flessibile lanciando prodotti innovativi che si adattano alle esigenze dei clienti. Ma vi sono altri ingredienti.

José Elías Navarro_Audax_Renovables

La spinta all’innovazione, la capacità di anticipare il futuro, di guardare avanti e cogliere prima degli altri competitor quali saranno le tendenze del mercato riflettono un modo di fare imprenditoria proprio di José Elías Navarro,  presidente e fondatore del Gruppo. Comprese le potenzialità della liberalizzazione del mercato elettrico spagnolo e deciso ad applicare soluzioni nuove a un settore ancora segnato da rigidità, José Elías fonda una piccola società di vendita di energia. È un periodo “nero”: nel 2008, la Spagna, come il resto del mondo, vive una profonda crisi economica. Nonostante la pessima congiuntura le cose vanno bene e grazie ai risultati ottenuti acquisisce un’altra società, Audax per l’appunto. Siamo nel 2012 e da quel momento la crescita è stata inarrestabile.

Mejor Jove Empresari 2016 secondo AIJEC (Associació de Joves Empresaris de Catalunya) e vincitore del Premio Emprendedor Emergente 2017 secondo EY, oggi José Elías guida un Gruppo internazionale da 1.300 milioni di euro di fatturato, un Ebitda da 53 milioni di euro, più di 300mila clienti, oltre 500 dipendenti e una quotazione in Borsa (a Madrid) che sembra non voler smettere di aumentare di valore.

Audax_eolico_2

La competizione con le big non è facile, ma Audax si ritaglia una quota di mercato tanto consistente come interessante, occupando la prima posizione fra le compagnie indipendenti nel segmento PMI. Alla presenza in Spagna, si è – sin dal 2013 – affiancata quella in altri Paesi, grazie a una politica di espansione che ha visto l’apertura di sedi in Portogallo, Germania, Olanda, Polonia e naturalmente Italia.

All’inizio del 2019 la fusione tra Audax Energía e Audax Renovables ha dato vita a un soggetto imprenditoriale in grado di unire la parte di vendita e commercializzazione di luce e gas con quella di generazione di elettricità 100% rinnovabile, grazie agli impianti di proprietà in Spagna, Francia, Polonia e Panama.

E il futuro? Il 2020, intanto, si apre con ottime aspettative sia dal punto di vista progettuale che economico; in questo senso, dati e cifre degli ultimi mesi del 2019 ci hanno raccontato di un’ulteriore forte crescita. La strategia al 2022 prevede obiettivi quali superare i 550mila clienti fornire oltre 15 TWh di energia (nel 2018 si sono oltrepassati i 10 TWh), superare i 1.500 milioni di euro fatturato e i 100milioni di euro di EBITDA.

La crescita, si baserà sia sugli sviluppi futuri nel settore delle energie rinnovabili sia sulle potenziali opportunità di acquisizione nell’ambito della fornitura. In questo senso, Audax proseguirà utilizzando strumenti innovativi come i PPA (Power Purchase Agreement) sistema di acquisto di energia a lungo termine oggi utilizzato dai produttori di rinnovabili e dalle grandi compagnie venditrici di energia. Un sistema di cui Audax Renovables si è servita in più occasioni tanto da diventare, in qualche misura, “pioniere” o “first mover” in questo mercato.

EXTENDA

L’ imprenditorialita’ andalusa presente a Vicenza Oro e Homi

Extenda inaugura il 2020 appoggiando la presenza dell’imprenditorialità andalusa in 2 importanti eventi fieristici italiani, in programma questo mese.

30 aziende andaluse esporranno alla prossima edizione di Vicenza Oro (https://www.vicenzaoro.com/it/ ), La Manifestazione internazionale di riferimento per il comparto orafo e gioielliero, organizzata da Italian Exibition Group, in programma dal 17 al 22 gennaio.

VICENZA OROSuccessivamente, 6 aziende andaluse espositrici saranno presenti a HOMI FASHION & JEWELS (http://www.homifashionjewels.com/it ) che si svolgerà dal 15 al 18 febbraio a Fiera Milano.

 

HUOMI

 

Il team di Extenda coglie l’occasione per augurare atutti i soci della Camera un anno ricco di progetti e obiettivi da realizzare!

