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BAKER MCKENZIE

La check-list HR per affrontare l’emergenza Coronavirus

di Uberto Percivalle

In seguito all’evolversi della situazione riguardante l’epidemia di coronavirus (Covid-2019), abbiamo elaborato una check-list di verifiche e misure atte a consentire ai datori di lavoro di gestire al meglio ogni evenienza di natura giuslavoristica connessa all’emergenza sulla base delle informazioni e dei chiarimenti legislativi oggi disponibili:

1. Trattare l’emergenza valutando i rischi specifici in azienda secondo le prescrizioni del Testo Unico Sicurezza, coinvolgendo le funzioni preposte (RSPP, medico aziendale e RSL) ed attivare una funzione aziendale di monitoraggio costante degli aggiornamenti inerenti l’evento, visitando i siti web dell’OMS, delle Regioni coinvolte e le FAQ del Ministero della Salute.

2. Allontanare immediatamente i dipendenti residenti all’interno della c.d. «zona rossa» (per l’elenco dei Comuni interessati dalle misure urgenti di contenimento del contagio, si veda l’Allegato 1 al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020, di cui al successivo punto).

3. Far lavorare i dipendenti da remoto, se possibile, ad esempio con modalità di lavoro agile (c.d. smart working): con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 febbraio 2020, è stato stabilito che lo smart-working sia applicabile in via automatica, senza necessita di accordo scritto, ad ogni rapporto di lavoro subordinato nell’ambito delle aree considerate a rischio (in assenza di ulteriori precisazioni riteniamo ci siano ragionevoli argomenti per sostenere che ciò si applichi anche, in relazione alla valutazione dei rischi di ciascuna azienda, al territorio lombardo, oggetto della Ordinanza del Ministero della Salute / Regione Lombardia del 23 febbraio).

4. Mettere a disposizione dei dipendenti materiale informativo sui sintomi più comuni (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) e sulle precauzioni idonee a limitare il rischio di diffusione del virus, come ad esempio: lavarsi frequentemente le mani, porre attenzione all’igiene delle superfici, evitare contatti con persone con sintomi influenzali, controlli della temperatura domestica. Ecco il link all’opuscolo elaborato dal Ministero della Salute (in costante aggiornamento): http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_5.jsp?lingua=italiano&anno=2020&btnCerca=

5. Valutare l’opportunità di introdurre sistemi di controllo della temperatura corporea agli ingressi degli uffici (per dipendenti, fornitori e visitatori), se la diffusione persiste: questa misura per i dipendenti è soggetta al nulla osta del medico aziendale, che potrà prescrivere misure particolari per garantire la privacy dei dipendenti.

6. Favorire un dialogo costante con i dipendenti, chiedendo loro informazioni che possono essere utili a identificare eventuali rischi e dando tutte le istruzioni utili a ridurne l’esposizione. Ad esempio, potranno essere richieste ai dipendenti informazioni sui loro viaggi recenti e su quelli dei propri familiari al fine di valutare eventuali misure di allontanamento dall’ufficio.

7. Previa consultazione con il medico aziendale, fornire i dipendenti di eventuali dispositivi di protezione individuale (DPI) in aggiunta all’eventuale equipaggiamento da indossare per la sicurezza sul lavoro (ad esempio, mascherine o detergenti specifici, almeno per dipendenti che debbano recarsi da clienti, partner commerciali).

8. Rinviare le riunioni (in tutta la regione Lombardia le riunioni sono state sospese) e le trasferte non necessarie dei dipendenti, disponendo soluzioni alternative quali l’organizzazione di video- o conference-call e webinar.

9. Ricordare a tutti i dipendenti l’obbligo di segnalare alla autorità sanitaria l’eventuale transito e sosta nei comuni della cd. «zona rossa». Riteniamo che ciò possa anche essere chiesto dallo stesso datore di lavoro, nello sforzo di contenimento dei rischi.

10. Se un dipendente è costretto ad assentarsi dal lavoro per aver contratto il nCoV, si applica la disciplina della malattia. Se il dipendente non è malato ma resta assente in quarantena per effetto di un ordine dell’Autorità (ad esempio nella cd. «zona rossa») si configura un’ipotesi di forza maggiore e quindi, sia il dipendente che il datore di lavoro sono liberati dai rispettivi obblighi: il primo dall’obbligo di effettuare la prestazione lavorativa, il secondo di erogare la corrispondente retribuzione. In assenza di indicazioni ufficiali, restano ferme le disposizioni dei contratti collettivi che, generalmente, contemplano la possibilità per il lavoratore di fruire di permessi retribuiti connessi al verificarsi di eventi eccezionali. Negli altri casi, rimane la possibilità per il datore di lavoro di collocare in ferie i lavoratori o di concordare periodi di aspettativa non retribuita.

