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BUONE VACANZE

Cari Soci e Amici,

La Camera di Commercio Ufficiale di Spagna in Italia augura a tutti voi delle buone vacanze ed una felice estate! I nostri uffici rimarranno chiusi da lunedì 6 a venerdì 17 Agosto 2018 compresi.

CARD ESTATE

Ci rivediamo al rientro dalla pausa estiva con tante nuove iniziative ed eventi.

BBVA

BBVA firma con Grupo Cosentino el primer “préstamo flexible” del mercado español

El préstamo flexible o ‘flexible term loan’ (“FTL”) es un producto de financiación corporativa lanzado por BBVA que combina las principales ventajas de un préstamo y de una línea de crédito discrecional de la compañía una vez cumplidas las condiciones pactadas previamente. A través de este producto, el cliente tiene la posibilidad de convertir el saldo vivo de dicho préstamo, es decir, la cantidad de dinero (importe) adeudada, en una línea de crédito a vencimiento tras haber amortizado un porcentaje determinado de la financiación y con una comisión de conversión pactada inicialmente.

Grupo Cosentino se dedica al desarrollo de superficies innovadoras de alto valor para el mundo de la arquitectura y el diseño, con marcas pioneras y líderes en sus respectivos segmentos. Por ello, la multinacional almeriense ha querido destacar la flexibilidad que le aporta el FTL ya que se ajusta a sus necesidades de financiación. El préstamo se encuadra dentro del nuevo plan de financiación externa de Cosentino para los próximos siete años por más de 300 millones de euros, y que profundiza en el objetivo de modernización de la compañía, desde la robotización de procesos industriales o el lanzamiento de productos innovadores, hasta la digitalización de procesos internos.

Esta operación contribuye a reforzar el compromiso de BBVA con la innovación y el asesoramiento financiero mediante la creación de nuevos productos que se ajustan a las solicitudes de sus clientes. Otro ejemplo de dicho compromiso es el primer préstamo corporativo sobre tecnología ‘blockchain’ del mundo formalizado el pasado mes de abril, trasladando a la operativa empresarial las ventajas de la tecnología más avanzada.

BBVA posee la capacidad y el conocimiento para proveer a sus clientes de todo tipo de financiaciones individualizadas a la medida de sus necesidades y está desempañando un papel clave en el desarrollo de este mercado.

La transformación digital, también en los préstamos corporativos

BBVA es un referente en la transformación de la industria financiera. En banca mayorista, el Grupo está innovando tanto en sus productos de financiación como en la digitalización de sus soluciones de cara a mejorar la experiencia de los clientes empresas y corporaciones.

Para ello, trabaja conjuntamente con sus clientes corporativos con el objetivo de no sólo ofrecer las soluciones financieras más adecuadas, sino que también las más modernas propuestas de innovación tecnológica sobre ‘blockchain’.

La banca mayorista de BBVA es pionera y usa las ventajas que ofrece la tecnología para dotar de mayor agilidad y transparencia a sus ‘productos core’, como la financiación corporativa, para así avanzar hacia un modelo de financiación ‘Do it Yourself’ (conocido en la industria con las siglas DIY) para sus clientes empresas y corporaciones.

Sobre Grupo Cosentino

Grupo Cosentino es una compañía global, española y de propiedad familiar, que produce y distribuye superficies innovadoras de alto valor para el mundo de la arquitectura y el diseño. Tiene como objetivoanticipar soluciones con sus clientes y socios, que proporcionen diseño, valor e inspiren la vida de las personas.

Grupo Cosentino comercializa sus productos en más de 110 países desde su sede central en Almería (España). En la actualidad, la multinacional cuenta con presencia comercial en 40 países, y posee instalaciones propias comerciales y de distribución en 29 de ellos. Cosentino tiene 8 fábricas de producción (7 en Almería (España) y 1 en Brasil), 1 Centro Logístico inteligente en España, y más de 135 unidades de negocio y de distribución propias repartidas por todo el mundo. Más del 90% de la facturación de Grupo Cosentino se genera en los mercados internacionales.

EVENTO 13 SETTEMBRE

Gentili Soci e Amici,

siamo lieti di invitarvi al forum EY Blockchain Lab organizzato in collaborazione con EY

L’evento nasce dalla volontà di analizzare le opportunità connesse all’utilizzo della tecnologia blockchain come abilitatore di nuovi modelli di mercato e di sinergie tra i diversi settori industriali.

