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BLU STUDIO

REGIME DEL GRUPPO IVA: ATTUAZIONE IN ITALIA E IN SPAGNA

Di Federico Broglia

Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate pubblicato lo scorso 20 settembre, è stato approvato il Modello con relative istruzioni ministeriali per la dichiarazione di costituzione del Gruppo IVA.

Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2017 ha previsto come, a partire dall’anno 2018, i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato esercenti attività d’impresa, arte o professione, per i quali ricorrano congiuntamente i vincoli finanziario, economico e organizzativo, possano presentare l’opzione per applicare il Regime del Gruppo IVA. In Italia il nuovo regime avrà decorrenza effettiva a partire dal prossimo 1° gennaio 2019.

In data 6 aprile 2018, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha emanato il decreto attuativo relativo alla disciplina del Gruppo IVA, con il quale oltre a stabilire che per questo primo anno la dichiarazione di opzione dovrà essere presentata entro il maggior termine del 15 novembre 2018, ha provveduto a disciplinare i principali aspetti operativi del nuovo regime.

Ricordiamo che l’articolo 11 della direttiva 2006/112/EC del Consiglio (di seguito anche “Direttiva IVA”), del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune dell’Imposta sul Valore Aggiunto, offre agli Stati membri la possibilità di introdurre regimi unitari di applicazione dell’imposta riservati alle entità appartenenti ad un gruppo societario. La formulazione della norma dal punto di vista letterale è oltremodo semplice ed immediata: “Previa consultazione del comitato  consultivo  dell’imposta  sul  valore aggiunto (in seguito denominato  «comitato  IVA»),  ogni  Stato  membro  può considerare  come  un  unico  soggetto  passivo  le  persone  stabilite  nel territorio dello stesso Stato membro che siano giuridicamente  indipendenti, ma strettamente vincolate fra loro  da  rapporti  finanziari,  economici  ed organizzativi”.

Nella Comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo n. 325 del 2 luglio 2009, contenente alcune linee guida relativamente all’applicazione dell’articolo 11 della Direttiva IVA, al fine di armonizzare il regime in commento fra i diversi Stati membri, la Commissione Europea ricordava che erano 15 i Paesi membri ad aver adottato, con diverse opzioni, il regime dell’IVA di Gruppo: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria, Irlanda, Paesi Bassi, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito.

L’Italia, al contrario, sin dal lontano 1979 (art. 73 comma 3 DPR 633/1972 e DM attuativo 13 dicembre 1979) aveva istituito la procedura della “Liquidazione IVA di Gruppo”, che tuttavia non fu considerata quale implementazione dell’opzione concessa dalla Direttiva IVA, in quanto consentiva (e consente) unicamente la compensazione delle posizioni di debito-credito IVA maturate in capo alle singole società aderenti, le quali mantengono agli effetti applicativi del tributo perfetta autonomia.

La Legge di Bilancio 2017 ha pertanto profondamente innovato il sistema tributario italiano, disegnando il nuovo istituto nella versione più ampia e piena concessa dalla Direttiva europea, e ponendosi quindi tra i Paesi europei più avanzati in questo ambito. Di seguito evidenziamo le caratteristiche di funzionamento del nuovo regime, come delineate dal provvedimento attuativo in commento:

  • OPZIONE “ALL-IN”: ai sensi dell’art. 70-quater del D.P.R. 633/1972, il gruppo IVA si costituisce a seguito di un’opzione esercitata da tutti i soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato per i quali ricorrano congiun­tamente – al momento dell’esercizio dell’opzione e comunque già dal 1° luglio dell’anno precedente a quello in cui ha effetto l’opzione (art. 1, co. 1, del D.M. 6 aprile 2018) – i vincoli finanziario, economico e organizzativo di cui al precedente art. 70-ter del D.P.R. 633/1972.
  • NUOVO SOGGETTO TRIBUTARIO: al Gruppo viene attribuito un numero di partita IVA unico, a cui verranno associati tutti i codici fiscali dei partecipanti, e l’Agenzia comunicherà i dati dei partecipanti al Gruppo a chi ne faccia richiesta.
  • EFFETTO DI SOSTITUZIONE: l’esercizio dell’opzione determina in capo al Gruppo l’assunzione di tutti i diritti e gli obblighi derivanti dall’applicazione delle disposizioni in materia di Imposta sul Valore Aggiunto; pertanto, le operazioni attive e passive effettuate verso terzi dai singoli partecipanti al Gruppo si considerano realizzate da e verso il Gruppo stesso, il quale attraverso il proprio Rappresentante dovrà adempiere a tutti gli obblighi tributari prescritti dalla Legge IVA.
  • IRRILEVANZA DEGLI SCAMBI INFRAGRUPPO: quale elemento di maggior rilievo, la nascita del Gruppo IVA ha come conseguenza che le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra due membri del Gruppo, siano escluse da IVA, ovvero non rilevanti ex art. 2 e 3 del DPR n. 633/1972.

In sintesi i principali vantaggi del Gruppo IVA italiano si possono così riassumere:

  • non rilevanza ai fini IVA delle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate all’interno del Gruppo, con evidenti benefici in caso di entità aderenti che abbiano differenti pro-rata di detrazione, o con posizioni a cronico credito di IVA (si pensi al caso degli esportatori abituali);
  • possibilità per i gruppi societari che effettuano in prevalenza operazioni esenti, prive del diritto alla detrazione dell’imposta, di incorporare nel Gruppo IVA società controllate che forniscano servizi accessori (ad es. servizi informatici, di fornitura di tecnologia ecc…) evitando così il costo occulto derivante dalla mancata detrazione dell’IVA;
  • determinazione di un pro-rata di detrazione unitario per il Gruppo IVA, influenzato unicamente dalle attività che le entità del Gruppo effettuano verso i terzi non appartenenti al Gruppo medesimo;
  • semplificazione amministrativa, in quanto gli obblighi e gli adempimenti relativi al tributo gravano soltanto sul Gruppo IVA come unico soggetto passivo (il che comporta ad esempio che sia il Gruppo e non più i singoli membri a presentare la dichiarazione annuale IVA);
  • consolidazione diretta ed immediata delle posizioni debitorie e creditorie delle diverse entità appartenenti al Gruppo.

In Italia, queste ultime settimane dell’anno sono dedicate alle valutazioni: i principali gruppi bancari, finanziari, assicurativi, del settore sanitario e di tutti gli altri settori incisi dalla perdita di IVA conseguente al pro-rata di detrazione, stanno ultimando i propri calcoli di convenienza per decidere se e quando aderire.

E in Spagna (cenni)?

El artículo 11 de la Directiva 2006/112/EC del Consejo (en adelante también “Directiva IVA”) del 28 de noviembre de 2006, relativa al sistema común del Impuesto sobre el Valor Añadido, ha sido incorporada en el régimen tributario español mediante la Ley 36/2006, bajo la denominación de Régimen Especial del Grupo de Entidades (en adelante también REGE).

La normativa española reguladora del REGE está recogida en la Ley del IVA, artículos 120, y 163 quinquies y siguientes de la Ley 37/1992, así como en los artículos 30 y 61 bis y siguientes del Reglamento del IVA. El REGE no permite la creación de un sujeto tributario autonomo.

La finalidad perseguida por el régimen es doble:

  • Evitar costes financieros derivados de la existencia de saldos de IVA a favor y saldos en contra resultantes de las autoliquidaciones presentadas por las distintas entidades integrantes del grupo, mediante la creación de un sistema de compensaciones de dichos saldos.
  • Eliminar, mediante el establecimiento de una nueva regla de determinación de la base imponible, los costes derivados del gravamen del valor añadido generado en el seno del grupo de entidades cuando se realizan operaciones intragrupo cuyo destinatario son entidades sujetas a la regla de prorrata.

El REGE es de aplicación voluntaria y se ha introducido con dos contenidos, ambos de carácter opcional, que pueden denominarse:

  • General: En el que simplemente se compensan entre sí los resultados de las declaraciones-liquidaciones de cada período entre las distintas entidades incluidas en el grupo.
  • Ampliado o avanzado: Comprende además de la compensación de los saldos de las autoliquidaciones, reglas específicas para las operaciones intragrupo, incluyendo la valoración de las mismas y un régimen de deducciones como sector diferenciado ex lege.

