VERTI

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RETROFUTURO È IL NUOVO TOPIC DI TREND MOVERS, L’OSSERVATORIO DI VERTI ASSICURAZIONI E BVA DOXA

Dopo la pausa estiva, ricomincia il viaggio di Trend Movers, l’Osservatorio pensato da Verti Assicurazioni, la compagnia digitale del Gruppo MAPFRE, in collaborazione con BVA DOXA: un interessante strumento che indaga sul futuro che ci aspetta, attraverso l’analisi dei più curiosi trend di consumi e lifestyle dal mondo.
L’ultimo trend rilevato dall’Osservatorio prende il nome di Retrofuturo e indica la tendenza al continuo ritorno di alcuni stili e comportamenti del passato. Un concetto che si basa su una fascinazione che si rinnova, tornando continuamente alla matrice di riferimenti grafici, artistici e figurativi di ieri. Creatività contemporanea e ricombinazione selettiva del passato, il Retrofuturo rimescola i contenuti della memoria collettiva.
Oggetti, forme, idee e musiche, rinchiusi negli archivi della nostra memoria, vengono così riproposti «pari pari» nel presente o riattualizzati con il supporto di materiali e innesti tecnologici “futuribili”. Facendo leva sui gusti ed estetica retrò. Il Retrofuturo innesca così un’associazione intima tra le cifre espressive, i registri comunicativi e le emozioni per noi familiari. Emozioni capaci di dare senso a un presente schiacciato da “troppo futuro” che mai come oggi ci spinge a reinterpretare il passato per trasmettere nel «qui e ora» le sensazioni rassicuranti già conosciute.
MERCATO IN CRESCITA – La retrofilia è la fascinazione per tutto ciò che è passato e che spesso affastelliamo sotto l’unica etichetta di «vintage», forte attrattore per i consumatori. Una curiosià: «vintage» è una voce inglese che si dovrebbe pronunciare [vìntig] e non [vintàg] alla francese. Per tutto ciò che si avvale di questa definizione oggi è un momento storico assolutamente favorevole. Ma c’è una distinzione. «Usato» e «Vintage»: non sono la stessa cosa e il loro mercato non cresce allo stesso modo. Il mercato della cosiddetta second-hand economy ha segnato negli ultimi anni trend di crescita a doppia cifra con un +11% tra il 2016 e il 2017 (dati BVA DOXA). Se per «l’usato», che è anche una espressione di riciclo, il valore dei singoli oggetti tende ad abbassarsi con il passaggio di mano in mano, per il «vintage» vero e proprio la situazione è ben diversa. Il valore degli oggetti provenienti dalle case di moda e design, che sembrano ipnotizzate da questo trend, cresce esponenzialmente grazie all’aggettivazione «vintage».
RETROFUTURO AI RAGGI X – La tendenza retrofuturista è imperante e torna ciclicamente. Lo dimostra la quantità di oggetti datati che emanano gusto e valori oldstyle nel mondo dei consumi, oggi è un’interessante prassi, un metodo, un approccio progettuale trasversale alle diverse industry come la moda, la mobilità, la tecnologia, il design e altri. Il passato sarà sempre un grande serbatoio vivo e vitale da cui continuamente attingere stimoli da rielaborare in futuro.
MOBILITÀ – Anche nel campo dell’automotive il passaggio dall’usato generico all’oggetto di culto fa la differenza. Per chi ama lo stile e la qualità del passato, un vero cortocircuito temporale è provocato dalla vista di un mito vintage in chiave high-tech: vedere le 500 Fiat originali, icone della Dolce Vita anni Sessanta e vero simbolo dell’italianità, che si aggirano per le strade delle città italiane. Esattamente come allora ma green. Elettriche. A riconvertirle e rimetterle in circolazione in versione futurista è una start up milanese con un nome che da solo ci riporta indietro nel tempo: Officine Ruggenti. Offrono una seconda vita ecologica alle auto d’epoca, e si definiscono un atelier che restaura, personalizza – per esempio con tecnologie come la chiusura centralizzata, cambio elettronico o il navigatore – ed effettua “trapianti di cuore” a macchine più o meno vecchie. Grazie al decreto Retrofit (D.M.T. n. 219 del 1 dicembre 2015) basta un aggiornamento della carta di circolazione, che rimane quella originale, così come le targhe. La tecnologia è stata sviluppata da Newtron, azienda di Villafranca, Messina, che prevede l’“espianto” del il vecchio motore e la sostituzione con uno elettrico. «Alcune automobili sono veri capolavori di tecnica che non andrebbero modificati. Ma il mondo è pieno di macchine vecchie che nessuno usa perché hanno mille problemi, o perché le normative non lo permettono più. Il nostro è un grande gesto di amore verso queste auto, e anche verso le città, che finalmente potrebbero vedere le strade ripopolate di grandi icone del design riconvertite all’elettrico» (cit. Andrea Garibbo, founder).