Sarà l’occasione per presentare una sintesi degli elementi abilitati dalla tecnologia, i macro-trends, gli use case e le soluzioni a supporto dei vari settori. 

Non mancheranno case history di realtà che stanno affrontando con successo questo cambio di paradigma e occasioni di networking.

Di seguito l’agenda della giornata:

EY1

ABBATESCIANNI

Legittima e divieto di patti successori: una breccia

Cosa implica, per chi ha una residenza all’estero, l’applicazione del regolamento europeo 650/2012

A cura di Carla Cartoni

Il 17 agosto 2015 è divenuto efficace il regolamento europeo 650/2012 relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzioni degli atti pubblici in materia successoria. Da tale data tutte le successioni con implicazioni transfrontaliere devono essere disciplinate dal Reg. U.E. 650/2012. Di recente, a seguito delle prime decisioni giurisprudenziali, ha cominciato ad emergere la consapevolezza che la nuova disciplina europea è potenzialmente idonea a mettere in discussione alcuni dei capisaldi che regolano le successioni mortis causa nel nostro paese: ex multis, la tutela dei legittimari e il divieto dei patti successori.

Preliminarmente, è importante sottolineare che il Legislatore europeo ha introdotto il medesimo criterio di collegamento generale per individuare il giudice competente (art. 4 Reg. U.E. 650/2012) e la legge applicabile alla successione (art 21 Reg. U.E. 650/2012): la “residenza abituale” del defunto al momento della morte. Inoltre, per quanto riguarda l’individuazione della legge applicabile alla successione, la sostituzione del criterio della legge nazionale del de cuius, come previsto dall’articolo 46 della Legge 218 del 1995, con quello dell’ultima “residenza abituale”, anche se la legge così individuata è quella di uno Stato terzo (cfr. art. 20 Reg. U.E. 650/2012), ha determinato una tendenziale coincidenza tra forum e ius, fermo restando comunque il diritto del de cuius di scegliere espressamente come legge applicabile alla successione quella dello Stato di cui ha la cittadinanza (cfr. art. 22 Reg. U.E. 650/2012).

Le implicazioni di queste innovazioni, che consentono uno “shopping della legge e, quindi, una programmazione della propria successione per chi ha una residenza all’estero, sono evidenti. In merito alla questione relativa alla tutela dei legittimari, l’art. 23 del Reg. U.E. 650/2012 dispone che la legge designata a norma dell’art. 21 (criterio generale della residenza abituale) o dell’art. 22 (scelta della legge dello Stato di cui il de cuius ha la cittadinanza al momento della morte) regola l’intera successione, compresa “la quota disponibile, le quote di legittima e altre restrizioni alla libertà di disporre a causa di morte nonché gli eventuali diritti che le persone vicine al defunto possono vantare nei confronti dell’eredità o degli eredi”. Se, quindi, il diritto dello Stato membro di residenza del defunto non dovesse prevedere quote di legittima o le dovesse prevedere in misura minore e/o diversa rispetto alla legge italiana, potremmo trovarci in presenza di una deroga alla regola della tutela delle quote riservate ai legittimari.

Invero, l’art. 35 del reg. U.E. 650/2012 prevede, quale unico limite all’applicazione di una disposizione della legge di uno Stato designato dal de cuius, l’incompatibilità di tale applicazione con l’ordine pubblico del foro dell’autorità giurisdizionale competente a decidere sulla successione (lo Stato della “residenza abituale”) e non quello dello Stato in cui devono prodursi gli effetti della successione. In ogni caso, è discutibile che le norme sui legittimari possano essere qualificate norme di ordine pubblico.

Rileviamo, infine, che il citato regolamento sembra aprire alla possibilità di una diffusa applicazione dei patti successori. L’art. 25 del Reg. U.E. 650/2012 prevede, infatti, che “un patto successorio avente a oggetto la successione di una sola persona è disciplinato, per quanto riguarda l’ammissibilità, la validità sostanziale e gli effetti vincolanti tra le parti, comprese le condizioni di scioglimento, dalla legge che, in forza del presente regolamento, sarebbe stata applicabile alla successione di tale persona se questa fosse deceduta il giorno della conclusione del patto” (la legge della residenza abituale del defunto). In materia, valgono le stesse osservazioni già sollevate per la tutela dei legittimari in punto di compatibilità della disciplina con il limite dell’ordine pubblico.