La possibilità offerta dalla Direttiva comunitaria è stata attuata nel sistema fiscale spagnolo dalla Legge n. 36/2006, sotto il nome di Regime Speciale del Gruppo di Entità (di seguito anche REGE).

La normativa spagnola relativa al REGE è contenuta nella Legge sull’IVA, agli articoli 120, 163-quinquies e seguenti della Legge n. 37/1992, e negli articoli 30, 61-bis e seguenti del Regolamento IVA. Il REGE non prevede la costituzione di un soggetto passivo autonomo.

L’obiettivo perseguito dal regime in commento è duplice:

  • evitare i costi finanziari derivanti dall’esistenza di saldi IVA a debito e a credito risultanti dalle autoliquidazioni presentate dai vari membri delle entità del gruppo, mediante la creazione di un sistema di compensazione di detti saldi;
  • eliminare, attraverso la definizione di una nuova regola per la determinazione della base imponibile, i costi fiscali derivanti dalla presenza del valore aggiunto generato all’interno del gruppo di società, quando vengono effettuate operazioni infragruppo a favore di entità soggette alla regola del pro-rata.

Il sistema REGE è volontario ed è stato implementato in due modalità, entrambe opzionali, che possono essere così definite:

  • Generale, in cui semplicemente si compensano tra loro i risultati delle dichiarazioni-liquidazioni di ciascun periodo tra le varie entità appartenenti al Gruppo;
  • Avanzato, il quale oltre alla compensazione dei saldi delle autoliquidazioni, prevede norme specifiche per le operazioni infragruppo, tra cui la diversa quantificazione delle medesime e un sistema di deduzioni ex lege.

GIORGIA GALLO

Aprire un’attività in Spagna mediante la costituzione di una società di capitale

Le caratteristiche delle Società di capitale spagnole sono abbastanza simili a quelle delle Società Italiane, sia per quanto riguarda  le S.p.A. come le S.r.l..

Le differenze più importanti in Spagna tra le Società per Azioni (S.A.) e le Società a Responsabilità Limitata (S.L.) sono le seguenti:

a.- Il capitale minimo richiesto per Legge:

.- per le S..A. 60.000,00 euro.

.- per le S.l. 3.000,00 euro

b.- Il regime legale previsto per le operazioni societarie (riduzione di capitale, aumento di capitale, fusioni, liquidazione, etc.) è più semplice per le Società di Responsabilità Limitata che per le Società per Azioni.

Per tanto, salvo nel caso si trattasse di una grande impresa con un importante volume d’operazioni e soci, è più conveniente costituire una Società a Responsabilità Limitata.

          Soci

Si consiglia di costituire la società con due o più soci, dato che, nel caso fosse un socio unico sarebbe una società unipersonale e ciò comporterebbe una serie d’obblighi di tipo amministrativo e procedurale che si possono invece evitare avendo due piú soci.

  • Procedura di Costituzione

I documenti richiesti per la costituzione di una Società in Spagna sono i seguenti:

  1. Richiesta del Número di Identificazione fiscale dei Soci e Amministratori Stranieri (NIE).

 

  1. Statuti sociali
  2. Richiesta presso il Registro Generale di Madrid del certificato della denominazione sociale della costituenda società da parte di uno dei fondatori.
  3. Certificato valutario della Banca relativo al versamento del capitale sociale.

 

  • Atti posteriori alla costituzione
  • Richiesta del codice di identificazione fiscale (“CIF”) della società
  • Dichiarazione di inizio di attività
  • Rchiesta di apertura di attività con gli eventuali permessi amministrativi richiesti dalla normativa locale.
  • Iscrizione della Società all’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Iscrizione del responsabile commerciale presso l’ufficio competente della Previdenza Sociale.
  • Redazione, se del caso, del contratto “privato” di lavoro con i relativi impiegati.
  • Registrazione dei contratti di lavoro del personale assunto all’ufficio di collocamento competente.

