ABBATESCIANNI

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GLI ARBITRATI CONTRO IL TAGLIO DEGLI INCENTIVI AL FOTOVOLTAICO IN SPAGNA

di Avv. Mara de La Vega

Nel 2010 il governo spagnolo imponeva con effetto retroattivo il taglio dell’incentivazione a premio orario per gli impianti fotovoltaici. Successivamente, nel 2013, approvava un’ulteriore misura che prevedeva la riduzione degli incentivi alle energie rinnovabili. Queste misure hanno dato luogo a vari arbitrati d’investimenti contro il Regno di Spagna.

Gran parte degli arbitrati istruiti si basavano sulla Carta dell’Energia, un trattato internazionale multilaterale ideato per proteggere gli investimenti energetici a lungo termine. Tale trattato prevede tre opzioni per dirimere le controversie arbitrali: il ricorso al Centro Internazionale per il Regolamento delle Controversie Relative ad Investimenti (ICSID) presso la la Banca Mondiale, all’Arbitration Institute presso la Camera di Commercio di Stoccolma (SCC) e alla Commissione delle Nazioni Unite per il Diritto del Commercio Internazionale (UNCITRAL). Attualmente sono approssimativamente 30 le cause pendenti che coinvolgono investitori internazionali, per un valore di Euro 7.500 milioni. In questo momento la situazione è sfavorevole allo stato spagnolo, che ha vinto soltanto due controversie su sei.

Il primo di questi arbitrati, istruito nel 2016 dalla società Charanne, non è stato accolto dalla tribunale arbitrale di Stoccolma. Charanne è ricorsa contro le modifiche al sistema degli incentivi del 2010 che per il tribunale arbitrale, invece, non costituivano una violazione dello standard FET (Fair and Equitable Treatment) contenuto nella Carta dell’Energia. Anche il secondo ricorso, proposto da Isolux presso il tribunale arbitrale di Stoccolma – ma fondato sui tagli agli incentivi del 2013 – ha avuto esito favorevole alla Spagna.

Invece, nel maggio 2017, è arrivato il primo esito negativo per il governo spagnolo, con la vittoria del fondo Eiser presso l’ICSID, il Centro Internazionale per il Regolamento delle Controversie Relative ad Investimenti della Banca Mondiale. Successivamente, nel febbraio 2018, nel caso Novenergia, la Camera di Commercio di Stoccolma ha emesso un lodo contro il Regno di Spagna per avere infranto gli standard di protezione degli investimenti di cui alla Carta dell’Energia, ritenendo che la riforma del 2013 fosse stata “radicale, drastica e inaspettata”. Il conseguente lodo è stato reso privo di effetti a tempo indefinito dalla Corte di Appello svedese. Il terzo lodo avverso al governo di Spagna, emesso da un tribunale arbitrale istituito presso l’ICSID, ha dato in parte ragione a Masdar Solar & Wind Cooperatief, fondo situato nei Paesi Bassi ma di proprietà dell’Emirato di Abu Dabi. Nel giugno 2018 la Spagna ha perso il quarto arbitrato d’investimenti riguardante taglio degli incentivi alle rinnovabili. L’ICSID ha infatti emesso un lodo in favore del fondo Antín, ritenendo che la modifica nella regolamentazione degli incentivi fosse stata così repentina da violare la Carta dell’Energia.

Bisogna tenere presente che il 10 novembre 2017 è stata pubblicata una Decisione della Commissione Europea in cui si sostiene che, essendo la maggioranza degli arbitrati contro Spagna intrapresi da investitori di altri paesi dell’ UE, tali arbitrati dovrebbero essere ritenuti contrari al diritto dell’Unione. A ciò si aggiunga che la Corte di Giustizia dell’UE, con una sentenza del marzo 2018, ha annullato un lodo in una controversia tra un’ impresa olandese (Achmea) e la Slovacchia, in quanto tale decisione sarebbe stata contraria al diritto europeo. E’ una sentenza che non concerne la Spagna, ma che è stata ugualmente ricevuta con entusiasmo. Olanda e Slovacchia hanno firmato un trattato per favorire gli investimenti in entrambi i paesi. L’accordo stabiliva anche un sistema di arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie. La Corte di Giustizia UE ne ha concluso che la clausola arbitrale del trattato fosse contraria all’autonomia del Diritto dell’Unione, e pertanto incompatibile con questo. Inoltre bisogna tenere presente che l’UE ha avvertito la Spagna che qualsiasi risarcimento riconosciuto da un tribunale arbitrale agli investitori esteri dovrà essere sospeso ed essere notificato alla Commissione in quanto potrebbe configurarsi come aiuto di stato.

Tale scenario rende la situazione circa l’eventuale esecuzione dei lodi arbitrali alquanto incerta.

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