BLISS

TESTIMONIAL PAGE BLISS CORPORATION

Siamo orgogliosi di presentare la nostra nuova pagina testimonials, nella quale raccoglieremo tutte le testimonianze di gradimento dei nostri clienti. La pagina testimonials è presente sia per il sito www.blisspets.eu che per www.blissmoving.it.

“Riteniamo sia giusto dare voce alle persone che hanno creduto e scelto Bliss Corporation, ottenendone un servizio professionale e unico. Tramite la pagina testimonials vogliamo far parlare i clienti per noi. In fin dei conti le loro parole sono la cosa che più conta!”. Queste le parole di Daniele Piani, marketing & New media in Bliss Corporation.

Cattura bliss 

 

 

FLUIDRA

Fluidra e Zodiac concludono la fusione
e uniscono le loro forze per servire al meglio i loro clienti

La nuova società manterrà il nome Fluidra e rimarrà quotata alla borsa spagnola. La fusione, a livello locale, avverrà gradualmente nei differenti Paesi, facendo il massimo sforzo per trasferire a ciascun cliente tutti i vantaggi di questa unione.
Fluidra manterrà la sede centrale a Sabadell (Barcellona), in Spagna e la sede Nord America a Vista (San Diego) in California. Il Presidente Esecutivo di Fluidra Eloi Planes ricoprirà il ruolo di Executive Charmain del Consiglio di Amministrazione Fluidra, mentre Bruce Brooks, ex CEO di Zodiac, ne sarà il CEO globale.
Come indicato dalla Commissione Europea, per approvare la transizione, Fluidra cederà la sua unità Aquatron: il produttore israeliano di robot pulitori per piscine, distribuiti principalmente in Europa. La nuova Fluidra manterrà, tuttavia, una forte presenza globale nell’ambito della pulizia della piscina, che comprende i pulitori automatici ed idraulici. Aquatron continuerà a servire i clienti come fornitore terzo, specializzato nei robot pulitori per piscine.
“Il completamento della nostra fusione con Zodiac, ci posiziona come leader nel settore piscine a livello globale. Insieme, abbiamo i brand più riconosciuti, un ampio portfolio di prodotti, soluzioni innovative ed una solida posizione finanziaria per creare un valore significativo per tutti i nostri clienti, azionisti e dipendenti ” ha affermato Eloi Planes. “Il nostro futuro è molto brillante”.
“Non vedo l’ora di lavorare con il nostro Team per creare un’organizzazione che ci contraddistingua”, ha affermato Bruce Brooks. “Verremo guidati da valori chiari, incentrati sul superamento delle aspettative dei nostri clienti, portati a risolvere le sfide future attraverso l’innovazione– il tutto con l’obiettivo di aggiungere valore al business dei nostri clienti”.
A Novembre, alla fiera di Lione “Piscine Global Europe”, Fluidra inviterà i clienti e la stampa specializzata a partecipare alla presentazione ufficiale della nuova Fluidra.

Merger Closing. Eloi Planes (Executive Chairman, Fluidra) and Sébastien Mazella di Bosco (Rhone Capital, MD) (1)

PROGRAMMA COMUNICAZIONE

Programma Comunicazione Social

Diamo voce alla Spagna presente in Italia

Progetto realizzato con lo scopo di dare voce alla Spagna presente in Italia.  

In che cosa consiste? L’obiettivo del Programma è quello di condividere e diffondere notizie di carattere imprenditoriale, economico, culturale e sociale che siano di interesse e di ispirazione per gli spagnoli e per le aziende che lavorano con entrambi i Paesi.

Sei spagnolo? Hai un progetto da raccontarci? Vuoi condividere la tua storia con la comunità spagnola in Italia? Contattaci!

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LE STORIE #14

PROGRAMMA COMUNICAZIONE – LE STORIE #14

         Intervista a Javier Gomez Palacios, Co-founder e Managing Director di Tiger Italia

IMMAG TIGER

 

D: Javier, grazie per aver accettato il nostro invito. Come mai uno spagnolo che lavorava in Fiat ha deciso di importare un modello di business danese in Italia? Come è nata quest’idea?

