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Roma Capitale modifica il Regolamento per il Commercio nella Città Storica

di Thomas Mambrini

 Nei giorni scorsi l’Assemblea Capitolina ha modificato la propria precedente deliberazione n. 47 del 17 aprile 2018, con la quale sono state introdotte le nuove regole per l’esercizio delle attività commerciali nel Centro Storico della città.

Come è noto, il Regolamento si pone l’obiettivo di tutelare il pregio artistico e culturale ed il decoro del centro storico della Città di Roma, dove è alta la concentrazione di attività commerciali ed artigianali. In questo senso, sono stati previsti limiti alla facoltà di insediamento di nuove attività, in particolare quelle alimentari, con anche l’individuazione di una serie di “attività vietate”, nonché l’introduzione di specifiche prescrizioni in ordine alle concrete modalità di esercizio dell’attività. Il Regolamento individua poi le c.d. “attività tutelate”, ossia attività che in ragione delle loro caratteristiche e delle merceologie trattate, sono considerate meritevoli di tutela sino a considerarle le uniche effettivamente insediabili nell’ambito dei tessuti più centrali della città (sito UNESCO).

All’indomani dell’entrata in vigore del Regolamento sia le associazioni di categoria che alcuni operatori del settore lo hanno impugnato avanti al TAR di Roma, contestandone la legittimità, in particolare, a fronte delle note disposizioni statali in tema di liberalizzazione delle attività commerciali, che tuttavia lo scorso aprile il TAR ha statuito non essere state violate dal Regolamento, se non in una minima parte (sentenza n. 5321/2019).

La delibera che modifica il Regolamento è tuttora in fase di pubblicazione; nell’attesa di poter leggere il testo ufficiale, è già stato anticipato quello che dovrebbe essere il contenuto delle modifiche apportate, anche in recepimento della recente pronuncia del TAR romano:

In tema di consumo sul posto di prodotti alimentari è stato eliminato il riferimento agli “arredi minimali” e alle condizioni minime di fruibilità, così anche da agevolare e rendere più chiara l’attività di controllo da parte degli Uffici competenti. Inoltre, in adeguamento alla sentenza del TAR, è stato eliminato il divieto di consumo sul posto delle bevande alcoliche.

Per quanto riguarda l’insediamento delle c.d. “attività tutelate”, è stato eliminato il requisito soggettivo specifico dell’anzianità (3 anni di iscrizione alla Camera di Commercio), requisito che era stato già ritenuto illegittimo dal Tar di Roma.

Relativamente alle medie strutture di vendita è stato mitigato il divieto assoluto di nuovo insediamento introdotto l’anno scorso, consentendo l’apertura di medie strutture riferite ad attività ricomprese nella categoria delle “attività tutelate”, fermo restando il rispetto della normativa urbanistico-edilizia.

Dal novero delle attività vietate sono state eliminati gli “hard” e “soft” discount, la cui apertura ritorna ammissibile nel centro Città.

Infine, è stata modificata la disciplina del Regolamento relativa ai subingressi nella titolarità o nella gestione di attività commerciali nel sito Unesco, eliminando il divieto di subentro in attività non tutelata, fermo restando il divieto per il subentro nella titolarità o nella gestione di attività vietate.

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