https://officineruggenti.com/?lang=it 

Celebrare l’eredità accoppiandola con l’avanguardia tecnologica è l’esercizio di restyling retrofuturistico fatto dallo studio slovacco Petovdesign per un esemplare di bicicletta pieghevole, Oneybike: da diporto, è fatta come i primi velocipedi della belle époque, con la ruota davanti enorme con la sella e il manubrio sopra e il ruotino dietro. Poche mosse e la bici si ripiega per essere riposta o trasportata.
http://www.petovdesign.com/works/oneybike.html
TECH – Tutto questo vale anche per la tecnologia. Sony celebra i 40 anni del Walkman con ‘My Story, My Walkman’, una mostra visitabile ancora per qualche giorno al Sony Park di Ginza, in Giappone. Interessante notare come il primo lettore di musicassette portatile, simbolo di una generazione e un’icona del design coniugato all’innovazione, è oggi un oggetto del desiderio, nelle aste dei collezionisti arriva ad assumere il valore di 600 euro.
https://www.ginzasonypark.jp/e/
Questa “nostalgia analogica” ha ispirato il progetto Vidget realizzato da Snap e Columbia University. È stata creata una cover per smartphone con pulsanti e rotelle dall’aspetto primitivo, che tuttavia si avvalgono di tecnologie di ultima generazione come un accelerometro interno per migliorarne la funzionalità. Il progetto è nato per arricchire l’esperienza dell’utente e restituire alle sue mani il potere di far accadere le cose con gesti antichi. Le funzioni sono intercambiabili e i tasti analogici si possono usare per rispondere al telefono, zoomare o scattare le fotografie.
http://www.cs.columbia.edu/cg/vidgets/
APP & MODA – E a proposito di Tech, ecco Vintag. L’applicazione ideata e fondata da Francesca Tonelli, per vendere e acquistare oggetti «autenticamente vintage». Vintag è un marketplace di oggetti-icona che si guadagnano l’accezione di «vintage» perché «vecchi» di almeno vent’anni. Pezzi unici di antiquariato e modernariato di pregio, raffinati e dalla caratura sublime, soprattutto vestiario, gioielleria, arredamento, borse. Dal baule della nonna alla rete, matericità carica di storie uniche e potenzialità dell’e-commerce sono gli ingredienti del successo di questa start-up italiana. Vintag ha 75 mila prodotti in vendita: l’articolo meno costoso è un bottone da un euro, tra quelli di maggior valore ci sono un furgoncino Fiat anni Settanta da 48mila euro, la Birkin di Hermès da 28 mila euro, i mobili di design, come le lampade anni Settanta di Achille Castiglioni o i tavoli di Alvar Aalto. Pezzi curiosi e unici come le insegne anni Quaranta e oggetti iconici come flipper o juke box anni Cinquanta, una Vespa anni Sessanta e una Chevrolet Camaro del 1979. Non c’è magazzino: sono gli articoli dei 25.000 utenti iscritti – di cui 3.000 sono negozi specializzati – che espongono le loro proposte su questo canale di vendita che tra i competitor è l’unico a vantare la specializzazione in vintage originale. La più grande community vintage, un luogo di incontro per collezionisti, artisti, designer, creativi e appassionati di stile che dialoga anche con le grandi maison di moda. Marchi come Fendi e Ferragamo hanno già comprato su Vintag esemplari che mancavano al loro archivio.
https://www.home.vintag.store
Nella moda, all’insegna di un’eleganza perduta e richiamata nostalgicamente in maniera più o meno esplicita, gli esempi sono molteplici e non c’è che l’imbarazzo della scelta.