R: Lavoravo per la Fiat a Madrid e nel 2001 mi hanno mandato a seguire un progetto per Alfa nell’ headquarter di Torino, al termine del quale sarei dovuto tornare in Spagna. Mi hanno però proposto poi di restare e di dedicarmi stavolta a seguire i modelli più innovativi del marchio Alfa Romeo.

A fine 2004, però, ho lasciato la Fiat: è stata una buona “palestra” per me e ho appreso molto ma era una situazione troppo statica. Successivamente, all’incirca per un anno, ho lavorato in una società di consulenza per poi diventare consulente in proprio: nel 2007, infatti, con un collega che avevo conosciuto in Fiat e che viveva in USA, abbiamo aperto una società di ricerche di mercato.

Nell’estate del 2010, passeggiavo per Calle Alcalá con mia moglie e la nostra attenzione è ricaduta su un negozietto “Tiger”. Ci ha colpito molto e, una volta ritornati a Torino, abbiamo cercato dove fossero i punti vendita in Italia: non ce n’erano. Abbiamo quindi cercato i contatti di Tiger in Danimarca per capire come poter diventare loro partner italiani; ci è stato richiesto un cv e un Business Plan triennale e, nonostante non avessimo tutti i requisiti … anzi, quasi nessuno (ride, ndr)… ci siamo candidati. Eravamo 5 soci: io, mia moglie il mio socio (della società di consulenza, ndr) e una coppia di amici. Abbiamo conosciuto i responsabili danesi di Tiger nel dicembre del 2010 e, prima ancora di incontrarli e di ricevere una risposta definitiva, avevamo già affittato il locale che avrebbe ospitato il primo negozio Tiger in Italia. Può sembrare una follia ma era veramente un’ottima occasione, perché in centro città e con una buona visibilità.  Per fortuna l’incontro è andato bene.

D: Qual è il modello di business di Tiger, quali sono i punti di forza?

R: Ogni partnership di Tiger nel mondo riproduce la stessa struttura ossia una joint venture, 50% capitale sociale e 50% proveniente dalla casa madre. Dalla casa madre ci forniscono concept e prodotti mentre noi ci occupiamo delle operazioni locali.

Non abbiamo mai avuto grandi occasioni di visitare altri partner per vedere come gestivano il loro business e quindi molti aspetti abbiamo dovuto deciderli da soli. Per quanto riguarda la logistica, per esempio, era molto un ‘’fai da te’’. Ora, ormai, per i nuovi partner è tutto molto più chiaro. Ammetto che prendere alcune decisioni su come gestire il brand in Italia non è stato affatto facile… ma vi è era assoluta autonomia da parte della sede centrale in Danimarca.

Iniziamo sempre con contratti standard, non abbiamo mai assunto un responsabile di negozio; dopo un anno di contratto determinato, scatta quello a tempo indeterminato. È un modello che al momento sta funzionando.

Conoscevamo già il modello di business da utilizzare. Così tanta varietà a prezzi davvero competitivi può forse sembrare un paradosso ma ciò dipende soprattutto dal fatto che non vi sono intermediari tra il produttore e il cliente: vendiamo i prodotti al costo di produzione e il guadagno vi è comunque. Vi è un margine del 50% su tutti i mercati, nonostante le differenze tra paese e paese in cui Tiger è presente: se in Italia lo scontrino medio è di 5€, in Svizzera e in Norvegia raggiunge anche i 9€.

D: Da dove nascono le idee dei prodotti?

R: I responsabili danesi di Tiger vanno a molte fiere di settore (soprattutto in Asia) per scoprire nuove tendenze e raccogliere idee da riproporre poi nei negozi Tiger. Sono molto attenti alle novità proposte dal mercato e le sanno ben declinare all’interno del brand.

D: L’Italia è la patria del design anche nel mondo dell’oggettistica. Il fatto di offrire design low cost è stato ben accolto dagli italiani?

R: Direi assolutamente ben accolto. Pensa che tutti i prodotti ci vengono inviati dalla Danimarca e sono gestiti direttamente dalla casa madre. Non si possono opinare e, anche se talvolta ho avuto delle riserve a proposito di alcuni oggetti, spesso si sono rivelati invece un grande successo anche in Italia. Eclatante il caso del nano da giardino, sul quale personalmente non avrei mai scommesso… e invece qui in Italia è andato davvero a ruba, ha spopolato. Ci è stato richiesto addirittura da un’agenzia di Torino come testimonial di una campagna pubblicitaria!