 

  • Amministratori

L’amministrazione della società può essere affidata a un Amministratore Unico, (anche straniero) o a vari Amministratori (che possono agire disgiuntamente o congiuntamente), oppure da un Consiglio di Amministrazione (composto da un minimo di tre membri a un massimo di dodici).

Riguardo all’Organo di Amministrazione è importante indicare che per legge gli è attribuita l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Società, indipendentemente dall’eventuale diversa attribuzione dell’Assemblea dei soci.

È necessario anche avvertire che la legge spagnola regola diverse situazioni, legate ad una gestione non diligente della società, nelle quali i soci e i creditori sociali potranno rivolgersi direttamente contro il patrimonio personale degli amministratori.

Per svolgere la funzione di amministratore non sono richiesti requisiti particolari, salvo le situazioni di incompatibilità per l’esercizio di cariche pubbliche.

 

  • Atto notarile

Per il conferimento dell’atto notarile di costituzione di una Società sarà necessaria la presenza al rogito dei soci fondatori, e in loro assenza  potranno conferire procura notarile a favore di un’altra persona che li rappresenti.

Nel caso in cui i Soci fondatori rappresentino una persona giuridica dovranno venire muniti di procura notarile attestante la legittima rappresentazione del socio con il timbro della Postilla dell’ Aya.

  • Tempi di costituzione

La richiesta della denominazione sociale al Registro Generale di Madrid si ottiene in una settimana circa ed avendo l’accettazione della denominazione ed i restanti documenti di cui sopra lo stesso giorno si può costituire la Società e questa sarà operativa. La posteriore omologa al registro delle Imprese si ottiene invece in 30 o 45 giorni circa.

PANOZZI

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Il tema del recupero dei crediti in Spagna

Di Avv. Panozzi 

La tematica risulta sempre di un certo interesse per quegli imprenditori ed operatori che abbiano contatti, affari o commercio con enti, società, o persone con sede in territorio straniero. Le questioni che insorgono quando il problema si verifica si appalesano di vario tipo a seconda della entità, della documentazione attestante il credito, del rapporto sottostante, del tipo di attività svolta dai soggetti, etc. Qui ci occuperemo delle procedure reciprocamente adottabili in Italia e in Spagna, con cenni a procedimenti normati a livello comunitario ed eseguibili nei singoli Stati. Tenteremo di formare un quadro esaustivo e di effettuare una comparazione tra le differenti normative. La conoscenza di certe procedure e di certi meccanismi rappresenta a mio avviso uno strumento di prevenzione atto ad evitare per quanto possibile problematiche di insoluti. Ma può anche rappresentare un valido strumento per orientarsi nell’ambito delle procedure attivabili per recuperare i propri crediti. Vediamo adesso innanzitutto a quali figure professionali il creditore possa affidare l’incarico di azionare tali procedure.

In Spagna, caso unico tra i Paesi dell’Unione Europea, esistono due figure professionali distinte destinate rispettivamente, l’una a rappresentare, e l’altra ad assistere, la parte (sia essa persona fisica o giuridica) dinanzi agli organi giudiziali: sono el procurador y el abogado. Il primo rappresenta la parte; il secondo la assiste e la difende. Vediamo, più in particolare, che ruoli rivestano e che funzioni svolgano tali figure.

El procurador è un laureato in diritto che accede alla propria carriera attraverso un praticantato, un master ed un esame di Stato, superato il quale dovrà iscriversi al relativo collegio professionale. Egli, come detto, si limita a rappresentare la parte, e quindi compare in giudizio al posto di essa, salvo casi eccezionali in cui la parte debba necessariamente comparire personalmente (ad esempio perché il giudice ne abbia disposto l’interrogatorio, o perché debba sottoporsi a perizia calligrafica). Nell’ordinamento spagnolo vige la regola, non priva di eccezioni, per cui “los demandantes” e “los demandados” (cioè l’attore e il convenuto processuale) non possano comparire e difendersi da soli personalmente dinanzi al giudice. Dunque la presenza personale rappresenta l’eccezione. Le funzioni del procuratore sono le seguenti: deposita, notifica e riceve atti e documenti; realizza gli adempimenti idonei per porre in esecuzione le sentenze rese a favore della parte rappresentata; fa da collegamento tra l’organo giudiziale e l’abogado; si interfaccia con il procurador della controparte; infine, ovviamente, presenzia a tutte le udienze. I procuratori che esercitano in Spagna sono attualmente circa 9.000.