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STUDIO NICOLINI

Call-off stock intra-Ue nuove regole dal 1^ gennaio 2020

dott. Goffredo Bonasi

Importante novità,  introdotta a partire dal 1° gennaio 2020  con l’entrata in vigore della Direttiva Ue n.1910/2018,  riguarda  il contratto di call-off stock. Si  infatti che l’invio da parte di un soggetto di un bene della propria impresa in un altro Stato UE sulla base di un contratto di call-off stock non è più assimilato a una cessione effettuata a titolo oneroso, imponibile a IVA, a patto che il trasferimento del potere di disporre delle merce come proprietario avvenga entro 12 mesi dall’arrivo dei beni nello Stato di destinazione.

 

Scopo  principale della nuova regola della UE  è quello di evitare al fornitore in call-off stock di dover aprire una posizione IVA nel Paese in cui vengono trasportate le merci . Fino al 31 dicembre 2019  tale operazione richiedeva infatti , in alcuni Stati membri, l’apertura di una posizione Iva nello Stato di arrivo della merce, per il trasferimento dei beni in conto vendita.

 

In sintesi con l’accordo di call-off stock i beni vengono spediti o trasportati da un soggetto , o da un terzo che agisce per suo conto, verso un altro Stato membro dell’Unione Europea , in previsione di una cessione, in una fase successiva e dopo il loro arrivo, a un altro soggetto passivo che ha il diritto di acquisire la proprietà di tali beni, in conformità di un accordo esistente tra i due soggetti passivi. Pertanto, al momento della spedizione dei beni verso l’altro Stato membro, il cedente conosce quindi già l’identità dell’acquirente al quale tali beni saranno ceduti

 

L’ Italia ha già adottato tale sistema anche se  a livello comunitario, tale semplificazione, , non era riconosciuta da tutti i Paesi della UE (esempio Germania), determinando un’applicazione difforme delle norme che, tramite la citata Direttiva 2018/1910/UE dovrebbe risolversi definitivamente per tutti gli stati con effetto 1° gennaio 2020.

 

Condizione essenziale quindi perché si possa concretizzare il beneficio del call-off stock è che dopo il loro arrivo nello stato di destinazione i  beni saranno ceduti ad un altro soggetto passivo il quale, in forza dell’accordo esistente tra le parti, ha il diritto di acquisirne la proprietà.

 

Il  beneficio di call-off stock viene meno nelle seguenti casistiche:

 

  • alla scadenza dei 12 mesi dopo l’arrivo dei beni a destinazione, se il call-off stock non è esercitato;
  • se i beni sono ceduti ad un soggetto diverso da quello al quale erano destinati in call-off stock se i beni sono inviati in un altro Stato membro ovvero ceduti all’esportazione;

se i beni sono distrutti, smarriti o rubati.

STUDIO LEGALE MENICHETTI

Circa l’attività concorrenziale dell’agente di commercio in esclusiva

di dott.ssa Elena Bissoli

Con sentenza n. 30065 del 19.11.2019 la Corte di Cassazione ha ribadito il proprio orientamento in tema di dovere d’esclusiva dell’agente ex art. 1743 c.c., secondo cui quest’ultimo non può assumere l’incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro, determinando, in caso di violazione di tal divieto, un dirottamento della clientela (anche solo potenziale) del preponente verso imprese concorrenti.

Nel caso di specie, la Suprema Corte ha confermato la sentenza di secondo grado, che, in riforma di quella di prime cure e conformemente ad un orientamento consolidato della stessa Cassazione, aveva affermato che “la nozione di concorrenza non va necessariamente individuata in relazione alla produzione o commercializzazione di identici prodotti da parte di più imprese, essendo all’uopo sufficiente che queste si rivolgano ad una clientela anche solo potenzialmente comune, sì che l’una possa ricevere danno dall’ingresso e dall’espansione dell’altra sul mercato, cui entrambe si rivolgano o prevedibilmente si rivolgeranno”.

La Corte d’appello, in particolare, aveva ritenuto la violazione, da parte dell’agente, dell’obbligo di esclusiva, in quanto l’attività promozionale di vendita a favore di altre imprese aveva avuto ad oggetto beni destinati alla realizzazione di manufatti edili, settore in cui operava il preponente, e quindi destinati, anche solo potenzialmente, ad una clientela comune, senza che a nulla potesse rilevare la diversità tipologica dei materiali.