Naturalmente ci sono tipologie di prodotti che vendono di più nel sud Europa piuttosto che nei paesi nordici (l’oggettistica per la spiaggia, ad esempio).

D: Se confrontiamo la risposta dell’Italia rispetto ad altri paesi del mondo, dove si colloca l’Italia? Il modello di Tiger in che mercati ha avuto più successo?

R: Il business è stato sempre basato sin dall’inizio sulla formula “design + prezzi stracciati”. In Italia, a differenza della Danimarca, si è anche voluto evidenziare molto di più il lato scherzoso del brand. L’ambiente e l’aspetto ludico infatti mancavano nel concept danese. Siamo stati i primi a far travestire i commessi con prodotti Tiger e ora è un aspetto imprescindibile di tutti i negozi del gruppo. Da luglio solo in Italia si lancerà una stampante 3D, un prodotto locale e all’avanguardia sviluppato a Torino.

Sebbene in Italia non ci sia mai stata tanta concorrenza per Tiger (a differenza di paesi come la Spagna e del Portogallo, ad esempio), non è stato comunque affatto facile avviare tale business. Aprire nuovi negozi Tiger nei centri storici delle città, per esempio, è davvero complesso: bisogna seguire così tante normative… e i tempi di attesa per avviare un’attività aumentano a dismisura.  Bisogna anche dire che vendere diverse categorie merceologiche a 1/10 dei prezzi presenti sul mercato non ti rende simpatico a molti… Non sai quanto tempo ho trascorso tra Tribunali e Camere di Commercio negli ultimi anni!

In Italia però ci sono anche aspetti positivi; ad esempio, il fatto che il locatario ha molti più vantaggi sull’affitto dei locali.

D: Un negozio Tiger a Milano e uno a Seul, per esempio, si presentano nello stesso modo?

R: La differenza tra ogni store sta nella società che vi è dietro: anche all’interno dello stesso paese, come accade per esempio in Italia, i negozi Tiger possono essere gestiti da società differenti che hanno quindi possibilità di intervenire e dare l’indirizzo che ritengono più adeguato rispetto al mercato.

In Italia, appunto, coesistono 3 società Tiger: Tiger Italia Nord, Centro e Sud/Isole. Tiger Italia Nord è quello che fattura di più rispetto tutta la catena considerata a livello globale. Pensa che nella top 5 mondiale, dopo New York e Tokio, vi sono 3 negozi che si trovano a Milano, per la precisione quelli di Corso Buenos Aires, via Meravigli e del centro commerciale di Arese.

Al momento In Italia sono aperti 123 negozi che, proprio per quello che dicevo prima, tra loro possono essere gestiti anche in modo molto diverso.

I prodotti da spiaggia al nord e al sud vendono in maniera diversa e sarebbe ancora più carino sapersi differenziarsi di più.

D: Come mai Tiger non ha ancora un canale e-commerce?

R: Il successo ottenuto sin da subito da Tiger in Italia ha fatto sì che l’e-commerce non fosse esattamente una priorità. Ad oggi, nelle località dove Tiger non è presente, si effettuano consegne dei nostri prodotti ma non è ancora possibile acquistare online dal sito. 

A febbraio solo in Italia è uscita l’App di Tiger, un progetto sviluppato in collaborazione con una start up torinese. In tre mesi abbiamo raggiunto oltre 80000 download, e tantissimi user. Anche al sud, infatti, è possibile scaricare la nostra App, ma non usarla… ancora, ma stiamo collaborando con i nostri colleghi del centro e sud dell’Italia per renderla disponibile anche ai loro clienti.

In ogni caso grazie alla digitalizzazione, stiamo facendo dei veri passi da gigante. Siamo in grado di segmentare il target molto più facilmente e questo aiuta moltissimo nella comunicazione dei prodotti, riuscendo a indirizzare loro offerte personalizzate.

D: Sappiamo che tu e la tua socia (nonché moglie), Ana Combalia, non vi fermate di certo qui e che volete introdurre in Italia altri business model di successo. Cosa puoi raccontarci dei tuoi progetti futuri?