El abogado. Anche el abogado è un laureato in diritto e al tempo stesso anch’egli ha l’obbligo di superare un esame di Stato, dopo aver frequentato apposito master e svolto regolare tirocinio (così è dopo la recente riforma del 2011 che ha reso più armonizzato con gli altri Paesi Europei l’iter per diventare avvocato). Egli dà consulenze; indirizza la strategia processuale; provvede alla difesa in senso tecnico; compare in udienza, dinanzi al giudice, assieme al procurador, ma tuttavia è solo l’abogado ivi svolge il contraddittorio, assiste e difende; inoltre redige gli atti (che poi deposita il procurador). Tutte queste funzioni sono demandate in via esclusiva all’abogado. Egli perciò assiste e difende la parte in senso ampio, sia in giudizio che stragiudizialmente. Dirige l’azione, dopo aver concordato la strategia con il cliente. Solo eccezionalmente lo rappresenta. Gli avvocati che esercitano in Spagna sono attualmente circa 150.000,00.

Differenze. Se nell’ambito della formazione professionale le due figure hanno, come si è visto, punti in comune, nell’esercizio concreto delle rispettive professioni, esse si differenziano e non poco: appartengono a due collegi professionali distinti; svolgono attività complementari, ma diverse a favore della parte; si pongono rispetto agli organi giudiziali in modo e con ruoli diversi; infine applicano tariffe diverse (in particolare il procuratore ha proprie tariffe di legge, mentre l’avvocato concorda liberamente con il cliente il proprio compenso e gli è consentita persino la facoltà di stipulare per iscritto il patto di quota lite). Le due professioni sono alternative ed assolutamente incompatibili tra di esse. Entrambe le figure risultano per regola necessarie e complementari alla parte che intenda procedere giudizialmente o che ivi sia convenuta.

Obbligatorietà della presenza. Esistono eccezioni rispetto alle prevalenti ipotesi di presenza obbligatoria in giudizio di tali professionisti. Le eccezioni più importanti che riguardano il processo civile sono le seguenti: non è richiesta la loro presenza, se il valore della causa è inferiore a 2000 euro; non è richiesta nei procedimenti monitori; non è richiesta nei procedimenti d’urgenza, di sequestro o di opposizione a provvedimenti esecutivi; infine non è richiesta nei procedimenti europei monitori né in quelli di modesta entità. La loro presenza è invece richiesta in tutti gli altri, compreso il juicio cambiario, cioè il procedimento che si basa su assegni, cambiali e lettere di credito. Pure nei procedimenti di lavoro non è richiesta la presenza, né di avvocato né di procuratore, quantunque sia consigliata, vista la complessità della materia e la rilevanza degli interessi in gioco. Altro aspetto da sottolineare è che l’ordinamento spagnolo intende in ogni caso garantire la uguaglianza delle parti in giudizio e perciò impone, alla parte che decida spontaneamente di avvalersi dell’opera professionale dell’avvocato e/o procuratore di comunicarlo all’altra parte affinché, se lo ritenga, essa pure possa effettuare a sua volta proprie nomine.