La Corte di Cassazione ha ribadito che la concorrenza si verifica non solo quando vi sia un’identità assoluta di prodotti, ma anche quando l’attività dell’agente si rivolga ad una clientela che, in un certo ambito territoriale e temporale, potrebbe optare per l’acquisto dei prodotti sia dell’una che dell’altra venditrice.

COCUZZA & ASSOCIATI

 I “green leases” 

Giulia Comparini

L’argomento sostenibilità in ambito retail real estate è di primaria attualità ed importanza sia per i brand che per le proprietà.

Da un lato, infatti, la rapida evoluzione del retail dimostra che il consumatore è sempre più consapevole ed è disposto a premiare i brand che dimostrano di elevare i loro standard di responsabilità sociale e di rispetto per l’ambiente nello svolgimento della loro attività, nella realizzazione dei loro negozi e dei prodotti messi in vendita.

Dall’altro lato, sono ormai numerosi i provvedimenti legislativi – per la maggior parte di derivazione comunitaria – che vanno nella direzione della sostenibilità. Si pensi, ad esempio, alle disposizioni in materia di prestazione ed efficienza energetica degli edifici. In molti paesi dell’Unione Europea, fra i quali anche l’Italia, è ormai obbligatorio dichiarare la prestazione energetica degli immobili come condizione per la vendita o la locazione dei medesimi.

Molte proprietà hanno già intrapreso investimenti mirati a migliorare l’efficienza energetica dei loro immobili andando anche oltre la normativa vigente ed ottenendo le certificazioni ambientali, la cui adozione, pur rimanendo ancora volontaria, rappresenta una garanzia di commerciabilità dell’immobile.

Più in generale, si può affermare che la sostenibilità sta diventando un valore fondante nella progettazione degli spazi retail e degli immobili in genere. Si tratta di un plus riconosciuto sia dagli operatori, sempre più attenti all’impatto ambientale e sociale della loro attività e ai costi complessivi per la manutenzione degli immobili locati, sia dagli investitori, che preferiscono iniettare i capitali in immobili che presentano meno rischi e risultano più appetibili al mercato.

In questo ambito si inseriscono le cd. locazioni verdi o Green Lease, vale a dire quei contratti di locazione che contengono disposizioni che incoraggiano l’adozione di pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente da parte sia del proprietario che dell’inquilino.

Di norma, i contratti di locazione verdi non sono regolamentati per legge e, poiché tali contratti si stanno sviluppando lentamente in Italia, non ci sono ancora testi o precedenti accreditati su cui basarsi. Comunemente, in Inghilterra e in Francia, le pattuizioni “verdi” sono incorporate nel contratto di locazione mediante un programma comunemente definito “memorandum of understanding.

Inoltre, i Green Lease possono essere utilizzati non solo per nuovi sviluppi con caratteristiche di progettazione sostenibile, ma anche per edifici esistenti.

In tali casi, laddove un proprietario intenda ammodernare edifici esistenti con elementi di design sostenibile, può prendere in considerazione l’incorporazione di disposizioni di tipiche dei Green Lease nel contratto di locazione esistente adeguando il relativo contratto.

Un contratto di locazione verde dovrebbe contenere di solito cinque punti essenziali:

  1. Certificazione dell’edificio (ad esempio, secondo gli standard BREEAM) da verificare con cadenza annuale.
  2. Misurazione digitale separata dei consumi
  3. Un comitato di gestione dell’edificio di cui i locali fanno parte
  4. Un piano di gestione dell’energia
  5. Un sistema di risoluzione delle controversie

 

Infine, si elencano qui di seguito alcune clausole del modello di locazione verde che dovrebbero essere prese in considerazione e aggiunte durante la stesura del contratto:

Preambolo / Accordo di cooperazione / Uso generale, Gestione: il successo di un contratto di locazione verde dipende tanto dall’effettiva cooperazione tra le parti quanto dall’esistenza di rigorosi obblighi giuridici. Come tale, è utile includere una dichiarazione di intenzione non vincolante che esponga le proposte delle parti di stipulare un contratto di locazione verde. Questo può essere incluso nel preambolo o utilizzato come introduzione a un programma ambientale.