R: Al momento stiamo puntando su Depiline, che in realtà è un progetto di Ana. Sono dei centri estetici in franchising dal concept innovativo, aperti dal lunedì al sabato con orario continuato dalle 10 alle 20 e nei quali non è necessario prendere appuntamento. Ciò garantisce grande flessibilità alle clienti e si adatta molto bene allo stile di vita moderno. In Spagna sono già stati aperti circa 80 centri (è infatti un concept spagnolo) ed è la prima volta che il brand esce dal Paese. Il primo centro in Italia lo abbiamo aperto a Torino e, nonostante la formula necessiti un po’ di tempo, i primi risultati sono davvero molto buoni. Sono inoltre sempre più vicino al mondo delle start up, soprattutto a quelle che gravitano nella zona di Torino.

In bocca al lupo Javier!

                                                                   Progetto co-finanziato con:

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IESE BUSINESS SCHOOL

Manual de supervivencia del dircom en la era digital

De Prof. José Ramon Pin Arboledas;  Ignacio Bel Mallén. 

Cuando la concha de una ostra se cierra, el molusco se aísla en su pequeño microcosmos. Acurrucada dentro de su armazón protector, la ostra deja de prestar atención a lo que ocurre a su alrededor. Se convierte en una roca. Así, confía en pasar desapercibida y que, en caso de ataque, la dureza de su caparazón mantenga a raya a los depredadores. 

Del mismo modo, como si de ostras se tratara, muchas empresas e instituciones se bloquean y se olvidan de prestar atención a sus públicos(accionistas, clientes, distribuidores, proveedores, competidores, etc.). Al cortar los vínculos con sus interlocutores, el diálogo se convierte en un soliloquio sin ningún interés que va distanciando a la empresa del resto del mundo por la falta de empatía

El libro Cuando las ostras necesitan orejas: teoría y práctica de la comunicación corporativa repasa todo lo necesario para vigorizar esta conexión entre la empresa y sus públicos. A lo largo de sus doce capítulos, Ignacio Bel Mallén y el profesor del IESE José Ramón Pin Arboledas detallan los ingredientes para una estrategia eficaz, y lo hacen de manera clara, sistemática y amena. 

Además, para reforzar la validez de su análisis, los autores recurren a ejemplos como la comunicación vinculada a la creación del Museo Guggenheim de Bilbao, el incendio del edificio Windsor de Madrid, la evolución de Nueva York bajo la alcaldía de Rudolph Giuliani o la fusión de Gas Natural y Unión Fenosa.

¿Sabes escuchar?
Según los autores, todo el mundo comunica. De todas formas, lo primero que se debe tener en cuenta para hacerlo bien es escuchar, tanto “hacia adentro” como “hacia afuera”

Por una parte, los empleados pueden detectar aspectos a mejorar en su entorno, detectar historias que valga la pena contar o ideas que se deben transmitir. Y, por otro, escuchar “hacia afuera” permitirá, por ejemplo, que los clientes aporten propuestas innovadoras para mejorar los productos, la distribución, las políticas de precios o los servicios posventa.

El dircom, en la cresta de la ola
Ante la importancia que ha adquirido la comunicación corporativa, los directores de comunicación deben situarse en el núcleo de los organigramas empresariales e ir de la mano de la dirección general, ya que desempeñan un papel estratégico. Su prioridad: evitar los rumores y las filtraciones interesadas para salvaguardar la credibilidad y la confianza en la empresa. 

La velocidad con la que hoy se transmiten los datos y la amplitud de conexiones de personas que actúan como emisoras obligan al dircom a colaborar codo con codo con el departamento de Sistemas

Si, además, pretende aprovechar las redes como medio de comunicación interna, deberá llevar a cabo una extensa planificación que tenga en cuenta cuestiones como las condiciones legales respecto a los derechos sindicales, la intimidad de las personas o la desconexión fuera de horas de trabajo.

Y, cuando surja una crisis de comunicación, deberá designarse con cuidado a un portavoz, así como elegir las pautas y el tono adecuado. En estos casos, el dircom experimentado será capaz de actuar con rapidez, reconocer los problemas, cuantificar los daños y detallar el plan establecido para corregir los errores y evitar que se repitan.