Incompatibilità. Prima di passare a trattare le modalità di conferimento della procura al procuratore è opportuno ribadire che le due figure professionali sono incompatibili tra di esse e che, per regola, le rispettive funzioni non possono essere assommate e concentrate in una sola delle due figure, anche se tuttavia, in casi del tutto particolari (soprattutto nel procedimento penale, ma talvolta anche in quello amministrativo), l’avvocato può assumere anche la rappresentanza della parte. Il concetto di incompatibilità tra le due funzioni merita attenzione poiché la questione viene spesso ignorata, dagli imprenditori, dai professionisti, ma persino dagli operatori giuridici italiani, che si approcciano, per la prima volta, al sistema giuridico spagnolo. Si pensa di poter demandare tutte le funzioni in capo ad un solo soggetto e cioè all’avvocato, come avviene in Italia ma così non è. L’equivoco di fondo è quello di parificare, o comunque avvicinare, la figura del “procurador” spagnolo con quella del procuratore legale che esisteva in Italia prima della riforma del 1997. Il procuratore legale era colui che, dopo la pratica, e dopo il superamento dell’esame di Stato, iniziava a svolgere la attività professionale di avvocato. Egli tuttavia poteva farlo pienamente solo nel distretto della corte di appello di appartenenza, applicando, peraltro, tariffe, i cui onorari erano dimezzati rispetto a quelle dell’avvocato. Decorsi 8 anni dalla iscrizione, il procuratore acquisiva automaticamente il titolo di avvocato e poteva estendere il proprio raggio di azione a tutto il territorio nazionale. Quindi, essenzialmente, le figure e le funzioni per molti aspetti coincidevano. È scomparso, dopo il ’97, perciò, il titolo di procuratore, ma non la funzione di rappresentanza che, da sempre, viene svolta dall’avvocato, unitamente a quella di assistenza e difesa. Di fatto l’avvocato in Italia ha sempre accentrato in sé sia le funzioni di procuratore, inteso nel senso di rappresentanza, che di difensore, nel senso di assistenza tecnica e difesa della parte. La figura del procurador neppure va confusa con quella del Procuratore della Repubblica, ruolo che in Italia riveste colui che svolge indagini e impersona la pubblica accusa nei procedimenti penali. Ciò chiarito, vediamo come si possa conferire l’incarico di rappresentanza al procurador spagnolo da parte del cliente italiano. Considerata la importanza delle funzioni assegnate e la obbligatorietà imposta dalla legge, tale incombente si appalesa ineludibile e la scelta del procurador risulta molto importante per l’assistito.

La procura è l’atto attraverso il quale si conferiscono i poteri di rappresentanza. In Spagna esistono di tre tipi: generale, speciale e specialissima. Essa deve essere rilasciata tutte le volte che si intenda (o che si debba) conferire il potere di rappresentanza. Quindi è sempre necessaria per il procuratore, mentre non è necessaria per la mera difesa tecnica ed assistenza dell’avvocato. La procura non può essere data, rilasciando il mandato direttamente all’avvocato (come accade in Italia) e cioè facendosi “autenticare” la firma dall’avvocato stesso, bensì necessita di un atto pubblico, redatto da un notaio; oppure la si può conferire “apud acta” per il tramite del segretario giudiziale presso il tribunale; o infine ricorrendo al gratuito patrocinio cioè per il tramite del collegio dei procuratori. Quindi se ciò che conferiamo è rappresentanza, serve la procura, sia che la si dia al procuratore (regola generale valida in quasi tutti i casi) sia che la si dia all’avvocato (cosa che si verifica, solo eccezionalmente). La procura generale conferisce i poteri ordinari e necessari relativi al processo. Si possono escludere alcuni poteri o limitarne altri, ma ciò non è consigliabile, soprattutto per la parte che viva e risieda all’estero. La procura speciale, da parte sua, è necessaria invece per la rinuncia, la transazione, l’arbitrato, la conciliazione o altri atti specifici che comportino la definizione della controversia. È consigliabile in ogni caso inserire anche nella procura generale tali facoltà e, in particolare, quelle di rinuncia, transazione e conciliazione, poiché in Spagna la prima udienza è di regola destinata al tentativo di conciliazione e dunque, a meno che la parte non compaia personalmente, il procuratore sprovvisto di idonea procura non potrebbe compiutamente assolvere le funzioni di rappresentanza. Ci sono poi atti che, comunque, non possono essere delegati a nessuno, come l’interrogatorio formale e la perizia calligrafica. Infine ci sono atti che richiedono la procura specialissima: ciò accade per esempio nella ratifica degli accordi di divorzio. A tal proposito, si pensi che due procuratori muniti di procura specialissima, potrebbero, teoricamente, svolgere da soli tutte le pratiche di divorzio, compresa la comparizione dinanzi al giudice. Va chiarito infine che, attraverso una singola procura possono essere nominati anche più procuratori, cosa sempre consigliabile per evitare di trovarsi scoperti. Come già detto, non è necessaria la procura per conferire l’incarico all’avvocato che assuma la mera difesa tecnica ed assistenza. Tuttavia, è consigliabile porre per iscritto l’oggetto dell’incarico e, sempre per iscritto, pattuire i relativi compensi.