11. Cassa Integrazione: secondo quanto di recente dichiarato dal Ministro del Lavoro, in caso di sospensione dell’attività, il datore di lavoro può (i) richiedere la CIGO (cassa integrazione ordinaria) se rientra nel relativo campo di applicazione; oppure (ii) accedere al FIS (fondo integrazione salariale) se ha più di 15 dipendenti; o (iii) o alla CIGD (Cassa Integrazione in Deroga): per quest’ultima sono stati annunciati provvedimenti (e quantomeno sarà necessario un adeguato finanziamento).

Tali indicazioni operative potrebbero richiedere un aggiornamento a seconda dell’evoluzione dell’emergenza e di eventuali nuove disposizioni delle autorità.

Per ulteriori informazioni:

Uberto Percivalle
uberto.percivalle@bakermckenzie.com
Cristina Brevi cristina.brevi@bakermckenzie.com
   Giulia Bifano giulia.bifano@bakermckenzie.com
Baker McKenzie
www.bakermckenzie.com
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20121 Milan
Tel: +39 02 76231321
Fax: +39 02 76231630
milan.info@bakermckenzie.com
Viale di Villa Massimo, 57
00161 Rome
Tel: +39 06 440631
Fax: +39 06 44063306
rome.info@bakermckenzie.com

ETAss

Workshop : «PERCHÈ L’IMPRESA INTELLIGENTE CONVIENE – Visioni ed Esperienze»
Si terrà il 12 Marzo a Milano, durante la Digital Week 2020

Milano – aperta per vocazione e codice genetico – è sempre più una città piattaforma che coniuga inclusione sociale e innovazione sostenibile come valori fondanti della sua natura e come chiave di accoglienza dell’altro.

In questo clima e scenario, nascono interrogativi importanti su cui ragionare per costruire nuovi paradigmi di impresa, ad esempio:

  • Come sfruttare al meglio le opportunità tecnologiche per agire come imprese moderne e digitali?
  • Come ripensare ai processi e ai modelli organizzativi?
  • Come riprogettare i processi di accrescimento delle competenzedelle persone in chiave digital?
  • Come coniugare spazi, tempi e modi del lavoroutilizzando le tecnologie?

Parleremo di questi e altri focus collegati alla digitalizzazione d’impresa con importanti esponenti del mondo aziendale, accademico e istituzionale.

Coordina l’evento Marco Pietro Lombardo Giassetti, Capo Redattore del quotidiano Il Giornale, esperto di tecnologia e innovazione.

Il Link per l’iscrizione è il seguente: https://it.surveymonkey.com/r/impresaintelligente

 

Verti

Osservatorio Trend Movers: 

Funmobility, il futuro della mobilità è innovazione e intrattenimento

L’indagine realizzata da Verti in collaborazione con BVA Doxa, società di ricerche di mercato, esplora gli scenari dei trasporti per i prossimi anni.

 

Per rispondere alle domande sul cambiamento e sull’evoluzione dei bisogni e dei consumi, Verti Assicurazioni collabora con la società di ricerche di mercato BVA Doxa sul progetto Trend Movers, l’Osservatorio nato per indagare i trend del futuro, coerentemente allo spirito #sempreavant1 della società.
Veicoli elettrici e ibridi, micro-mobilità e sharing, guida autonoma e sostenibilità, sono i trend che influenzeranno le decisioni future dei consumatori, in uno scenario di grande trasformazione sociale, economica, culturale, tecnologica e urbana. Tra “toy” e “tool”, dalle macchine volanti ai viaggi spaziali, fino alle valigie scooter, tra traiettorie di futuri tech possibili e gadget divertenti, lo scenario del movimento contemporaneo e futuro si presenta molto interessante e variegato.

1) Automobile: funzionalità e intrattenimento.

Uno dei trend più promettenti, in tal senso, è rappresentato dall’idea dell’automobile come hub al servizio del guidatore, in un’ottica che unisce la connettività all’intrattenimento. In questa direzione, Continental ha presentato al CES di Las Vegas le nuove tecnologie di realtà aumentata e intrattenimento a bordo delle auto. Il Predictive Connectivity Manager è il cuore del sistema: con la raccolta dati in grado di prevedere i livelli di connettività lungo il percorso selezionato, si avrà un’ottimizzazione nell’uso delle applicazioni multimediali.