Clausola di efficienza energetica e di energie rinnovabili / illuminazione: l’UE promuove l’uso di energie rinnovabili definendo obiettivi per il consumo di energia. I proprietari potrebbero prevedere che l’X% dell’energia elettrica acquistata per l’immobile in affitto provenga esclusivamente da fonti di energia rinnovabile. Inoltre i proprietari potrebbero valutare l’aggiunta di energie rinnovabili in loco, ad esempio mediante l’installazione – ove possibile – di pannelli solari. Altra soluzione per l’illuminazione potrebbe essere quella di prevedere che l’inquilino possa utilizzare solo prodotti a risparmio energetico a basso consumo elettrico come LED e lampade T5. Si tratta di una disposizione che viene accettata più regolarmente a causa dei risparmi previsti per entrambe le parti.

Clausola gestione rifiuti e pulizie: nei contratti di locazione verde, i proprietari e gli inquilini dovrebbero idealmente stabilire un piano di gestione dei rifiuti solidi che imponga standard specifici per la separazione dei rifiuti ai fini del riciclaggio. Le strategie di gestione dei rifiuti sono più difficili da integrare nei contratti di locazione in Italia, dove la gestione dei rifiuti è già regolata a livello amministrativo dai singoli Comuni. Inoltre, il contratto di locazione verde può anche stabilire criteri per la pulizia ecologica. Questo può riguardare sia il modo e la tipologia di prodotti con cui l’inquilino pulisce la sua unità, sia il modo in cui le aree comuni del centro commerciale vengono pulite dal proprietario o dalle imprese da questo incaricate.

Riparazioni e modifiche: i lavori nell’edificio potrebbero includere elementi verdi (ad esempio, garantire che gli appaltatori utilizzati per tali lavori prevedano adeguate disposizioni per la separazione e il riciclaggio dei rifiuti, utilizzino materiali privi di emissioni o a bassa emissione e, ove possibile, riutilizzino il maggior numero possibile di materiali). Inoltre, il proprietario prima di autorizzare i lavori potrebbe richiedere all’inquilino di presentare una dichiarazione su come i lavori di allestimento o le modifiche saranno coerenti con gli obiettivi ambientali dell’edificio (e il proprietario potrebbe rifiutare il consenso se i lavori di allestimento dell’inquilino non sono compatibili con uso e gestione sostenibili dell’edificio).

BAKER MCKENZIE

Istruzioni operative per la fruizione del congedo di maternità interamente dopo il parto

di Sergio Antonelli e Francesco Cattaneo

Con la circolare n. 148 del 12 dicembre 2019, l’INPS è intervenuto a fornire indicazioni partiche in merito alla facoltà per le lavoratrici madri, introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, di astenersi dal lavoro esclusivamente a seguito del parto, fruendo in tal modo dell’intero periodo di congedo di maternità entro i cinque mesi successivi all’evento, in alternativa alla tradizionale modalità di fruizione secondo la formula dei due mesi ante partum e tre mesi post partum.

La scelta di avvalersi di tale facoltà dovrà essere effettuata dalla lavoratrice direttamente al momento della presentazione della domanda telematica di indennità di maternità selezionando la relativa opzione e subordinatamente all’invio all’INPS della necessaria documentazione sanitaria.

La lavoratrice gestante dovrà ottenere la suddetta documentazione sanitaria durante il settimo mese di gravidanza e da questa dovrà risultare esplicitamente l’assenza di pregiudizi alla salute della madre e del nascituro sino alla data presunta del parto oppure sino alla data effettiva dell’evento, qualora questo dovesse prodursi successivamente alla prima. Occorre dunque tenere presente come, qualora la certificazione attesti l’assenza di pregiudizi alla salute della lavoratrice gestante e del nascituro con esclusivo riferimento alla data presunta del parto e l’evento si produca successivamente ad essa, ciò consentirà alla madre di prestare attività lavorativa esclusivamente sino al giorno precedente alla data presunta del parto e non oltre, con conseguente decorrenza del congedo di maternità a partire dalla data presunta per i successivi cinque mesi. Al fine di scongiurare tale ipotesi, sarà sufficiente che nella certificazione compaia la dicitura “fino all’evento del parto“.

Eccezionalmente, la fruizione di un periodo di malattia antecedentemente al parto, esclude la possibilità di fruire dell’opzione in parola poiché la malattia della lavoratrice futura madre è idonea a superare la valutazione di non nocività dell’attività lavorativa precedentemente svolta dal medico certificante.