Seguimiento de las redes sociales
No hay que infravalorar el papel de las redes sociales en la actualidad, tampoco en el caso de las pymes. Por ello, el community manager debería tener formación tanto sobre contenidos como sobre sistemas. Por una parte, ha de ser capaz de descifrar los mensajes en las redes y transmitir lo que se quiere comunicar. Y por otra, tiene que elegir el medio más adecuado para hacerlo.

Estas aptitudes le serán de utilidad a la hora de transformar el ruido informativo en conversación, crear planes de contingencia y atraer la atención mediante emociones, con herramientas narrativas como el storytelling

Además, es ineludible que preste atención a sus seguidores, sobre todo en una situación de crisis. Y es que, cuando exista un diálogo sincero con los diferentes públicos y se genere cierta complicidad, quedará probado que incluso las ostras necesitan orejas.

Para la versión en inglès clicke aquí: http://www.ieseinsight.com/doc.aspx?id=2126&idioma=2

LE STORIE #13

PROGRAMMA COMUNICAZIONE – LE STORIE #13

Intervista a Carmen Perèz Ruiz, giovane blog editor spagnola in Italia

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D: Ciao Carmen, grazie innanzitutto per aver accettato di rispondere alle nostre domande. È un piacere poterti intervistare nell’ambito del Programma Comunicazione.
Raccontaci un po’ di te e di cosa ti ha portato a vivere in Italia.

R: Ciao. Grazie a voi per quest’opportunità. Sono di Málaga, ho 35 anni e ho studiato Pubblicità. Sono molto curiosa, inquieta e amo viaggiare; vedere il mondo è un sogno che mi accompagna sin da piccola. Per questo motivo, quando ne ho avuto l’opportunità sono andata via dalla mia città: ho partecipato ad un programma di scambio culturale con il Club dei Leoni in Irlanda mentre studiavo presso una Scuole di Lingue, ho vissuto 5 anni a Madrid, dove ho lavorato in una agenzia di media e ho frequentato un Master in Comunicazione Sociale. Ho deciso quindi di spostarmi e sono arrivata a casa di una famiglia indiana a Oxford con l’obiettivo di migliorare il mio inglese. Dopo tutte queste avventure, sono tornata alla mia città d’origine, dove ho cominciato a lavorare come insegnante di attività culturali e guida turistica mentre studiavo un master per insegnare lo spagnolo a stranieri. Un anno dopo essere tornata a Málaga, ho conosciuto mio marito (di origine italiana). Proprio lì, nella mia città, un pezzo di Italia è venuto a cercarmi…. E mi ha trovata. 

Altre cose su di me: mi piace moltissimo la fotografia, scrivere racconti e le passeggiate in campagna all’alba.

D: Come ti trovi in Veneto? È stato facile integrarti?

R: Mi trovo bene. Adesso, dopo quasi 5 anni, una parte importante di me è qui. Mi piace dove abito, la mia casa, i dintorni, la campagna verde. Treviso è una città incantevoleIl primo anno è stato un po’ difficile, ma a dir la verità non troppo. Ero arrivata 26 dicembre con moltissime speranze. Queste mi hanno aiutato a combattere il clima (tanto diverso rispetto a quello della mia città. Anche la ricerca di lavoro è stata un passaggio fondamentale: il mio obiettivo primario era trovare qualcosa d’interessante a cui dedicarmi, affine al mio profilo professionale. Per un anno ho insegnato spagnolo a ragazzi della scuola media e superiore e ho anche lavorato a Inlingua Mestre per 4 mesi. Alla fine, a un anno dal mio arrivo, sono entrata a far parte del team di Pixartprinting, lavorando nel reparto di marketing insieme ad altre 40 persone.

D: Qual è il tuo rapporto con la comunità spagnola presente in Italia?

R: Devo dire che conosco pochissimi spagnoli qui. Il mio lavoro mi ha permesso di entrare in contatto con due persone del mio paese, ma a livello personale ho molta più relazione con gli italiani.

D: Dopo quasi cinque anni che vivi in Italia, sai dirci quali sono le principali differenze che hai potuto notare tra l’Italia e la Spagna?