• https://www.continental-automotive.com/en-gl/Passenger-Cars/Interior/Connectivity-Telematics/Vorausschauende-Vernetzung

L’automobile può diventare anche l’indirizzo di consegna per gli acquisti online. Il centro di sviluppo dei nuovi servizi di mobilità e tecnologia Skoda DigiLab sta testando un nuovo metodo di consegna che rende la vita degli automobilisti più semplice. L’innovativo sistema funziona in questo modo: quando l’ordine viene confermato, il corriere può vedere tramite GPS la posizione dell’auto. Al corriere è permesso un solo accesso sicuro al vano bagagli per un periodo di tempo limitato. Consegnato il pacco, l’auto viene richiusa tramite l’app e viene notificata l’avvenuta consegna al cliente.

• https://wheels.iconmagazine.it/novita/news/skoda-auto-consegna-acquisti-online
• https://skodaautodigilab.com/

L’idea di Tuber, invece, nasce durante il BMW Group rad hub 2018 di Rotterdam, in cui 100 esperti hanno condiviso l’idea di un’applicazione che unisca Tinder e Uber e permetta di trovare qualcuno con cui spostarsi che corrisponda ai propri gusti, che si tratti dell’autista o degli altri passeggeri. Tuber è quindi un mezzo che unisce la mobilità del futuro con la possibilità di mettere in contatto gli utenti.

• https://www.bmw.com/it/innovation/mobilita-del-futuro.html

Per la mobilità a 360°, Hyundai ha proposto al CES 2019 “Elevate”, una concept car rivoluzionaria che si muove come una macchina e cammina sulle “zampe”, come una lucertola.

• https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/hyundai-elevate-lauto-che-cammina-ces-la-vegas-2019

Tra le innovazioni principali, una serie dedicata al trasporto elettrico. VolksWagen, al Salone di Francoforte, ha presentato una rivisitazione del mitico Maggiolino in chiave “elettrica”: la carrozzeria resta invariata rispetto al modello degli anni ‘50, con le sue tradizionali forme tondeggianti. La batteria fornisce un’autonomia di 200 km, con una velocità massima di circa 150 km/h.

• https://it.motor1.com/news/369210/ekafer-maggiolino-elettrico-salone-francoforte/

Si segnala inoltre Liberty, prodotta dall’olandese PAL-V, un veicolo a tre ruote che può passare da macchina ad elicottero nel giro di 5-10 minuti. Da giugno sono in commercio i primi 90 esemplari, ad un costo di 300.000 Euro.

• https://www.pal-v.com/en/explore-pal-v

2) Mobilità a tutto tondo: tra “strade intelligenti” e camper elettrici.

A livello macro, il mondo della mobilità sta conoscendo sviluppi interessanti nel campo dei sistemi di trasporto integrato. Anas, per il futuro della mobilità, prevede la connessione tra mezzi, strade e infrastrutture in un ecosistema unitario di dati. Una rivoluzione che poggia le proprie basi sulle strade “intelligenti”. In previsione di un futuro fatto di auto senza conducente, la “Smart Road” è un insieme di infrastrutture tecnologiche che mirano alla sostenibilità e al miglioramento della sicurezza e della fruibilità delle strade attraverso la Digital Transformation (DT). La strada non è più solo un’infrastruttura, ma un insieme di tecnologie che rendono possibile il dialogo tra chi guida, il veicolo e l’infrastruttura, ma anche tra i veicoli stessi, grazie a sistemi di connessione wireless che consentiranno la condivisione di dati su una piattaforma unificata.

• https://www.stradeanas.it/it/sostenibilità/anas-lambiente/i-progetti/mobilità-del-futuro

Tra le idee che stanno rinnovando il panorama dei trasporti, speciale attenzione alle tematiche della sostenibilità. A titolo esemplificativo si può citare Olli, minibus a guida autonoma che si stampa in 3D e viaggia a energia solare, sviluppato dalla startup americana Local Motors, equipaggiato con il sistema di intelligenza artificiale Ibm Watson e progettato per interagire con i passeggeri in tempo reale tramite app. I primi prototipi sono già disponibili negli Stati Uniti e a Berlino.

• https://www.autobusweb.com/olli-guida-autonoma-ibm-watson-in-prova-a-berlino/
• https://localmotors.com/meet-olli/

Anche il settore degli pneumatici, sempre attento all’innovazione legata al tema della sicurezza, sta iniziando a percorrere nuove strade. Uptis è la nuova gomma progettata da Michelin. È senza aria, non si fora, è immune ai cali di pressione, è più resistente rispetto a una tradizionale e ricostruibile fino a 6 volte. La sperimentazione del nuovo pneumatico è in atto negli Stati Uniti. Il lancio sul mercato globale è previsto per il 2024.