Parimenti l’esercizio della facoltà in parola risulta precluso a:

– la lavoratrice gestante che all’inizio del periodo di congedo per maternità non stia prestando attività lavorativa (perché sospesa, assente o disoccupata) e a cui sia stato riconosciuto il congedo per maternità in accordo con il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico;

– la lavoratrice gestante che sia stata interdetta dal lavoro poiché le condizioni di lavoro o ambientali in cui opera sono state giudicate pregiudizievoli alla sua salute o a quella del nascituro;

– la lavoratrice gestante che sia adibita a mansioni vietate alle lavoratrici in stato di gravidanza e che non possa essere destinata a mansioni diverse;

– la lavoratrice gestante che sia stata interdetta dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza o persistenti forme morbose che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, per la quale continuino a sussistere i motivi dell’interdizione all’inizio dell’ottavo mese di gravidanza;

– la lavoratrice gestante cui sia stata interrotta la fruizione della flessibilità.

Le diverse cause di esclusione della facoltà di scelta della futura madre appena elencate, nonché quanto previsto in caso di malattia a ridosso del parto, rafforzano il carattere precauzionale della norma, tradito già dal dato letterale della stessa. Emerge infatti come la salvaguardia della salute della futura madre così come del nascituro, si ponga quale argine alla maggiore flessibilità che la norma stessa intende offrire alla lavoratrice nella gestione del proprio congedo di maternità. A fronte della volontà del legislatore di aderire alle esigenze personali della madre che preferisca usufruire del congedo di maternità in un’unica soluzione post-parto, l’INPS ha chiarito che tali esigenze devono necessariamente soccombere ogni qual volta risultino in contrasto con il benessere della lavoratrice o del nascituro.


 

ETASS

Workshop 23 Gennaio – Big Data e Intelligenza Artificiale: quale evoluzione

Il workshop, organizzato in collaborazione con FAST e UGIS, è dedicato a tutti coloro che si occupano di: HR, People Development, Recruiting, Marketing, Comunicazione, Digital, Innovazione, Scienza e Nuove Tecnologie.

L’evento si focalizza su potenzialità e criticità dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale su:
> Dinamiche sociali ed economiche
> Mercato e PA
> Professioni, Ruoli e Competenze
> Modelli e Processi organizzativi

All’incontro parteciperanno, in qualità di speaker, importanti esponenti del mondo aziendale, accademico e istituzionale.
Coordina l’evento Marco Pietro Lombardo, Capo Redattore del quotidiano Il Giornale, esperto di tecnologia e innovazione.
etass

Save the date > Giovedì 23 Gennaio – 14.00 | 18.00 – Centro Congressi FAST – P.le Rodolfo Morandi 2, Milano
La partecipazione è gratuita: per iscriversi è necessario registrarsi al link https://it.surveymonkey.com/r/BigDataEIntelligenzaArtificiale23_01_2020 (accesso ad esaurimento posti).

Le verrà inviata una mail di conferma di avvenuta registrazione.

Per informazioni:
Arianna Lietti | 0362.231231 | arianna.lietti@etass.it

EDITORIALE CAMERA – DICEMBRE 2019

Carissimi Soci, 

Il Natale è ormai alle porte ed è quindi tempo di riflessioni.

Il 2019 è stato un anno particolarmente intenso per la Camera e ci auguriamo di avervi potuto dare sostegno nella vostra attività. Vorrei ringraziarvi a nome di tutto il team della Camera per aver trascorso un altro anno insieme. E stato un piacere lavorare con ciascuna delle vostre aziende.

Per il 2020, stiamo preparando tre nuovi progetti ancora in fase di definizione e che condivideremo con voi già a partire dal mese di gennaio. Speriamo che questi progetti, insieme all’attività quotidiana, possano aiutarci a crescere e ad arricchire sempre più il nostro network, permettendoci così di essere presenti in nuovi segmenti e accompagnarvi in nuove sfide. Continueremo a lavorare con la stessa passione e a migliorare per consolidare la nostra presenza e essere sempre più il punto di riferimento per le nostre aziende nei rapporti Italia – Spagna.

Vi auguro di trascorrere buone feste insieme alle vostre famiglie e che il 2020 sia un anno di grandi successi. 

Un caro saluto e a presto,

Yolanda