La collezione P/E 2019 Levis’s Vintage Clothing si ispira allo Space Race, il periodo che segnò il lancio in orbita dello Sputnik (1957): non solo un momento storico indimenticabile, ma anche simbolo di un movimento culturale decisivo per l’umanità. Ripescando dagli archivi storici di Los Angeles la collezione “Rocket City” fa arrivare ai giorni nostri pezzi iconici come le T-shirt con le grafiche rétro, i bomber bicolor da baseball, le trucker jacket a scacchi da rodeo e gli immancabili cinque-tasche in denim, ricreati ad hoc ed invecchiati da lavaggi speciali.
A Cannes 2019 Elle Fanning ha reinterpretato l’iconico “New Look” di Dior del 1947, facendo rivivere sul red carpet il glamour della moda anni Cinquanta.
https://www.vogue.it/moda/article/cannes-2019-elle-fanning-interpreta-il-new-look-di-dior-tailleur-bar
Le prefall, collezioni di moda autunnali che precedono le sfilate, e le collezioni Autunno/Inverno 2019 di Louis Vuitton, Fendi, Chloé, Givenchy, Missoni e Chanel guardano tutte agli anni Settanta. Di sicuro tutti riporteremo indietro gli orologi indossando qualcosa di iconico. Occhiali da sole a goccia, gonne a pieghe, stivali in cuoio, cappotto color cammello, pantaloni a zampa, vestito con stampe floreali o una giacca a quadri. Accessori che ci catapulteranno per un giorno in quegli anni, pur nel marasma dei tanti trend dettati ogni anno dai fashion show.
TRADIZIONI – Ecco Manhattan Milk, un servizio di consegna a domicilio di latte fresco con un servizio di consegna farm-to-table per case, uffici e scuole. Nato per colmare il sentimento nostalgico per lo storico milkman che consegnava il latte e giornali direttamente sulla porta di casa. La bottiglia di latte freschissimo, biologico e proveniente da fattorie con allevamenti non intesivi e sostenibili della Pennsylvania, è venduto anche nei negozi fisici e sulla piattaforma di e-commerce del brand. Consegna settimanale il lunedì all’alba in tutta Manhattan non solo di latte, ma anche di uova, frutta, carne rigorosamente da contadini selezionati e certificati. Il servizio di food delivery è attivo anche a Los Angeles, San Francisco e Londra.
https://manhattanmilk.com
ARTE & CINEMA – Modern gentlemen, in bilico estetico tra ieri e domani, i cineasti, scultori, fotografi e visual artist americani David McDermott e Peter McGough sono autori di opere dal sapore esclusivamente retrò, e hanno fatto del loro stesso stile di vita un’opera d’arte, abbigliandosi e vivendo per un periodo della loro esistenza, esattamente come gentiluomini di inizio Novecento, anni Venti e Trenta. Vivono tra New York e Dublino e considerano sé stessi come dei veri “esperimenti temporali” tra passato, presente e futuro, nel tentativo di costruire un ambiente esistenziale e artistico intorno alla fantasia del secolo scorso, all’insegna del loro mantra «I’ve seen the future, and I’m not going».
http://www.mcdermottandmcgough.com/
Artista ed “eroe iconoclasta”, Riffblast realizza le sue opere con materiale di repertorio vintage: mixa icone religiose dei primi del 900 – cromolitografie, presenti in ogni casa italiana – con elementi della cultura pop, cartoni animati, marchi, oggetti di culto. I risultati estetici sono dissacranti ma non blasfemi, in grado di suscitare un sorriso sarcastico sul nostro recente passato. Una ricombinazione creativa e riflessiva sul tritatutto nostalgico che è il nostro presente.
https://www.instagram.com/riffblast/?hl=it
https://www.depop.com/riffblast/
Parlando di anni Ottanta è d’obbligo citare la serie televisiva di culto estremamente conosciuta in questo momento: Stranger Things. Giunta alla terza stagione è un vero e proprio concentrato di icone, tematiche ed estetiche di quei mitici anni. Epoca diventata serbatoio da cui il presente attinge con citazioni che rimbalzano e si amplificano, come nel caso di Chiara Ferragni che per Halloween ha sfoggiato l’outfit di Eleven, personaggio protagonista della serie. Sono davvero tanti e precisi i riferimenti culturali e allo stile di vita di quel periodo, riprodotti fedelmente in un affresco seriale che fa delle citazioni nostalgiche e delle rielaborazioni degli anni Ottanta la sua cifra stilistica distintiva: i vestiti e gli accessori (zainetto di My Little Pony indossato da Erica), le acconciature, la musica (da Madonna a Bowie ai Queen ai Joy Division), i film e i telefilm (horror, sulla Guerra Fredda, ma anche cult come Ritorno al Futuro e Magnum PI, La storia infinita), i fumetti (Wonder Woman), alcune abitudini sociali come il fumo nei ristoranti, le novità come il primo grande centro commerciale, la sala giochi con i primi videogame (PacMan, Frog) e prodotti come la New Coke (disastroso lancio del 1985 che durò pochi mesi). Piace molto ai ragazzi della Generazione Z, che oltre a godersi il gossip e gli intrighi di questa epoca-playlist, sentono lo stupore per uno stile di vita sconosciuto di cui sentono comunque l’effetto nostalgico nonostante non lo abbiano vissuto.