• https://michelinmedia.com/michelin-uptis/

Ribaltando la prospettiva, si è iniziato a pensare a un tipo di alimentazione elettrica che arrivi direttamente dalla strada percorsa dai veicoli. È stata quindi aperta in Svezia la prima strada al mondo che ricarica i veicoli elettrici mentre la percorrono. La tratta è lunga 2 chilometri e funziona grazie a un sistema installato al di sotto di una sorta di «rotaia», che trasferisce elettricità ai veicoli in superficie.

• https://eroadarlanda.com/

La versatilità è sicuramente un altro requisito fondamentale per la mobilità del futuro. Modobag è l’innovativo trolley che cambierà il modo di trasportare la valigia: basterà semplicemente cavalcarla e attivarne il sistema di motorizzazione, trasformandola così in un comodo scooter con cui muoversi in città o in aeroporto.

• http://modobag.com/

Per i bambini, Hertz ha realizzato un progetto sperimentale: una Volvo XC60 con i sedili in pelle di colore bianco, lavabili e ricoperti di disegni in bianco e nero pronti per essere colorati dai bambini. Le auto-album saranno disponibili per il noleggio solo nell’aeroporto londinese di Heathrow.

• https://www.youtube.com/watch?v=Nro7yzfdv3k&feature=emb_title

Nel frattempo, ancora in Svezia sta spopolando un microchip installato pochi millimetri sotto la pelle, pensato per sostituire le chiavi di casa e le carte di credito, per prendere taxi e autobus. La Biohax ne ha già impiantati oltre 4000 ad un costo di 170 Euro.

• https://biohax.tech/

C’è poi spazio per Iveco Daily Electric, il camper ad energia solare che coniuga efficienza, versatilità, innovazione ed emissioni zero.

• https://www.iveco.com/italy/prodotti/pages/iveco-daily-electric.aspx

3) Trasporti su due ruote: dall’e-bike alla rivisitazione della Vespa.

Per quanto riguarda il mondo delle due ruote, spiccano tra i progetti più interessanti PodRide e Sadabike. PodRide è la sintesi tra la bici e l’auto: un mezzo eco-friendly e ricco di comfort. Sadabike, sviluppata al Politecnico di Torino, è una bicicletta hubless (senza mozzi né raggi) e pieghevole: è poco ingombrante e sta comodamente in uno zaino, il che la rende perfetta per la mobilità sostenibile, ideale per gli appassionati di tecnologia su due ruote.

• https://mypodride.com/
• http://www.sadabike.it/

Spostando l’attenzione verso i motori e l’Italia, un gruppo di appassionati di Rimini, con il proprio brand Motoveloci, ha realizzato uno kit pensato per convertire all’elettrico uno dei più iconici scooter a livello mondiale, la classica Vespa Piaggio.”

• https://auto.hwupgrade.it/news/tecnologia/retrokit-vespa-il-kit-per-convertire-all-elettrico-lo-storico-scooter-piaggio_82638.html

4) 2020: Odissea (turistica) nello spazio.

Con un occhio alla strada e un altro rivolto verso il cielo, continuano gli studi e i progressi nel campo dei mezzi di trasporto in grado di elevarsi dal terreno e cambiare radicalmente ogni prospettiva. Huawei ha sviluppato e testato droni teleguidati capaci di trasportare un passeggero. L’azienda cinese Ehang ha presentato il drone Ehang 184, in grado di viaggiare a 100 km/h, e ha iniziato a commercializzarlo negli Emirati Arabi. Il prezzo di questa nuova tecnologia si aggira sui 300.000 euro. In Italia inizierà a Torino entro il 2021 la sperimentazione di droni taxi pilotati da remoto. Si tratta di un progetto condiviso fra Politecnico di Torino, Italdesign ed Airbus.

• http://www.ehang.com/ehang184/index
• https://www.newsauto.it/notizie/droni-taxi-torino-urban-air-mobility-2019-227530/

All’elenco si aggiunge poi AirFish 8, il “traghetto volante” prodotto a Singapore da Wigetworks, un gioiello tecnologico che unisce le più avanzate innovazioni di marina e aviazione. È un mix tra barca e aereo, che scivola a pochi metri dalle onde, grazie ad una tecnologia che genera un cuscino d’aria al disotto delle ali e dello scafo, eliminando la resistenza idrodinamica e permettendo a una velocità di oltre 100 km/h.