R: Sicuramente la più significativa riguarda il carattere della gente. Devo dire che il clima di Malaga aiuta tantissimo a definire come sono le persone. Vengo da una città solare, cosmopolita, dove la gente passa gran parte della sua giornata all’aperto. A noi, “los malagueños”, piace goderci la città, le sue strade, il centro, i bar con le sue tapas e gli amici. Siamo abituati a parlare con sconosciuti e ad accettare e accogliere diverse tipologie di persone. Trovo che la gente qui in Italia è più conservatrice e gelosa della propria intimità rispetto a noi. D’altra parte, mi piace molto il forte senso civico e il carattere discreto. Sicuramente il clima, più freddo e instabile, contribuisce a questo atteggiamento. Una cosa che mi piace molto qui riguarda gli animali domestici: puoi portarli con te dappertutto, al supermercato, a fare shopping, in autobus, etc.: questo mi piace molto e non succede nel mio paese.

D: Cosa ti manca di più del tuo paese di origine?

R: La famiglia e il mare. A volte anche il cibo.

D: La tua attuale professione?

R: Sono content specialist in Pixartprinting. Concretamente il mio ruolo è quello di Blog editor: mi occupo di gestire il Blog dell’azienda che è presente in 5 paesi (IT, SP, FR, UK, DE). Nello specifico mi occupo di ideare il contenuto del Blog insieme ad un team esterno formato da più di 20 copywriter internazionali. Coordino autonomamente il loro lavoro, definisco il calendario editoriale e seguo la produzione del contenuto. Parallelamente partecipo nella gestione di altre attività del team di comunicazione: creazione dei video commerciali (storytelling e produzione) e supporto all’attività di link building principalmente.

D: Tra tutti i progetti che hai seguito, ce n’è uno che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

R: I primi due anni e mezzo in azienda ho lavorato a progetti editoriali complessi che avevano l’obiettivo di diventare virali. Pensavo ad un tema, cercavo i collaboratori più adatti e muovevo tutti i fili per organizzare il lavoro. Mi occupavo anche della produzione, anche se quello supponeva spostarmi di paese, come accadeva speso. Mi è rimasto nel cuore il progetto Paris re-tale, uno sguardo alle facciate di alcuni negozi di Parigi, alla vita che scorre dietro di esse. Qui potete leggere il tema: (https://www.pixartprinting.it/content/tinsegno-parigi/)

La serie si completa con altre due città: Milan re-tale e Lisbon re-tale (https://www.pixartprinting.it/content)

D: Parlarci del blog che stai seguendo.

R: Il blog nasce un anno fa con lo scopo di offrire strumenti utili al target di Pixartprinting (graphic designer, stampatori, agenzie di comunicazioni), risorse per aiutarlo nella sua crescita professionale e anche per ispirarlo. Partiamo con un piccolo team di 4 collaboratori che scrivono articoli ogni settimana e senza avere un riferimento diretto; nel senso, nessuno dei nostri competitor aveva un Blog complesso come quello che volevamo creare. Comunque questo non impedisce segnarci un obiettivo chiaro: aumentare 5 volte il volume di traffico durante il primo anno di vita del progetto editoriale. Un anno dopo, ci troviamo con un team di 25 copywriter internazionali, tanti articoli posizionati nella SERP di Google e un traffico superiore a quello che avevamo indicato. Pubblichiamo 3 articoli alla settimana e cerchiamo sempre il modo di offrire contenuti utili e accattivanti. Inoltre ai temi, questo anno abbiamo messo online: un ebook, un calendario internazionale di eventi, la sezione consigli di lettura e una survey per misurare il grado di soddisfazione dei lettori.

Il Blog è un progetto appassionante che mi permette mettermi alla prova, conoscere persone con diversi tipi di competenze ed essere aggiornata sul mondo del graphic design e anche della stampa. Partecipano anche alla cura del progetto: Patrizia Baggio, Head of Communication in Pixartprinting, e la mia collega Giulia Giglio, Social specialist.

D: Quali sono i tuoi piani per il prossimo futuro?

R: Il prossimo anno sarò abbastanza impegnata con un nuovo arrivo: tra due mesi nascerà mio figlio, pertanto nel futuro più immediato mi dedicherò a lui. Passato il periodo di maternità però tornerò al lavoro, sicuramente con una grande voglia di riprendere il progetto del blog e magari altre nuove sfide.

D: Consiglieresti agli spagnoli di venire in Italia per fare un’esperienza di studio/lavoro?

R: Assolutamente sì.

Progetto co-finanziato con: 

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