Come si conferisce una procura dall’Italia. Vediamo adesso come in concreto la parte residente in Italia possa conferire poteri di rappresentanza in Spagna senza ivi recarsi. Prima di tutto però dobbiamo tenere presente che in Spagna le procure sono valide solo se redatte con le forme previste secondo la propria specifica normativa. Devono essere conferite per atto pubblico; con specifica dei dati necessari relativi alle parti, al procedimento, ecc.; devono essere redatte in spagnolo o in doppia lingua; infine debbono contenere la “postilla” dell’Aia (compito che in Italia è delegato alla Procura della Repubblica). Dunque la prima difficoltà è quella di reperire un Notaio che conosca la lingua spagnola. Se si vuole ovviare si può ricorrere direttamente al consolato di Spagna, o meglio al console in persona, il quale, esso pure, ha funzioni notarili. Tuttavia se la parte non è un privato ma una società, il console non è tenuto a prestare detto servizio e, qualora comunque intenda farlo, Egli ha necessità di verificare previamente che la parte che si presenta al suo cospetto abbia i poteri necessari di rappresentanza della società stessa ed inoltre che comprenda il contenuto di ciò che va a conferire. Il console, come detto, però per regola, avrebbe funzioni notarili rivolte solo a favore del cittadino. Quanto all’ipotesi di incaricare il notaio, il problema è che deve trattarsi di soggetto che sia in grado di redigere la procura in doppia lingua. Cosicché il consolato risulta essere la soluzione più praticata e meno costosa. Per inciso i consolati, in Italia, si trovano in tutti i capoluoghi di regione.

I procedimenti azionabili per il recupero del credito. Nel caso si renda necessario recuperare un credito nei confronti di un soggetto (persona fisica o giuridica) che abbia sede o residenza in Spagna, i procedimenti esperibili sono quelli qui sotto specificati: 1) il “juicio monitorio spagnolo”, assimilabile al nostro procedimento di ingiunzione; 2) Il “juicio cambiario” esperibile in Spagna quando si sia in possesso di titoli di credito (cheque, pagarè, letra de cambio); esso è apparentemente assimilabile per i requisiti richiesti al procedimento che in Italia si intraprende con il precetto, ma diverso è però il suo sviluppo procedurale.  3) Il procedimento monitorio europeo, parificato in tutti gli stati dell’Unione Europea (Danimarca esclusa). 4) Il procedimento europeo per somme di modesta entità (de escasa cuantia), anch’esso parificato a tutti gli Stati dell’Unione, eccetto la Danimarca. 5) E infine il nostro ricorso per ingiunzione (o procedimento monitoro italiano). Tutti i procedimenti, anche quelli intrapresi in Italia, vedranno la propria fase esecutiva svilupparsi totalmente in Spagna, salvo che il debitore non abbia beni aggredibili in Italia. In un prossimo commento vedremo quali siano i presupposti che consentano di accedere ad uno o più di questi procedimenti e quali siano gli adempimenti da compiere per raggiungere l’obbiettivo finale, che essenzialmente è quello di recuperare il proprio credito (cobrar dinero) in tempi e con costi quanto più possibile contenuti. Il ventaglio dei procedimenti azionabili è abbastanza ampio tanto più che oltre alle suddette procedure, per così dire sommarie, sarebbero esperibili anche altre azioni di carattere ordinario da incardinandare in Spagna o in Italia. A quest’ultimo tipo di procedure si può far ricorso nell’ipotesi in cui difetti la documentazione specifica, necessaria ed idonea per intraprendere i procedimenti sommari di cui sopra, o nel caso in cui si abbia necessità di meglio articolare fatti, domande, prove, etc.