• https://it.businessinsider.com/airfish-8-la-barca-volante-il-mezzo-ibrido-che-viaggia-sul-pelo-dellacqua-video/

Un altro settore parallelo che sta compiendo importanti passi in avanti è quello del cosiddetto “astroturismo”, che studia la possibilità di effettuare viaggi direttamente nello spazio. Per farsi un’idea chiara di cosa si stia parlando, si può analizzare il caso Aerospace Windowless Aircraft, gli aerei senza finestrini che trasformeranno il volo in un’esperienza indimenticabile e super-panoramica, all’interno di un aereo fatto di vetri trasparenti. È il prototipo di aereo del futuro che sta creando la Center for Process Innovation (CPI), una società britannica di ricerca e sviluppo. L’intera fusoliera è ricoperta internamente da un gigantesco pannello OLED in grado di far diventare tutto l’ambiente un enorme finestrino virtuale con un panorama mozzafiato. I pannelli sono collegati a microcamere esterne che riproducono nel modo più reale possibile l’ambiente circostante. Se si preferisce non vedere quello che accade fuori, si può sempre trasformare lo schermo in un sistema di intrattenimento touch.

• https://youtu.be/afGL5GX6avs

La Orion Span, startup aerospaziale della California, sta realizzando il primo hotel di lusso nello spazio, l’Aurora Space Station, che può ospitare quattro passeggeri e due persone dello staff alla volta. Il costo totale del viaggio, della durata di 12 giorni, è di circa 10 milioni di dollari a persona. Le prenotazioni sono già aperte, previo un anticipo di 80.000 dollari che sarà restituito integralmente in caso di rinuncia.

• https://www.orionspan.com/

La compagnia giapponese Obayashi ha poi pianificato la costruzione di un ascensore spaziale entro l’anno 2050: la struttura permetterà veloci scambi di carichi e persone con una nuova stazione spaziale, anch’essa in fase di progettazione. L’ascensore della Obayashi assumerebbe inoltre la funzione di porto spaziale, in vista di futuri viaggi su Marte, sulla Luna e su eventuali altre mete extra-terrestri.

• https://www.obayashi.co.jp/en/news/detail/the_space_elevator_construction_concept.html

Infine, c’è Virgin Galactic, che ha di recente inaugurato il Gateway to Space, il futuro “aeroporto” per i viaggi nello spazio. L’azienda ha presentato i due piani dedicati ai turisti e al controllo delle operazioni di volo all’interno dello Spaceport America, edificio nel deserto del New Mexico diventato nuova centrale operativa di Virgin Galactic. Entro un anno dovrebbero partire i primi voli.

• https://www.corriere.it/tecnologia/cards/virgin-galactic-inaugura-gateway-to-space-futuro-aeroporto-viaggi-spazio/nuovi-spazi_principale.shtml

CONCLUSIONE

Il futuro del movimento umano ha delle tracce ben visibili nel nostro presente. Da un lato l’astroturismo e le esplorazioni spaziali che da sempre sono un immaginario affascinante e attraente non solo nella letteratura fantascientifica, e che oggi gode di rinnovato interesse tra capi di stato, produttori di serie Tv, persone comuni, investitori privati. Dall’altra, il nuovo protagonismo della “macchina minima” per eccellenza, la bicicletta, ormai simbolo indiscusso della nuova mobilità sostenibile, associata a stili di vita e di consumo etici, che mescolano mezzi diversi all’insegna di un’efficienza di movimento a staffetta. In mezzo, una coda lunga di variazioni sul tema, con tante piccole grandi invenzioni creative tra il serio e il faceto.

THYSSENKRUPP

Thyssenkrupp Elevator Italia fornirà un totale di 31 scale mobili 4 tappeti mobili e 13 ascensori appositamente progettati per le nuove e incredibili quattro stazioni sotterranee metro Linea 1 di Napoli.

Dal 2017 ci è stata assegnata la manutenzione di centinaia di ascensori e scale mobili nella linea 1 di Napoli e ora sono in costruzione 4 nuove stazione che concluderanno la tratta.

Oltre 42 milioni di persone hanno utilizzato la Linea 1 – e siamo sicuri che migliorando la mobilità e l’accessibilità delle stazioni – con i nostri sistemi – il numero di passeggeri crescerà ancora di più rilanciando il turismo della città, l’economia e la qualità della vita nelle periferie.

EXTENDA

“Greencities 2020- XI Foro de Inteligencia y Sostenibilidad Urbana”

Extenda informa che i giorni 21 e 22 di aprile 2020 si organizza a Malaga l’evento “Greencities 2020- XI Foro de Inteligencia y Sostenibilidad Urbana”, l’incontro di riferimento per gli operatori ed entità coinvolti nello sviluppo delle città smart e sostenibili.

Greencities 2020 marcherà le tendenze del futuro e approfondirà la nuova strategia di lavoro in linea con gli Obbiettivi di Sviluppo Sostenibile (ODS) stabiliti per il 2030 dall’Organizzazione delle Nazione Unite.