DESIGN & CASA – Oltre alla moda, l’altro potente attivatore del nostro immaginario collettivo è il mondo del design e dei complementi d’arredo: basta un mobile o un oggetto iconico e cult per riattualizzare atmosfere ed emozioni nostalgiche. Come non citare, a questo proposito, la Thonet N 14, la sedia in paglia di Vienna più famosa al mondo, prodotta fino al 1935, che deve la sua fortuna ad una caduta dalla Torre Eiffel, da cui uscì illesa, ed alla sua forma elegante e sobria, che ancora oggi la rende un oggetto del desiderio di ispirazione.
In chiave di recuperi e rivisitazioni, il designer svizzero Christophe Marchand, quest’anno, ha creato una versione mobile “da ufficio” o da home office, nel massimo rispetto dell’originale, della S 64 di Marcel Breuer che oggi diventa girevole, con base a razze su ruote, in alluminio lucidato e tubolare d’acciaio cromato, con il classico rivestimento in canna d’India intrecciata.
http://it.shop.thonet.de/classici/collezione-s-64-vdr?orderId=&a=526
Per chi vuole un’esperienza immersiva nel design degli anni 80 sovietici su airbnb è possibile affittare una casa a Vilnius, dove il tempo si è fermato e nel cui quartiere non a caso sono stati girati, gli esterni della serie Chernobyl, rivelazione TV dell’anno con 11 nomination agli Emmy. Linas e la fidenzata Rasa vivono nell’appartamento dei nonni di lui, dove il tempo si è letteralmente fermato e hanno deciso di condividere la possibilità di fare un viaggio nel tempo, un salto nel passato surreale ma realistico, con gli utenti di Airbnb. Arredi, suppellettili, biancheria, elettrodomestici, libri, dischi, riviste dell’epoca e anche un grattugia-patate lituano che vinse un premio per il design ed era stato esposto in una galleria. Tutto è soviet-style ma con wi-fi e qualche comfort dissimulato qua e là.
https://va.news-republic.com/a/6714687398128648710?app_id=1239&gid=6714687398128648710&impr_id=6714885891745548549&language=it&region=it&user_id=6611400693558296581&c=wa
MEDICINA – Lo sguardo al passato non solo rassicura, ma qualche volta cura e rende capaci di comprendere il presente ed affrontare il futuro.
Nella riabilitazione delle pazienti oncologiche si fa ricorso allo psycho-burlesque: un progetto di psicoterapia di gruppo mirato al recupero dell’autostima e del benessere della donna colpita da tumore, attraverso workshop esperienziali che utilizzano l’arte del burlesque, reinterpretando le dinamiche dei gruppi di autocoscienza femminista degli anni 70 e 80, riattualizzandoli a logiche contemporanee.
Il burlesque diventa un luogo dell’immaginario in cui il corpo delle donne si reinventa in libertà, fuori dagli schemi culturali e morali e dai canoni proposti dalla moda e dai media, con ironia e allegria, migliorando la percezione corporea e la qualità della vita delle pazienti, aiutando la guarigione.
http://www.burlesquenews.it/intervista-con-la-dott-ssa-luana-de-vita/
SPORT – Tributo ai mitici anni Settanta e Ottanta anche da parte del mondo del calcio: molte nuove divise delle squadre di calcio hanno un richiamo al passato, coniugato con l’innovazione dei materiali tecnici, e virano verso un’estetica vintage che richiama la gloriosa tradizione dei club (p.e. Bologna e Spezia per la stagione 2019-20)
https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/Bologna/02-07-2019/bologna-quanto-sono-vintage-nuove-maglie-340536735479.shtml?refresh_ce-cp
https://www.gazzettadellaspezia.it/comunicati/item/100238-la-maglia-dello-spezia-quest-anno-e-vintage

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