L’incontro, giunto alla sua 11ª edizione, nasce della volontà di Extenda di far conoscere al pubblico internazionale le attuali soluzioni e tendenze per migliorare la gestione intelligente e sostenibile delle città, nonché di mettere in contatto operatori internazionali con le aziende andaluse attraverso un programma di riunioni B2B.

In questa edizione, la missione inversa Greencities di smart cities e
sostenibilità ha una novità rispetto ad altre edizioni, unendosi a
S-Moving, la fiera sulla Mobilità.
L’attività si fermerà di due parti:

1. Una prima sessione di presentazione commerciale fra le aziende internazionali e andaluse
2. Una sessione di incontri B2B tra gli operatori internazionali e le imprese ed istituzioni andaluse.
La partecipazione di Extenda a questo evento sarà cofinanziata dai Fondi dell’Unione Europea attraverso il Programma Operativo ERDF per l’Andalusia 2014-2020.

Ci teniamo a precisare che le principali spese di un partecipante per azienda invitata saranno coperte dall’organizzazione (volo, alloggio e pasti inclusi nel programma di lavoro).

Per maggiori informazioni scrivere a italia@extenda.es o chiamare al numero 02. 99990320

VIS LEGIS

Cosa può accadere se l’imprenditore non riscuote i propri crediti – si rischia il penale a dirlo  la Sentenza n. 222/2020 emessa dalla Corte di Cassazione

a cura dell’avv. Enrica Caon

L’imprenditore che non agisce in giudizio per riscuotere dai propri clienti il saldo delle fatture emesse rischia una condanna per frode fiscale. Si presume, infatti, che le operazioni siano fittizie.

Ad affermare tale principio per la prima volta è la Corte di Cassazione che ha confermato sia la condanna che la confisca nei confronti di un rappresentante legale di una cooperativa, accusato di aver organizzato una maxi frode fiscale. La sentenza di riferimento è la n.222 dell’8 gennaio 2020.

Ne derivano una conseguenza di estrema importanza: se l’imprenditore non agisce in giudizio per riscuotere quanto gli spetta dai clienti, sulla base delle fatture emessa, si presume che le operazioni non siano vere ma “fittizie”.

Nel caso oggetto della sentenza di Cassazione, l’indizio che ha fatto insospettire la giustizia è stato il fatto che il soggetto, nonostante le molte fatture non pagate, non aveva mai avviato un’azione legale per recuperare il credito che gli sarebbe spettato.

È così che la terza sezione penale ha aderito alla decisione della Corte di appello di Roma, la quale si era soffermata sulla circostanza che le citate fatture risultassero “essere emesse” anche per quei pagamenti non effettuati, “pur trattandosi di servizi per i quali la fattura va obbligatoriamente emessa solo al momento del pagamento della stessa o di acconti”.

Nel caso in esame la situazione è risultata aggravata dal fatto che le due società in questione hanno continuato a emettere fatture all’indirizzo del cliente, “nonostante il mancato pagamento” delle stesse ma soprattutto “senza porre in essere azioni dirette alla riscossione dei crediti”.

 

La condotta dell’imprenditore è stata ritenuta “sintomatica dell’inesistenza delle pretese creditorie” ma anche “illogica” perché le due cooperative “non avevano mai versato l’Iva corrispondente alle fatture emesse nell’anno 2010″. Entrambe avrebbero dovuto agire “per la riscossione dei crediti per onorare i propri debiti fiscali” nel caso in cui le operazioni «fossero state effettivamente svolte”.

Ne deriva pertanto che l’imprenditore che non agisce in giudizio per riscuotere dai clienti il saldo delle fatture emesse rischia una condanna per frode fiscale. Si presume, infatti, che le operazioni siano fittizie. Ma non solo. È rilevante la circostanza per cui il contratto alla base della prestazione preveda un pagamento a sessanta giorni mentre sul titolo ci sia la dicitura rimessa diretta.

Pertanto la sentenza di Cassazione in esame risulta particolarmente importante per quelle aziende che nonostante il mancato pagamento a saldo di fatture da parte dei loro clienti, non iniziano azioni di recupero del credito, e addirittura continuano a emettere fatture verso il cliente moroso, ciò presuppone, a detta degli Ermellini, la “falsità” delle operazioni.

NUNZIANTE E MAGRONE

Draft law regarding the ambush marketing

Di Niccolò Ferreti e Alessandro Zito

On 13 January 2020, the Cabinet, upon proposal of the Minister of Justice Alfonso Bonafede, approved a draft law that introduces a new regulation on the ban of parasitic advertising (so-called ambush marketing).

The text provides for a general regulation on the repression of the parasitic advertising and the repression of the conducts that some economic operators, not authorized by regular sponsorship contracts, put in place with the aim of surreptitiously associating their trademarks or products to any symbol or logo of sport or fair events, of national or international relevance.

The new regulation identifies the events in which the conducts of ambush marketing have the greatest chance of manifesting itself. It also defines the more dangerous conducts, under an anti-competitive (or unfair competition) perspective, providing for an administrative sanctioning system aiming at protecting fair competition and a proper balance between, on the one hand, the protection of the economic expectations of the organizer and the official sponsor of an event and, on the other hand, the protection of advertising operators, mostly in the occasion of events with great media coverage.

The draft law has the purpose of excluding some conducts whose repression would result in an excessive limitation of the economic right to access to advertising channels (saturation marketing).

Moreover, the draft law identifies the lapse in which the parasitic advertising behaviors present concrete damage, being themselves connected to events whose media and advertising appeal has a limited duration of time.

The AGCM is the authority that ascertains and punishes the illicit conducts with administrative penalties that range from 500,00 to 2.500.000 euros.

STUDIO LEGALE MENICHETTI

Licenziamento collettivo dei dirigenti

di Camilla Perusi

La rigorosa procedura che disciplina i licenziamenti collettivi è stata estesa anche ai dirigenti in forza della L. 161/2014, che ha inserito il comma 1-quinquies all’art. 24 della L. 223/1991.

La modifica si è imposta a seguito d’una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-596/12), che, in adempimento agli obblighi derivanti dalla Direttiva n. 98/59, ha concluso in tal senso.

Recentemente, con sentenza n. 1380/2019, la Corte d’Appello di Milano ha affermato che, in forza della predetta estensione, anche nell’ipotesi di licenziamento collettivo dei dirigenti è sempre necessaria la comunicazione di cui all’art. 4, c. 9, della L. 223/1991.

La questione si è posta dal momento che un’impresa aveva avviato una procedura di licenziamento collettivo coinvolgente alcuni dirigenti, omettendo la formalità di cui alla norma citata sulla scorta del fatto che – a suo dire – la comunicazione d’apertura della procedura, non avendo la categoria dirigenziale accesso alle liste di mobilità, sarebbe stata inutile, poiché non avrebbe assolto al suo precipuo scopo, individuato nella necessità di permettere agli uffici della pubblica amministrazione di valutare i criteri di scelta dei lavoratori in esubero, da licenziarsi.

I giudici meneghini hanno disatteso tale impostazione, chiarendo che “tale formalità deve essere rispettata anche in caso di licenziamento dei dirigenti. La procedura mira a consentire il controllo sindacale ed individuale circa la correttezza complessiva dell’operazione”.

Ne deriva che la ratio della previsione, rintracciata nel consentire un complessivo controllo ex ante della procedura da parte delle organizzazioni sindacali – e non, dunque, nell’utilità degli oneri di comunicazione in vista della successiva iscrizione dei lavoratori nelle liste di mobilità – deve ritenersi integralmente riferibile anche ai dirigenti.

 

 

COCUZZA & ASSOCIATI

Influencer: marketing innovativo, nuovi problemi legali

l’Avv. Alessandro Barzaghi

Ci sono aziende di moda il cui budget marketing è stato deviato completamente dalla carta stampata al marketing online, per la gran parte per mezzo di bloggery, youtuber e influencer. È ovvio perciò che il rapporto con queste categorie, spesso non professionisti, deve essere attentamente disciplinato.

Per le aziende diventa importante capire come regolamentare contrattualmente il rapporto con il soggetto cui si affiderà una parte importante del proprio marketing e della comunicazione sul brand e/o su singoli prodotti.

Per comodità ci riferiremo genericamente agli influencer. Il contratto ha alcune caratteristiche dei contratti con i “testimonial” di un prodotto, forma più vecchia di pubblicità, ma ne reca di diverse ed ulteriori, considerato il nuovo mezzo di espressione rappresentato dai social network, e le sue implicazioni giuridiche.

Per prima cosa è necessario definire chiaramente l’oggetto della prestazione che l’influencer si obbliga a effettuare. Quanti post deve effettuare? Su quali social? Con quale cadenza? Avrà costui libertà creativa ed editoriale nella configurazione del messaggio? Il contenuto potrà/dovrà essere preapprovato/riutilizzato/modificato dal brand?
Un controllo eccessivo può togliere spontaneità al post e sollevare problematiche di natura giuslavoristica (si veda più oltre). Inoltre, sarà importante disciplinare la proprietà dei contenuti anche dal punto di vista della proprietà intellettuale.

È poi necessario pattuire chiaramente una durata certa sia del rapporto con l’influencer sia di ciascuna campagna/post. Di tutta utilità sono le c.d. sunset clauses, cioè le pattuizioni relative alla durata della permanenza dei post online e sull’uso successivo che entrambe le parti contrattuali potranno – eventualmente – farne.

È opportuno pattuire chiare esclusive sia sul tipo di prodotto pubblicizzato che su altre categorie di beni o aziende cui l’influencer possa fare pubblicità, per evitare che la sua immagine finisca per essere non allineata con l’obiettivo di marketing e l’immagine dell’azienda. L’argomento è tuttavia delicato in quanto ha rilevanti punti di contatto con il diritto del lavoro che esamineremo appresso, per questo motivo bisogna misurare le restrizioni che si impongono all’influencer.
Deve essere chiarito che una condotta inidonea dell’influencer rispetto all’immagine del brand ovvero il sopraggiungere di scandali mediatici, permette una semplice e lineare uscita dal contratto.

Il rapporto di collaborazione con l’influencer necessita di un certo grado di “direzione e controllo” da parte dell’azienda a tutela del proprio brand e della propria immagine. Questo potrebbe indurre qualcuno – specie tra i micro influencers – a chiedere il riconoscimento della natura subordinata del rapporto lavorativo. Ricordando che la subordinazione non si può escludere contrattualmente, ma deve essere esclusa nei fatti: diventa dunque fondamentale disciplinare un contratto che escluda nella sua stessa esecuzione la natura subordinata della collaborazione dell’influencer.

Da ultimo è chiaro che le normative in merito all’advertising, all’antitrust e alla protezione dei consumatori debbono essere rispettate sia da parte dell’azienda che dell’influencer: in caso di dubbio, è consigliabile allegare un “influencer playbook” al contratto.

BAKER & MCKENZIE

Il dipendente omertoso può essere licenziato

di Avv. Sergio Antonelli e Avv. Francesco Cattaneo

In materia di strumenti giuridici volti a reprimere condotte irregolari nell’ambito del luogo di lavoro, il nostro ordinamento contempla l’istituto del cosiddetto whistleblowing. Trattasi di un sistema di norme volto a favorire la segnalazione di illeciti o irregolarità commessi all’interno della società da parte dei suoi stessi dipendenti attraverso la predisposizione di misure di protezione volte tanto a garantire riservatezza in fase di segnalazione, quanto a contrastare il prodursi di qualsivoglia ripercussione negativa a titolo ritorsivo nei confronti del dipendente che effettui la denuncia.

Allo scopo di incoraggiare l’implementazione di tale buona pratica all’interno dei luoghi di lavoro, la normativa in materia ambisce dunque ad assicurare protezione al dipendente che lodevolmente denunci l’illecito di cui venga a conoscenza, senza d’altro canto intervenire sull’opposto versante della sanzionabilità della condotta omertosa del dipendente che, benché a conoscenza dell’avvenuta commissione dell’illecito, lo taccia.

A tale proposito si è espressa la Corte di Cassazione con recente pronuncia, ritenendo legittimo il licenziamento irrogato per giusta causa al dipendente cui era nota la perpetrazione di condotte lesive dell’interesse della società da parte di colleghi e che non ha proceduto a denunciare tali condotte attraverso gli appositi canali aziendali a ciò preposti. Nel caso di specie non ha per giunta avuto alcun rilievo il fatto che il dipendente licenziato non avesse cooperato alla realizzazione delle condotte illecite in questione, né tantomeno il fatto che tali condotte fossero altresì ben note al suo stesso superiore gerarchico.

La mancanza imputabile al lavoratore è stata ritenuta idonea a ledere in maniera grave e irreparabile il vincolo di fiducia che lo lega alla società, e quindi, a giustificare un licenziamento per giusta causa poiché, con il suo silenzio, il dipendente sarebbe venuto meno al suo obbligo di diligenza e fedeltà nei confronti della società. La diligenza del dipendente deve infatti essere valutata in senso ampio con riferimento al generale interesse dell’impresa, che sarebbe stato leso dalla condotta omissiva del lavoratore.

Sebbene dunque non si possa affermare che sussista in capo al dipendente un generale obbligo di segnalare gli illeciti commessi dai colleghi nell’ambito del luogo di lavoro di cui venga a conoscenza, pena la legittimità di un suo eventuale licenziamento, è altresì vero che un simile risultato può conseguire alla condotta omertosa del dipendente che, pur sapendo ha mancato di riportare il fatto: il dipendente che segnala l’illecito è tutelato, quello che non lo fa si espone al rischio di licenziamento.